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ERP in Cloud: opportunità o rischio?

Negli anni ’90, con la diffusione del Cloud Computing inizia ad affermarsi anche la possibilità di portare i sistemi ERP nella nuvola, opportunità che però non hanno colto in molti e tuttora risulta essere ancora fonte di preoccupazione.

Allora il sentimento comune verso questa nuova tecnologia era di diffidenza, tanto che inizialmente veniva considerata come una moda passeggera che sarebbe sfumata in poco tempo. Le perplessità riguardavano soprattutto l’affidabilità dei fornitori tecnologici e le performance di connessione, dubbi che in quel momento potevano risultare comprensibili.

A distanza di anni, la nuvola non si è dimostrata essere una moda bensì un nuovo modello di business, o meglio, IL nuovo modello di business. Oggi molte aziende, anche le piccole e medie, si sono aperte al Cloud per quanto riguarda molte soluzioni software proprio per i vantaggi che porta su più fronti. E per quanto riguarda la possibilità di portare in Cloud l’ERP? Molte imprese sono ancora restie, principalmente perché un gestionale rappresenta il sistema nervoso di un’azienda, soprattutto ora che le sue funzioni permettono non solo di coordinare le risorse interne ma anche i flussi operativi esterni.

Risulta dunque chiaro il motivo di questa titubanza generale, ma questa paura è fondata su reali rischi, tali da impedire ai top manager di scegliere soluzioni ERP in Cloud? La risposta è no, non ci sono più rischi che vantaggi. La tecnologia Cloud ha avuto tutto il tempo di evolversi e per questo può essere considerata affidabile. L’unico rischio in cui un’azienda può incorrere oggigiorno è la cattiva gestione da parte del fornitore tecnologico. Scegliendo però un vendor affidabile ed esperto si ha la sicurezza che la propria soluzione venga gestita al meglio e che i dati vengano protetti in modo adeguato da qualsiasi minaccia.

I principali vantaggi di un software ERP in Cloud

  • Risparmio di tempo: manutenere un software ERP richiede tempo ma, se gestito in Cloud dal fornitore, l’azienda dovrà concentrare minori sforzi e meno ore per la manutenzione, utilizzando al meglio il software senza rallentamenti o altre problematiche. Si ha dunque un guadagno in termini di tempo, efficienza e quindi costi
  • Maggiore sicurezza: dopo diverse e importanti violazioni informatiche, finalmente le aziende si stanno muovendo per mettere in sicurezza i propri sistemi e dati. Al contrario di quanti pensano che i dati in rete siano più facilmente accessibili e violabili, il Cloud è una garanzia in termini di sicurezza IT perché tutte le informazioni vengono memorizzate in server all’avanguardia e controllate da personale il cui unico compito è pensare alla protezione dei sistemi
  • Maggiore efficienza: grazie al Cloud è possibile accedere all’ERP in qualsiasi momento perché i dati e tutte le informazioni sono online; è solamente necessaria una connessione internet.

Ci sono quindi ottime ragioni per scegliere un ERP in Cloud, anche perché “entro il 2020, gli esperti del settore industria ritengono che quattro su dieci delle grandi organizzazioni avranno almeno il 60% delle loro soluzioni ERP nella nuvola. Si prospetta che il mercato dell’ERP in Cloud (con un valore di 21,1 miliardi di dollari nel 2015) registrerà una crescita del 15,5% entro il 2020, fino a raggiungere un valore di 43,3 miliardi di dollari”

Voi avete già una soluzione ERP in Cloud e integrata? Se la risposta è no, Axioma Cloud ERP potrebbe fare al caso vostro, ecco sei motivi per cui scegliere un gestionale integrato:

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L’importanza strategica della Supply Chain nell’Industria 4.0

Sempre più clienti ci chiedono se rientriamo nel Piano Industria 4.0, un progetto da 13 miliardi di euro dal 2017 al 2020 per sostenere le aziende italiane nel processo di digitalizzazione e robotizzazione dei sistemi produttivi.

La risposta è sì, ma prima facciamo un pò di chiarezza su questa nuova rivoluzione industriale e quali sono i cambiamenti che porta con sé.

L’industria 4.0 viene definita come un cambio di paradigma epocale dovuto all’integrazione delle nuove tecnologie informatiche ai processi produttivi al fine di metterli in comunicazione tra loro e con il resto dell’azienda. Questo ha permesso di sovvertire le logiche produttive, ormai consolidate, delle imprese tradizionali, dando vita alle cosiddette Smart Factory.

In questo nuovo contesto competitivo, per non farsi trovare impreparate, le imprese avranno la necessità di disporre di soluzioni volte a riorganizzare e a interconnettere i processi produttivi, eliminando le inefficienze.
La sistematica attività di raccolta dati di fabbrica al fine di programmare e schedulare la produzione sarà fondamentale per le imprese del futuro. Infatti, come indicato dal The Economist, negli ultimi anni le più grandi multinazionali del settore ICT, come Oracle e IBM, hanno investito più di 15 miliardi di dollari in data management e analytics. Questa industria è destinata a valere più di 100 miliardi di dollari e a crescere di quasi il 10% annualmente.

In un contesto di questo tipo, noi di Axioma, che dal 1979 sviluppiamo software per le aziende, e sedApta, gruppo internazionale che ha maturato oltre 25 anni di esperienza in ambito Manufacturing IT, abbiamo stretto un rapporto di partnership per offrire alle aziende un’ampia gamma di soluzioni di smart manufacturing.

La suite sedApta, che nasce da oltre 30 anni di esperienza industriale dei prodotti Nicim, è stata sviluppata come un insieme integrato di moduli che operano sinergicamente al fine di ottimizzare i processi lungo l’intera supply chain. La soluzione permette quindi di raccogliere dati in modo da eseguire accurate pianificazioni strategiche e schedulare gli ordini di produzione in base alla disponibilità di risorse all’interno della fabbrica stessa. Più nello specifico, utilizzando la suite sedApta sarà possibile eseguire analisi, modellazioni e orchestrare i processi aziendali mantenendo il controllo dei risultati durante l’esecuzione e ottenendo riscontri in tempo reale. In ottica di analisi strategica di business, risultano particolarmente interessanti le simulazioni multiscenario, le analisi what if e la possibilità di sfruttare algoritmi e KPI configurabili.

L’importanza strategica di direzionare gli investimenti del settore industriale verso queste tecnologie non è sfuggita neanche al governo italiano, infatti come indicato da Il Sole 24 Ore: “La transizione dell’Italia alla manifattura digitale, stima il governo, necessiterebbe di 10-15 miliardi di investimenti aggiuntivi all’anno. Come premio l’inversione di indici di produttività che ci vedono in ritardo rispetto ai principali competitor, la creazione di 800mila posti di lavoro in cinque anni, l’aumento del valore
aggiunto del manifatturiero di quasi 40 miliardi in dieci anni. ”

SK-Palle

Su questi presupposti, nella Legge di Bilancio 2017 è stato prorogato il superammortamento 140 ed esteso anche ai software, fondamentali per completare il
passaggio da impresa tradizionale a smart factory. Questa agevolazione permette agli
imprenditori di continuare a beneficiare del bonus ammortamento al 140% per
investimenti in beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica.
Gli investimenti saranno ammortizzabili negli anni per un importo pari al 140% del
loro valore.

Per capire i vantaggi di questo incentivo occorre presentare un esempio: si ipotizzi l’acquisto di una soluzione software per un importo di 10.000 Euro e si supponga di predisporre, per semplicità, un piano di ammortamento decennale a quote fisse.
In questo caso, la quota di ammortamento iscritta a bilancio annualmente sarà di 1.000 Euro. Applicando il superammortamento 140, la quota annuale salirebbe a 1.400 Euro.
Il vantaggio per l’impresa risiede nei 400 Euro di differenza, che comportano una variazione in diminuzione della base imponibile sulla quale vengono calcolate le imposte.

Settore industria: quanto è preparato in cybersecurity?

L’inefficacia delle soluzioni di sicurezza informatica costa alle aziende fino a 497.000 dollari l’anno, come spiegare questo incremento?

La quarta rivoluzione industriale ha portato a una maggiore interconnessione tecnologica con la diretta conseguenza dell’evoluzione del cybercrime. È quanto sostiene anche il Rapporto Confindustria 2016 sul Digitale in Italia: “La sicurezza ICT è il prerequisito per liberare tutta la potenza del digitale. L’esternalizzazione dei dati, l’eterogeneità delle fonti informative, la diffusione di oggetti connessi (IoT) e l’utilizzo pervasivo di dispositivi mobili devono infatti accompagnarsi a maggiori capacità di difesa e controllo.”

Per questo motivo è importante diffondere una cultura della prevenzione che possa evitare i disagi causati dagli hacker. Il problema principale che ostacola la generazione di una strategia adeguata in sicurezza IT è il gap tra realtà e la percezione degli incidenti, come afferma la stessa azienda leader in sicurezza IT, Kaspersky Lab. L’indagine sostiene che le aziende industriali siano consapevoli dei rischi che corrono, infatti il 74% degli intervistati si aspetta un attacco informatico ma, nonostante ci sia la consapevolezza, non ci sono le misure preventive adeguate. Nonostante stia avvenendo un cambio di strategia, continuano ancora a esserci troppe vittime cyber, solamente nel corso di due mesi sono avvenuti due degli attacchi più dannosi degli utlimi tempi: WannaCry e ExPetr.

Alcuni dati sulla sicurezza industriale:sicurezza industria

“Diventa quindi necessario avere una visione strategica e piani concreti per tutelare la sicurezza e la privacy dei dati e rispondere ai rapidi mutamenti in ambito digitale. Occorre cambiare paradigma, passando dalla gestione corrente a un approccio di anticipazione delle minacce.” (Rapporto Confindustria 2017)

Da dove iniziare?

  • Primo passo: investire in tecnologie per la cybersecurity, spesa che ancora molti rinviano perché ritenuta troppo costosa. Ma i costi di investimento superano il danno e il disagio che un eventuale attacco IT causerebbe all’azienda? “Per una piccola azienda l’investimento in protezione da cyber attacchi, tra spese iniziali e spese ricorrenti annuali per 5 anni, è pari a 41.450. Un investimento comunque inferiore del 76% rispetto al danno stimato su 5 anni. Per un’azienda di dimensioni maggiori, la spesa sale a 103.650 euro, comunque ancora il 41% in meno rispetto al potenziale danno per lo stesso periodo”
  • Secondo passo: diffondere la corretta informazione e formazione a tutta l’azienda affinché vengano ridotti gli errori umani, una della cause principali per cui un’azienda subisce un attacco informatico
  • Terzo passo: affidarsi a terzi, a esperti tecnologici che possano, attraverso un’attenta analisi, consigliare al meglio quali misure e servizi attuare
  • Quarto passo: continuare a innovarsi e rinnovarsi per non perdere le opportunità che ci stanno dando le nuove tecnologie e la quarta rivoluzione industriale. Il progresso verso sistemi più intelligenti, smart, intuitivi è un evento positivo che non va frenato a causa di un fenomeno che di per sé rappresenta l’altra faccia della medaglia. Axioma vanta una suite di prodotti che rientrano nel piano incentivi Industria 4.0 e che sono stati sviluppati per rispondere alle nuove esigenze: vogliamo continuare a progredire o fermarci per paura di incorrere in nuovi rischi?