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Digitalizzazione e l’innovazione dei processi produttivi

Piano Industria 4.0, Iper ammortamento e Super ammortamento: interconnessione sì o no?

Uno degli obiettivi delle aziende, ora più che mai, è stare al passo con l’evoluzione tecnologica. Il Piano Industria 4.0 finora ha contribuito positivamente a dare una spinta alle imprese verso la digitalizzazione e l’innovazione dei processi produttivi, anche se la strada da fare è ancora lunga.

Da quando parliamo di Industria 4.0 si è sempre parlato anche di interconnessione, un concetto legato alla comunicazione tra impianti, persone e dati per rendere l’azienda sempre più innovativa, automatizzata ed efficiente.

Non dimentichiamo però che è anche una caratteristica necessaria per godere degli incentivi dell’iper ammortamento e super ammortamento: incentivi economici a supporto delle imprese che investono in beni strumentali nuovi, beni materiali e immateriali (ad esempio software e soluzioni IT) volti alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Recentemente una nuova Circolare modifica i requisiti richiesti dal Piano Industria 4.0 per ottenere le agevolazioni fiscali dell’iper ammortamento e super ammortamento e la protagonista in questo caso è proprio l’interconnessione.

Cosa dice la Circolare

Entriamo un po’ più nel dettaglio. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso la Circolare del 1°agosto 295485 dal titolo “Agevolazione agli investimenti in beni strumentali per la trasformazione tecnologica e digitale – Ulteriori chiarimenti concernenti il requisito dell’interconnessione per alcuni beni del primo gruppo dell’allegato A” dove viene specificato che per alcuni beni strumentali il requisito dell’interconnessione potrebbe risultare non necessario.

“si ritiene che, con riferimento al rispetto del requisito dell’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica […] non richieda necessariamente che il bene sia in grado di ricevere in ingresso istruzioni e/o part program riguardanti lo svolgimento di una o più sequenze di attività identificate, programmate e/o dettate esternamente […] è, al contrario, sufficiente che il bene sia in grado di trasmettere dati in uscita”

Quindi è sufficiente che il bene trasmetta dati verso l’esterno. Questa modifica interessa solo alcune macchine utensili progettate per eseguire un unico ciclo di lavoro o per un’unica lavorazione standardizzata poiché, come si legge nella Circolare, “non necessitano di ricevere istruzioni operative né in relazione alla sequenza (temporale e/o logica) delle attività o delle azioni da eseguire, né in relazione ai parametri o alle variabili di processo”.

Quindi in sintesi, a seguito di questa Circolare, un macchinario rispetta il requisito di interconnessione se è in grado di generare dati in uscita, quindi per esempio passare informazioni al sistema gestionale, mentre non è richiesto che debba ricevere istruzioni da remoto.

Una precisazione che forse arriva un po’ in ritardo e che avrebbe potuto semplificare il lavoro di chi ha avuto molte difficoltà a ricercare beni strumentali che potessero soddisfare il concetto di tecnologia bidirezionale. Il risvolto positivo di questo aggiornamento è che va a restringere il campo e a semplificare un concetto che probabilmente ha scoraggiato molte imprese a fare investimenti costosi per paura di sbagliare.

Interconnessione sì, ma non solo tra macchinari

Questa Circolare fa riferimento all’interconnessione legata ai beni strumentali materiali, ma sappiamo bene che per poter realizzare la Smart Factory questo concetto non deve limitarsi alle macchine. La base da cui partire dev’essere la comunicazione tra risorse umane e soluzioni tecnologiche.

Il processo di trasformazione deve passare attraverso le persone, le competenze aziendali e le tecnologie, ma soprattutto non deve essere circoscritto all’area produttiva di un’azienda, ma deve coinvolgere tutte le aree aziendali.

Come fare per rendere protagonisti di questo cambiamento ogni singolo elemento che costituisce l’azienda? Utilizzare soluzioni informatiche integrate, uniformi nei processi e facili da utilizzare potrebbe essere il primo passo, seguito da un’adeguata formazione del personale.

Garantire un flusso delle operazioni omogeneo

Se all’interno della mia azienda vengono utilizzati sistemi informatici differenti, che non parlano tra di loro e che richiedono competenze troppo specifiche ne risente tutta l’organizzazione aziendale. Troppo spesso a causa di errori, malfunzionamenti e difficoltà nel reperimento delle informazioni si creano “colli di bottiglia” che rallentano l’intero flusso delle operazioni aziendali.

Aderire alla quarta rivoluzione industriale non significa avere per il reparto produttivo macchinari nuovi, automatizzati e tecnologicamente avanzati se poi nell’area commerciale, i venditori si ritrovano a dover identificare la miglior offerta per il cliente tra quelle possibili sfogliando cataloghi e listini, compilare fogli Excel o addirittura cartacei per redigere offerte manualmente, incrementando il rischio di errore sulla documentazione tecnica che servirà poi alla produzione.

Adottare soluzioni informatiche che permettono di centralizzare le informazioni, averne la disponibilità, essere in grado di recuperarle in tempi ridotti e garantire uniformità nella gestione aziendale sono ottimi punti di partenza per la scalata verso l’innovazione della propria impresa. In un contesto di questo tipo Axioma, che sviluppa software per le aziende da 40 anni, sa bene quanto sia importante offrire per il mondo industriale soluzioni software innovative e integrate.

industria 4.0

Integrazione tecnologica: Industria 4.0 sì, ma prima interconnessione tra gli uffici aziendali

Le nuove tendenze e richieste del mercato portano le imprese industriali ad investire in tecnologie integrate e interconnesse. Eppure uno dei principali problemi che ostacola il progresso verso Industria 4.0 è l’impiego da parte dei vari settori di soluzioni software poco intuitive e non comunicanti fra di loro.

Prima delle nuove tecnologie, prima di nuovi impianti, prima di nuovi macchinari 4.0, è fondamentale una soluzione che permetta di far comunicare le varie parti di un’azienda per assicurare efficienza al 100%. Quale strumento migliore del CRM?

Un software CRM è in grado di creare interconnessione fra le varie aree aziendali, portando a un risparmio di tempo da impiegare in altre attività e soprattutto una riduzione del margine di errore e un aumento dell’efficienza generale di tutta l’organizzazione.

Lo scenario attuale

Prima però di parlare dei vantaggi, vediamo se e come viene utilizzato dalle aziende italiane. Nonostante il CRM sia reputato dalla maggioranza come il cuore del business, forse solo secondo all’ERP, dall’indagine svolta dall’Osservatorio CRM 2017 risulta che il suo posizionamento in azienda sia attualmente ancora debole. Soltanto infatti il 38% delle imprese che hanno partecipato alla ricerca afferma che si tratta di un’area aziendale consolidata e operativa, per il 23% è invece esistente ma ancora non ben definita.

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Alla base di questo posizionamento debole ci sarebbe un problema di budget seguito da poche competenze e poca formazione in materia.

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I risultati e i vantaggi che però portano all’adozione di un CRM sono evidenti e condivisi da tutti i decision Manager che lo hanno adottato e lo utilizzano quotidianamente. Per esempio, si concorda sul fatto che si sono ottenuti una condivisione e una qualità migliore di dati e informazioni, una maggiore conoscenza della customer base e una gestione più efficiente della relazione con clienti e prospect. Se sfruttate in modo giusto e intelligente, le funzioni del CRM possono portare reali benefici e infiniti vantaggi a un’azienda.

Budget e competenze sono i primi ostacoli all’adozione del CRM. Axioma Cloud CRM può però aiutare i top manager a oltrepassarli grazie all’interfaccia intuitiva e user friendly che consente a tutti di imparare facilmente a utilizzarlo. Per quanto concerne il budget, Axioma presenta diverse soluzioni che vanno incontro alle esigenze di tutti i clienti, a partire per esempio dalla possibilità di acquisirlo in Cloud, opportunità che permette di contenere i costi iniziali di investimento.

Quali sono i benefici che può ottenere un’azienda dall’impiego del CRM?

  • Centralizzazione delle informazioni: il CRM ti dà la possibilità di registrare tutte le attività e le informazioni relative ai clienti, che diventano così facilmente reperibili in qualsiasi momento. In questo modo puoi creare un profilo clienti dettagliato con le preferenze e le tendenze, così da poter generare comunicazioni e campagne marketing mirate, in grado di catturare l’attenzione e interesse che si potrebbe mutare in una reale opportunità di vendita.

  • Organizzazione e monitoraggio del servizio clienti: secondo il principio di Pareto “il 20% delle cause produce l’80% dei risultati”. Significa in sostanza che l’80% del fatturato di un’azienda è generato dal 20% dei clienti, perciò – per migliorare i propri risultati – bisognerebbe individuare quali azioni portano a risultati concreti e quali comportamenti sono invece dispersivi e poco produttivi. E come individuare questo segmento? Come definire la clientela? Con un software intuitivo di CRM è possibile identificare quali clienti sono più profittevoli, in questo modo si potranno indirizzare le giuste azioni strategiche per soddisfarli al cento per cento. Ovviamente un cliente si può ritenere soddisfatto pienamente solo quando viene seguito e assistito anche nel post vendita, fase che molti non considerano nelle proprie strategie aziendali. Con il CRM di Axioma è possibile raccogliere e monitorare le varie segnalazioni e reclami, assegnarli a chi di competenza e assicurarsi che tutti ricevano risposte e assistenza.

“La tecnologia da sola non basta a risolvere un processo se questo è disegnato male (…), il vero valore delle tecnologie di Industria 4.0 si ottiene quando si usano tutte insieme.” (Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano)

Fattura XML B2B

Fatturazione elettronica tra privati: a che punto siamo?

Siamo pronti ad affrontare l’entrata in vigore della fatturazione elettronica tra privati? Questa domanda è stata posta ormai fin troppe volte, ma questo adempimento è ormai una realtà e possiamo dire che la maggioranza delle aziende italiane è pronta.

Dopo i dubbi iniziali, sta aumentando la consapevolezza che questo adempimento porterà benefici e nuove opportunità nella gestione di un processo amministrativo finora effettuato un po’ manualmente e un po’ con sistemi informatici tradizionali e datati. In questo modo la gestione delle informazioni e le fasi di trasmissione delle fatture vengono automatizzate velocizzando il processo e rendendolo standardizzato. Questo è un ulteriore step verso l’automazione e l’ottimizzazione dei processi aziendali, focus che persiste ormai da molto tempo nell’ambito della digital transformation.

Ciò che è successo negli ultimi giorni però, ci mette di fronte ad un’altra domanda: se siamo pronti, perché c’è già stata una proroga della prima scadenza?

C’è ancora qualche dubbio

Via libera al primo rinvio e si spera anche l’unico. In realtà la pressione e la preoccupazione di un adeguamento, ha già provocato una proroga per coloro che dovevano partire per primi. L’obbligo di emissione di fatturazione elettronica per cessioni di carburante ad uso motore, fissata per il 1° luglio 2018, slitta al 2019 in modo da uniformarlo a quanto previsto dalla normativa generale valida per tutte le imprese. Rimane invece confermata l’entrata in vigore per le prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti delle PA.

Ancora qualche dubbio, quindi, che in parte frena alcune imprese ad intraprendere questo percorso. Le scarse competenze interne e la confusione nel capire esattamente come gestire in modo corretto questa nuova procedura provocano ancora un po’ di diffidenza e di conseguenza ritardi. Ecco perché è importante comunicare a queste imprese che ancora non si sentono pronte i benefici di questa normativa, fatta per creare efficienza nei processi di verifica, migliorare e rafforzare le procedure attraverso degli strumenti digitali e per porre le basi alla creazione di un Mercato Unico Digitale Europeo entro il 2020.

Certo come in ogni cambiamento le difficoltà non sono pari a zero, soprattutto per quelle imprese che hanno sempre lavorato nello stesso modo, svolgendo le attività di emissione, registrazione e ricezione delle fatture in modo tradizionale e le parole “digitale” e “innovazione” non fanno ancora del tutto parte dei valori aziendali. Per questa piccola fetta di imprese significherebbe gestire le informazioni sulle transazioni in maniera completamente diversa, digitale ed elettronica. Il timore di incorrere in sanzioni e di non riuscire a trovare un partner affidabile, in questo momento, hanno la meglio sulla volontà di fare un passo verso la digitalizzazione e l’automazione dei processi.

Qual è stato l’impatto finora?

I dati in realtà smentiscono questi dubbi e paure, confermando che nel complesso le imprese italiane sono a buon punto sia in termini di conoscenza sia di capacità di adeguamento alla normativa.

Dal sondaggio dell’ Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2B del Politecnico di Milano su 126 grandi imprese (con più di 250 addetti) e 218 PMI “soltanto il 5% delle grandi imprese e il 9% delle PMI non ha ancora deciso come organizzarsi per adempiere all’obbligo normativo o non ne è a conoscenza. Sono positive anche le aspettative: il 50% delle grandi imprese e il 34% delle PMI percepiscono l’obbligo come un’opportunità per ottimizzare i processi aziendali, mentre il 13% delle grandi imprese e il 14% delle PMI lo vedono come un aiuto per combattere l’evasione fiscale. Inoltre, poco più di un quinto del campione (21%) ritiene che ci sarà un po’ di confusione sul mercato al momento dell’entrata in vigore dell’obbligo.”

Chi ha saputo cogliere questa opportunità dovrà rivedere internamente i propri processi e sfruttare le potenzialità che si generano grazie al passaggio da una gestione cartacea e costituita da documenti a una gestione di flussi di dati, dove la dematerializzazione di un documento fa sì che l’intero ciclo ordine-pagamento diventi digitale e ben definito.

“I benefici di questo passaggio sono evidenti: con l’introduzione della sola fattura elettronica strutturata si possono risparmiare tra i 5,5 e gli 8,2 euro per ogni fattura, mentre con la digitalizzazione dell’intero ciclo dell’ordine tra 25 e 65 euro ogni ciclo” afferma Claudio Rorato, Direttore dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2b.

Quindi si parla anche di benefici in termini economici, legati alla riduzione dell’impiego di manodopera e costi di spedizione, produzione e stampa delle fatture.

I software gestionali rivestono un ruolo importante

Avere gli strumenti adeguati e tecnologicamente avanzati per far fronte a questo adempimento non è importante, è fondamentale.

Sempre secondo la ricerca dell’Osservatorio il 39% delle grandi aziende e il 32% delle PMI adegueranno il proprio gestionale per adempiere all’obbligo normativo. Mentre le imprese che hanno la propensione ad esternalizzare il servizio sono pari al 34% per le grandi aziende e al 21% per le PMI. Utilizzare un gestionale in grado di emettere fatture nel formato richiesto dall’Agenzia delle Entrate e di archiviarle con un sistema di conservazione sostitutiva a norma di legge sono i requisiti per poter emettere fatture in formato XML sia per la pubblica amministrazione, sia per le altre aziende.

Non hai ancora pensato a come scegliere la soluzione giusta? Forse ti sei perso questo articolo sul nostro blog!

integrare erp crm

Integrare ERP e CRM: quando 1+1=3

In un articolo di settimana scorsa abbiamo cercato di capire se il nostro gestionale si è evoluto nella giusta direzione. Lì abbiamo scritto che uno tra i segnali individuati era proprio la possibilità di integrarlo con nuove soluzioni gestionali.

Prendiamo ad esempio in considerazione l’area vendite, oggetto di attenzione particolare proprio per la sua importanza strategica. Il CRM è naturalmente la soluzione gestionale di riferimento, proprio per la sua funzione di supporto ai processi commerciali.

Ma ora sorge spontanea una domanda: integrare ERP e CRM è obbligatorio? Secondo noi sì, o almeno molto utile, ma la risposta in effetti non è così scontata. Tanti addirittura partono un passo indietro e si chiedono perché adottare un CRM se comunque il gestionale è ricco di funzionalità dedicate alla forza vendita.

Per rispondere a queste domande però dobbiamo prima stabilire qual è il confine tra ERP e CRM, chiarendo a cosa servono.

ERP: fa tanto, ma non tutto

Cominciamo con l’ERP. Il software gestionale, come abbiamo già stabilito nell’articolo precedente, è il cuore di ogni impresa, tant’è che presenta funzionalità per tutte le aree: acquisti, magazzino, amministrazione, finanza e controllo, produzione e sì, anche vendite. Qui vengono raccolti gli ordini, inserite le cifre, codificati i prodotti, emesse le fatture, … insomma, tutto ciò che riguarda il “back office” delle vendite.

È un sistema unico, che permette quindi una gestione integrata dei processi. Possiamo dire che l’ERP svolge infatti il ruolo di motore centrale di un’impresa.

Le sue funzioni però si limitano ad essere “amministrative”. Ma la forza vendita ha bisogno di molto di più, non trovate?

CRM: quello che fa il “lavoro sporco”

Un commerciale al lavoro deve curare molti aspetti che appartengono alla sfera “relazionale”. Deve essere cioè in grado di ascoltare il cliente, capire le sue esigenze, trovare la chiave giusta per proporre la sua offerta, scegliere i momenti e i modi giusti. Lo stesso possiamo dire per chi lavora nel marketing: scegliere i destinatari con determinate caratteristiche, confezionare il messaggio più efficace, cogliere i momenti e i mezzi giusti in cui inviarlo, … non sono cose facilmente automatizzabili.

In tutto questo un CRM deve svolgere il ruolo essenziale di assistente, fornendo gli strumenti e le informazioni per far sì che le persone possano dare il meglio di sé in competenze che un software non potrà mai sostituire. (Qui potete trovare tutto ciò che può fare un CRM)

Un buon CRM inoltre si differenzia da un ERP anche perché è in grado di gestire non solo la fase di ricerca dell’opportunità commerciale e della vendita vera e propria, ma anche il post-vendita. Vi rimandiamo a un nostro articolo precedente per approfondire la fase di customer service.

1+1=3: integrare ERP e CRM fa bene

Torniamo alla domanda da cui siamo partiti: perché dovremmo integrare ERP e CRM? Abbiamo chiarito che svolgono funzioni vicine ma diverse, ma questo non spiega ancora la necessità di integrare. Non abbiamo però ancora parlato di una delle fasi fondamentali del processo commerciale: l’analisi delle performance. Sia alla fine, sia durante la trattativa commerciale o la lead generation è importante misurare i risultati o l’andamento di un determinato evento. Ovviamente più dati ci sono a disposizione, più questi sono organizzati, più questa attività diventa agile e soprattutto utile. E cosa concorre a questo risultato più dell’integrazione tra i due software aziendali più coinvolti? Integrare ERP e CRM infatti significa avere dati coerenti, omogenei e corretti, poiché un sistema “attinge” dall’altro e viceversa.

Per ottenere lo stato risultato senza l’integrazione sarebbe necessario un lungo lavoro di ridigitazione dei dati e delle informazioni da un’applicazione all’altra: una grande perdita di tempo e un rischio di commettere errori fin troppo alto. Con l’integrazione invece tutto avviene in automatico e gli stessi dati che troviamo da un lato li troviamo anche dall’altro.

1+1=3 quindi significa proprio questo, cioè avere non solo i vantaggi delle applicazioni singole, ma ottenere molto di più dalla loro integrazione: la possibilità di avere dati, analisi, report che possono indicare la strategia migliore da seguire.

L’ERP e il CRM di Axioma sono integrabili tra loro ma anche alle soluzioni più diffuse sul mercato. Puoi dare un’occhiata e darci la tua opinione.

Andare oltre la vendita con un software service desk

Andare oltre la vendita con un software service desk

CRM: Customer Relationship Management, ovvero gestione delle relazioni con i clienti. Per relazioni intendiamo tutte quelle attività che iniziano dal primo contatto fino ad arrivare alla gestione del post-vendita e alla fidelizzazione dei clienti.

Se parliamo di gestione clienti, il punto di partenza è sempre uno: il CRM. Questo strumento offre supporto nelle attività di marketing e vendite, ma non si ferma qui. Per una gestione del cliente efficace è necessario seguirlo anche dopo la vendita, fase che in realtà molte aziende purtroppo sottovalutano. Non dimentichiamo che la soddisfazione del cliente non si ferma solo alla qualità del prodotto o del servizio acquistato, ma è legata anche alla qualità del servizio di assistenza post-vendita.

Assistere il cliente a 360 gradi dal primo contatto fin dopo l’acquisto è il segreto per costruire un parco clienti solido e duraturo, oltre che per ottenere una reputazione positiva. Sì perché se il cliente sarà soddisfatto, consiglierà sicuramente i prodotti o i servizi ad altre persone, creando un passaparola positivo. Uno studio citato dal McKinsey Quarterly mostra come il passaparola sia il fattore che influenza le nostre decisioni di acquisto fino al 50%. Ecco perché offrire un servizio post-vendita eccellente è fondamentale per mantenere i clienti esistenti e farà da leva anche per ottenerne dei nuovi.

Quali sono le metodologie utilizzate?

Le strategie per migliorare il servizio clienti si sono evolute e vengono supportate da applicazioni per migliorare la tempestività di risposta. Le Chatbot per esempio, sono la novità del momento in ambito Customer Service, prestando un servizio clienti immediato dove l’utente, come se fosse in chat con un operatore reale, può inserire domande e inviare messaggi ricevendo una risposta immediata alla problematica. Oppure molte aziende hanno una sezione FAQ molto strutturata ed esaustiva che opera come “servizio clienti self service” dove gli utenti possono trovare subito le risposte a domande comuni senza dover passare dal servizio call-center. Queste strategie sono sufficienti se si ricevono poche segnalazioni e se la loro natura è di facile risoluzione.

Ma se la segnalazione del cliente è particolarmente complessa, la mole di ticket è molto alta e di tipologia diversa, è necessario il supporto di un software service desk e di un operatore di ruolo per organizzare e gestire le segnalazioni in modo efficiente.

L’importanza del fattore tempo

Il fattore tempo è sempre più rilevante per ottimizzare la qualità del Customer Service e l’operatività degli uffici dedicati a questa attività.

La valutazione ritenuta più importante da parte del cliente è “in quanto tempo il mio problema è stato risolto?” Non lo dice una ricerca, basta pensare a noi stessi, quando a seguito di una richiesta di assistenza desideriamo che venga evasa nel più breve tempo possibile. Proviamo a metterci nei panni degli uffici dedicati al servizio clienti, che si ritrovano con tipologie di ticket differenti, che arrivano da canali diversi e che non avendo uno strumento adeguato a supporto, rischiano di perdere informazioni importanti senza riuscire a tracciare le richieste già evase e quelle in attesa di essere assegnate. Sarà molto complicato, se non impossibile, riuscire ad erogare un supporto post-vendita tempestivo e di qualità.

Un software service desk adatto ad ogni tipologia di ticket

Poiché la fidelizzazione del cliente sta assumendo sempre più importanza, tutte le aziende si stanno muovendo in questa direzione: rendere il servizio post-vendita un’esperienza positiva, per fare in modo che la prossima volta il cliente non passi alla concorrenza.

L’attività di post-vendita è una fase delicata e complessa sia nel settore industriale sia nel settore dei servizi. Le aziende che vendono macchinari e impianti, ad esempio prevedono all’interno del contratto di vendita anche servizi legati all’assistenza tecnica e alla manutenzione. Queste richieste post-vendita fanno riferimento a condizioni contrattuali differenti quindi risulta molto complicato riuscire a gestirle in maniera manuale o comunque senza il supporto di uno strumento informatico. Senza tralasciare il fatto che trattandosi di interventi molto importanti vanno presi in carico nel minor tempo possibile e avendo a disposizione tutte le informazioni sul cliente aggiornate e complete. Oppure, specialmente nel settore manifatturiero, la tipologia di segnalazione può essere legata ad un difetto di prodotto o alla conformità della merce, che andrà sostituita in tempi brevi.

Qualsiasi sia la natura del reclamo, un software service desk è lo strumento giusto per rendere meno critica questa attività. Una volta individuata la problematica la prima cosa che farà il cliente sarà rivolgersi al centro di assistenza, attraverso una telefonata, via e-mail oppure se il sito web ne è dotato aprire un ticket attraverso l’area riservata all’assistenza clienti. E poi?

Una volta inviata la segnalazione cosa succede?

Attraverso un sistema di notifica l’addetto riceverà la richiesta ed entra in gioco la capacità di gestirla al meglio e nel minor tempo possibile. Non si tratta solo dell’abilità dell’operatore, ma soprattutto dell’operatività del sistema software in utilizzo.

È fondamentale avere a disposizione tutte le informazioni in merito al cliente: prodotti e servizi acquistati, dettagli relativi all’ordine e al contratto, operazioni legate all’assistenza tecnica, tipologia di ricambi disponibili, storico delle segnalazioni precedenti, stato di avanzamento…e questo è possibile solo se si ha un software service desk integrato al CRM e al sistema gestionale aziendale.

Un software service desk ha come obiettivo l’organizzazione ed il monitoraggio di tutto questo caos di informazioni, ottimizzando la raccolta, la gestione e l’evasione dei ticket. Permette di avere una visione completa delle segnalazioni, prendere o assegnare in automatico la richiesta e monitorarne lo stato di avanzamento. Avere una panoramica completa di tutte le informazioni riguardanti i singoli clienti e i singoli ticket permette il miglioramento della suddivisione delle attività per pianificare correttamente anche quelle future.

Con il modulo segnalazioni di Axioma Cloud CRM potrai svolgere queste operazioni in tutta semplicità e minimizzando gli errori grazie alla completa disponibilità di informazioni su attività, scadenze e stati di avanzamento delle richieste. Lo stato di avanzamento di ogni ticket può essere visionato anche dal cliente, nella sua area riservata per assicurarne la presa in carico e il monitoraggio. Inoltre il ticket può essere assegnato o passato ad operatori con competenze specifiche differenti per garantirne l’evasione.

 

ERP media impresa

ERP media impresa: 3 segnali per capire se si è evoluto nella giusta direzione

Gli ERP sono il cuore e l’ossatura principale di tutti i processi principali di un’azienda. Si sono diffusi partendo dalla grande impresa, passando poi anche alla media impresa e alle aziende più piccole.

La loro funzione iniziale di sostituzione delle attività gestionali ripetitive è rimasta nel tempo, ma si è evoluta per venire incontro alle esigenze nate con i cambiamenti del mercato. Le imprese si sono infatti trovate ad affrontare una competizione crescente dove sempre più spesso velocità e produttività potevano fare la differenza. Si è partiti quindi includendo la gestione dei processi produttivi, per spaziare man mano anche alle altre attività di business come vendite, acquisti, risorse umane

L’ERP ha potuto in seguito vantare il raggiungimento di un altro obiettivo: la semplificazione delle attività e l’alta disponibilità delle informazioni. Si è andati in questa direzione poiché l’esigenza delle aziende era proprio quella di avere informazioni aggiornate sempre disponibili per aumentare la propria efficienza.

ERP per la media impresa: le dimensioni contano?

La sua applicazione nel frattempo si è radicata nelle imprese di tutte le dimensioni. D’altra parte non poteva andare diversamente: la competizione crescente non ha risparmiato – e non risparmia – nessuno ed era naturale che tutti cercassero uno strumento che potesse supportarli nella corsa.

E se il principio rimane uguale indipendentemente dalle dimensioni, scendendo più nello specifico i bisogni cambiano parecchio. Alcuni esempi sono: la quantità e la tipologia di dati trattatti, la complessità dei processi, le aree e le persone coinvolte nell’utilizzo di un gestionale.

Le risposte a questi bisogni sono state sempre più specializzate per potere fornire un reale supporto. È infatti dall’esperienza di Axioma a contatto con le medie imprese che nasce, e si sviluppa, il nostro ERP, un gestionale dotate di tutte le caratteristiche che queste aziende cercano. Quindi ora proviamo rispondere a una domanda che in tanti clienti ci pongono:

come si fa a capire se un ERP per la media impresa si è evoluto nella giusta direzione?

Tralasciando le questioni tecniche, cerchiamo di rispondere prendendo in esame le caratteristiche strutturali.

Un ERP per la media impresa si deve integrare con gli altri software gestionali

Il tempo ha portato non solo a “un’espansione” dell’ERP, ma anche alla nascita di soluzioni gestionali specifiche per la gestione delle relazioni commerciali con clienti e l’automazione della forza vendita (CRM), per l’analisi avanzata dei dati (Business Intelligence), per la pianificazione della produzione e della domanda a lungo, medio e breve termine (Soluzioni di SCM).

Tutte queste soluzioni garantiscono a chi le utilizza un vero e proprio asso nella manica nella spietata partita della competitività tra imprese, ma rischiano di essere totalmente inefficaci se non sono integrate con l’ERP. La centralità dei dati infatti è la base per ogni strategia e solo la sicurezza che questi siano univoci ed omogenei in ogni sistema utilizzato in azienda è la conditio sine qua non si realizzi l’efficienza. Un ERP per la media impresa deve quindi porsi come centralizzatore di tutti questi dati.

Cambiano le regole, cambia l’ERP

Gli aggiornamenti fiscali e i cambi di normativa, almeno qui in Italia, sono all’ordine del giorno. E sapete meglio di noi quali siano le conseguenze se non si è in regola nei tempi e nei modi previsti. Il gestionale è naturalmente il più coinvolto tra i sistemi informativi ed è quindi fondamentale che il fornitore garantisca gli sviluppi necessari all’aggiornamento. Pensiamo solo a quest’anno: tra GDPR, SpesometroFatturazione elettronica tra imprese (B2B),  ecc… Avrete avuto modo di capire quanto il vostro ERP possa essere flessibile o complesso (e costoso) da aggiornare.

Riguardo a questo tema, uno degli errori che nel tempo abbiamo visto commettere più spesso è scegliere un gestionale internazionale. Perché? Spesso non viene calato nelle realtà locali, perciò una sua modifica in caso di cambi legislativi diventa lunga e costosa, ma soprattutto dipende dai distributori locali e non da chi ha programmato il software. In questo senso un fornitore più vicino alle esigenze locali delle medie imprese italiane può rappresentare la scelta migliore in termini di competenza, reattività e costi.

Ogni azienda ha le sue caratteristiche: il tuo ERP deve rispecchiarle

È subito evidente la differenza che passa tra un’azienda del settore manifatturiero e una del settore servizi, che quindi non ha problematiche di produzione, o una del fashion, che si trova ad affrontare stagionalità e cicli dei prodotti velocissimi. Non è altrettanto evidente invece la diversità di due imprese dello stesso mercato, simili anche per dimensioni. Eppure la storia, la crescita, l’evoluzione di ognuna spesso portano a sviluppare esigenze completamente diverse che richiedono soluzioni peculiari. La storia invece è piena di progetti di adattamento di gestionali generici, naufragati per il troppo tempo e denaro che hanno richiesto. Anche in questo caso l’ERP di un fornitore internazionale rischia di risultare troppo “rigido” e dispendioso da adattare alla propria realtà. Insomma, un ERP moderno deve poter essere personalizzato in modo puntuale, veloce e senza costi eccessivi.

Da anni Axioma lavora con le medie imprese italiane e sa bene quali sono le sue esigenze. Il suo ERP è infatti verticalizzato per settori, flessibile, sempre aggiornato e integrabile con un’ampia gamma di soluzioni software che completano l’offerta.

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Industria 4.0: ne stiamo cogliendo le opportunità?

Abbiamo parlato di Industria 4.0, Smart Manufacturing e IoT per molto tempo, ma come sta andando? Le imprese stanno davvero approfittando di questi incentivi? Qual è stato l’impatto sui processi produttivi finora? E i risultati?

L’introduzione del Piano Industria 4.0 e gli incentivi dati dal Governo per facilitare la digitalizzazione dei processi produttivi delle aziende italiane sta dando i suoi frutti.

“Gli investimenti sono cresciuti dell’11%” aveva dichiarato a inizio anno l’allora Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, presentando a Torino i risultati del 2017 e le azioni in programma per il 2018. “Tra gennaio-novembre 2017, infatti, grazie all’iperammortamento, al superammortamento e alla Nuova Sabatini è stato registrato un aumento complessivo dell’11% per gli ordinativi interni con riferimento ai beni strumentali, con picchi del 13% per macchinari e alti apparecchi”.

Per il momento le imprese italiane hanno colto queste opportunità e gli effetti sono positivi. I dati Istat dimostrano che la crescita dell’industria italiana è aumentata del +3% nel 2017, spinta dall’accelerazione di fine anno. L’aumento degli investimenti nei beni strumentali è dovuta agli incentivi offerti dal Piano Industria 4.0 che hanno incontrato un momento favorevole della ripresa negli investimenti in fattori produttivi di base, soprattutto nel settore industriale.

Si è infatti registrata la crescita del 4% nella produzione di macchinari (nel periodo gennaio 2016 – luglio 2017) con un’impennata del 15% del relativo fatturato. Questi dati evidenziano la volontà da parte delle imprese italiane di rendersi sempre più competitive a livello internazionale e di orientarsi verso nuovi prodotti, strumenti e tecnologie per migliorare l’efficienza produttiva.

Gli imprenditori cosa ne pensano?

Le proposte di investimento hanno saputo aggregare tutti gli elementi coinvolti all’interno dei processi produttivi industriali: beni strumentali, macchinari e impianti, fornitori, soluzioni hardware e software, ricerca e sviluppo, strumenti, servizi e consulenza e sopratutto formazione, indispensabile per sviluppare nuove competenze e guidare l’innovazione delle PMI italiane. Insomma, la completezza degli strumenti oggetto degli incentivi e i risultati in termini di innovazione e competitività presentati non potevano che creare interesse negli imprenditori italiani.

Lo confermano anche i risultati della ricerca KPMG che ha analizzato la valutazione delle imprese su come sia stato recepito dagli imprenditori il Piano Industria 4.0, dove emerge che più della metà delle imprese ha dichiarato che senza gli incentivi avrebbe limitato notevolmente l’investimento, mentre il 5,6% non avrebbe investito affatto. Tant’è vero che le misure percepite più utili sono stati gli sgravi fiscali: l’iperammortamento utile per il 72,4% delle imprese e considerato la misura più interessante anche per il futuro, a seguire superammortamento (47,6%) e credito d’imposta per R&S (54,6%).

Si può quindi dire che lo stimolo più grande nella decisione di intraprendere investimenti economici per la trasformazione digitale della produzione siano state le agevolazioni fiscali relative all’iper e superammortamento e la Nuova Sabatini. Senza questi la crescita sarebbe stata più lenta e meno consistente.

L’impatto sul business aziendale

Finora abbiamo visto l’andamento degli investimenti e la percezione degli imprenditori italiani, entrambi positivi.

Ora approfondiamo qual è stato l’impatto sul business aziendale partendo dal presupposto che l’obiettivo del Piano Industria 4.0 era quello di sostenere le imprese nella digitalizzazione e nell’innovazione dei processi produttivi e integrare tutte le informazioni provenienti da diversi macchinari su un’unica piattaforma dove reperire facilmente i dati . Sempre secondo i risultati della ricerca KPMG gli impatti più rilevanti si sono verificati in termini di efficienza produttiva (62,4%), incremento del valore aggiunto di prodotti e servizi (48,4%), miglioramento delle relazioni con i clienti (38%) e con i fornitori (16,4%).

impatto_industria_4.0

L’ammodernamento dei macchinari e dei sistemi informativi utilizzati per gestire la produzione sono uno dei risultati più importanti, dato che tecnologie obsolete, impianti vecchi e non performanti erano (e purtroppo sono ancora) presenti in molte realtà aziendali. Questi incentivi hanno consentito a molte imprese di introdurre macchinari nuovi e sistemi software in grado di interconnettere e automatizzare i processi dell’intera catena di distribuzione aziendale. 

Interfacce web per accedere ai dati di avanzamento e monitoraggio della linea di produzione, indicatori di performance e simulazione di scenari alternativi per l’ottimizzazione del piano produttivo sono solo alcune delle funzionalità di queste nuove tecnologie che permettono alle imprese di migliorare il controllo sull’intera supply chain e ridurre i costi.

Come stare al passo?

In questo nuovo contesto è necessario non farsi trovare impreparati per stare al passo con questo cambiamento in atto. In un mercato che chiede connessione dei dati, digitalizzazione e robotizzazione dei sistemi produttivi, le imprese hanno iniziato una corsa contro il tempo per riuscire ad ottenere tutti i vantaggi che questi incentivi offrono.

L’avvento della Smart Manufacturing ha portato le aziende a dover ripensare e riorganizzare i propri processi produttivi che senza tecnologie avanzate per l’integrazione e la connessione dei dati, in poco tempo sarebbero diventati obsoleti. I risultati ad oggi sono stati positivi, ma occorre anche mantenerli tali. Tenere constanti questi obiettivi come filosofia di business aziendale è il prossimo passo per riuscire far durare questi risultati positivi anche per i prossimi anni.

Axioma, in collaborazione con SedApta, partner con oltre 25 anni di esperienza nel settore manifatturiero, offre una gamma completa di soluzioni per la gestione della Supply Chain Mangement in ottica Industry 4.0. Una suite completa di moduli integrati per ottimizzare i processi lungo l’intera supply chain: dalla schedulazione degli ordini di produzione e raccolta dati in tempo reale fino a soluzioni di Sales & Operation Planning per la pianificazione della domanda, inventario, offerta e produzione. Il tutto completamente integrato e interconnesso per garantire uniformità e reperibilità dei dati.

Raccolta ordini

Velocizzare le vendite a catalogo con un software di raccolta ordini via web

Ormai siamo consapevoli che il modo di lavorare sta cambiando sempre di più, sia nelle modalità, sia nelle tempistiche. Il mercato sempre più competitivo porta le aziende ad una corsa continua contro il tempo per l’adozione di sistemi informativi volti al miglioramento dei processi di vendita aziendali, al fine di aumentare i ricavi. Tuttavia, se nel B2C il processo di digitalizzazione è già in atto da diversi anni, nel B2B solo la metà delle imprese italiane ha attivato un progetto per la trasformazione digitale dei processi aziendali.

Per quanto riguarda l’area marketing e vendite, abbiamo già parlato in un articolo dell’importanza della digitalizzazione del processo commerciale all’interno di un’azienda attraverso il CRM, strumento indispensabile per la generazione di nuovi contatti e per il mantenimento di quelli già esistenti (se te lo sei perso, puoi leggerlo qui). Non dobbiamo però dimenticare un’altra attività, identificata come uno dei momenti cruciali della trattativa: la raccolta degli ordini. Questo processo strategico viene spesso sottovalutato e influisce fortemente sulle tempistiche e sugli obiettivi di vendita. Come può un venditore, che si trova sempre fuori ufficio, svolgere questa attività nel modo più efficiente e veloce possibile?

Il ruolo del venditore sta diventando sempre più smart

Per chi fa il venditore le parole “sempre e ovunque” sono ormai delle condizioni da cui non si può prescindere. E’ fondamentale poter lavorare in mobilità, consultare dati e informazioni al di fuori del proprio ufficio, contattare e instaurare relazioni con i clienti per poi finalizzare la trattativa. Essere sempre in viaggio da un cliente all’altro e avere la responsabilità di raccogliere gli ordini di vendita è già molto faticoso e l’aiuto di fogli Excel e cataloghi cartacei non sono più sufficienti. Quindi se le fasi del processo di vendita vengono svolte fuori sede è indispensabile uno strumento per controllare le informazioni aziendali e per creare, modificare, duplicare e inviare ordini e preventivi ai clienti ovunque ci si trovi. Software per la raccolta ordini fruibili via web, attraverso tablet forniscono un valore aggiunto alle attività di vendita e garantiscono una raccolta degli ordini senza errori e senza perdite di tempo.

Quali sono i vantaggi?

Uno dei vantaggi più significativi è la velocità. Il tempo richiesto dal processo di acquisto dev’essere ridotto al minimo, senza intoppi che potrebbero ritardare o addirittura portare ad una mancata vendita. Lo strumento di raccolta ordini via web di Axioma consente di gestire e raccogliere gli ordini via web con semplicità, attraverso un processo semplice e lineare grazie soprattutto ad un’interfaccia molto intuitiva. Con pochi clic si ha la possibilità di trasformare il preventivo in un ordine, conoscendo in tempo reale la disponibilità a magazzino.

Vantaggi non solo per la forza vendita, ma anche per i canali distributivi

Un altro vantaggio è che la vendita può avvenire in qualsiasi momento, 24/24. Sì, hai capito bene, 24/24 e da qualsiasi canale distributivo. Sì perché non sono solo i venditori interni ad occuparsi della raccolta ordini, ma anche gli agenti, i rappresentanti e installatori. Attraverso un accesso regolato da credenziali, gli utenti possono accedere solo ai cataloghi che li riguardano e gestire gli ordini in modo personalizzato.

Se sono un’azienda che vende a catalogo prodotti standard con clienti fidelizzati che effettuano sempre gli stessi ordini, posso fornire loro uno strumento per svolgere attività di riassortimento in totale autonomia. I canali distributivi potranno accedere via web 24/24 alla piattaforma e rispondere in modo immediato alle richieste del cliente, senza dover attendere nessuna approvazione o richieste di disponibilità. Qui arriviamo ad un altro vantaggio: la visibilità della disponibilità in tempo reale dei prodotti a magazzino.

Ultimo, ma non per importanza, l’analisi dei dati. La soluzione di raccolta ordini via web di Axioma non si limita infatti alla sola raccolta dell’ordine, ma fornisce report di analisi sulla base di attributi e dettagli articoli per permetterti di sapere come stanno andando gli ordini anche in fase di compilazione.

Vuoi migliorare la tua forza vendita e valorizzare l’attività di raccolta ordini? Contattaci!

 

 

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Software Ticketing: necessità o investimento?

Quante volte hai rischiato di perdere un cliente perché hai tardato a rispondere alla sua richiesta di intervento? Quante volte hai impiegato ore e risorse a cercare di ricostruire la storia di un reclamo per dare una risposta soddisfacente?

Questi sono solo due esempi di quello che succede a chi eroga un servizio di post-vendita senza un software di ticketing. Eppure l’elevato costo di acquisizione di un nuovo cliente in termini di sforzi marketing, commerciali, … spiegherebbe immediatamente la necessità di curare con particolare attenzione la soddisfazione, e quindi la fidelizzazione, del cliente.

Un software ovviamente non rappresenta la soluzione a tutti i problemi, poiché come sempre va inserito in un contesto e in una strategia più ampia. Ma andiamo con ordine.

Customer service importante? Chiediamolo ai clienti

C’è chi considera la customer satisfaction un investimento da fare solo se proprio avanzano tempo e budget. Un “di più”, ma non certo una priorità. D’altra parte dopo aver acquisito un cliente nuovo, la sensazione è quella di aver già fatto la maggior parte della fatica, al resto ci si penserà.

Ma quindi investire in una strategia di customer satisfaction è assolutamente necessario?

Arriviamo subito al sodo. Il 97% delle persone intervistate afferma che il servizio clienti è molto importante o abbastanza importante nella loro scelta di fedeltà alla marca. (Global State of Multichannel Customer Service Report )

Una percentuale che non ha bisogno di ulteriori commenti e che da sola già potrebbe convincere gli scettici. Ma si potrebbe dire che questo è solo un lato della medaglia, poiché ci dice solo che la qualità del customer service è un elemento importante, ma non necessariamente il più importante.

Poniamo quindi la domanda diretta: ma la qualità del servizio post-vendita può essere la causa della perdita di un cliente? Un altro dato ci dice di sì.

Il 62% dei consumatori mondiali ha smesso di seguire un brand e di relazionarsi con l’impresa, a causa di un customer service improduttivo (Global State of Multichannel Customer Service Report)

Un rischio di perdita veramente troppo alto se consideriamo quanto sia più difficile trovare clienti nuovi piuttosto che mantenere quelli già esistenti:

Le probabilità di vendere i propri prodotti e servizi a un cliente fedele e felice sono 14 volte superiori alla probabilità di acquisire e vendere a nuovi clienti (Marketing Metrics: The Definitive Guide to Measuring Marketing Performance).

E la situazione italiana?

Anche l’Italia conferma questa tendenza. L’assitenza ai clienti nel post vendita è considerata fondamentale anche dagli Italiani che basano le loro scelte anche su questo parametro.

Se la tua preoccupazione però è quella che un software di ticketing possa essere troppo costoso, arrivano questi dati a tranquillizzarti. I clienti italiani sono disposti a spendere di più per un prodotto se possono contare su un customer service affidabile.

Nel 59% dei casi pensano infatti che nella valutazione del rapporto qualità/prezzo, la qualità del servizio dato al cliente sia un fattore determinante.
E non è solo una dichiarazione di intenzioni, ma un fatto. Quasi il quaranta percento degli intervistati ha dichiarato di aver speso di più con un’azienda grazie a esperienze di servizio clienti positive. (Customer Service Barometer 2017)

Abbiamo capito quindi che un investimento sul customer service non è solo una necessità, ma un vantaggio competitivo. Ma come scegliere la strategia migliore? Le possibilità sono diverse e abbracciano diversi ambiti aziendali, ma noi in questo blog parlaremo di ciò di cui siamo più esperti, cioè la via tecnologica.

Software ticketing italiano: la migliore strategia

Un software ticketing è un software in grado di organizzare e portare efficienza nella gestione dell’assistenza data al cliente nel post-vendita. È in grado cioè di raccogliere le richieste del cliente, inserirle in un sistema organizzato e creare le premesse affinché a ogni richiesta venga data una risposta veloce e soddisfacente.

La gestione del customer service dovrebbe far parte della politica commerciale di un’azienda, proprio per i motivi elencati prima. Dal punto di vista tecnico questo significa che l’ideale sarebbe che il software di ticketing sia integrato con gli altri sistemi di automazione della forza vendita. In questo modo tutte le informazioni relative al cliente sarebbero uniche ed omogenee, facilitando le analisi, ma anche il monitoraggio e la visione di insieme della situazione di ogni contatto.

Un software di ticketing dovrebbe inoltre saper facilitare la raccolta delle segnalazioni, rendendola agevole e immediata. Dovrebbe poter collegare la segnalazione non solo all’anagrafica del cliente, ma anche alle altre richieste simili già risolte. Queste infatti possono essere un punto di partenza per la risoluzione di quelle future.

La soluzione Axioma

Non tutti i software ticketing garantiscono questi tipi di integrazione, ma se i sistemi sono separati diventa complicato applicare una strategia commerciale completa ed efficace.

Il software ticketing italiano di Axioma invece ha queste e altre caratteristiche utili alla realizzazione di un post-vendita che non sia solo un costo, ma anche un investimento proficuo.

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Fatturazione B2B: come scegliere la soluzione giusta

Non ci sono speranze per la proroga: la fatturazione elettronica sarà un obbligo per tutti a partire dal 1°gennaio 2019. Lo conferma il provvedimento n. 89757/2018 pubblicato lo scorso 30 aprile dove l’Agenzia delle Entrate ha definito le Regole Tecniche per l’emissione, la ricezione e la gestione delle fatture elettroniche.

Se ci pensiamo bene, sarà un cambiamento radicale poiché tutte le imprese – a eccezione di quelle molto piccole – saranno costrette a dotarsi di strumenti e metodi di lavoro adeguati alla normativa.

Per capirne meglio l’impatto, vediamo chi e quante sono le imprese coinvolte:

  • 5 milioni di Partite IVA
  • 1,5 milioni le micro imprese (da 2 a 9 dipendenti)
  • 250.000 le piccole e medie imprese (PMI), tra 10 e 249 dipendenti
  • 4500 le grandi imprese (da 250 addetti in su)

[Osservatorio Fatturazione Elettronica (Polimi)]

Il cambiamento prevede una trasformazione digitale che consiste in un nuovo modo di relazionarsi con clienti e fornitori e un processo di dematerializzazione dei documenti e dei processi di fatturazione. Sarà ormai chiaro a tutti che la fatturazione elettronica si presenta come un’opportunità per tutti coloro che vogliono dare una spinta alla crescita e all’innovazione, a vantaggio di una migliore efficienza e di un considerevole abbattimento dei costi e dei tempi di lavorazione delle informazioni.

Un processo di tale portata, completamente digitalizzato, permetterebbe infatti di emettere automaticamente la fattura elettronica in formato XML – quello standard definito dall’Agenzia delle Entrate – che viene inviata tramite il Sistema di Intercambio al cliente che a sua volta la riceverà nel proprio sistema, la contabilizzerà e la manderà in pagamento. Verrebbe meno l’inserimento manuale dei dati delle fatture – sia attive che passive -, si ridurrebbe altresì la possibilità di errore, non si presenterebbero problemi di riconciliazione dei documenti e la ricerca e archiviazione diventerebbero semplici, veloci e sicure.

In queste settimane si sono presentate sul mercato diverse soluzioni software per rispondere alla normativa. Ognuna con i propri vantaggi, i propri plus, ma crediamo che la confusione tra le imprese sia ancora molto alta. Innanzitutto perché si parla quasi sempre dell’obbligo di emettere la fattura in formato elettronico, ma ci si dimentica che questo comporta anche la ricezione di fatture XML.

In poche parole: non solo in qualità di fornitore devo essere in grado di inviare al mio cliente una fattura XML, ma a mia volta sarò cliente e dovrò essere pronto a ricevere una fattura dello stesso formato e leggerla. Ma non finisce qui: cosa succede infatti una volta interpretato il documento XML? Dovrò registrare la fattura. Come? A mano inserendo i dati nel mio gestionale oppure dotandomi di un software in grado anche di contabilizzare la fattura passiva.

Ecco quindi che per valutare un buon software per adempiere alla normativa è importante verificare che copra tutte le fasi, compresa quella della contabilizzazione della fattura passiva e della conservazione sostitutiva a norma di legge.

Il provvedimento n. 89757/2018 indica le possibili modalità con cui le aziende possono trasmettere/ricevere la fattura elettronica al/dal Sistema di interscambio:

a) posta elettronica certificata (PEC)
b) servizi informatici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate (procedura web e app)
c) sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service”
d) sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP

Le modalità a) e b) facilitano chi ha una mole di fatture molto bassa. Le modalità c) e d) invece richiedono l’accreditamento al Sistema di Interscambio.

Il Provvedimento contempla anche la figura dell’intermediario per inviare e ricevere fatture elettroniche attraverso il SdI: “Il cessionario/committente può ricevere dal SdI le fatture elettroniche attraverso un intermediario, comunicando al cedente/prestatore “l’indirizzo telematico” (codice destinatario o PEC) dell’intermediario stesso”. Ecco quindi che l’impresa può continuare a lavorare come ha fatto finora, affidandosi per tutto il processo (estrazione ed emissione fattura attiva, invio allo SdI, gestione notifiche, conservazione sostitutiva e, per il ciclo passivo, ricezione del documento e contabilizzazione) a un Intermediario accreditato e competente.

Perché pensare alla fatturazione B2B come ad un’opportunità per una totale trasformazione digitale e non come un mero provvedimento a cui conformarsi? Lasciamo a te la risposta con questa infografica creata dal Politecnico di Milano.

fattura B2B