Chi è pronto alla Digital Transformation – con il Cloud – alzi la mano

Il 2018 è appena iniziato e come di consueto fioccano articoli che tirano le somme del 2017.
Dati e statistiche sul mercato, sui consumatori, sui prodotti e sui prossimi trend, nella speranza di intraprendere la strada giusta per un business vincente. Quest’anno si è parlato soprattutto – e se ne parlerà sempre di più – di realtà aumentata, intelligenza artificiale, Industria 4.0 e … di Cloud Computing! Ebbene sì, ancora il Cloud!

La nuvola è la protagonista della scena ormai da anni, ma non è ancora arrivata a una piena maturità. Se ne sente parlare di continuo e questo tanto parlare ha portato ad avere preconcetti che non consentono di valutarla con un approccio veramente oggettivo e strategico.

In Italia il Cloud continua a crescere, nello specifico ha registrato un incremento del 24% rispetto all’anno scorso. (Fonte: Osservatorio Cloud&Ict as a Service della School of Management del Politecnico di Milano) Si tratta di un mercato di ampia portata, se si pensa al fatto che comprende ed è correlato a diversi aspetti e soluzioni che toccano più settori. Iniziamo con l’identificare e spiegare tre macro aree del Cloud: IaaS, PaaS, SaaS.

Di cosa si tratta? Per chi non fosse ancora pratico di questi acronimi:

  1. Cloud Iaas (Infrastructure as a Service): viene fornita un’infrastruttura IT in Cloud per poter erogare in autonomia i propri servizi e le proprie applicazioni, senza la preoccupazione della gestione e della manutenzione della parte hardware. Il cliente può usufruire di un servizio scalabile e affidabile senza dover occuparsi di tutte le dinamiche di gestione perché se ne occupa direttamente il vendor
  2. Cloud PaaS (Platform as a Service): si intende un’offerta in cui viene garantita al cliente una piattaforma che supporta lo sviluppo di applicazioni in Cloud. Anche in questo caso l’azienda cliente non si deve preoccupare di dover gestire o controllare l’infrastruttura a livello di rete, server, sistemi operativi e storage, ma ha il pieno controllo sulle applicazioni e sulle relative impostazioni di configurazione
  3. Cloud SaaS (Software as a Service): il fornitore mette a disposizione i propri software in remoto, facendo sì che il cliente non debba installarli o scaricarli, ma vi accede tramite connessione Internet. I vantaggi di questa soluzione sono l’accessibilità al software senza investimenti importanti in infrastruttura IT ed la scalabilità del software che permette così di ampliare o ridurre la portata applicativa (in termini di numero di licenze, nuove funzioni, nuovi moduli, aggiornamenti, …)

La crescita del Cloud

Secondo una ricerca Sirmi, nel 2017 la componente SaaS è stata quella maggioritaria e ha registrato una crescita del 25,3% rispetto al 2016. In questo caso parliamo di adozione di servizi di office automation e posta elettronica, arrivati a penetrare un’azienda su due nelle grandi organizzazioni, così come di servizi a supporto della gestione delle risorse umane, e-learning, gestione documentale e firma elettronica. Un elemento di novità è la diffusione di servizi SaaS di Internet of Things (15%) e di intelligenza artificiale (10%) che, pur aprendosi ora al mercato, suscitano un interesse al di sopra della media.
Ma è la componente Iaas quella che ha rappresentato il più alto valore di mercato, circa 1 miliardo di euro.
La componente PaaS ha invece registrato la crescita più alta rispetto all’anno precedente con un +42,1%. Tra quelli più diffusi vi sono i database, i data service e i servizi a supporto dello sviluppo mobile e web.

Chi ha speso di più?

Spesa Cloud 2017 per la Digital Transformation

Le agevolazioni del piano Industria 4.0 hanno accelerato in modo particolare la richiesta di infrastruttura e software in cloud da parte del settore manifatturiero. A seguire, Telecomunicazioni/Media che ha registrato una crescita importante nell’offerta dei servizi digitali. Segue il settore Utility/Oil gas che presenta diversi e numerosi progetti strategici di Cloud Transformation, mentre la Pubblica Amministrazione attende direttive e condizioni del nuovo piano trentennale, che spinge in maniera decisa verso la razionalizzazione delle infrastrutture e i servizi in Cloud.

Le preoccupazioni più comuni

Nonostante questa crescita, per ora solo il 31% delle PMI italiane si avvale del Cloud. Perché? Quali sono i principali motivi?

  1. Sicurezza e privacy: una volta migrati dati e applicativi sul Cloud, l’azienda ha la sensazione di perderne il controllo e quindi di mettere a rischio la sicurezza degli stessi, sia in termini di perdita che di violazione
  2. Integrazione con i sistemi informativi interni dove l’analisi per capire come integrare soluzioni installate in ambienti diversi e con tecnologie diverse è abbastanza complessa
  3. Connettività limitata: il digital divide è ancora presente nel nostro Paese. La fibra ottica è presente in pochissime realtà e altre non sono neanche raggiunte da una connessione che permetta un’agevole gestione delle operazioni online.
  4. Compliance: le policy aziendali rispetto al trattamento dei dati e alle procedure è chiaramente da rispettare anche nel Cloud.

In realtà si tratta di preoccupazioni che, oggi, si fondano su problematiche risolvibili.

Per esempio: dire che i dati sono facilmente manipolabili e violabili è drastico e molte volte non vero, perché questi vengono memorizzati in server virtuali e controllati da personale e sistemi di data protection il cui unico compito è pensare, appunto, alla sicurezza. Ovviamente la validità di tale affermazione è anche, e soprattutto, legata alla scelta del fornitore più adatto, che può trasformare il rischio da minimo a nullo.

C’è da dire che comunque il Cloud, nonostante le preoccupazioni generali, si sta affermando sempre di più grazie alla caratteristica di abilitare diverse tecnologie e soprattutto la Digital Disruption.

 

Cloud, Digital Transformation e le sfide del 2018

Riprendendo la ricerca Sirmi, si evince che tra il 2013 e il 2017 il Cloud in Italia è cresciuto e si è trasformato da alternativa parziale ai sistemi IT interni a efficace opportunità per realizzare davvero la Digital Transformation.

E per attuare una reale Digital Transformation nelle aziende italiane è indispensabile una vision aziendale a tutto tondo e una forte leadership che impatterà non solo sull’IT, ma anche sull’intera organizzazione.

Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, afferma: “per il Cloud si profila una nuova sfida: essere la piattaforma abilitante per la Digital Transformation. Oggi il mercato è dinamico e ricco di opportunità e di sfide sia per i player dell’offerta, che vivono un contesto competitivo globale, che per le aziende utenti che cercano nel digitale la possibilità di innovare prodotti e servizi.
Il Cloud è un ecosistema ricco di servizi che possono essere interconnessi in infiniti modi per la creazione di valore: ripensare il modello di fruizione delle tecnologie non è più solo una scelta legata alla convenienza economica, ma diventa un fattore critico per la competitività stessa.”

Sembrerebbe quindi che il Cloud sia il grande abilitatore per la vera innovazione tecnologica e il conseguente salto competitivo.

 

E voi? Siete pronti alla sfida?

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