Cloud Computing è il nome che identifica un modello tecnologico ormai primario e diffuso nell’adozione del software e di altri prodotti informatici in tutto il mondo. Il motivo è semplice.

Il cloud computing infatti rende possibili alcuni progetti che a volte vengono interrotti sul nascere perché si viene spaventati dall’investimento iniziale o dall’obsoloscenza dell’hardware. Il cloud computing invece permette proprio di superare questi ostacoli di “affittare” queste soluzioni via internet e a distanza, appunto.

C’è chi invece è ancora diffidente rispetto a questa soluzione, principalmente perché ha paura della sicurezza. Eppure è vero il contrario, poiché è proprio la scelta di affidarsi a un fornitore competente e qualificato che garantisce la sicurezza contro attacchi informatici e altri tipi di incidenti.

SaaS, IaaS, PaaS… queste sono alcuni dei modelli proposti a seconda delle esigenze di ogni impresa.

Queste e altre motivazioni vengono prese in considerazione nei nostri articoli dedicati al tema.

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Digitalizzazione: tra smart working e contatto umano

È passato un mese e mezzo dall’inizio del 2021, ma è troppo presto per dire cosa ci riserverà questo nuovo anno, che segue uno dei più imprevedibili della storia dell’umanità.

Possiamo però fare qualche bilancio sul 2020 e, concentrandoci sull’effetto che la pandemia ha avuto sul lato tecnologico delle nostre vite, diciamo senz’altro che c’è stata un enorme spinta alla digitalizzazione.

Questa riflessione è ampia. Si estende infatti sia delle imprese, che delle singole persone, che hanno cambiato il loro stile di vita nei consumi, come nel lavoro. D’altra parte questa pandemia, e la ri-scoperta dello smart working, hanno reso il confine tra vita privata e lavorativa estremamente labile.

Digitalizzazione durante la pandemia: i numeri

Ma vediamo i numeri. Secondo lo studio di Deloitte Umanesimo digitale, stella polare della ripresa il 30% dei consumatori europei ha provato per la prima volta shopping online e e-banking durante la prima ondata Covid. Quasi la stessa percentuale (35%) di intervistati pensa che sfrutterà i canali di vendita digitali anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria.

Questo però non significa che la digitalizzazione risolva ogni necessità. Infatti il 41% degli intervistati dichiara di preferire un mix tra canale virtuale e fisico per lo shopping. Il 38% ritiene comunque che l’aspetto umano non sia sufficientemente considerato.

Guardiamo all’aspetto prettamente lavorativo. Possiamo invece dire che le aziende che avevano già iniziato un processo di digitalizzazione hanno potuto affrontare l’emergenza senza interruzioni lavorative.

Il 38% dei rispondenti dichiara infatti di essere riuscito a svolgere le proprie attività regolarmente durante il lockdown solo grazie all’innovazione tecnologica.

Noi stessi di Axioma da un giorno all’altro abbiamo potuto cominciare a lavorare da casa senza difficoltà e nella massima sicurezza. ERP, CRM, gestione documentale… Era già tutto accessibile via web prima della chiusura, quindi non c’è stata alcuna difficoltà nel cambiamento di location, da ufficio a casa.

I sistemi di protezione attivati hanno reso ogni collegamento sicuro. Addirittura è stato possibile accedere ai desktop dei pc in ufficio (dove capita di salvare qualche file) con facilità e in totale sicurezza.

Senza digitalizzazione: tra stop lavorativi e vulnerabilità dei dati

Chi ancora non aveva cominciato la digital transformation dei suoi processi si è invece trovato più in difficoltà e ha dovuto passare attraverso un tempo di transizione per organizzarsi.

La dipendenza dalla carta o comunque da sistemi ancora non accessibili dal web, ha creato inevitabili rallentamenti al business. Anzi, si può parlare di un pericolo vero e proprio per le persone che si trovavano costrette ad andare in ufficio durante il periodo più nero della pandemia.

Tante imprese inoltre non avevano un piano specifico di protezione dalle minacce informatiche, né avevano mai messo in atto una corretta formazione dei propri dipendenti. Spesso infatti capita che questi non sappiano come comportarsi davanti a mail sospette o SMS ingannevoli. Per queste imprese la sicurezza di dati e sistemi è stata pericolosamente messa a rischio.

Il futuro tra smart working e contatto umano

L’altro lato della medaglia che emerge dalla ricerca è che il contatto umano è ancora insostituibile, per fortuna. Chi durante il lockdown ha lavorato soltanto in smart working ha espresso in percentuale maggiore l’esigenza di contatto umano (55%) rispetto a chi ha lavorato in presenza o in modalità ibrida (50%).

Lo smart working quindi ha portato vantaggi e svantaggi e come ogni cosa andrebbe valutata nel suo complesso. Ancora non sappiamo come sarà il 2021, ma possiamo prevedere facilmente che il virus farà ancora parte delle nostre vite. Allo stesso modo lo smart working farà ancora parte della vita aziendale, e forse potremo godere dei suoi lati positivi sfruttandolo in una modalità parziale, con giorni di presenza e giorni di lavoro da casa.

Quello che è certo è che la spinta alla digitalizzazione ormai è iniziata e ha pervaso ogni aspetto della nostra vita, lavorativa e non. I suoi vantaggi sono stati evidenti a tutti e ora l’unica cosa che rimane è scegliere il miglior fornitore di soluzioni software informatiche, che possa offrire consulenza sui processi di business con un’architettura tecnologica modellata sulle esigenze dell’impresa.

 

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Servizi Cloud Computing: dall’emergenza all’opportunità

Ti stai chiedendo se i servizi di Cloud Computing facciano per te o siano adatti solo all’emergenza? Questo è l’articolo che fa per te.

Siamo ormai alla fine di questo 2020, un periodo senza precedenti che ha segnato in modo indelebile le nostre vite, personali e professionali. L’avvento dello Smart Working, da alcuni agognato, da altri odiato, ha dato modo di sviluppare nuove vie di svolgere la propria attività, sia nei tempi, sia nelle modalità, oltre che nelle interazioni con i colleghi. Inoltre la crisi che si è innescata inevitabilmente dopo questo stop a tanti settori si evolverà secondo vie ancora difficili da prevedere.

Ma c’è un elemento che non solo non ha subito cali, ma anzi ha avuto una diffusione esponenziale tra le imprese: i servizi di Cloud Computing.

I numeri dei servizi di Cloud Computing nel 2020

Il cloud infatti si è rivelato il migliore “abilitatore” per affrontare la crisi poiché ha reso concretamente possibile uno Smart Working pienamente funzionante ed efficiente. In particolare le logiche di SaaS (Software-as-a-Service), hanno consentito a migliaia di persone di lavorare da casa propria con tutti gli strumenti che erano solite utilizzare in ufficio.

I numeri parlano chiaro. Secondo l’Osservatorio del Politecnico l’adozione nelle PMI è passata dal 30 al 42% a seguito dell’emergenza Covid-19. Una crescita enorme in un settore come quelle delle Piccole e Medie Imprese tradizionalmente scettico rispetto alla Digital Transformation. E di sicuro, come abbiamo già anticipato, il SaaS è il protagonista, con una crescita di ben il 46% rispetto al 2019. In particolare le applicazioni che più hanno interessato la rivoluzione cloud sono quelle dedicata alla gestione dei documenti e della collaboration, all’e-commerce, ma anche all’analisi dei dati.

Anche la parte IaaS (Infrastructure-as-a-Service) è cresciuta del 19%, ricordando quindi quanto sia fondamentale anche la gestione e la manutenzione di un impianto tecnologico che possa sostenere una Digital Transformation completa ed efficace.

servizi cloud computing Politecnico Milano 2020

Questi dati di crescita però sono inevitabilmente legati all’emergenza che tutte le aziende hanno vissuto e stanno vivendo. Ma è possibile trasformare questa crescita dettata da una crisi a una vera e propria opportunità?

Così dovrebbe essere, per cercare di non sprecare un’occasione di crescita. Ma quali sono i vantaggi quindi dell’adozione del cloud in un’impresa?

Servizi di Cloud Computing: dall’emergenza all’opportunità

Partiamo dal più ovvio, e cioè che il cloud abilita lo Smart Working. E’ vero che questa emergenza sanitaria prima o poi finirà, ma lo Smart Working va molto al di là del semplice “lavoro da casa”, si tratta infatti di una metodologia di lavoro flessibile che prevede di eseguire i propri compiti in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, senza rinunciare all’interazione tra colleghi. Ormai numerosi studi dimostrano che la produttività non solo non ne risente, ma addirittura aumenta, e se non bastassero gli studi, basta ormai basarsi sull’esperienza personale di ognuno di noi.

L’altro vantaggio che di solito attira di più l’attenzione degli imprenditori è l’enorme risparmio di costi che il il cloud promette. Noi ve lo confermiamo: si calcola una riduzione del 75% dei costi di utilizzo della tecnologia. Questo è possibile grazie al fatto che l’utilizzo delle tecnologie attraverso il cloud diventa “al consumo e all’esigenza” e se si sceglie il giusto fornitore si puoi godere di vantaggi quali scalabilità e modularità.

Questi per ora sono aspetti ancora legati a una situazione di crisi o comunque di difficoltà. Ma se vi dicessimo che è possibile anche crescere grazie al cloud? Spesso capita infatti che progetti di innovazione aziendale neanche partano proprio perché il budget non consente l’acquisto di un software o perché la tecnologia necessaria è troppo impegnativa, sia dal punto di vista economico che di gestione. Affidarsi al cloud consente invece di accedere a tecnologie allo stato dell’arte, manutenute da veri esperti specializzati in quello. I software possono essere adottati in logica pay-per-use al consumo, senza quindi l’onere dei costi iniziali di attivazione.

Sicurezza e norme di leggi con i servizi di Cloud Computing

Per non parlare di sicurezza. Quando non si ha un’esperienza diretta, è difficile percepire un rischio. Ma basta guardarsi intorno e fare i conti per calcolare un eventuale danno derivato da un’interruzione dei sistemi e di conseguenza del lavoro.

E se qualche malintenzionato dovesse mettere a segno un attacco informatico per rubare i dati e chiedere il riscatto? Sembra la trama di un film, ma ormai è all’ordine del giorno che molte aziende si trovino in questa situazione. E purtroppo pensare “la mia realtà è troppo piccola, a me non può succedere”, non ha superato lo scoglio della realtà, perché il cybercrime è in aumento e non si limita alle aziende di grandi dimensioni.

La verità è che sia che il danno sia doloso, sia un incidente, sia che si tratti di guasti fisici, sia di attacchi informatici, un blocco dei sistemi si calcola in migliaia di euro.

La possibilità di mantenere dati e sistemi in ambiente protetti, costruiti per essere al sicuro da incidenti e attacchi, e manutenuti da persone che fanno solo quello di mestiere è una di quei vantaggi del cloud a cui non si pensa immediatamente, ma che si apprezza al momento giusto.

Ci si può trovare a spendere migliaia di euro non preventivate anche quando i fuorilegge siamo noi. Come? Pagando multe salate perché non abbiamo rispettato una qualche normativa. Un esempio su tutti è la famigerata GDPR, che richiede non solo dei comportamenti idonei, ma anche una tecnologia a supporto che non è così scontato possedere in azienda.

Insomma i motivi per scegliere i servizi di Cloud Computing al di là dell’emergenza Covid-19 sono moltissimi e vantaggiosi. Noi di Axioma possiamo fornirti consulenza in questo passo di crescita grazie anche al nostro partner Amazon AWS, protagonista assoluto nel campo. Se sei curioso, puoi approfondire qui. 

 

 

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Digital Transformation: perché attuarla ora

“Nel 2020, secondo il nuovo Digital Transformation Index di Dell Technologies, l’accelerazione digitale ha registrato un importante balzo in avanti, con l’85% delle aziende italiane che ha all’attivo un processo di Digital Transformation.

È evidente, la pandemia da Covid-19 ha spinto le imprese italiane ad accelerare.

Lo scenario globale dell’ultimo anno ha rafforzato la consapevolezza che per affrontare le nuove sfide del mercato la strada da intraprendere è soltanto una: ridisegnare i processi di business in chiave digital.

Pertanto, se da una parte la pandemia sta avendo pesanti effetti sull’economia, dal punto di vista tecnologico invece, sta agendo da acceleratore della digitalizzazione. Ci si è resi conto che l’innovazione tecnologica non è più necessaria solo per competere, ma addirittura per sopravvivere.

Quali sono le priorità di un progetto di Digital Transformation? Quali sono le sfide più grandi?

E ancora, quali sono le tecnologie abilitanti?

In questo articolo abbiamo analizzato i dati più significativi di questa ricerca che ci aiuteranno a rispondere a queste domande.

Le priorità dei progetti di Digital Transformation

Dando uno sguardo all’Italia, le maggiori iniziative sono state prese per abilitare il lavoro da remoto (46%) e per mettere in sicurezza gli asset e i dati aziendali (46%) seguite dai progetti sull’edge della rete (36%).

I risultati incoraggianti partono proprio da un aumento vertiginoso dello smart working, con in parallelo un rafforzamento della messa in sicurezza di dati.

Secondo il 72% dei business leader italiani, oggi, più del 30% della forza lavoro di ogni azienda sta operando a distanza, un dato in linea con la media dei Paesi europei (71%).

Peccato però, che qualcosa di così efficace e utilizzato già da diversi anni in tutta Europa, in Italia sia stato scoperto e apprezzato solo per via di uno stato di emergenza.

In questi mesi abbiamo aiutato molti dei nostri clienti a intraprendere progetti di smart working, con effetti notevoli su tutta l’azienda (e sui lavoratori). Inoltre, ne abbiamo parlato a lungo in diversi articoli del nostro blog, passando a setaccio tutti i benefici di questa modalità di lavoro per tutte le aree aziendali.

 

Le tecnologie abilitanti

Ciononostante, attuare un percorso di digitalizzazione non è qualcosa di facile e immediato.

Innanzitutto, prima di valutare quali tecnologie abilitanti adottare, è opportuno domandarsi se la propria organizzazione è pronta ad affrontare un cambiamento di questo tipo. Per poi decidere a quale livello di profondità arrivare e quali risultati si vogliono ottenere.

Ridisegnare i modelli di business e riuscire a cogliere i vantaggi del digitale sono due elementi fondamentali. Senza di essi, si rischia di investire in qualcosa che poi non si è in grado di sfruttare in maniera efficiente.

Secondo il Digital Transformation Index il focus è su infrastrutture IT agili e scalabili capaci di rispondere tempestivamente a ogni eventuale criticità. Inoltre, gli investimenti si stanno indirizzando verso l’infrastruttura 5G (45%), che serve proprio come pilastro per la trasformazione digitale, verso le soluzioni di cybersecurity (45%) e verso l’hardware 5G-ready (10%).

Quindi, non basta investire in tecnologie tradizionali, anzi. Queste sono tecnologie emergenti e avanzate, necessarie a rendere i benefici di una digitalizzazione duraturi nel tempo.

Gli ostacoli

In realtà è ancora evidente che l’imprenditorialità italiana fa ancora fatica ad abbracciare questo mondo.

In particolar modo a causa di tre mancanze, su cui le imprese dovranno concentrare i loro sforzi nei prossimi anni:

  1. la mancanza di una strategia unica e condivisa derivante a sua volta dall’assenza di una cultura aziendale propensa al cambiamento e all’innovazione
  2. la carenza di risorse economiche
  3. la mancanza di competenze adeguate, che rallenta o ancora peggio, impedisce la piena realizzazione di progetti innovativi

Purtroppo, queste condizioni poco favorevoli portano le imprese a intraprendere progetti di trasformazione digitale con risorse e budget molto limitati o addirittura a non poterli intraprendere affatto.

Digital Transformation: perché attuarla ora?

Alla luce di queste considerazioni e di quello che stiamo affrontando a livello mondiale, diventa cruciale dare continuità ai processi di business e alla redditività delle aziende. Per farlo, non ci resta che cogliere tutte le opportunità che il digitale ci può dare.

Qual è il momento migliore per innovarsi, se non quello di oggi?

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Smart Working e Cloud: un’accoppiata vincente

Nell’articolo precedente abbiamo visto che, a cinque settimane dallo scoppio dell’emergenza Coronavirus, molte aziende si sono attrezzate per abilitare lo Smart Working.

Il primo bilancio non è stato negativo, infatti, dalla nostra intervista a colleghi e clienti, abbiamo potuto trarre le seguenti conclusioni: maggior efficienza e produttività dei lavoratori, meno costi per le aziende e anche meno traffico e inquinamento.

“Secondo una ricerca Bva Doxa di metà marzo il 73% delle aziende italiane ha introdotto il lavoro agile per garantire continuità operativa durante la pandemia da Coronavirus. Il 90% si dice soddisfatto dei risultati in termini di efficienza e operatività.”

In poche parole, lo Smart Working ha impatti positivi sia sulla qualità della vita lavorativa, sia sull’ambiente.

I dubbi più frequenti

In realtà, per molte aziende queste considerazioni sullo Smart Working non sono una novità poiché ne fanno uso già da parecchi anni, ma c’è chi, invece, ha fatto conoscenza con questa modalità solo ora e, purtroppo, è stato colto di sorpresa.

Infatti, molte imprese non erano ancora pronte ad attuare una trasformazione digitale di questa portata e per tutelare la salute dei lavoratori e allo stesso tempo mantenere la continuità dei servizi, si sono ritrovate ad attivare lo Smart Working in pochi giorni, in maniera improvvisata.

E come per tutte quelle cose sulle quali non siamo adeguatamente preparati, hanno dovuto fare i conti con molti dubbi e difficoltà.

Quali rischi si possono correre? Quali sono gli strumenti tecnologici più adeguati? Ci vuole molto tempo per abilitarlo? E ancora, come è possibile garantire sicurezza e fruibilità dei dati aziendali a tutti i lavoratori?

Queste sono alcune domande sulle incertezze più comuni, alla quale abbiamo provato a rispondere con una sola parola: il Cloud.

Vediamo insieme perché.

Azzerare i rischi

L’esigenza di rendere in breve tempo l’azienda e i suoi dipendenti in grado di lavorare da casa, in alcuni casi, ha portato a sottovalutare l’attivazione del lavoro agile con la seguente frase: “vi basterà utilizzare il vostro pc personale e sarete in grado di lavorare come se foste in ufficio”.

In gran parte è vero, ma bisogna prima di tutto pensare ai rischi che può comportare, in termini di sicurezza, privacy e cybersecurity.

Accedere all’email aziendale, ai calendari e alle applicazioni software via web da un pc esterno all’azienda può andare a scapito della sicurezza dell’intera rete aziendale.

Infatti, in azienda, per proteggere reti e computer vengono utilizzati firewall, proxy, antivirus e sistemi di messaggistica sicuri.

Ma a casa? Bisogna far attenzione alla qualità della propria connessione, ai sistemi operativi in uso (che devono essere aggiornati), all’antivirus installato, alla gestione delle password…

Perciò, è fondamentale attrezzarsi con strumenti per proteggere le connessioni da remoto e che possano garantire la totale sicurezza nella gestione dei dati.

Quindi, da dove iniziare?

Per prima cosa è opportuno fornire una VPN (virtual private network) e sicura e  limitare i diritti di accesso ai soli dipendenti.

E poi? Non è finita qui.

Esiste una modalità che, oltre a garantire che tutti i dati aziendali vengano memorizzati in cartelle locali sincronizzate in tempo reale con il server, rende in breve tempo l’azienda e i suoi dipendenti agili e collaborativi in tutta sicurezza: il Cloud.

Attivare il Cloud richiede poco tempo

La cosiddetta “nuvola tecnologica” rende disponibili, ad ogni computer in grado di accedere ad internet, le risorse aziendali (dati e infrastruttura) garantendo continuità, flessibilità e sicurezza.

Dunque, i vantaggi del Cloud ormai li conosciamo tutti, ma chissà quanto tempo richiederà attivare e trasferire tutto sul Cloud…

In realtà, qualche ora!

Possono testimoniarlo molti nostri clienti che, in questi giorni di emergenza sanitaria, in un arco temporale molto breve, hanno potuto attivare e fruire dell’utilizzo delle soluzioni software Axioma per tutti i loro dipendenti, a livello nazionale e globale.

Quindi, non lasciatevi spaventare dal pensiero che i tempi di attivazione possano essere lunghi e difficoltosi, perché non è così.

Comunicazione a distanza sicura

Nel concreto, quindi, tutto si può tradurre in un accesso facile e sicuro alle informazioni, ai documenti e ai dati aziendali.

Ma per quanto riguarda la comunicazione coi colleghi? Bisogna rendere sicura anche quella.

C’è chi utilizza email e telefono, ma in questi giorni è esploso l’utilizzo di strumenti di videoconferenza perché permettono una maggior pianificazione degli appuntamenti e un’interazione migliore tra gli interlocutori.

Anche in questo caso, utilizzare strumenti di questo tipo attraverso il Cloud garantisce una comunicazione sicura a distanza.

Il Cloud favorisce l’adozione dello Smart Working

Insomma, lo Smart Working aumenta la produttività e la flessibilità e il Cloud ne favorisce l’adozione in tutta sicurezza e velocità.

Il nostro partner Amazon AWS mette a disposizione servizi di cloud computing, il proprio supporto e la propria assistenza per lo sviluppo di progetti digitali, soprattutto per l’abilitazione allo Smart Working.

E noi di Axioma possiamo aiutarti a realizzare le condizioni necessarie affinché tutti i tuoi collaboratori siano sempre in grado di accedere alle informazioni aziendali attraverso prodotti e servizi per attivare postazioni di lavoro virtuali e strumenti di videoconferenza.

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5 settimane di Smart Working. Un primo bilancio

Oggi, 26 marzo, siamo quasi a 5 settimane complete dallo scoppio di questa emergenza. Molte aziende hanno preso la strada dello Smart Working da subito, altri più gradualmente dopo una o due settimane. Sta di fatto che ormai è passato un po’ di tempo anche dagli ultimi che si sono convinti e quindi si possono già guardare i primi dati e rispondere alle prime domande.

Cominciamo dai numeri. Secondo il Corriere della Sera, i numeri dello Smart Working sono aumentati vertiginosamente.

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Fonte: corriere.it

Niente di sorprendente in effetti. C’è però da riflettere sul fatto che qualcosa di così efficace come lo Smart Working, già disponibile da diversi anni, sia stato scoperto solo in stato di emergenza. Ma prima di trarre conclusioni, abbiamo fatto qualche domanda ai nostri colleghi e ai nostri clienti che hanno scelto il telelavoro per cercare di capire, nel concreto, cosa significa lavorare da casa.

I: Domanda poco scientifica: lavori più o meno di prima?

Tutti, all’unanimità, hanno risposto “Di più!”. Le motivazioni sono diverse: si passa dalla mancanza di pause e distrazioni, alla maggiore facilità di isolarsi e quindi di concentrarsi su quello che si sta facendo. L’azzeramento del tempo necessario per recarsi al lavoro e per tornare elimina il rischio di ritardi e gli orari stessi diventano più fluidi, quindi spesso non ci si rende conto di che si sono superate abbondantemente le 8 ore.

I: Come procede la comunicazione coi colleghi?

Le risposte in questo caso sono state diverse. Chi utilizza solo mail e telefono, spesso si trova in difficoltà: è più difficile infatti mettersi in contatto con le persone, perché i cellulari diventano una sorta di centralino continuo, di non sempre facile gestione. Chi invece ha associato strumenti di videoconferenza ha trovato un nuovo modo di lavorare, che da un lato costringe a una maggiore pianificazione, dall’altro però concentra tutte le domande e le interazioni nel momento della riunione, così che poi le fasi operative si svolgano senza interruzioni.

I: L’accesso alle informazioni è facile?

Anche per questa domanda le risposte sono state diverse. In Axioma ad esempio, abbiamo tutti accesso al nostro CRM, che da sempre è disponibile via web ed è quindi il repository di tutte le informazioni relative ai clienti e in generale alle vendite. Se ad esempio il nostro direttore commerciale ha bisogno di qualche dato sulle vendite negli ultimi mesi del 2019, potrà avere con pochi clic le sue risposte.
Chi invece non ha accesso a un CRM completamente via web, lamenta il fatto di dipendere ancora una volta da telefono e mail per richieste e scambi continui di messaggi e documenti, alla ricerca del collega che per miracolo ha salvato l’informazione sul suo desktop o nella sua testa.

I: E coi documenti?

La discriminante ancora una volta è la tecnologia scelta. Il sistema documentale di Axioma consente a tutti noi di accedere a tutti i documenti aziendali e salvarli, classificarli e conservarli in totale sicurezza. Purtroppo non è la stessa cosa per chi non può contare su uno strumento simile e si trova quindi a doversi basare solo sulla mail per la condivisione e sul proprio pc per l’archiviazione. Anche il processo di approvazione è complicato senza un motore di workflow, che permetterebbe invece di rendere definitivo un documento senza la creazione di mille versioni sovrapposte e confuse che girano ancora una volta su posta elettronica.

I: E se qualche documento era rimasto fuori dal documentale ma salvato sul desktop di un pc rimasto in ufficio?

Per alcuni rimane inaccessibile, per altri è un problema superabile. Grazie alle tecnologie proposte dal nostro IT infrastructure manager infatti è possibile accedere direttamente alle cartelle di rete in totale sicurezza, creando una vera e propria postazione virtuale.

I: La tecnologia quindi può risolvere ogni cosa?

La maggior parte, ma altre si possono risolvere solo così:

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Sicurezza e continuità con il Cloud Amazon AWS

Torniamo a parlare della tecnologia che ha riscosso più successo negli ultimi anni: il Public Cloud.

L’Assintel Report ha evidenziato che il Public Cloud risulta essere l’area tecnologica dove le imprese concentreranno la maggior parte degli investimenti ICT per il prossimo anno (oltre il 40% sul totale aziende) soprattutto nella sua declinazione SaaS.

Scegliere questa tecnologia significa avere una marcia in più in termini di flessibilità e velocità nello sviluppo di progetti di trasformazione digitale.

Ma le aziende non sono solo alla ricerca di maggior agilità e velocità dei sistemi, vogliono anche maggior sicurezza.

Alla ricerca di più sicurezza

È inevitabile che l’introduzione di nuove tecnologie e dispositivi interconnessi tra loro ci espone ad un rischio maggiore. Se da un lato, infatti, ci saranno strumenti avanzati che ci permetteranno di gestire ed effettuare operazioni sempre più complesse in maniera semplice ed efficiente, dall’altro l’esposizione al Cyber Crime sarà sempre più elevata.

Nel biennio 2017-2018 il numero di attacchi gravi è cresciuto del +37,7% rispetto al biennio 2015-2016 che aveva registrato un aumento del solo +3,8%. [Rapporto Clusit, 2019]

Gli attacchi informatici aumentano e il ruolo della sicurezza non può essere tralasciato o dato per scontato.

L’espansione del Cloud, fino a qualche anno fa, era frenata proprio dal timore in merito alla sicurezza. Molte realtà aziendali pensavano che se i dati erano in rete e gestiti da fornitori esterni fossero più facilmente accessibili e violabili. Oggi, questo concetto si sta invertendo.

Molte aziende hanno compreso che spostare i sistemi informativi sul Cloud può aumentare la sicurezza dell’infrastruttura, e non solo!

Cosa garantisce il Cloud Amazon AWS

Quali sono le problematiche più comuni in ambito IT che devono affrontare le aziende?

I cosiddetti downtime di servizio, il rischio di data breach e la limitata scalabilità di un’infrastruttura IT datata e obsoleta.

Noi di Axioma abbiamo accompagnato molti clienti nel loro percorso verso l’innovazione e ogni giorno ci confrontiamo con i dubbi, gli ostacoli e le esigenze di molte aziende. Ecco perché in questo articolo ci concentreremo su come è possibile risolvere queste criticità, che possono causare perdita di profitti, ma anche danni sulla propria reputazione con i clienti.

Se avete letto questo articolo, saprete già cos’è Amazon AWS. E se vi diciamo che affidarsi al Cloud Amazon AWS significa anche non avere più preoccupazioni in merito al rischio di perdite dei dati, interruzioni di servizio e spese eccessive in aggiornamenti e manutenzioni?

In che modo? Garantendo:

  • MAGGIOR SICUREZZA: tutti i dati aziendali vengono memorizzati in server all’avanguardia sparsi geograficamente per il mondo e gestiti e controllati da personale qualificato il cui compito è esclusivamente pensare alla loro protezione e sicurezza. Qual è il vantaggio di non avere tutti i dati in un unico server fisico? Che sarà molto difficile, se non impossibile, che tutti i server che ospitano i dati vengano violati e/o attaccati contemporaneamente. Inoltre, AWS supporta 90 standard di sicurezza e certificati di conformità e tutti i servizi AWS che archiviano i dati dei clienti offrono la possibilità di crittografare tali dati, in maniera scalabile ed efficiente.
  • CONTINUITÀ: pensate alla vostra giornata lavorativa, potete fare a meno anche un solo giorno del corretto funzionamento del pc e dei software aziendali? Immagino di no. Le cause di queste interruzioni posso essere dovute a disastri naturali, guasti meccanici o errori umani. Pensiamo ad un semplice calo di tensione elettrica, la tua infrastruttura fisica ne risentirebbe e per quanto tempo resterà inutilizzabile? AWS, oltre a fornire servizi di Disaster Recovery che consentono un recupero rapido dell’infrastruttura e dei dati IT a causa di interruzioni, garantisce continuità di utilizzo e un elevato grado di ridondanza.
  • FLESSIBILITÀ: nel contesto attuale si fa fatica ad essere competitivi, la tecnologia si evolve troppo velocemente. Attivare e sviluppare nuovi progetti innovativi in breve tempo e con condizioni economicamente vantaggiose è molto complicato, a maggior ragione per quelle imprese che utilizzano un’infrastruttura IT datata, obsoleta e poco flessibile. Amazon AWS ti permette di attivare nuovi progetti IT in pochi giorni pagando solo le tecnologie che usi. Pensavi di aver bisogno di una gamma di funzioni e servizi più ampia? Nessun problema, con il Cloud Amazon AWS, le modifiche alle configurazioni dei sistemi possono essere eseguite in pochi giorni!

Insomma, il Cloud Amazon AWS ha tutte le caratteristiche necessarie per diventare il partner tecnologico ideale per garantirti innovazione, affidabilità e sicurezza.

Ti piacerebbe adottare soluzioni software in Cloud all’altezza dei cambiamenti richiesti dalla Digital Transformation?

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L’evoluzione digitale in Italia: quali sfide ci aspettano?

Come promesso, riprendiamo l’articolo di settimana scorsa per completare l’approfondimento in merito all’evoluzione digitale in Italia.

Abbiamo avuto la conferma che il mercato ICT continua a essere in forte crescita e, differenze geografiche e settoriali a parte, il Cloud, declinato in tutte le sue forme, domina la classifica delle tecnologie su cui sono stati fatti più investimenti.

Ora, invece, vediamo insieme quali saranno gli approcci, le priorità e le sfide delle aziende italiane nel corso del prossimo anno per affrontare l’evoluzione digitale in atto.

Priorità di business e IT

Oggi tutti parlano di customer experience e di quanto sia importante mettere il cliente al centro.

Sviluppare una strategia orientata al cliente offrendo loro servizi e prodotti sempre più personalizzati e di valore è l’obiettivo principale delle aziende.

Lo conferma anche il risultato della ricerca IDC condotta per l’Assintel Report 2020.

Per il 2020, le aziende italiane saranno focalizzate in misura prioritaria sul miglioramento della soddisfazione e della fidelizzazione dei clienti (oltre il 50%) e sulla riduzione dei costi aziendali (oltre il 30%). Seguono la necessità di entrare in nuovi segmenti di mercato e di sviluppare nuovi prodotti e servizi, per rimanere competitivi in un mercato in continua evoluzione.

Quando si parla di tecnologie e innovazione, però, il vero protagonista è il reparto IT. Se spostiamo l’attenzione verso le priorità prettamente tecnologiche emerge che, a parte la riduzione e il controllo dei costi comune a tutti, le necessità sono diversificate in base alla dimensione aziendale.

I costi possono influire negativamente sull’avvio di investimenti in tecnologie e formazione ed è per questo motivo che la riduzione e il controllo dei costi è l’unica priorità che prescinde dalla classe dimensionale delle imprese.

Per le grandi imprese la priorità sarà quella di migliorare la qualità e i tempi di erogazione dei servizi IT e di potenziare la sicurezza dei sistemi e delle infrastrutture. Infatti, per questa tipologia di azeinde che hanno già effettuato progetti di trasformazione digitale, diventa fondamentale concentrarsi sulla garanzia e la protezione dei sistemi.

Per le medie, piccole e micro imprese, invece, le priorità maggiori sono l’ottimizzazione dei processi IT e l’innovazione del core business.

Date queste tendenze, cosa possiamo ipotizzare?

Sicuramente le imprese stanno accelerando la digitalizzazione e innovazione dei processi e questo sarà un trend che caratterizzerà anche gli anni a venire. A partire dall’azienda più piccola – ma non per questo meno incentivata – fino ad arrivare all’azienda di più grandi dimensioni, l’obiettivo è quello di focalizzarsi su nuovi livelli di innovazione, per non perdere competitività.

Ma quali sono le motivazioni che spingono maggiormente le aziende a digitalizzarsi? Rispondiamo attraverso questo grafico.

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Fonte: Survey IDC per Assintel Report 2020

Le imprese determinate a intraprendere un progetto di digitalizzazione stanno puntando sulla possibilità di ridisegnare il modello di business, quindi di cogliere i vantaggi del digitale per sfruttarli nella pianificazione e definizione di nuovi prodotti, servizi e processi e permettere loro di evolvere insieme al mercato.

Seguono la valorizzazione e monetizzazione dei dati, per poter analizzare e utilizzare i canali digitali in modo coerente, integrato ed efficiente, e gli ambiti relativi alla gestione delle risorse umane, all’introduzione di forme di automazione e all’impiego dei canali digitali in maniera integrata.

Gli ostacoli da superare

In uno scenario come questo, contraddistinto da un cambiamento continuo, non mancano nuove sfide e ostacoli da superare.

Prima di andarli ad analizzare, un segnale importante che ci preme evidenziare è che la maggior parte delle imprese non considera la sicurezza IT un passaggio fondamentale nel proprio percorso di innovazione.

Soltanto il 36% delle imprese spende regolarmente per la sicurezza nell’ambito nel budget generale IT, meno del 10% considera la sicurezza IT un investimento strategico a cui riservare risorse dedicate nel 2020, mentre ben il 44% delle imprese spende in modo del tutto saltuario e contingente, con un’allocazione di risorse che molto spesso e annegata in progetti e investimenti più generali.

Si tratta di dati preoccupanti, perché il ruolo della sicurezza nel budget IT sembra non essere preso in considerazione quanto dovrebbe. Eppure ogni giorno siamo alle prese con nuovi attacchi informatici, sempre più mirati e gravi quindi perché non investire in misure di sicurezza più efficaci?

Quali sono le mancanze da colmare? E dove concentrare i propri sforzi?

Rimanendo all’interno dell’ambito sicurezza IT, la problematica principale è la carenza di risorse finanziarie per gli investimenti, che risulta essere una condizione che riguarda il 31% delle imprese italiane. Tra le sfide più rilevanti con sfaccettature diverse a seconda della dimensione d’azienda – ma questo ormai è un fattore che caratterizza qualsiasi trend – troviamo:

  • la complessità di una gestione continuativa 24×7 della sicurezza
  • la carenza di competenze/risorse umane per una gestione del rischio efficace
  • la definizione di una policy di sicurezza efficace accompagnata dalla crescente complessità delle normative

Cosa ci aspetta nel 2020

Una cosa è certa, esiste un quadro generale molto eterogeneo in merito ai livelli di implementazione delle strategie di digitalizzazione che varia in base alla dimensione aziendale e in base al settore di appartenenza.

Questo gap così elevato deriva in particolar modo da tre mancanze, su cui le imprese dovranno concentrare i loro sforzi:

  1. la mancanza di una strategia unica e condivisa derivante a sua volta dall’assenza di una cultura aziendale propensa al cambiamento e all’innovazione
  2. la carenza di risorse economiche
  3. la mancanza di competenze adeguate, che rallenta o ancora peggio, impedisce la piena realizzazione di progetti innovativi

Purtroppo, la tecnologia continua a essere considerata un costo e questo porta le aziende a intraprendere progetti di trasformazione digitale con risorse e budget molto limitati o addirittura a non poterli intraprendere affatto.

Alla luce di queste considerazioni, se con il Piano Impresa 4.0 lato investimenti e incentivi economici si sta cercando di fare qualcosa, dal punto di vista della formazione è necessario sviluppare nuove competenze e nuovi modelli organizzativi, perché se da un lato la tecnologia ha il potenziale di trasformare il business delle aziende, dall’altro lato i cambiamenti oggi sono troppo rapidi, rendendo le competenze dei professionisti di settore obsolete in poco tempo.

L’analisi del mercato ICT fornisce sicuramente dei dati interessanti, e noi, approfondendo queste tematiche ci auguriamo di avervi fornito qualche spunto di riflessione in più su come far fronte ad un contesto sempre più evoluto.

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Assintel Report 2020: lo scenario ICT in Italia

A ottobre, come ogni anno, si è tenuta la presentazione dell’Assintel Report 2020. La fotografia annuale sul mercato dell’ICT che fornisce una panoramica sugli investimenti e sugli effetti della tecnologia tra le imprese italiane.

Sono già diversi anni che i dati evidenziano un interesse maggiore verso lo sviluppo di competenze legate all’innovazione tecnologica e all’adozione di nuove tecnologie quali i Big Data, l’Internet of Things, l’A.I. e il Cloud, ma le imprese che effettivamente hanno intrapreso un progetto di Digital Transformation sono ancora troppo poche.

Tuttavia in Italia sembra esserci in atto un cambio di rotta. Perché?

Ci si è resi conto che l’innovazione tecnologica non è più necessaria solo per competere, ma addirittura per sopravvivere.

Per questo motivo l’adozione di nuove tecnologie non può essere prerogativa delle aziende di grandi dimensioni, più propense all’innovazione e al cambiamento già da qualche anno, ma deve coinvolgere anche le aziende di piccole e medie dimensioni.

Sviluppare una strategia indirizzata all’innovazione non è semplice, a maggior ragione per quelle imprese con un’impostazione ancora tradizionale, che stanno affrontando una serie di sfide organizzative, economiche e culturali e che quindi faticano a trarne dei vantaggi concreti.

Approfondiremo gli ostacoli, le sfide e le priorità del 2020 nel prossimo articolo, perché prima è opportuno capire qual è il trend di spesa ICT in Italia.

 

Qualche numero sul mercato ICT in Italia

Nonostante un rallentamento del PIL, il mercato dell’Information Technology italiano è in crescita rispetto all’anno scorso (+2,3%) registrando una spesa che supera i 31 miliardi di €.

Entrando più nel dettaglio e analizzando le due componenti principali, IT e Telecomunicazioni, il trend è caratterizzato da dinamiche differenti: mentre il comparto IT registra una spesa complessiva superiore ai 24,2 miliardi di € e una crescita del 3,8%, la spesa delle aziende per i Servizi di Telecomunicazioni si assesta sui 6,9 miliardi di €, registrando una diminuzione del 2,7% rispetto al 2018.

Fino a qui, niente che ribalti la situazione registratasi durante gli anni scorsi dove il comparto delle Telecomunicazioni faticava a raggiungere risultati soddisfacenti.

Ciò che cattura maggiormente l’attenzione e gli investimenti da parte delle aziende è il mercato delle tecnologie della Terza Piattaforma (Cloud Computing, Big Data e Analytics) e degli Acceleratori di Innovazione (IoT, A.I., Blockchain, Realtà virtuale e aumentata, Robotica,…) dove in termini di volume e crescita trionfa il mercato dei servizi di Public Cloud (ne abbiamo parlato qualche settimana fa proprio qui) con una crescita del 26,1% rispetto al 2018 e livelli di spesa che nel 2020 supereranno i 2,5 miliardi di €.

Grafico Public Cloud 2018-2020

Fonte: Elaborazioni IDC per Assintel Report 2020

Il Public Cloud è una tecnologia flessibile ed economica e non sorprende che sia lo strumento prediletto per iniziare un processo di trasformazione digitale.

Finora, in linea generale la spesa ICT cresce, ma se entriamo nel dettaglio ci accorgiamo che la situazione è un po’ disomogenea.

Il 25% delle Medie Imprese e il 23% delle Grandi Imprese intendono incrementare la spesa nel corso dei prossimi 12 mesi, in alcuni casi anche al di sopra del 20% (circa il 2%). A comprimere la spesa per il 2020 sono soprattutto le Micro e le Piccole Imprese, rispettivamente il 10 e il 7%.

Come dicevamo prima, la distribuzione della spesa ICT mostra una forte concentrazione nelle aziende di grandi dimensioni (48% del valore totale del mercato) e il settore merceologico che contribuisce maggiormente alla spesa è quello manifatturiero (23% del valore totale del mercato) seguito da quello finanziario (21%). Inoltre, rispetto all’area geografica, troviamo ai primi posti il Nord e Centro Italia (Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna insieme nel 2020 genereranno il 64% della spesa nazionale).

Ciò che evidenziano questi dati è un’Italia divisa in due. Inoltre viene da chiedersi, quanto avrà influito il Piano Impresa 4.0?

Gli investimenti hanno avuto sicuramente un ruolo centrale nello sviluppo di progetti innovativi e nell’introduzione di macchine intelligenti e software evoluti, ma non dimentichiamo ciò di cui abbiamo parlato in un articolo di un paio di mesi fa: la Nuova Legge di Bilancio ha apportato delle modifiche al Piano Impresa 4.0 rendendo gli investimenti più accessibili alle piccole e medio imprese.

Si spera, quindi, che questo divario così evidente possa – in parte – essere sanato da questa nuova opportunità.

Ovviamente è presto per dirlo, i risultati non sono ancora visibili, ma avranno sicuramente un impatto sulla distribuzione della spesa ICT per classe di impresa dei prossimi anni.

Per confermare questa ipotesi, però, non ci resta che aspettare l’Assintel Report del prossimo anno.

Priorità e sfide per il 2020

L’Assintel Report 2020 non si limita a esaminare i livelli di spesa del mercato ICT, ma individua anche quali saranno le esigenze, le priorità e gli ostacoli che le imprese dovranno affrontare il prossimo anno per ottenere la piena realizzazione della trasformazione digitale.

Siamo entrati nella seconda fase della Digital Transformation, e se prima l’elemento su cui puntare era l’introduzione di nuove tecnologie, oggi è indispensabile focalizzarsi sulle competenze necessarie per abilitarle e sul ruolo della sicurezza IT, spesso sottovalutato.

Ma non vogliamo svelarvi altro, perché di queste tematiche ne parleremo nel prossimo articolo!

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I vantaggi di una gestione documentale in Cloud

L’entrata in vigore della fatturazione elettronica ha contribuito ad incentivare la digitalizzazione dei processi, ma soprattutto dei documenti.

Se pensiamo alla nostra attività lavorativa di almeno 10-15 anni fa, ci si immagina una scrivania con pile di fogli di carta, appunti, penne, post-it,…mentre ora è tutto diverso. Basta un PC o dispositivo mobile per avere accesso a qualsiasi documento e poterlo consultare, modificare e condividere attraverso pochi clic.

Stampare, firmare, fotocopiare, archiviare in raccoglitori ingombranti porta via tempo, ma soprattutto ha un ingente costo.

C’è ancora chi non riesce ad affidare totalmente al digitale i documenti con cui lavora, ma fortunatamente l’introduzione della fatturazione elettronica ha avuto un forte impatto sulla diffusione del processo di dematerializzazione del documento e, a partire dall’ambito amministrativo, a poco a poco i benefici di questa modalità di fruizione e archiviazione dei documenti si sta estendendo anche agli altri dipartimenti aziendali.

Lavorare con documenti in formato elettronico permette di snellire i processi e di renderli più efficienti, ma questo non deve farci pensare che basta produrre un documento in formato digitale e il gioco è fatto. È necessario dotarsi di strumenti adeguati e un sistema di gestione documentale è uno di questi, ancora meglio un sistema di gestione documentale in Cloud che gode di maggiori benefici.

Le problematiche del trattamento manuale dei documenti

La normativa sulla fatturazione elettronica è stata un obbligo quindi molte aziende non hanno fatto altro che adeguarsi.

In queste aziende, a parte all’interno dell’ufficio amministrazione che è stato “costretto” a gestire l’invio, la ricezione e l’archivio delle fatture in formato elettronico, i problemi legati all’utilizzo della carta sono pressoché rimasti.

Proviamo ad elencarne alcuni, attraverso qualche esempio:

  • NUMEROSE STAMPE: il venditore ha preparato un’offerta che prima di essere inviata al cliente, deve essere approvata dal reparto tecnico e anche dalla direzione. Ecco originata una serie di stampe e fotocopie che poi probabilmente si riveleranno inutili perché quell’offerta andrà versionata o persa. E per la nuova approvazione cosa fare? Andrà stampata un’altra volta e così via. Stampe di più versioni creano confusione, in più, l’ufficio acquisti non sarà contento di dover ordinare toner su toner e carta su carta.
  • PERDITE DI TEMPO: se si vuole ricontrollare un ordine, un documento di trasporto o un documento tecnico, dove cercarlo? Ma soprattutto con che criterio? Se è stato archiviato sul PC di un collega bisognerà aspettare che rientri in ufficio oppure sperare che l’abbia stampato e lasciato sulla scrivania, ma ci sono altri fogli e una confusione tale che è meglio lasciar perdere e aspettare…
  • SCARSA SICUREZZA E PRIVACY DEI DATI: tutti i documenti con i quali lavoriamo ogni giorno contengono informazioni su clienti, fornitori,..e stamparli significa renderli disponibili a chiunque e mettere a rischio la loro protezione, oppure ancora peggio, rischiare di perderli.

Anche nella tua azienda hai queste difficoltà? Sai che possono essere risolte con un sistema di gestione documentale in Cloud?

Molto spesso si associa il significato di questa applicazione alla mera archiviazione e ricerca dei documenti in formato elettronico, ma un sistema documentale in realtà è molto di più. Vediamo insieme perché.

Un software di gestione documentale in Cloud

Che un software di gestione documentale possa ridurre l’utilizzo della carta e quindi anche i costi ormai è chiaro.

Per raggiungere l’obiettivo di digitalizzazione dei processi e renderli più veloci ed efficienti, poter visualizzare e archiviare i documenti in formato elettronico aiuta, ma non basta.

Axioma offre un sistema di gestione documentale in Cloud in grado di archiviare, classificare e abilitare workflow approvativi in maniera elettronica così da rendere i flussi operativi più veloci e sicuri.

Disporre di  un archivio elettronico dei documenti via web, organizzato secondo una classificazione specifica di attributi, condivisi da tutta l’azienda, permette di trovare subito ciò di cui si ha bisogno attraverso ricerche di parole chiave trasversali, indipendentemente dalla cartella in cui si è archiviato il documento. Non si tratta del solito file system, ma di un sistema documentale avanzato basato su un vero database relazionale. Qui i documenti risiedono in archivi catalogati, ma sono anche raggruppati in relazione al termine di ricerca utilizzato (data, autore, fornitore, codice cliente, tipo documento, …).

E il workflow approvativo? A cosa serve?

Avere un processo di approvazione automatico significa che se, ad esempio, la direzione deve approvare un’offerta commerciale non sarà più necessario stampare fogli, raccogliere firme, o inviare email, ma basterà salvare un documento con una tipologia soggetta ad approvazione ed il sistema invierà automaticamente una notifica alla persona interessata che dovrà solo effettuare un clic per autorizzare o rifiutare.

È possibile configurare più livelli di autorizzazione, in base all’organizzazione di ufficio acquisti e dei diversi buyer aziendali, e, una volta ottenuti tutti, la procedura in essere si sblocca in automatico (pensate all’autorizzazione al pagamento delle fatture fornitori a seguito della ricezione della merce). Un bel risparmio di tempo!

Non dimentichiamoci però che la digitalizzazione dei processi si realizza solo se il sistema di gestione documentale è integrato agli altri software in uso in azienda.

In questo caso, infatti, i documenti che provengono dal gestionale vengono archiviati automaticamente e se al responsabile acquisti serve visualizzare una fattura fornitori, per autorizzare il pagamento, potrà farlo in autonomia e tranquillamente dalla propria postazione.

Condivisione, condivisione, condivisione. E la sicurezza? Ogni utente viene configurato secondo un profilo aziendale che gli concede permessi di visualizzazione, modifica, eliminazione dei documenti, autorizzazioni, …

La sicurezza è garantita anche dal Cloud. Perché? La risposta potete trovarla sul nostro ultimo articolo.

Ormai dotarsi di un sistema documentale in Cloud è diventato indispensabile, non solo per la fatturazione elettronica, ma anche per sviluppare un processo di trasformazione digitale in grado di migliorare tutti i processi e coinvolgere tutta l’azienda.

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Amazon AWS: quali sono i vantaggi?

L’utilizzo del Cloud da parte delle aziende aumenta costantemente e come abbiamo approfondito in un articolo di qualche mese fa sta avendo un ruolo sempre più importante nello sviluppo di strategie IT volte alla Digital Transformation.

I vantaggi di questa tecnologia ormai li conosciamo tutti: scalabilità, flessibilità, riduzione dei costi di gestione dell’infrastruttura,… senza rinunciare alla sicurezza.

Oggi il cloud pubblico suscita molto interesse da parte dei professionisti di settore perché non si limita a soddisfare queste esigenze, ma ha anche la caratteristica del pay per use che lo rende economicamente vantaggioso a seconda della tipologia di fruizione dei servizi.

Ma in un mercato dove tutti offrono la miglior tecnologia, a chi rivolgersi? Perché è importante affidarsi a partner certificati?

Noi di Axioma, che offriamo soluzioni software in cloud da molti anni, non potevamo certo rinunciare all’esperienza e all’affidabilità di un brand riconosciuto e certificato come Amazon AWS per offrire una modalità di adozione dei nostri prodotti all’altezza dei cambiamenti richiesti dalla Digital Transformation.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche di questa tecnologia e perché abbiamo colto questa opportunità.

Cos’è Amazon AWS?

AWS, acronimo di Amazon Web Services, è la piattaforma di cloud pubblico che offre Amazon con una serie di servizi legati al mondo dell’elaborazione, storage, database, reti, analisi, machine learning e intelligenza artificiale, sicurezza e sviluppo presente a livello globale.

AWS vanta milioni di clienti attivi in tutto il mondo di qualsiasi settore e dimensione, dalle start-up alle multinazionali e organizzazioni del settore pubblico. Inoltre, la rete di partner AWS include migliaia di system integrator di sistemi specializzati e affidabili.

Milioni di clienti, sparsi per il mondo e con esigenze diverse. Sarà davvero così efficiente?

La risposta ve la diamo con questo grafico.

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Nel mercato dell’infrastruttura Cloud, AWS ha battuto Microsoft e Google guadagnandosi il primo posto e generando un ricavo annuo di circa 18 miliardi di dollari.

Si può dire che AWS è leader nel cloud e le previsioni per il 2020 non sono da meno. Buttarsi in questo segmento per Amazon ha significato una fonte di guadagno sia in termini di brand, sia in termini economici, infatti, “AWS rappresenta per Amazon il 58% dei guadagni totali, rendendola la sua più grande fonte di incassi” [Amazon Web Services Research, 2018].

Se la scelta del cloud provider deve orientarsi su brand accreditati, con un portfolio clienti molto ampio e investimenti constanti su nuovi servizi e funzionalità, ecco la risposta alla domanda sul perché abbiamo scelto di affidarci ad un partner come Amazon AWS.

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio e andiamo a vedere quali sono i vantaggi di questa modalità di fruizione e di questa piattaforma.

Quali sono i vantaggi di Amazon AWS?

Innanzitutto partiamo dai vantaggi che derivano dall’adozione di servizi IT erogati da un Cloud Pubblico e che abbiamo già citato in un articolo precedente.

Ne riprendiamo alcuni:

  • gestione della complessità dell’architettura IT e dei fattori di rischio che ne derivano delegata interamente al fornitore
  • scalabilità nell’infrastruttura e nelle risorse
  • disponibilità e rapidità delle risorse digitali

Questo per il cliente si traduce in riduzione dei costi e nessun incarico in merito alla gestione dell’infrastruttura e dell’hardware.

A questi possiamo aggiungere i vantaggi di affidarsi ad un partner certificato come Amazon AWS:

  • alta gamma di servizi e funzionalità complete per l’infrastruttura e supporto per lo sviluppo di progetti innovativi su architetture moderne e performanti.
  • presenza geografica globale e diversificata, per rendere disponibili servizi e soluzioni applicative in contesti geografici distribuiti, aumentandone tolleranza ai guasti e scalabilità rispetto alle infrastrutture con data center tradizionali. Ciononostante, per gli amanti della Patria, l’anno prossimo AWS aprirà una region italiana.
  • presenza di AWS Marketplace, una sorta di catalogo digitale dove è possibile cercare, testare, acquistare e distribuire in AWS soluzioni software e tutta una serie di servizi legati allo storage, business intelligence, networking,…Questa piattaforma è un incentivo per tutte quelle imprese che intendono avviare progetti digitali e possono farlo in maniera autonoma, con risorse immediatamente disponibili e dove i costi sono determinati dall’uso effettivo, in totale trasparenza.
  • maggior protezione e sicurezza dei dati. AWS supporta elevati standard di sicurezza e certificati di conformità e tutti i servizi di data storage offrono la possibilità di crittografare tali dati.

Insomma, Amazon AWS è un partner tecnologico con risorse finanziarie tali da garantire innovazione continua, esperienza, affidabilità e sicurezza.

Tutti i fattori che inizialmente potevano essere visti come ostacoli (soprattutto legati alla sicurezza), ora che le imprese stanno utilizzando e toccando con mano i vantaggi di una tecnologia di questo tipo, si sono trasformati in grandi opportunità di innovazione.

Tutto ciò, unito all’esperienza del nostro team dedicato al Cloud, consente ai clienti un risparmio ed un utilizzo delle applicazioni è in grado di offrire soluzioni software in cloud utilizzando un’infrastruttura all’avanguardia e gestita la personale qualificato ed esperto.