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Open source come application framework

Open Source come Application Framework

L’Open Source non è più una soluzione di nicchia utilizzata soltanto da un gruppo ristretto di aziende. Al contrario, i dati confermano la sempre più crescente popolarità del modello open. Ma in quali aree viene impiegata maggiormente una piattaforma open source?

Secondo il report di Nextvalue le aree software, ad “alto potenziale”, su cui i manager aziendali stanno concentrando le intenzioni e le priorità di investimento sono legate al “middleware web e application server”. Nel riquadro “diffusione” troviamo invece le soluzioni che hanno già una maturità tale per cui sono già largamente impiegate anche a livello enterprise; stiamo parlando nello specifico di sistemi di content management, portali e mashup services.

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Ciò che però è rilevante è la voce “Application framework” per il fatto che “si candida a passare nei quadranti di alto potenziale o diffusione”. Si tratta dunque di una “zona calda”, dove si stanno concentrando curiosità e un livello di intenzione di investimento alto. Vediamo di cosa si tratta!

Application Framework: l’ “impalcatura” per sviluppare applicazioni

Framework significa letteralmente impalcatura/intelaiatura e sta a indicare una “piattaforma che funge da strato intermedio tra un sistema operativo e il software che lo utilizza.” In sostanza si tratta di un insieme di moduli/librerie che forniscono servizi, componenti di codice etc, utili al programmatore per poter sviluppare un’applicazione web o enterprise. Un framework di sviluppo web permette in breve lo sviluppo di altre applicazioni. I suoi componenti sono infatti creati per essere utilizzati e condivisi da altre applicazioni per svolgere azioni che lo sviluppatore non dovrà così preoccuparsi di implementare partendo da zero.

Stiamo parlando quindi di piattaforme open source che danno la possibilità, a partire dal codice sorgente, di sviluppare o implementare un progetto tramite componenti/funzioni già esistenti che fornisce lo stesso vendor o che la stessa community implementa, svolgendo così una funzione di tester e co-sviluppatore.

Sviluppare applicazione web o enterprise tramite una piattaforma open source è dunque la prossima, se non l’attuale, intenzione di investimento nel futuro prossimo. Il perché sta in motivi come riduzione dei costi, tempi ma anche più sicurezza, grazie a mille occhi di sviluppatori esperti che possono intervenire e correggere errori di scrittura in qualsiasi momento. Inoltre, il modello open source consente di innovare e personalizzare molto rapidamente, caratteristica peculiare delle piattaforme open sviluppate in linguaggio Java.

Perché scegliere una piattaforma Java?

Java è uno dei linguaggi di programmazione più utilizzati non solo da programmatori ma dalle stesse aziende, infatti “circa il 26% delle organizzazioni con team di sviluppo Open Source ha piani di adottare una piattaforma in Java open source.” I motivi?

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Quale miglior spiegazione di un esempio pratico?  Axioma Cloud CRM, il software di Customer Relationship Management che Axioma ha sviluppato usando il framework Holon Platform, ha le tipiche caratteristiche di usabilità e intuitività dei prodotti software di consumo più avanzati.

La soluzione è dotata di un client di posta elettronica, un calendario, un modulo di gestione contatti, strumenti di marketing e vendita, moduli per la gestione delle relazioni, della pianificazione e reporting delle attività e di un mdulo per la gestione delle segnalazioni clienti (ticketing). Tutti i moduli sono integrati tra di loro con la gestione dei documenti.

Le caratteristiche delle piattaforma Java utilizzata stanno nell‘alto livello di scalabilità, affidabilità e nell’opportunità di una gestione trasparente e semplice dei dati provenienti da diversi fonti. Inoltre, tutte le funzionalità dell’applicazione, dal backend all’interfaccia utente, possono essere sviluppate rapidamente e consentono inoltre di applicare un alto livello di personalizzazione.

Le soluzioni che Axioma ha sviluppato con l’ausilio di una piattaforma Java open source sono diverse; dai uno sguardo per saperne di più!

 

 

 

 

 

 

 

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Supply Chain 4.0: quali soluzioni impiegare?

Ieri si è tenuto l’evento organizzato da Logistica Efficiente “Metodi e sistemi evoluti per ottimizzare la Supply Chain” a cui abbiamo partecipato attivamente anche noi di Axioma. Insieme ad altre aziende, abbiamo discusso di Supply Chain nell’era 4.0 e delle rispettive criticità e le soluzioni per gestirle e rendere l’area produttiva efficiente, a passo con la crescente customizzazione e rapidità del mercato.

A introdurre l’evento è stato Diego Giometti, Senior Partner Consultant – SIMCO, che ha aperto la mattinata con una survey di Aberdeen, sottolineando alcuni dati interessanti rispetto alla gestione “end to end” della supply chain. Uno degli argomenti trattati dal report riguarda le sfide che le aziende stanno affrontando oggi:

  • costi crescenti della supply chain (51%)
  • aumento della volatilità della domanda (51%)
  • clienti più esigenti quindi richieste sempre più diversificate e ad hoc (48%)

Come rispondere a tali complessità? Aberdeen ha chiesto anche questo ai top manager, i quali hanno risposto così:

  • ottimizzazione degli stock
  • segmentazione del forecast
  • visione olistica della supply chain
  • pianificazione ottimizzata delle attività

Questi sono alcuni degli obiettivi prefissati che stanno però trovando difficoltà a essere soddisfatti per diversi motivi, tra cui per esempio la mancata formazione delle risorse che spesso hanno una resistenza mentale all’innovazione tale per cui non si riesce a viaggiare alla stessa velocità del cambiamento in atto. Questo è uno forse degli impedimenti maggiori alla digital transformation, su cui l’Italia in particolar modo dovrebbe lavorare. Ma oltre a questo ostacolo, c’è il problema delle soluzioni software impiegate che, in molti casi, al posto di facilitare l’operatività aziendale, la rallentano. Ieri si è cercato dunque di rispondere proprio a questa necessità: rendere efficiente il processo produttivo.

Vediamo quali sono le aree e le soluzioni toccate:

SUPPLIER COLLABORATION: la gestione dei fornitori ha un ruolo strategico nell’ottimizzazione della supply chain. Gartner definisce questo elemento come un “processo che permette alle organizzazioni di controllare i costi, guidare l’eccellenza dei servizi e mitigare i rischi per ottenere un maggiore valore“. Riuscire però nella gestione efficiente di questo key element non è facile se non si ha dalla propria parte una soluzione software intuitiva ma soprattutto immediata. Per far funzionare questo processo della catena produttiva è necessario uno strumento integrato ma anche user-friendly che sia in grado di cambiare e comunicare le variazioni in tempo zero e riportarle ai fornitori attraverso una soluzione di immediata consultazione e usabilità.

SCHEDULING: lo schedulatore è uno strumento altrettanto essenziale, per il fatto che va a risolvere molte criticità fonte di rallentamenti e inefficienze quali scarsa reattività a fronte di eventi perturbativi, complessità delle attività di organizzazione, sincronizzazione del lavoro, di calcolo e di modello. Si crea così un sistema di “fabbrica intelligente”, come l’ha definita uno dei relatori.

DEMAND PLANNING: tale sistema permette l’analisi e la previsione della domanda. Si tratta di uno strumento utile a stimare valori attesi per il futuro attraverso l’analisi di una grande quantità di dati che provengono da diverse fonti dell’azienda, sia interne che esterne. I risultati che si riescono a ottenere sono diversi: miglioramento del livello di servizio rispetto alla domanda reale, ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse produttive-logistiche, riduzione delle scorte da mancate vendite e dei costi di approvvigionamento.

L’evento si è concluso con l’intervento “Dal make to stock al configurer to order: la supply chain nell’Industria 4.0” di Axioma che, assieme al partner sedApta, ha introdotto l’importanza di una suite di SCM integrata, di cui fa parte anche il nostro strumento di CPQ, configure-price-quote. Durante l’evento si è parlato di sfide da superare, una delle quali è la crescente e sempre più articolata complessità dei prodotti. Ecco che uno strumento di CPQ permette proprio di soddisfare questa esigenza al meglio perché si adatta a tutte le aziende di produzione che realizzano prodotti configurati e personalizzati, sulla base di specifiche dettate dal cliente.

Questi sono i temi principali toccati all’evento di ieri e tutti affrontati con la logica e l’obiettivo di ottimizzare la supply chain, cuore pulsante del settore industriale, per fare in modo di correre alla stessa velocità della trasformazione digitale e della quarta rivoluzione industriale. La vostra azienda ha le soluzioni software adatte per ottimizzare la Supply Chain?

 

 

 

 

 

 

 

 

come migliorare l'efficienza aziendale

5 punti su come migliorare l’efficienza aziendale

A noi piace partire dai dati. Anche in questo caso infatti siamo partiti dall’Assintel Report 2018 e abbiamo analizzato quali sono le priorità di business delle aziende italiane nel 2018 per capire dove concentrare i nostri sforzi in quanto azienda informatica al servizio delle imprese italiane.

Priorità business 2018 - Assintel

Da questi dati risulta che la prima sfida che le aziende sentono di dover affrontare è quella della fidelizzazione del cliente. Questo dato dimostra che molte imprese sono uscite dalla crisi e quindi ora si possono concentrare su attività volte alla crescita dell’azienda e non solo alla sua sopravvivenza. Di fidelizzazione del cliente e Customer Satisfaction però abbiamo già parlato nel nostro articolo sul Customer Service, quindi ora ci possiamo dedicare al secondo e terzo posto della classifica, cioè la Riduzione dei costi aziendali e l’Incremento delle produttività del lavoro dei dipendenti.

Entrambe queste tematiche afferiscono direttamente alla sfera dell’efficienza, meta agognata nel pieno della crisi, ma evidentemente ancora attuale per chi ancora non si sente al sicuro.

Come migliorare l’efficienza aziendale quindi?

La aree di intervento possono essere tante e varie, ma noi ci occupiamo di software, quindi abbiamo fatto ciò che ci viene meglio e abbiamo cercato di capire quali sono le possibilità dal punto di vista applicativo. Abbiamo perciò messo insieme alcuni obiettivi parziali che concorrono poi al raggiungimento del goal finale: l’efficienza aziendale.

1 Utilizzare software semplici, ovvero non complicarsi inutilmente la vita

Partiamo dal punto all’apparenza più banale: per lavorare di più e in meno tempo dobbiamo avvalerci strumenti facili da usare. Sembra la più ovvia delle conclusioni, eppure quante volte sentiamo che l’informatica e in generale la tecnologia ci sono nemiche invece di sostenerci? Soprattutto quando si tratta di lavoro e business e quindi gli strumenti intervengono in processi complessi che devono essere compiuti sotto la pressione di tempo e obiettivi, si compie l’errore di scegliere soluzioni informatiche senza tenere conto della loro complessità d’uso. Eppure un software è solo un mezzo per raggiungere un obiettivo e come tale il suo scopo principale non deve essere solo quello di ottenere il risultato, ma anche di farlo nel minore tempo possibile e col minimo sforzo. Vien da sé che un software complicato, poco intuitivo, con la capacità di innervosire chi lo utilizza, manca almeno uno dei suoi obiettivi. Con una soluzione user-friendly invece gli effetti sono immediati: maggiore produttività, minor tempo, minori costi.

2 Mettere a disposizione tutte le informazioni

Se vogliamo migliorare l’efficienza dell’azienda, e quindi aumentare la produttività a fronte di una riduzione dei tempi e dei costi, dobbiamo mettere le persone nelle condizioni di avere sempre disponibili tutte le informazioni di cui ha bisogno. Lasciare che lo scambio di conoscenza avvenga solo attraverso le interazioni personali all’interno dell’azienda è troppo rischioso, se non ottimistico. Pensiamo a un commerciale, ad esempio. Se deve andare in visita da un cliente, è bene che sappia qual è la storia della relazione con lui: banalmente i prodotti che ha già, le offerte che gli sono state già sottoposte, il materiale marketing inviato. Prima di poter recuperare tutte queste informazioni semplicemente chiedendole ai colleghi coinvolti, potrebbe passare troppo tempo, e potrebbe non venire a sapere tutto ciò che gli serve. Spostiamoci dall’area commerciale e facciamo un altro esempio: personale tecnico che deve occuparsi di una richiesta post-vendita di un cliente. Anche in questo caso è importante sapere se aveva inoltrato altre richieste in precedenza, quali sono i prodotti acquistati, se esistono casi simili già risolti in precedenza, …. tutti elementi che potrebbero essere facilmente centralizzati e resi disponibili da un solo software applicativo e quindi raggiungibili in pochi clic.

3 Rendere accessibili tutte le funzioni facilmente

Per portare a compimento una determinata attività, ognuno di noi deve utilizzare diverse applicazioni aziendali. Entrare e uscire da queste, avviare nuovi programmi, utilizzare strumenti diversi sono tra le maggiori perdite di tempo per chi sta cercando di compiere un lavoro, lo sappiamo bene tutti. Una figura manageriale che deve ad esempio controllare le performance commerciali di una certa area e poi confrontarle con gli sforzi marketing, dovrebbe entrare e uscire da diverse applicazioni. Come può intervenire una soluzione informatica in questo caso? Raggruppando tutte le funzioni che servono nella stessa applicazione.

3-bis Mettere a disposizione informazioni e funzioni, sempre e ovunque

Questa è una postilla ai due punti precedenti, poiché tratta ancora della disponibilità di informazioni e funzioni, ma aggiunge due variabili: il tempo e lo spazio. Senza addentrarci in tematiche di telelavoro, possiamo però sostenere con sicurezza che l’efficienza aziendale passa inevitabilmente anche dalla possibilità di poter lavorare in qualsiasi posto e momento grazie a una connessione via internet. Chiamate e e-mail da smartphone e tablet hanno fatto la differenza per i lavoratori, ma perché limitarsi a questo? Perché non consentire un pieno utilizzo di un’applicazione software anche fuori dall’ufficio? Chi potrebbe beneficiarne è subito chiaro: dipendenti in trasferta con davanti lunghe ore di viaggio, o personale con la necessità di fornire immediatamente a un cliente il suo preventivo. E queste sono solo alcune delle occasioni in cui può succedere che la disponibilità via web e mobile di un’applicazione possa aumentare l’efficienza di un’azienda.

4 Monitorare e analizzare

Non basta agire e mettere le persone in grado di dare il meglio sul lavoro. Arriva un momento in cui è necessario trarre conclusioni per prendere le decisioni migliori sul futuro. Misurare lo sforzo che è costato il raggiungimento di un determinato obiettivo aziendale è fondamentale in un’ottica di attenzione ai costi. E questo genere di analisi va compiuto non solo alla conclusione di un processo, che sia commerciale o produttivo, ma anche durante il processo stesso per effettuare eventuali azioni correttive. Software applicativi in grado di fornire avanzate funzionalità di analisi sono quindi da preferire, proprio per i vantaggi che portano.

5 Integrare, integrare, integrare

Per ultimo, ma non per importanza, il punto senza il quale la maggior parte dei passi precedenti sarebbero irrealizzabili: utilizzare soluzioni integrate. Innanzi tutto spieghiamo cosa significa: utilizzare applicazioni che “si parlano” tra loro, che attingano cioè una dai dati dell’altra. Questo nella pratica si traduce per prima cosa in dati coerenti, autentico miraggio per tante aziende ancora oggi. Eppure non sarebbe più facile la vita di tutti se il gestionale, il CRM e le soluzioni di gestione della produzione utilizzassero tutti gli stessi codici cliente o codici prodotto? Non sarebbe più breve analizzare ogni mese le performance commerciali se i dati che risultano alla direzione vendite fossero gli stessi che si trovano nell’ERP? Siete d’accordo anche voi che il personale in trasferta potrebbe lavorare meglio, in modo più efficiente, se si basasse su dati affidabili e coerenti in tutti i sistemi, e non validi solo nell’applicazione a cui riesce ad accedere? L’integrazione tra i sistemi renderebbe possibile tutto questo.

Questi sono i punti su cui secondo noi è importante riflettere se ci si sta chiedendo come migliorare l’efficienza aziendale, e anche le caratteristiche sui cui vale la pena investire quando si valuta l’adozione di un software per la propria azienda, che si tratti di gestionale, CRM, CPQ (nel caso di prodotti configurabili) o SCM.

Axioma ha tenuto ben presente queste caratteristiche quando ha sviluppato le sue soluzioni, e i suoi clienti hanno ottenuto gli obiettivi di efficienza che cercavano. E nella tua azienda avete tenuto in considerazione gli stessi punti?

customer service CRM

Customer Service CRM per fidelizzare i tuoi clienti

Il customer service ha assunto negli ultimi anni un ruolo centrale per le aziende, che non possono farne a meno se desiderano mantenersi competitive sul mercato e instaurare relazioni di successo con i propri clienti.

Secondo i responsabili dei customer service l’obiettivo è quello di ottenere maggiore efficienza, migliorare la soddisfazione dei clienti e rendere il servizio clienti un asset strategico per il proprio business. Migliorare il customer service si rivela una priorità per la maggior parte delle aziende, ma secondo uno studio realizzato da Forrester Reasearch il gap tra le aspettative dei clienti e il servizio fornito dalle aziende è elevato.

“L’80% delle aziende crede di offrire un’esperienza di servizio clienti di livello superiore, ma solo l’8% dei clienti ammette di ricevere un trattamento di questo genere”.

Molte aziende infatti, nonostante i benefici economici siano evidenti, stanno ancora cercando di capire come migliorare questa attività.

Cosa deve fare il customer service?

Il customer service si occupa di soddisfare le esigenze del cliente in modo efficiente e tempestivo. La qualità dei prodotti e dei servizi forniti dall’azienda ricopre un ruolo fondamentale nella retention dei propri clienti, tuttavia anche l’esperienza offerta dopo la firma del contratto fa la differenza. Fa parte dell’ultima fase del processo di vendita, che non dev’essere in nessun modo tralasciata perché ne va della soddisfazione e della fidelizzazione del cliente. È importante raccogliere i sistemi, le informazioni e i flussi di lavoro interni ed esterni all’organizzazione aziendale per servire i clienti in maniera proattiva, cercando di andare oltre agli approcci tradizionali dettati dal mercato. È necessario essere in grado di anticipare le problematiche e le richieste dei clienti sapendoli guidare nella risoluzione al fine di eliminare i motivi per i quali ci hanno contattato.

Con l’espressione customer service non si intende solo il classico call center, anche quello potenziabile, ma tutto ciò che riguarda il post-vendita e le richieste che arrivano dalla clientela dopo aver effettuato l’ordine. Si può trattare di richieste di assistenza, di reclami sulle consegne o sul prodotto, …

Per fare questo, la tecnologia e i sistemi software avanzati e integrati possono fornire un valido aiuto.

In che modo un customer service CRM può aiutarti?

Attraverso una soluzione che ti permette di conoscere il cliente a 360 gradi. Un software CRM (Customer Relationship Management) consente di raccogliere tutte le informazioni sui clienti e prospect e di gestire l’intero processo di vendita, dalla creazione di opportunità commerciali fino alle attività di post-vendita.

Secondo un’analisi dell‘Osservatorio CRM & Social CRM 2017, il 38% delle aziende ritiene di avere una buona conoscenza della propria Customer Base, il 6% in più rispetto al 2016. Allo stesso tempo però, il 63% ne ha una conoscenza parziale o incompleta e nella maggioranza dei casi l’utilizzo del CRM è collocato all’interno della direzione marketing e vendite e molto meno nell’area customer service. In realtà, è proprio in quest’ultima fase che la raccolta di tutte le informazioni provenienti dall’area marketing&sales viene utile per offrire assistenza in maniera personalizzata e quindi garantire una risoluzione delle problematiche veloce ed efficiente. Solo conoscendo bene il cliente si può fornire una risposta adeguata, completa e soddisfacente.

Con strumenti di customer service CRM come quello che offre Axioma i clienti sono più soddisfatti grazie alla possibilità di raccogliere le loro richieste in modo semplice e veloce e con a disposizione tutte le informazioni a loro correlate (come ci siamo conosciuti, cosa ha acquistato, quali e-mail ci siamo scambiati, che attività abbiamo svolto nei loro confronti, …). Axioma propone Axioma Cloud CRM, il software CRM che offre supporto nell’automazione della forza vendita e nella gestione di clienti e prospect, con moduli specifici per l’organizzazione di tutto il processo relativo all’erogazione dei servizi post-vendita al cliente. Con Axioma Cloud CRM potrai raccogliere le segnalazioni dei clienti e monitorare lo stato di avanzamento di ogni richiesta, con relativa evasione.

 

sicurezza IT

Sicurezza IT: nuove minacce, ancora poca consapevolezza

1127 attacchi gravi registrati a livello mondiale. Stima dei costi causati dagli attacchi: 500 miliardi di dollari, causando ai privati cittadini una perdita pari a 80 miliardi di dollari. Questi sono alcuni dei dati presentati martedì 13 marzo dal Rapporto Clusit 2018, il report che ogni anno presenta la situazione a livello internazionale in riferimento alla sicurezza It. Situazione che rispetto all’anno scorso non è migliorata affatto.

Chi e come attaccano i nuovi hacker?

Rispetto al 2017 sono incrementati i casi di malware (l’arma più utilizzata, con un incremento del 95%) che colpiscono soprattutto i settori quali research/education (+29%), software/hardware vendors (+11%) e healthcare (+10%). Si stimano tassi di attacchi molto elevati nei confronti delle imprese,  precisamente ogni 5 minuti un’azienda viene colpita da un virus.

Quale canale prediligono? La posta elettronica rimane il mezzo preferito e prediletto per insinuarsi e diffondersi nei sistemi aziendali e violare dati sensibili.

Rispetto al 2011 il numero di attacchi informatici è aumentato del 240%. Solo nell’arco dell’anno scorso è stato registrato oltre 1 miliardo di persone vittime di almeno un virus. E probabilmente il numero di violazioni aumenterà! Solo negli ultimi 6 mesi per esempio i cyber criminali hanno portato a casa un bel bottino: circa 7 milioni di dollari e questo grazie a cryptominer. Fenomeno che si è venuto a diffondere in seguito al recente ‘boom’ delle criptomonete. Vediamo di cosa si tratta.

Cryptominer: in cosa consiste?

Cryptominer attacca la CPU, ovvero l’unità centrale di calcolo del computer, tramite l’invio di e-mail con cui diffonde un linguaggio in codice. All’apparenza non risulta per niente sospetto perché composto da parole comprensibili e di uso quotidiano, ma riesce ad autorizzare il computer sorgente del messaggio a compiere determinate azioni. Un altro metodo che utilizza è quello di convincere l’utente a installare un dropper (=downloader) che a sua volta scarica un miner, cioè il componente minaccioso.  Il dropper ovviamente viene presentato sotto forma di un annuncio pubblicitario o di una versione gratuita di un software. Dunque, una volta che l’utente ignaro clicca sul banner o apre la propria e-mail, il computer di quest’ultimo viene messo al lavoro per risolvere i complessi algoritmi necessari a generare monete digitali.

In parole povere, attraverso cryptominer gli hacker si arricchiscono di critpmonete, come per esempio Bitcoin, mercato che sta diventando sempre più redditizio…soprattutto per gli hacker. Infatti, a differenza del denaro vero, la moneta digitale può essere creata da chiunque sia in grado di costruire una blockchain mediante calcoli matematici e quindi ottenere guadagno.

Cybersecurity: il punto della situazione

Come ci si aspettava, la situazione non è dunque migliorata e molto probabilmente peggiorerà viste ancora le scarse precauzioni da parte delle aziende.

“Gli investimenti in sicurezza informatica nel nostro paese sono ancora largamente insufficienti e ciò rischia di erodere i benefici attesi dal processo di digitalizzazione della nostra società” Andrea Zapparoli Manzoni, Clusit

Siamo infatti nel pieno della digital transformation per cui stanno avvenendo cambiamenti e progressi verso la tecnologia molto importanti e significativi ma, almeno per quanto riguarda il nostro belpaese, ci troviamo ancora troppo indietro. Come possiamo infatti immaginare di stare al passo con la rivoluzione digitale se non siamo ancora in grado di investire le giuste risorse in misure di sicurezza informatica?

Secondo IDC “meno di 1 azienda su 4 investe più dell’1% del fatturato in ICT. Solo il 3% investe oltre il 5% mentre il 69% investe meno dell’1% dei ricavi complessivi in ICT e addirittura il 7% delle imprese non ha effettuato nell’ultimo anno alcun investimento. La media complessiva è pari all’1,1%.

Digital Transformation e sicurezza IT vanno di pari passo

Come si può evincere, la sicurezza IT non rientra ancora a far parte delle priorità di un’azienda. I motivi? L’alibi più utilizzato sta nella mancanza di risorse economiche, ma in verità manca un vero e proprio piano dedicato esclusivamente alla sicurezza IT. Quello che succede in molte aziende è che se ne occupa chi in realtà non ha le competenze adeguate o comunque il suo ruolo non è focalizzato esclusivamente sulla sicurezza informatica. Il problema è che il processo della digital transformation è essenziale, va dunque sostenuto con un piano di investimento esclusivamente basato sulla sicurezza dei sistemi informatici aziendali.

“La sicurezza informatica – una delle declinazioni della più ampia gestione del rischio – è uno snodo imprescindibile nei processi di digital transformation” IDC

Ora più che mai, se la digital transformation è appunto lo step obbligatorio per poter continuare a essere competitivi, è altrettanto doveroso implementare soluzioni IT solide quindi performanti e sicure. In vista inoltre del GDPR, che ancora una volta ricordo entrerà effettivamente in vigore il 25 maggio 2018, diventa un vero e proprio obbligo per tutte le aziende che, oltre ad evitare danni reputazionali e di immagine che un eventuale attacco informatico causerebbe, eviterebbero in questo modo sanzioni molto salate.

“La security non è solo ‘tecnologia’, ma anche conoscenza delle minacce a cui siamo quotidianamente esposti. Solo in questo modo la cyber security può davvero diventare un processo consolidato a tutela del business” Intermedia Channel

Ad oggi l’unica arma, come abbiamo detto e ridetto più volte, è la prevenzione attraverso soluzioni informatiche sicure e performanti ma anche attraverso fornitori affidabili che sappiano davvero, in base ai diversi bisogni, dare un supporto solido. Axioma, con un’esperienza nel settore IT di oltre trent’anni, presenta soluzioni e servizi ad hoc in collaborazione con partner esperti, riconosciuti a livello internazionale come Kaspersky e Veeam.

La tua azienda è protetta in modo adeguato?

 

 

 

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Te.Co. rafforza la gestione reclami con Axioma Cloud CRM

Te.Co. – Tecnologia Commerciale S.p.A. ha scelto Axioma Cloud CRM per la gestione del post-vendita: la gestione reclami e delle segnalazioni diventa così più organizzata e veloce, per rispondere meglio al cliente.

“Un’idea di servizio dove il cliente esprime un desiderio e questo desiderio è già stato realizzato, attende solo di essere recapitato.

Realizzare i desideri e addirittura anticiparli: questo è ciò che facciamo da oltre 35 anni, con oltre 1.300 codici di cavo speciale già disponibili a magazzino e con articoli che abbiamo pensato, progettato e brevettato appositamente per voi.”

Questo è ciò che si legge sul sito di Te.Co., azienda che si è sempre distinta per il suo orientamento al cliente e alla sua soddisfazione. Come tutte le aziende innovative e attente alla clientela, sa benissimo che una relazione non si interrompe con la vendita: il cliente va seguito anche dopo la firma del contratto. È solo così che si rafforza la brand reputation e si crea fedeltà nel cliente, che a volte può anche diventare un nostro ambasciatore. Chi è l’ambasciatore? Una sorta di pubblicità gratuita e la migliore su cui potreste contare: grazie all’esperienza diretta e attraverso il passaparola, sarà lui a promuovere i vostri prodotti, a suggerire ad aziende amiche di contattarvi perché siete affidabili e professionali.

Volete qualche dato?

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Torniamo a ciò che ha fatto Te.Co. per la gestione reclami: producendo cavi elettrici, doveva far fronte alle richieste relative a resi merce, verifiche sulla conformità dei prodotti, sui livelli di servizio garantiti ed effettivamente erogati, … E con 37.000 ordini processati all’anno capirete anche voi che un semplice file Excel non può offrire un’operatività veloce e senza errori.

La velocità nell’evasione delle richieste poteva essere soddisfatta con una soluzione integrata con tutto il processo di lavoro: con il gestionale da cui recuperare i dati del cliente, del catalogo prodotti e quelli per emettere eventualmente note di accredito. Una gestione reclami a tutto tondo, con informazioni documentali, gestionali e logistiche integrate.

Tutte le operazioni post-vendita dovevano trovare collocazione in un sistema di registrazione ed evasione più organizzato e integrato, che potesse fornire nel più breve tempo possibile i dati sul cliente che effettuava il reclamo, le tempistiche di risposta e quindi gli stati di avanzamento delle richieste e che potesse integrarsi ai flussi gestionali e logistici dell’azienda, per completare la risoluzione del reclamo.

Già cliente con il gestionale DW2000, Te.Co. si è rivolto ad Axioma per rispondere alla sua esigenza e ha adottato un sistema di gestione reclami via web.

Per conoscerne i dettagli, leggi qui la case history.

Se invece vuoi richiedere una demo su Axioma Cloud CRM contattaci qui.

 

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La fatturazione elettronica tra privati: cosa c’è [ancora] da sapere

L’anno scorso abbiamo scritto un articolo sull’attesissima fatturazione elettronica tra privati, la cosiddetta Fattura B2B. In quell’articolo dicevamo che le aziende avevano la possibilità di godere fin da subito dei benefici fiscali derivanti dall’adozione di questa modalità di fatturazione.
Modalità quindi disponibile e opzionabile, ma non obbligatoria.

In quanti avranno aderito? Pochi (alcune statistiche parlano dell’1% delle aziende), date le incertezze che, come sempre, generano queste disposizioni intermedie.
Con l’approvazione della manovra finanziaria del 30 novembre 2017 in Senato, le incertezze crollano e la fatturazione elettronica tra privati diventa obbligatoria.

Fatturazione B2B: il tuo gestionale è conforme? Axioma Cloud ERP è già predisposto per la nuova normativa. Scrivici per scoprire come funziona!

Fatturazione elettronica tra privati: normative, scadenze e dati di utilizzo

Senza ripercorrere tutti i passi normativi che hanno portato ai diversi step della fatturazione elettronica – anche perché ammettiamolo, alla maggior parte di noi interessa in concreto COME oggi dobbiamo adeguarci – vediamo i punti salienti: nel 2014 è entrata in vigore la FattPA, ovvero l’obbligo di fatturare in modalità elettronica alla Pubblica Amministrazione. Tutte le aziende fornitori di Comuni, Province, Regioni, scuole, … stanno utilizzando da circa 4 anni questa nuova, e unica, modalità di fatturazione.

Dall’Agenzia dell’Entrate possiamo recuperare i dati sull’utilizzo, riferiti ai diversi periodi. Vediamo il primo mese di avvio:

  • 6 giugno 2014 – 30 giugno 2014: 25.851 file fattPA inviate al Sistema di Interscambio, di cui il 53% non conforme.

Per altri periodi potete consultare il sito http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/numeri_sdi.htm

Da gennaio 2017 tale modalità è possibile anche tra privati, come si diceva prima in regime opzionale. Di seguito il report a gennaio 2018 della Fattura PA e Fattura B2B:

Dati fatturazione elettronica tra privati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima fase compiuta. Ora tocca rendere obbligatoria anche la fatturazione elettronica tra privati.

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati dal 1° gennaio 2019. Ma non per tutti, vediamo i dettagli:

  1. Decorrenza 1° luglio 2018 per le cessioni di benzina o gasolio per motori e per le prestazioni rese da subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici. Questo significa l’abolizione della scheda carburante da parte di soggetti IVA che dovrà essere documentata solo con fattura elettronica
  2. Decorrenza 1° settembre 2018 per i soggetti extra-UE nell’ambito tax free shopping. In concreto in caso di cessioni di beni o servizi per un valore superiore a 154,94 euro, ai fini personali o familiari, da trasportarsi in bagagli personali fuori dal territorio doganale comunitario, l’emissione delle fatture deve avvenire in modalità elettronica. È uno stimolo per il turismo europeo in quanto i residenti al di fuori della Comunità Europea possono richiedere a rimborso l’IVA pagata sugli acquisti effettuati in Italia.
  3. Decorrenza 1° gennaio 2019 per tutte le operazioni effettuate nei confronti di altri privati titolari di partita IVA, tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.
  4. Esonero dall’obbligo per i soggetti di minori dimensioni che si avvalgono del cosiddetto “regime di vantaggio” previsto dall’art. 27 comma 3 del Decreto Legge n. 98/11 o del “regime forfettario” previsto dalla Legge n. 190/14

Cosa succede se non si rispetta l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati? In caso di inosservanza dell’obbligo di fatturazione elettronica B2B è necessario ricordare che il documento emesso in qualsiasi altra forma non ha nessuna validità. Trovano poi applicazione le sanzioni amministrative che consistono in un pagamento compreso tra il 90 e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio.

Facciamo un passo indietro: che cos’è la fatturazione elettronica tra privati?

Fatturazione elettronica tra privati, fatturazione B2B, fatturazione Business to Business, fatturazione tra imprese: stiamo parlando della stessa cosa!
La fatturazione elettronica tra privati consiste nell’emissione di una fattura in formato elettronico standard (XML), nella sua trasmissione e ricezione tramite il Sistema Di Interscambio (SDI) e nella relativa conservazione sostitutiva per 10 anni in formato elettronico.

Al momento lo standard previsto è simile a quello utilizzato per la fattura PA, ma bisognerà adeguarsi al formato unico europeo che la Comunità approverà in tempi successivi.
La fattura B2B sarà l’unica fattura ammessa e ne garantisce l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità dal momento della sua emissione fino al termine del suo periodo di conservazione.

Perché adottare la fatturazione elettronica tra privati?

Innanzitutto per recepire le direttive europee, volte a creare un unico mercato con standard condivisi per facilitare il commercio e lo scambio tra i Paesi membri.

Altro punto è rappresentato dai vantaggi che la dematerializzazione dei documenti comporta, lo abbiamo detto per altri processi aziendali, ma vale anche in questo caso: riduzione dei costi, semplificazione delle operazioni e maggior possibilità di controllo.

Nello specifico, lo Stato è in grado di:

  1. prevenire e contrastare l’evasione fiscale e, soprattutto, le frodi IVA, fenomeno particolarmente elevato nel nostro paese;
  2. aumentare la semplificazione fiscale;
  3. ridurre il numero degli adempimenti fiscali, grazie a una maggiore quantità di dati a disposizione dell’Amministrazione Finanziaria.

Per gli utilizzatori del sistema, come abbiamo sottolineato nell’articolo citato all’inizio, la maggior parte dei vantaggi economici non deriva dal risparmio sui costi di stampa o spedizione, ma dalla completa automazione e integrazione dei processi tra le aziende: se da entrambi i lati si utilizzano processi digitalizzati, si evitano data entry manuali con conseguenti rischi di errori e perdita dei dati, duplicazioni di informazioni e ridondanze di registrazioni a favore di tempi più veloci nei pagamenti e nelle ricerche documentali.

Per riepilogare di quali vantaggi potremmo godere a regime:

I vantaggi fiscali:

  • Accertamenti fiscali ridotti di 2 anni con tracciabilità dei flussi finanziari
  • Rimborsi IVA entro 3 mesi dalla richiesta
  • Controlli fiscali meno gravosi
  • Soppressione della comunicazione dello Spesometro periodico
  • Soppressione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità sul credito IVA (per importi superiori ai 5.000€)

I vantaggi economici e di processo:

  • Riduzione acquisti materiali quali carta, buste, bolli
  • Riduzione dei costi di stampa, spedizione ed archiviazione
  • Riduzione del tempo di archiviazione e ricerca documenti
  • Integrazione dei processi di Ricezione delle Fatture
  • Riduzione delle attività manuali
  • Azzeramento dei costi dovuti agli errori di data entry
  • Riduzione dei tempi di esecuzione
  • Eliminazione dei ritardi e dei disguidi dovuti all’invio di fatture cartacee
  • Riduzione degli errori di fatturazione
  • Unificazione comunicazione commerciale e fiscale

Un’unica via: la dematerializzazione dei processi

Siamo nel bel mezzo del cambiamento. Sta a noi decidere se farne parte fin da subito o arrivare in ritardo e con più fatica.

Le normative italiane e comunitarie stanno accelerando processi che in altri stati sono già completamente digitalizzati e consolidati. Ma non possiamo aspettare l’obbligo normativo per innovarci, risparmiare e organizzarci meglio.

Serve una tecnologia adeguata, serve personale competente e qualificato o comunque una formazione più adeguata dei team di lavoro, servono processi ben definiti e controllabili. Serve prima di tutto un cambiamento nella mentalità dell’imprenditoria, ma non solo. Il cambiamento deve coinvolgere tutti: dal negozietto sotto casa che accetta pagamenti tramite carta ed emette fatture elettroniche, alla multinazionale che condivide informazioni, documenti e processi uniformi in ogni sua sede attraverso sistemi di collaboration, di gestione documentale avanzata che consente processi autorizzativi senza alzarsi dalla scrivania  e senza l’utilizzo della penna per apporre la firma, di integrazione delle informazioni tra applicazioni diverse, …

Da parte nostra cerchiamo di diffondere questa cultura e soprattutto di aiutare le aziende nel cambiamento, accompagnandole nell’adozione di nuovi modelli di lavoro in cui l’efficienza dei processi aziendali viene coniugata alla capacità di interagire efficacemente con clienti e fornitori, ma soprattutto all’interno dell’azienda stessa.

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Digital Transformation e CRM: la personalizzazione automatizzata

Digital Transformation e CRM: come sono correlate? Eccoci un’altra volta ad esaminare due espressioni sulla bocca di tutti per cercare di dare una risposta univoca a tutto ciò che si legge in rete e in tutti i motori di ricerca. Eppure questa volta ci sentiamo di poter dire che Digital Transformation e CRM non sono solo parole di moda, ma rappresentano una necessità per chi ha il compito in azienda di sviluppare il business.

Cerchiamo di capire meglio partendo da una possibile definizione di Digital Transformation, di cui è stato detto e scritto già molto. In modo molto semplice possiamo dire che che si tratta della risposta del business a un mondo sempre più digitale. Questa definizione però tralascia un concetto fondamentale, e cioè che, per attuare la Digital Transformation, il business non deve essere passivo, ma anzi la Digital Transformation si realizza solo quando le migliori tecnologie vengono applicate ai più importanti processi di un’azienda.

E ancora non basterebbe, perché la vera trasformazione c’è non solo quando una tecnologia entra in azienda, ma quando l’incontro avviene a metà strada: da un lato la tecnologia viene in aiuto, ma dall’altro lato è il processo di business e le persone coinvolte a muoversi per innovarsi, per raggiungere risultati migliori.

Molte imprese lo hanno già capito, visto che i dati indicano investimenti importanti: un giro d’affari mondiale legato agli investimenti in digital transformation da 1.200 miliardi di dollari, proiettato verso (e oltre) i duemila miliardi se si allarga la prospettiva al 2020. (fonte: IDC – Worldwide Semiannual Digital Transformation Spending Guide )

Digital Transformation e CRM: non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre le stesse cose

Ed eccoci alla questione calda: il CRM. Abbiamo stabilito quindi che sono i più importanti processi di business quelli interessati dalla Digital Transformation. E cosa c’è di più importante del processo commerciale all’interno di un’azienda? Quello cioè che stabilisce la sopravvivenza stessa dell’impresa con la sua ricerca della linfa vitale, cioè i clienti?

Digital Transformation e CRM quindi non sono per forza legati, ma lo devono essere se un’azienda vuole sopravvivere in un mondo digitale. E come per tutto il resto, anche in questo caso l’incontro deve avvenire a metà strada tra tecnologia e cambiamento di paradigma. Come diceva qualcuno, se vogliamo che le cose cambino… cambiamo le cose!

CRM: verso una personalizzazione… automatizzata

Il CRM è lo strumento principe per la creazione di nuove opportunità commerciali e per il mantenimento di quelle già esistenti. È uno strumento il cui utilizzo va da chi si occupa di marketing, fino alle figure commerciali più classiche, ma spesso nelle aziende possono essere le stesse persone. Un CRM avanzato inoltre si arricchisce anche di funzionalità di analisi, per imparare dai propri errori o per rafforzare certe best practice piuttosto che altre.

In ogni caso tutto gira intorno ai dati e a come questi vengono trattati. La comunicazione più efficace infatti è senza dubbio quella personalizzata, quella che riesce davvero a rispondere a un’esigenza di un cliente o addirittura ad anticiparla. La comunicazione comunque è solo una parte del processo commerciale, perché anche le vecchie tecniche di vendita ormai non hanno più presa: anche qui i clienti si aspettano un trattamento riservato e personale.

Ciò che se ne ricava è immediato: più dati abbiamo a disposizione, e più questi sono organizzati, più è possibile attuare campagne commerciali di successo.

La Digital Transformation entra in gioco proprio in questo momento, rendendo possibile un reale utilizzo dei dati a disposizione attraverso strumenti tecnologici avanzati che automatizzano la maggior parte delle operazioni necessarie a pianificare, monitorare, tracciare e poi analizzare ogni azione commerciale. Un CRM che abilita la Digital Transformation infatti è uno strumento che consente di scegliere in un database di contatti gruppi di destinatari selezionati in base alle caratteristiche che hanno in comune e confezionare per loro messaggi e azioni su misura. Il tutto in modo automatico. E sempre automaticamente, tracciare tutto ciò che succede.

Digital Transformation e CRM: quali possibilità concrete?

Non bisogna poi certo dimenticarsi dell’attualità più stringente, e cioè della necessità di proteggere i dati e di rispettare la privacy di chi ci ha dato il consenso a utilizzarli. Ci riferiamo ovviamente alla GDPR e a tutte le sue conseguenze, che un CRM ha il compito di gestire, ma per questo rimandiamo a un apposito articolo.

Certo, come già detto sopra non basta imporre una tecnologia dall’alto e… voilà, la Digital Transformation è fatta! È un processo di incontro e adattamento a due sensi, da un lato le persone che devono fare un piccolo sforzo di innovazione, dall’altro la tecnologia e di conseguenze i vendor che devono adattarsi alle esigenze proprie di ogni azienda.

Il nostro CRM va in questa direzione, con la sua capacità di automatizzare i processi commerciali di ogni azienda, essendo stata sviluppato con una tecnologia all’avanguardia. E il vostro?