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Integrazione software in banca

Il telefono senza fili in banca

Parlare di integrazione di dati e sistemi informativi è sempre complesso, perciò oggi voglio partire dal concetto di telefono senza fili.

Sapete di cosa sto parlando: quel giochino che tutti abbiamo imparato da piccoli dove una frase viene sussurrata all’orecchio di una persona, e poi di un’altra e così via finché raggiunge l’ultimo interlocutore che la ripete puntualmente… distorta!

Ecco, questa è la stessa cosa che subisce un’informazione quando viaggia in sistemi informativi non integrati.

Un sistema informativo è l’insieme di procedure, strumenti e risorse umane impegnate nel produrre e gestire informazioni. Le informazioni gestite nascono, si arricchiscono, vengono modificate e sostituite esternamente e internamente all’azienda. Lo stesso dato viene poi condiviso da più uffici per scopi differenti all’interno della stessa azienda.

La sfida è di assicurarsi un dato utile, aggiornato e certo, al contrario del telefono senza fili dove l’ultimo bambino riceve un’informazione sicuramente imprecisa. 

Fino a pochi anni fa ogni ufficio sembrava un’isola indipendente. Dati e documenti erano appannaggio di una sola area aziendale che al massimo procedeva a fare una fotocopia per altri dipartimenti che lavoravano le informazioni anch’essi in maniera autonoma, come appartenenti ad aziende diverse. Quindi database separati e dati disgregati.

Secondo questo tipo di organizzazione, i sistemi informativi non sono integrati tra loro: ogni software governa dati che non trasferisce ad altri sistemi, la registrazione manuale in altri programmi è del tutto fuori dal controllo di chi li ha generati.

Oggi fortunatamente il mercato è cambiato e molte realtà hanno compreso il valore di gestire informazioni scambiate e condivise trasversalmente tra i diversi uffici. Due vantaggi tra tutti sono:

  • l’univocità della base dati: ogni elemento viene registrato in modo univoco e centralizzato all’interno del database e reso immediatamente disponibile a tutti i reparti che lo utilizzano e ne hanno i permessi aziendali. Questo consente di registrare i dati una volta sola riducendo al minimo gli errori di imputazione, di non dover attivare procedure di trasferimento dati asincrono tra diversi sistemi e quindi di poter aggiornare i dati una volta sola, aggiornamento che scenderà a cascata su tutti gli altri sistemi/database
  • l’omogeneità delle informazioni: qualsiasi sia il soggetto in grado di ottenere l’informazione e il sistema che ne permette la lavorazione, questa avrà le stesse caratteristiche e le stesse peculiarità di quella inserita originariamente

Questi sono i punti che le banche nostre clienti ci sentono ripetere ultimamente, unitamente al concetto di risparmio che l’integrazione porta con sé.

In questo mercato in piena trasformazione, sia per esigenze normative che finanziarie, perché continuare a gestire processi obsoleti, lunghi e onerosi? Perché si è restii al cambiamento, perché l’investimento (visto in realtà come un costo) in tecnologia è l’ultima delle priorità e perché le risorse interne non si abitueranno mai ad un nuovo strumento (“sa quanti miei dipendenti hanno iniziato da poco a usare il PC?”): queste sono le obiezioni più frequenti.

Che queste affermazioni siano o meno condivisibili, rimane un dato di fatto, cioè che l’inserimento una tantum di un dato, che viene subito dato in pasto ai sistemi che devono processarlo, ha molti più vantaggi del suo inserimento moltiplicato n volte in programmi non comunicanti tra loro: se viene aggiornato in un software, cosa succede negli altri dove è stato replicato? Come si fa a creare il flusso operativo se ad un certo punto le operazioni vengono interrotte per estrarre uno statico file Excel che poi verrà importato – sicuramente modificato – in un altro sistema?

Per fare un esempio più semplice: senza un sistema integrato, dei documenti prodotti in filiale quanti arrivano in sede integralmente? Il collega o il corriere che si incarica di raccogliere le pile di carta tra fotocopie, documenti aggiornati a penna, allegati che non sono graffettati al documento primario, … non sono certo una garanzia di completezza e integrità dell’informazione.

La soluzione in questo caso? Potrebbe essere un unico sistema documentale in grado di archiviare dati e documenti dipartimentali (per uffici e filiali) integrati ai sistemi operativi che li generano o a cui sono correlati.

Integrazione software in banca

L’integrazione di software bancari di Axioma

Se vuoi scoprire di più sull’integrazione clicca qui

In assenza di un sistema integrato, il controllo sul patrimonio informativo sfugge inevitabilmente di mano e se gli uffici dispongono di informazioni parziali e diverse tra loro, probabilmente svilupperanno strategie di business contrastanti.

Senza farvi i soliti discorsi sui vantaggi in termini di tempo e di denaro dell’integrazione, vorrei che vi soffermaste a riflettere su una domanda: quante informazioni siete disposti a perdere?

 

L’importanza strategica della Supply Chain nell’Industria 4.0

Sempre più clienti ci chiedono se rientriamo nel Piano Industria 4.0, un progetto da 13 miliardi di euro dal 2017 al 2020 per sostenere le aziende italiane nel processo di digitalizzazione e robotizzazione dei sistemi produttivi.

La risposta è sì, ma prima facciamo un pò di chiarezza su questa nuova rivoluzione industriale e quali sono i cambiamenti che porta con sé.

L’industria 4.0 viene definita come un cambio di paradigma epocale dovuto all’integrazione delle nuove tecnologie informatiche ai processi produttivi al fine di metterli in comunicazione tra loro e con il resto dell’azienda. Questo ha permesso di sovvertire le logiche produttive, ormai consolidate, delle imprese tradizionali, dando vita alle cosiddette Smart Factory.

In questo nuovo contesto competitivo, per non farsi trovare impreparate, le imprese avranno la necessità di disporre di soluzioni volte a riorganizzare e a interconnettere i processi produttivi, eliminando le inefficienze.
La sistematica attività di raccolta dati di fabbrica al fine di programmare e schedulare la produzione sarà fondamentale per le imprese del futuro. Infatti, come indicato dal The Economist, negli ultimi anni le più grandi multinazionali del settore ICT, come Oracle e IBM, hanno investito più di 15 miliardi di dollari in data management e analytics. Questa industria è destinata a valere più di 100 miliardi di dollari e a crescere di quasi il 10% annualmente.

In un contesto di questo tipo, noi di Axioma, che dal 1979 sviluppiamo software per le aziende, e sedApta, gruppo internazionale che ha maturato oltre 25 anni di esperienza in ambito Manufacturing IT, abbiamo stretto un rapporto di partnership per offrire alle aziende un’ampia gamma di soluzioni di smart manufacturing.

La suite sedApta, che nasce da oltre 30 anni di esperienza industriale dei prodotti Nicim, è stata sviluppata come un insieme integrato di moduli che operano sinergicamente al fine di ottimizzare i processi lungo l’intera supply chain. La soluzione permette quindi di raccogliere dati in modo da eseguire accurate pianificazioni strategiche e schedulare gli ordini di produzione in base alla disponibilità di risorse all’interno della fabbrica stessa. Più nello specifico, utilizzando la suite sedApta sarà possibile eseguire analisi, modellazioni e orchestrare i processi aziendali mantenendo il controllo dei risultati durante l’esecuzione e ottenendo riscontri in tempo reale. In ottica di analisi strategica di business, risultano particolarmente interessanti le simulazioni multiscenario, le analisi what if e la possibilità di sfruttare algoritmi e KPI configurabili.

L’importanza strategica di direzionare gli investimenti del settore industriale verso queste tecnologie non è sfuggita neanche al governo italiano, infatti come indicato da Il Sole 24 Ore: “La transizione dell’Italia alla manifattura digitale, stima il governo, necessiterebbe di 10-15 miliardi di investimenti aggiuntivi all’anno. Come premio l’inversione di indici di produttività che ci vedono in ritardo rispetto ai principali competitor, la creazione di 800mila posti di lavoro in cinque anni, l’aumento del valore
aggiunto del manifatturiero di quasi 40 miliardi in dieci anni. ”

SK-Palle

Su questi presupposti, nella Legge di Bilancio 2017 è stato prorogato il superammortamento 140 ed esteso anche ai software, fondamentali per completare il
passaggio da impresa tradizionale a smart factory. Questa agevolazione permette agli
imprenditori di continuare a beneficiare del bonus ammortamento al 140% per
investimenti in beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica.
Gli investimenti saranno ammortizzabili negli anni per un importo pari al 140% del
loro valore.

Per capire i vantaggi di questo incentivo occorre presentare un esempio: si ipotizzi l’acquisto di una soluzione software per un importo di 10.000 Euro e si supponga di predisporre, per semplicità, un piano di ammortamento decennale a quote fisse.
In questo caso, la quota di ammortamento iscritta a bilancio annualmente sarà di 1.000 Euro. Applicando il superammortamento 140, la quota annuale salirebbe a 1.400 Euro.
Il vantaggio per l’impresa risiede nei 400 Euro di differenza, che comportano una variazione in diminuzione della base imponibile sulla quale vengono calcolate le imposte.

Sicurezza IT: prevenire è meglio che curare

Il cyber crime è un fenomeno in crescita, sempre più organizzato e in grado di colpire qualsiasi realtà aziendale. Cosa fare per difendersi? Scopriamolo!

Secondo il Rapporto Clusit sulla sicurezza IT, in Italia, solo nel primo semestre 2016 si è registrato un aumento di attacchi informatici pari al 71%. In particolare i settori maggiormente colpiti sono quello Sanitario (+144%), quello finanziario (+94%), le infrastrutture critiche (+85%) e quello del retail con un aumento del 17%. La minaccia è consistente e sta preoccupando molte aziende e istituzioni.

RapportoClusit_Vittime-01

Ma quali sono le dinamiche che hanno portato a una così rapida diffusione del crimine informatico? La risposta va cercata nella crescita dello spazio cyber, conseguente alla riduzione dei prezzi di connessione alla rete di sviluppo della banda larga. L’aumento del cybercrime ha permesso di avere molti vantaggi e opportunità, ma anche nuovi svantaggi e minacce.

Il cyberspace rende possibile mercati nazionali e transnazionali più aperti; ma questa apertura rende i sistemi informatici, su cui esso si basa, più vulnerabili agli attacchi di quanti intendono sfruttarli per ottenere, in modo fraudolento, informazioni.” (CINI)

Ma allora quali sono le giuste contromisure da adottare per difendersi dai cyber criminali? Le risposte al problema sono due: formare il personale e impiegare soluzioni di Infrastruttura IT innovative e solide che permettano di essere al sicuro online. Mission Impossible? Assolutamente no. Il problema è che, al momento di investire, molte aziende rinunciano e si trovano a correre ai ripari quando ormai sono sotto attacco cyber. Inoltre c’è ancora scarsa conoscenza in sicurezza IT, sia da parte dei dipendenti che, molte volte, degli stessi top manager.

Quale strada intraprendere? Affidarsi a un esperto in sicurezza informatica! Grazie a servizi di backup e ripristino dati, analisi del rischio e gestione in outsourcing dell’infrastruttura noi di Axioma garantiamo la protezione dell’infrastruttura e di tutti i contenuti, facendoti risparmiare fatica e tempo che potrai concentrare per svolgere al meglio il tuo lavoro.

Gestione clienti: il CRM serve davvero a qualcosa?

Proviamo a pensare a una gestione clienti senza il CRM. Come potrebbe avvenire alle porte del 2018? In questo articolo vogliamo fare un piccolo gioco di ruolo e cambiare la nostra prospettiva, cercando di immaginare cosa succede in un’azienda che non usa il CRM per la gestione clienti.

Gestione clienti: le schede

Partiamo dalla gestione delle schede che racchiudono le informazioni di ogni cliente. Escludendo l’opzione cartacea, si utilizzerebbero file (in word?) salvati, a voler essere virtuosi, in un sistema di cartelle interne accessibili secondo i ruoli con vari tipi di permessi. E fin qui il CRM non dà niente di più. I problemi sorgono quando però tali schede devono essere aggiornate. Il sistema di file salvati in cartelle lascia la libertà ad ognuno di lavorare in “locale”, di creare cioè una versione del file sul proprio pc privato. Anche tralasciando i casi tragici di perdita di file, di computer, di guasti, ecc… la conseguenza certa sarebbe che il personale commerciale lavorerebbe sulla base di informazioni datate, rischiando nel migliore dei casi una figuraccia e nel peggiore la perdita di opportunità commerciali.

La gestione clienti fuori sede

Se poi ad esempio un commerciale in trasferta avesse la necessità di rivedere alcune informazioni sul cliente che sta per incontrare potrebbe incontrare delle difficoltà nell’accedervi, poiché non sempre le reti interne sono consultabili anche fuori sede. È facile immaginare che la sua performance ne risulterebbe influenzata. E se dopo l’incontro volesse aggiornare la scheda in modo da tenere traccia di tutta la relazione? Non potrebbe farlo immediatamente, e neanche sfruttando il tempo del viaggio, ma dovrebbe aspettare di tornare in sede togliendo tempo ad altre attività. Chiedete a chi viaggia abitualmente per lavoro: le connessioni internet di treni o aeroporti, anche se sono quel che sono, rappresentano una grandissima opportunità di portarsi avanti con le proprie attività di back-office e offrire tutti gli strumenti per essere più efficienti non può che essere vantaggioso per l’azienda stessa.

Gestione clienti vs turn-over

La gestione clienti passa anche dal monitoraggio della situazione del parco per capire quali possono essere le opportunità di up-selling e cross-selling. Come potrebbe svolgersi senza un valido CRM? Sarebbe probabilmente tutto affidato alla memoria delle persone, che per quanto possa essere formidabile, cadrebbe di fronte a situazioni di turn-over: tutti prima o poi nella loro vita professionale si sono trovati ad affrontare il problema di un mancato passaggio di consegne e scommettiamo che non è stato divertente.

La gestione clienti è comunque solo una parte dell’immenso mondo dell’automazione della forza vendita. Le possibilità fornite da un moderno CRM infatti sono molte e toccano gli aspetti più disparati: marketing, preventivazione, gestione post-vendita affrontarli senza una soluzione informatica creata appositamente a questo scopo sarebbe come minimo scomodo, se non addirittura dannoso.

Con questo breve gioco fatto oggi, vogliamo anche chiarire che l’utilizzo di un CRM non sminuisce il fattore umano o l’importanza dell’abilità dei venditori nel saper gestire il cliente. Al contrario, lo esalta! Quello che fa il CRM nelle gestione clienti infatti non è altro che automatizzare certe attività a basso valore aggiunto ed essere un “assistente elettronico” sempre presente e super efficiente.

Il nostro CRM può fornirti un supporto completo: ecco come.

Fondazione Opera Don Bosco sceglie Axioma per gestire offerte e adozioni

Fondazione Opera Don Bosco ONLUS ha scelto la soluzione software di Axioma per registrare e gestire le offerte che riceve a favore dei progetti che sviluppa in tutto il mondo.

Obiettivi della ONLUS sono il sostegno alle popolazioni colpite da calamità naturali ed emergenze umanitarie e la garanzia di trasparenza nei confronti dei donatori che la sostengono. Ma come si fa a tener traccia di tutte le donazioni e delle relative destinazioni?

Stefano Arosio di Fondazione Opera Don Bosco ONLUS spiega “Il nostro primo dovere è nei confronti dei benefattori, che hanno il diritto di essere informati su che fine fanno i loro generosi contributi. Per questo motivo abbiamo cercato una soluzione che ci consentisse di registrare tutte le donazioni e di inviare comunicazioni periodiche e personalizzate relative ai progetti realizzati. Per quanto riguarda la nostra organizzazione interna, invece, ora siamo in grado di realizzare analisi chiare sull’andamento delle donazioni.”

Axioma Cloud CRM per le ONLUS, accessibile via web da tutte le sedi della Fondazione, raccoglie in una sola applicazione le anagrafiche di tutti i benefattori, di tutti i progetti attivi e non, dei bambini delle comunità gestite dalle Opere Salesiane e registra in maniera dettagliata le donazioni ricevute – classificandole per destinazione, data, valuta e modalità di pagamento per tenere tutto sotto controllo in base ai progetti attivi.

Uno strumento via web semplice e intuitivo che migliora la relazione con i benefattori e consente di poter sviluppare campagne di raccolta fondi o di sensibilizzazione della comunità in maniera più mirata ed efficace.

Per scoprire di più leggi la case history!

 

Bad Rabbit: nuova minaccia informatica

Martedì 24 ottobre si è diffuso Bad Rabbit, un nuovo ransomware molto simile a NotPetya, virus che colpì lo scorso giugno provocando diversi disagi a livello internazionale. Anche questa volta risulta essere partito da Ucraina e Russia, dove ha causato i maggiori danni mettendo in crisi i sistemi di diverse istituzioni, aziende e infrastrutture.

Per ora le vittime risalgono a 200, tra le più note troviamo il Ministero delle Infrastrutture ucraino, l’aeroporto di Odessa, la metropolitana di Kiev e diverse agenzie di stampa, tra cui le famose Interfax e Fontanka. Il virus ha toccato anche la Corea, il Giappone, gli Stati Uniti, la Turchia e diversi paesi Europei. Per quanto riguarda l’Italia, non è stato ancora annunciato nessun caso collegabile a Bad Rabbit.

Come attacca Bad Rabbit?

Il metodo usato per intrufolarsi nei sistemi è attraverso un file da scaricare da un falso Adobe Flash tramite cui il ransomware ha criptato i dati e richiesto un riscatto pari a 0,5 Bitcoin (230 euro). Questa volta però c’è una “novità”: i cyber criminali hanno pensato bene di dare un tempo limite per pagare il riscatto che una volta superato fa partire il countdown, per cui la cifra richiesta aumenta con il trascorrere delle ore.

Pagare il riscatto, sì o no?

Il consiglio che dà Kaspersky – leader in soluzioni per la sicurezza IT – è quello di non pagare; principalmente per due motivi: in primis perché significherebbe incentivare l’attività criminale e in secondo luogo perché non esiste nessuna garanzia di riavere indietro i propri dati. Se vi ricordate bene, NotPetya usava le stesse dinamiche: ricevuta la somma richiesta, consegnava una chiave di decrittazione falsa. In questo modo i cyber criminali hanno ottenuto quello che volevano mentre le vittime sono rimaste a mani vuote.

Come difendersi dal cybercrime?

Le soluzioni per proteggersi sono tutte preventive, per esempio in questo caso si è caldamente consigliato di non scaricare software direttamente da portali web ma di farlo attraverso le funzionalità di download dei singoli programmi, la stessa cosa vale per le app su smartphone che ovviamente devono provenire da Play Store o App Store, mai dall’esterno. Altra misura preventiva, è accertarsi di avere soluzioni adeguate e affidabili per tutelare la sicurezza dei propri sistemi. Può sembrare scontato ma purtroppo non lo è, visto i casi numerosi in cui un virus è riuscito a infettare un sistema per le misure di sicurezza alquanto deboli.

Bad Rabbit ha messo a dura prova la sicurezza internazionale causando più di 200 vittime, dopo soli pochi mesi da NotPetya e WannaCry. Ma avete messo in conto anche tutti gli attacchi avvenuti nel frattempo? Soltanto per quanto riguarda l’Italia, il rapporto Clusit ha contato 571 attacchi nell’arco di sei mesi, da gennaio a giugno 2017; una situazione di emergenza che non va sottovalutata, anche se si tratta di attacchi di minore entità, e soprattutto se si pensa alla velocità con cui il cybercrime si sta evolvendo.

Banche: innovazione per il cliente, ma anche per il nostro back-office?

Mobile banking, carte paypass, totem di sportelli digitalizzati, prelievi tramite app,…

L’indagine di ABI e Gfk rivela che il cliente in Banca dell’era moderna è online, interessato ai nuovi canali di acquisto e comunicazione.
Ma se il rapporto con la clientela è mediato da strumenti super tecnologici, che cosa ne è del back-office delle banche? Qui purtroppo, Excel è il re dell’operatività.

Sebbene i sistemi aziendali siano ormai pane quotidiano per gli istituti bancari, molte procedure sfuggono al loro controllo. Ed è così che dati e documenti viaggiano di scrivania in scrivania, sostando un po’ nei desktop dei PC dei dipendenti, moltiplicandosi nelle stampanti o accantonandosi sulle scrivanie nella speranza che prima o poi vengano ritrovati. Per tornare al nostro citato Excel, bisogna essere fortunati se nessuno apporta modifiche non coerenti durante i vari passaggi!

Prendiamo l’esempio dell’area acquisti e contabilità:

in assenza di un sistema che gestisca le operazioni dall’inizio alla fine, con informazioni integrate, aggiornate e corrette, come viene garantita la coerenza tra ciò che si voleva spendere e ciò che realmente è stata l’uscita di cassa? E come si risale alle varie approvazioni di spesa? Siamo sicuri che il budget stanziato non sia stato sforato?

Un’attenta gestione delle spese di questi tempi è di fondamentale importanza per qualsiasi azienda, anche per quella bancaria. Riuscire a controllare e monitorare tutte le spese è il sogno di qualsiasi direttore e la bella notizia è che non si tratta di un’utopia. Bisogna però abbandonare Excel.

Sul mercato esistono diverse soluzioni software che aiutano le banche ad espletare le operazioni di gestione del ciclo passivo. Per poter avere un controllo effettivo delle spese è però consigliabile l’adozione di una soluzione completa che, partendo dalla definizione del budget annuale, riesca a integrare tutte le fasi (richieste di acquisto, richieste di approvvigionamento, contratti di merce o di servizio, ordini, fatture, cespiti) e quindi tutti i dati, con la sicurezza di ottenere operazioni di spesa coerenti con i limiti di budget.

Per darvi un’idea, la soluzione software di Axioma che propongo si configura così:

Gestione delle Spese Axioma

Gestione delle Spese Axioma

Un sistema integrato che parte dalla definizione del budget e scende verso la contabilità e il calcolo dei cespiti senza dover duplicare dati e documenti e, soprattutto, con la sicurezza di avere sotto controllo qualsiasi spesa.

Da dove passa la vostra innovazione?

Quanto è importante l’automazione della forza vendita nel settore moda?

Abbiamo parlato più volte di quanto sia cresciuto in termini di fatturato il settore moda negli ultimi anni grazie agli investimenti in termini di innovazione tecnologica, alla maggior ricerca e sviluppo del prodotto e ad una migliore sinergia tra le diverse fasi della filiera.

Infatti nel settore moda le tecnologie ICT hanno cominciato a rivestire un ruolo fondamentale per garantire innovazione e sviluppare nuovi modelli di business. Una ricerca condotta dall’Osservatorio ICT & Business Innovation nel Fashion Retail del Politecnico di Milano evidenzia la consapevolezza acquisita all’interno delle aziende circa il ruolo di soluzioni software a supporto delle attività di marketing, comunicazione e vendite. Infatti, tale ruolo è definito rilevante dal 90% dei direttori marketing e dal 92% dei direttori vendite.

Al primo posto per quanto riguarda gli strumenti adottati dalle aziende c’è il CRM, per la gestione e la pianificazione di campagne marketing mirate e a supporto della customer service. Il CRM permette una visione del cliente a 360 gradi, fattore importantissimo in questo settore dove il comportamento del cliente finale ormai è diventato multicanale; infatti anche se la fase di vendita è ancora dominata dal negozio fisico, la fase di raccolta delle informazioni passa da internet. Un database con la profilazione di tutti i propri clienti e prospect è ormai indispensabile per tenere traccia di tutte le informazioni importanti ai fini di effettuare comunicazioni mirate ed efficaci, ma da solo non è sufficiente. È necessario infatti raccogliere dati e informazioni sui clienti resi disponibili dal CRM e interfacciare quest’ultimo con soluzioni per aumentare le perfomance di vendita.

Il consumatore infatti è diventato sempre più esigente ed esperto e orienta sempre di più la sua scelta d’acquisto secondo quattro variabili:
• oggettività delle informazioni reperite
• rapidità d’acquisto
• comodità d’acquisto
• disponibilità dei prodotti
Assicurare al cliente la varietà e la disponibilità dei propri prodotti presso i punti vendita senza perdite di tempo e denaro è un obiettivo raggiungibile attraverso strumenti di raccolta ordini B2B e a supporto della gestione multicanale dei dati.

Come migliorare le performance del settore vendite?
Le attività commerciali sono di vitale importanza per lo sviluppo economico dell’impresa, quindi vi è la necessità che tutti gli strumenti utilizzati siano flessibili e “connessi”. Automatizzare le attività a basso valore attraverso la tecnologia significa dare la possibilità agli agenti e al reparto vendite di concentrarsi unicamente sulla gestione accurata delle opportunità, sul giusto prodotto, sapendo esattamente dove e quando chiudere le offerte, con l’obiettivo di ridurre drasticamente tutte quelle attività che allungano le tempistiche e rendono il lavoro complesso ed eterogeneo.

Noi di Axioma offriamo una soluzione che permette di gestire al meglio il processo di vendita e raccogliere gli ordini in tempo reale. Con Axioma Cloud ORA gli agenti potranno avere disponibilità immediata di informazioni sempre aggiornate relative ai clienti e ai fornitori, tenere traccia di tutte le fasi del processo di vendita, dal primo contatto fino alla generazione dell’offerta, raccogliere gli ordini di impianto e riassortimento in qualsiasi momento e ovunque si trovino e avere risposte immediate sulla fattibilità di un ordine grazie alla connessione in tempo reale con la disponibilità di magazzino.

Inoltre Axioma Cloud ORA è integrabile con qualsiasi altro sistema presente in azienda, user friendly e disponibile anche in cloud.

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Configure Price Quote: il significato di CPQ spiegato in poche parole

L’acronimo CPQ si spiega immediatamente con le tre parole Configure Price Quote. Ma non basta, ovviamente, per spiegare quali sono le potenzialità di uno dei prodotti software che ora più che mai servono a supportare la forza vendita delle aziende.

Configure Price Quote: cosa significa?

Sì, perché il CPQ è proprio un software il cui maggior utilizzatore è il venditore e Configure, Price e Quote non sono altro che le fasi del ciclo di vendita che questa soluzione consente di automatizzare. Vediamole più nel dettaglio.

Compila il modulo per avere una dimostrazione gratuita basata sulle caratteristiche della tua azienda di Axioma Cloud CPQ, il software per dare al cliente preventivi sempre corretti.

Configure

Si parte dalla configurazione

Sembra una banalità, ma il fatto che il mercato diventi sempre più competitivo è una realtà e nessuna impresa vuole rimanere indietro. Un’offerta sempre più varia e che consente in questo modo di rispondere alle esigenze del cliente sembra essere la risposta giusta, ma attuarla non è così semplice. Sia che si tratti di prodotti o di servizi infatti, una volta composto il catalogo, è necessario saper configurare un’offerta che risponda davvero alle necessità dell’interlocutore. E se le possibilità sono molte, l’aiuto di una soluzione informatica può fare la differenza. Il fattore “umano”, e in particolare l’esperienza e la conoscenza dell’offerta, rimangono comunque imprescindibili, ma con un CPQ la fase di configurazione migliora in termini di qualità e rapidità.

Price

Il prezzo

La gamma di prodotti e servizi a disposizione è solo una delle variabili nel ciclo della vendita. L’altro fondamentale fattore è naturalmente il prezzo. La sua definizione è una questione così delicata che spesso è lì che si gioca la vera partita e proprio con questa ragione si spiega la scelta di molte aziende di avvalersi di un software CPQ, Configure Price Quote. Un buon CPQ infatti consente non solo di assegnare senza errori il giusto prezzo all’offerta finale, ma tiene conto anche di tutte quelle condizioni di vendita particolari applicate magari a quel cliente speciale, alla scontistica relativa a certi servizi, … Insomma, tutto quello che appartiene alla sfera della vendita “vecchio stile” non viene eliminato, ma viene, con tutti gli evidenti vantaggi del caso, “informatizzato”.

Come si può aiutare la forza vendita a svolgere al meglio il suo lavoro? Con la soluzione informatica giusta!

Quote

Ora si gioca a carte scoperte con il preventivo

Il preventivo è un assaggio di ciò che sei in grado di offrire al cliente, sia in termini di qualità che di tempo. Se un preventivo è corretto, nonostante la complessità delle esigenze espresse, e inviato rapidamente, è come presentare un ottimo biglietto da visita. D’altra parte è inutile nasconderlo: nella vendita la velocità conta, e parecchio. Quante volte vi è capitato di scegliere un fornitore scartandone un altro semplicemente perché il suo preventivo è arrivato prima? La qualità non è certo l’unico fattore preso in esame in una contrattazione, poiché, giustamente, anche le esigenze in fatto di tempi devono essere rispettate, e la rapidità con cui viene inviata una quotazione è spesso decisiva, perché è come dire: “Sono in grado di darti un prodotto/servizio di qualità, certo, ma capisco anche il valore del tempo”. Il CPQ lavora proprio in questo senso: automatizzando il processo, riduce significativamente i tempi di creazione e invio del preventivo.

Come abbiamo visto, il CPQ Configure Price Quote è un software in grado di supportare davvero le imprese nel mercato di oggi e questi indicati nell’articolo sono solo alcuni dei suoi aspetti vantaggiosi. Se poi è fruibile via web, disponibile in cloud e certificato SAP HANA, le potenzialità aumentano. Scopri il resto su Axioma Cloud CPQ

Cloud e Digital Transformation

Cloud: nuova priorità aziendale

Le aziende si stanno finalmente aprendo al mondo del Cloud Computing, i vantaggi e i benefici che ne derivano superano le incertezze e i dubbi.

Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio del Politecnico di Milano “il mercato della nuvola in Italia cresce e tocca quota 1,7 miliardi di euro“. I settori che hanno abbracciato maggiormente questo tipo di tecnologia sono il manifatturiero al primo posto con una quota di mercato pari al 23%, seguito da quello bancario con un valore del 21%, e da telco e media al terzo posto con il 14%.

cloud

Quali sono i motivi principali del crescente utilizzo di questa tecnologia?

Innanzitutto i file e i dati diventano accessibili da qualsiasi dispositivo, grazie semplicemente alla connessione Internet: in questo modo non c’è più la necessità di appoggiarsi a sistemi di memoria locali o Hard Disk. In secondo luogo, il Cloud consente di basare il proprio sistema informativo su un’infrastruttura IT all’altezza dei cambiamenti richiesti dalla Digital Transformation. L’infrastruttura di cui si usufruisce tramite cloud è quindi sempre all’avanguardia e viene direttamente gestita da personale esterno qualificato ed esperto.

L’unico ostacolo per tante aziende all’adozione del cloud riguarda la sicurezza IT, infatti l’idea che i propri dati siano in rete dà l’impressione a molti top manager che non siano al sicuro e che quindi siano facilmente violabili e manipolabili. In realtà è vero il contrario: i dati infatti vengono memorizzati in server virtuali e controllati da personale il cui unico compito è pensare alla sicurezza. Certo, la validità di questa affermazione è legata alla scelta del fornitore più adatto, che può trasformare il rischio da minimo a nullo.

In un mercato così saturo, con quali criteri scegliere il fornitore giusto? Due sono forse i criteri più importanti: esperienza e affidabilità. Axioma li soddisfa entrambi, grazie all’esperienza pluritrentennale nel campo e alla partnership con Hitachi – leader mondiale in soluzioni Cloud based – che contribuisce a rendere i propri servizi ulteriormente affidabili.

La nuvola sta diventando una delle priorità aziendali su cui si baserà l’83% dei dati solamente nel corso dei prossimi tre anni. Il mercato sta andando in direzione del cloud, voi quale rapporto avete con questa tecnologia?