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Affidarsi a una piattaforma open source: opportunità senza rischi

Dopo anni in cui l’Open Source ha trovato grosse difficoltà a diffondersi, in parte per scetticismo, in parte per la scarsa struttura dell’offerta stessa, ora possiamo dire che questo modello ha finalmente raggiunto una maturità tale per cui sta cominciando a essere impiegato dalle aziende sempre più frequentemente, con risultati soddisfacenti.

A confermarlo il report pubblicato da NextValue sull’offerta Open Source in Italia secondo cui, almeno per quanto riguarda l’Italia, “ben il 73% delle aziende del panel utilizza software Open Source, mentre l’85% è familiare con soluzioni Open Source e conosce altre aziende che le hanno adottate. Le soluzioni di Open Source sono sempre più utilizzate per guidare il processo di innovazione delle core operations e la loro adozione in processi mission-critical è ormai prevalente.”

open source report

Una parte dei business manager rimane però ancora restia: i motivi? Secondo il recente studio, “spesso le aziende italiane faticano a trovare personale preparato per la gestione di progetti Open Source, si pensi per esempio a programmatori Java esperti. Questa tendenza si accompagna spesso con il fraintendimento che le soluzioni Open Source siano non assistite, cioè erogate senza nessun servizio di consulenza, formazione, assistenza e supporto.”

Ma è davvero fondata questa affermazione?

Piattaforma open source significa più esperti, meno errori

L’Open Source è nato con l’idea di sviluppare un software aperto grazie alla collaborazione di diversi esperti IT per modificare e progettare una soluzione avanzata e all’avanguardia partendo solamente dalle fondamenta, cioè dal codice sorgente.

“Give enough eyeballs, all the bugs are shallow” Eric S. Raymond

La frase qui sopra, appartenente a uno dei più influenti informatici statunitensi, racchiude il senso del modello open e della community che sta alla base.  “Dato un numero sufficiente di occhi, tutti i bug vengono a galla” significa che per ogni piattaforma esiste una comunità di volontari esperti IT che contribuisce allo sviluppo di progetti e soluzioni a partire dal codice sorgente. Questo significa appunto che gli errori di scrittura sono molto più facilmente individuabili e quindi velocemente risolvibili.

Secondo i sostenitori dell’Open Source Software, un elemento che gioca a favore della qualità del software aperto consiste proprio nelle forti motivazioni di sviluppatori e utilizzatori, che scelgono liberamente di partecipare alla correzione di errori.

Open Source Community sta per qualità e innovazione

Un sinonimo di software open è software libero, concetto che forse ne chiarisce maggiormente l’essenza. Tale modello nasce per essere fruito apertamente. La community stessa nasce come atto spontaneo, senza nessun tipo di vincolo, per la condivisione della conoscenza ed esperienza di ogni sviluppatore. Rientra quindi tra le probabilità che un programmatore possa sospendere in qualsiasi momento il progetto che stava seguendo per contribuire a svilupparne altri.

Quando si parla di titubanza nei confronti del mondo open si fa riferimento più che altro all’affidabilità della stessa community. Quello che si pensa comunemente è che per lo stesso concetto secondo il quale la community open source nasce per essere collaborativa e aperta, nel senso che chiunque – con le competenze adeguate – può partecipare e intervenire, chiunque possa anche decidere di dedicarsi ad altro o interrompere all’improvviso. A questo punto si pensa a un arresto totale del progetto, con conseguente perdita di tempo e denaro. Di questo, nello specifico, si lamentano le aziende che decidono di affidarsi al modello open per portare a termine un progetto, un’applicazione etc.

“Il panel interrogato sembra dirci “più servizi”, una richiesta che i provider in quest’area dovrebbero senz’altro tenere in considerazione, sia nella definizione del loro portafoglio Open Source, sia nella pianificazione ed esecuzione della loro strategia di go-to-market. Non a caso, non solo i principali provider di tecnologie Open Source, come RedHat, hanno un modello di business centrato su servizi di formazione e supporto, ma anche molti dei principali System Integrator internazionali hanno esteso le loro competenze e il loro portafoglio servizi al nuovo paradigma, realizzando in molti casi specifiche practice per aiutare i loro clienti a operare con un’architettura open.”

Supporto: è questo quello che chiedono le aziende che si approcciano all’open source e i provider più importanti stanno già andando in questa direzione. Nel caso specifico di RedHat, leader indiscusso a livello mondiale nella fornitura di soluzioni open source per l’IT di livello enterprise, il vero punto di forza sta appunto nella collaborazione attiva con le imprese che non hanno risorse IT sufficienti per sviluppare un progetto open. Vengono dunque proposti pacchetti studiati ad hoc, dalla formazione alla certificazione, volti proprio a supportare a 360 gradi le figure aziendali che richiedono assistenza.

In questo modo si ha la sicurezza di portare a termine il proprio progetto, senza l’obbligo di vincoli. È il caso anche di Axioma che, oltre a lavorare con prodotti open source, garantisce diversi tipi di supporto per accompagnare al meglio nel mondo open le imprese:

  • Formativo: per approfondire e acquisire nuove competenze tecniche con l’obiettivo di ridurre la curva di apprendimento e iniziare a lavorare subito su piattaforme open source
  • Tecnico: per essere guidati nello sviluppo e gestione delle soluzioni open
  • Consultivo: per analizzare e affrontare assieme al provider le sfide e le possibile soluzioni open da adottare per affrontarle

Collaborazione fra community e provider? Un valore aggiunto

Il segreto sta quindi nella collaborazione, non solo fra esperti sviluppatori, ma anche fra azienda e community, un rapporto che può migliorare ancora di più il livello di qualità del software finale. La presenza infatti dell’azienda fornitrice è un valore aggiunto, perché significa anche contribuire alla crescita, alla maturità e al successo del modello open. Ma soprattutto significa maggiore affidabilità dei prodotti, dunque minori preoccupazioni, più certezze e rassicurazioni per i clienti.

 

 

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