Tutti gli articoli relativi al CRM

customer service CRM

Customer Service CRM per fidelizzare i tuoi clienti

Il customer service ha assunto negli ultimi anni un ruolo centrale per le aziende, che non possono farne a meno se desiderano mantenersi competitive sul mercato e instaurare relazioni di successo con i propri clienti.

Secondo i responsabili dei customer service l’obiettivo è quello di ottenere maggiore efficienza, migliorare la soddisfazione dei clienti e rendere il servizio clienti un asset strategico per il proprio business. Migliorare il customer service si rivela una priorità per la maggior parte delle aziende, ma secondo uno studio realizzato da Forrester Reasearch il gap tra le aspettative dei clienti e il servizio fornito dalle aziende è elevato.

“L’80% delle aziende crede di offrire un’esperienza di servizio clienti di livello superiore, ma solo l’8% dei clienti ammette di ricevere un trattamento di questo genere”.

Molte aziende infatti, nonostante i benefici economici siano evidenti, stanno ancora cercando di capire come migliorare questa attività.

Cosa deve fare il customer service?

Il customer service si occupa di soddisfare le esigenze del cliente in modo efficiente e tempestivo. La qualità dei prodotti e dei servizi forniti dall’azienda ricopre un ruolo fondamentale nella retention dei propri clienti, tuttavia anche l’esperienza offerta dopo la firma del contratto fa la differenza. Fa parte dell’ultima fase del processo di vendita, che non dev’essere in nessun modo tralasciata perché ne va della soddisfazione e della fidelizzazione del cliente. È importante raccogliere i sistemi, le informazioni e i flussi di lavoro interni ed esterni all’organizzazione aziendale per servire i clienti in maniera proattiva, cercando di andare oltre agli approcci tradizionali dettati dal mercato. È necessario essere in grado di anticipare le problematiche e le richieste dei clienti sapendoli guidare nella risoluzione al fine di eliminare i motivi per i quali ci hanno contattato.

Con l’espressione customer service non si intende solo il classico call center, anche quello potenziabile, ma tutto ciò che riguarda il post-vendita e le richieste che arrivano dalla clientela dopo aver effettuato l’ordine. Si può trattare di richieste di assistenza, di reclami sulle consegne o sul prodotto, …

Per fare questo, la tecnologia e i sistemi software avanzati e integrati possono fornire un valido aiuto.

In che modo un customer service CRM può aiutarti?

Attraverso una soluzione che ti permette di conoscere il cliente a 360 gradi. Un software CRM (Customer Relationship Management) consente di raccogliere tutte le informazioni sui clienti e prospect e di gestire l’intero processo di vendita, dalla creazione di opportunità commerciali fino alle attività di post-vendita.

Secondo un’analisi dell‘Osservatorio CRM & Social CRM 2017, il 38% delle aziende ritiene di avere una buona conoscenza della propria Customer Base, il 6% in più rispetto al 2016. Allo stesso tempo però, il 63% ne ha una conoscenza parziale o incompleta e nella maggioranza dei casi l’utilizzo del CRM è collocato all’interno della direzione marketing e vendite e molto meno nell’area customer service. In realtà, è proprio in quest’ultima fase che la raccolta di tutte le informazioni provenienti dall’area marketing&sales viene utile per offrire assistenza in maniera personalizzata e quindi garantire una risoluzione delle problematiche veloce ed efficiente. Solo conoscendo bene il cliente si può fornire una risposta adeguata, completa e soddisfacente.

Con strumenti di customer service CRM come quello che offre Axioma i clienti sono più soddisfatti grazie alla possibilità di raccogliere le loro richieste in modo semplice e veloce e con a disposizione tutte le informazioni a loro correlate (come ci siamo conosciuti, cosa ha acquistato, quali e-mail ci siamo scambiati, che attività abbiamo svolto nei loro confronti, …). Axioma propone Axioma Cloud CRM, il software CRM che offre supporto nell’automazione della forza vendita e nella gestione di clienti e prospect, con moduli specifici per l’organizzazione di tutto il processo relativo all’erogazione dei servizi post-vendita al cliente. Con Axioma Cloud CRM potrai raccogliere le segnalazioni dei clienti e monitorare lo stato di avanzamento di ogni richiesta, con relativa evasione.

 

Gestione_reclami_TECO

Te.Co. rafforza la gestione reclami con Axioma Cloud CRM

Te.Co. – Tecnologia Commerciale S.p.A. ha scelto Axioma Cloud CRM per la gestione del post-vendita: la gestione reclami e delle segnalazioni diventa così più organizzata e veloce, per rispondere meglio al cliente.

“Un’idea di servizio dove il cliente esprime un desiderio e questo desiderio è già stato realizzato, attende solo di essere recapitato.

Realizzare i desideri e addirittura anticiparli: questo è ciò che facciamo da oltre 35 anni, con oltre 1.300 codici di cavo speciale già disponibili a magazzino e con articoli che abbiamo pensato, progettato e brevettato appositamente per voi.”

Questo è ciò che si legge sul sito di Te.Co., azienda che si è sempre distinta per il suo orientamento al cliente e alla sua soddisfazione. Come tutte le aziende innovative e attente alla clientela, sa benissimo che una relazione non si interrompe con la vendita: il cliente va seguito anche dopo la firma del contratto. È solo così che si rafforza la brand reputation e si crea fedeltà nel cliente, che a volte può anche diventare un nostro ambasciatore. Chi è l’ambasciatore? Una sorta di pubblicità gratuita e la migliore su cui potreste contare: grazie all’esperienza diretta e attraverso il passaparola, sarà lui a promuovere i vostri prodotti, a suggerire ad aziende amiche di contattarvi perché siete affidabili e professionali.

Volete qualche dato?

Software-Gestione-reclami

Torniamo a ciò che ha fatto Te.Co. per la gestione reclami: producendo cavi elettrici, doveva far fronte alle richieste relative a resi merce, verifiche sulla conformità dei prodotti, sui livelli di servizio garantiti ed effettivamente erogati, … E con 37.000 ordini processati all’anno capirete anche voi che un semplice file Excel non può offrire un’operatività veloce e senza errori.

La velocità nell’evasione delle richieste poteva essere soddisfatta con una soluzione integrata con tutto il processo di lavoro: con il gestionale da cui recuperare i dati del cliente, del catalogo prodotti e quelli per emettere eventualmente note di accredito. Una gestione reclami a tutto tondo, con informazioni documentali, gestionali e logistiche integrate.

Tutte le operazioni post-vendita dovevano trovare collocazione in un sistema di registrazione ed evasione più organizzato e integrato, che potesse fornire nel più breve tempo possibile i dati sul cliente che effettuava il reclamo, le tempistiche di risposta e quindi gli stati di avanzamento delle richieste e che potesse integrarsi ai flussi gestionali e logistici dell’azienda, per completare la risoluzione del reclamo.

Già cliente con il gestionale DW2000, Te.Co. si è rivolto ad Axioma per rispondere alla sua esigenza e ha adottato un sistema di gestione reclami via web.

Per conoscerne i dettagli, leggi qui la case history.

Se invece vuoi richiedere una demo su Axioma Cloud CRM contattaci qui.

 

digital-transformation-crm

Digital Transformation e CRM: la personalizzazione automatizzata

Digital Transformation e CRM: come sono correlate? Eccoci un’altra volta ad esaminare due espressioni sulla bocca di tutti per cercare di dare una risposta univoca a tutto ciò che si legge in rete e in tutti i motori di ricerca. Eppure questa volta ci sentiamo di poter dire che Digital Transformation e CRM non sono solo parole di moda, ma rappresentano una necessità per chi ha il compito in azienda di sviluppare il business.

Cerchiamo di capire meglio partendo da una possibile definizione di Digital Transformation, di cui è stato detto e scritto già molto. In modo molto semplice possiamo dire che che si tratta della risposta del business a un mondo sempre più digitale. Questa definizione però tralascia un concetto fondamentale, e cioè che, per attuare la Digital Transformation, il business non deve essere passivo, ma anzi la Digital Transformation si realizza solo quando le migliori tecnologie vengono applicate ai più importanti processi di un’azienda.

E ancora non basterebbe, perché la vera trasformazione c’è non solo quando una tecnologia entra in azienda, ma quando l’incontro avviene a metà strada: da un lato la tecnologia viene in aiuto, ma dall’altro lato è il processo di business e le persone coinvolte a muoversi per innovarsi, per raggiungere risultati migliori.

Molte imprese lo hanno già capito, visto che i dati indicano investimenti importanti: un giro d’affari mondiale legato agli investimenti in digital transformation da 1.200 miliardi di dollari, proiettato verso (e oltre) i duemila miliardi se si allarga la prospettiva al 2020. (fonte: IDC – Worldwide Semiannual Digital Transformation Spending Guide )

Digital Transformation e CRM: non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre le stesse cose

Ed eccoci alla questione calda: il CRM. Abbiamo stabilito quindi che sono i più importanti processi di business quelli interessati dalla Digital Transformation. E cosa c’è di più importante del processo commerciale all’interno di un’azienda? Quello cioè che stabilisce la sopravvivenza stessa dell’impresa con la sua ricerca della linfa vitale, cioè i clienti?

Digital Transformation e CRM quindi non sono per forza legati, ma lo devono essere se un’azienda vuole sopravvivere in un mondo digitale. E come per tutto il resto, anche in questo caso l’incontro deve avvenire a metà strada tra tecnologia e cambiamento di paradigma. Come diceva qualcuno, se vogliamo che le cose cambino… cambiamo le cose!

CRM: verso una personalizzazione… automatizzata

Il CRM è lo strumento principe per la creazione di nuove opportunità commerciali e per il mantenimento di quelle già esistenti. È uno strumento il cui utilizzo va da chi si occupa di marketing, fino alle figure commerciali più classiche, ma spesso nelle aziende possono essere le stesse persone. Un CRM avanzato inoltre si arricchisce anche di funzionalità di analisi, per imparare dai propri errori o per rafforzare certe best practice piuttosto che altre.

In ogni caso tutto gira intorno ai dati e a come questi vengono trattati. La comunicazione più efficace infatti è senza dubbio quella personalizzata, quella che riesce davvero a rispondere a un’esigenza di un cliente o addirittura ad anticiparla. La comunicazione comunque è solo una parte del processo commerciale, perché anche le vecchie tecniche di vendita ormai non hanno più presa: anche qui i clienti si aspettano un trattamento riservato e personale.

Ciò che se ne ricava è immediato: più dati abbiamo a disposizione, e più questi sono organizzati, più è possibile attuare campagne commerciali di successo.

La Digital Transformation entra in gioco proprio in questo momento, rendendo possibile un reale utilizzo dei dati a disposizione attraverso strumenti tecnologici avanzati che automatizzano la maggior parte delle operazioni necessarie a pianificare, monitorare, tracciare e poi analizzare ogni azione commerciale. Un CRM che abilita la Digital Transformation infatti è uno strumento che consente di scegliere in un database di contatti gruppi di destinatari selezionati in base alle caratteristiche che hanno in comune e confezionare per loro messaggi e azioni su misura. Il tutto in modo automatico. E sempre automaticamente, tracciare tutto ciò che succede.

Digital Transformation e CRM: quali possibilità concrete?

Non bisogna poi certo dimenticarsi dell’attualità più stringente, e cioè della necessità di proteggere i dati e di rispettare la privacy di chi ci ha dato il consenso a utilizzarli. Ci riferiamo ovviamente alla GDPR e a tutte le sue conseguenze, che un CRM ha il compito di gestire, ma per questo rimandiamo a un apposito articolo.

Certo, come già detto sopra non basta imporre una tecnologia dall’alto e… voilà, la Digital Transformation è fatta! È un processo di incontro e adattamento a due sensi, da un lato le persone che devono fare un piccolo sforzo di innovazione, dall’altro la tecnologia e di conseguenze i vendor che devono adattarsi alle esigenze proprie di ogni azienda.

Il nostro CRM va in questa direzione, con la sua capacità di automatizzare i processi commerciali di ogni azienda, essendo stata sviluppato con una tecnologia all’avanguardia. E il vostro?

email marketing

Le regole per un e-mail marketing di successo

L’e-mail marketing è ancora lo strumento più utilizzato dalle aziende per un contatto diretto con i clienti, e quello più apprezzato dai destinatari dei messaggi.

In un mondo in cui le persone sono immersi nei social, comunicare tramite gli strumenti offerti da Facebook, LinkedIN o Instagram darà sicuramente la garanzia di raggiungere prima e meglio il mio target… penserai tu. Falso! Almeno in Italia. In questo articolo ti spieghiamo perché e come puoi sfruttare l’e-mail marketing per la tua attività.

 

L’e-mail marketing in Italia

Con un ritorno dell’investimento di circa 4.300% (secondo una stima della Direct and Data Marketing Association) la strategia di email marketing si ripaga praticamente da sé.

Ha un costo bassissimo, una portata vastissima e, come si diceva prima, è ancora il canale più apprezzato dalle persone.

Quante e-mail ricevete al giorno? Quante ne leggete fino alla fine? Quante ne cestinate senza neanche averle aperte?
Le risposte che avete dato a queste domande potrebbero portarvi alla conclusione che l’e-mail non sia più uno strumento adatto a veicolare messaggi, soprattutto commerciali, ma i dati dicono il contrario: ci sono più caselle e-mail che abitanti (circa 2,3 caselle di posta per ogni utente), i quali ricevono circa 30 e-mail al giorno. Di queste 30 e-mail, molte sono newsletter commerciali alle quali ci si è volontariamente iscritti.

È vero che nel mondo occidentale del nuovo millennio le persone sono esposte a miliardi di sollecitazioni e informazioni (sms, notifiche di WhatsApp, post su Facebook, cartelloni pubblicitari, spot radiofonici e televisivi, telefonate commerciali, …) e che non è umanamente possibile che le riescano ad acquisire tutte, ma nonostante questo le e-mail si confermano come canale di comunicazione privilegiato. Infatti, secondo recenti indagini condotte da MagNews in collaborazione con Human Highway, nella classifica dei servizi di comunicazione fondamentali per gli italiani troviamo l’e-mail al primo posto (43%) poi WhatsApp (40%) e solo in terza posizione Facebook (10,4%).

  • I giovani tra i 25 e i 34 anni, in maggioranza uomini, hanno più di 2 caselle di posta, tra quelle personali e aziendali.
  • Gmail è il provider di servizi e-mail più diffuso con 17 milioni di utenti, seguito da Microsoft (Msn, Hotmail, Live) e Italia Online (Libero, Wind, iol.it) con 10 milioni di caselle attive ciascuno.
  • L’81% degli utenti accede alla posta via web, il 45% usa un client, mentre il 43% utilizza un’app. Il 15,4% degli utenti accede alla posta tramite tutti e tre i canali.

Email_Marketing

Cosa spinge gli utenti a iscriversi alle newsletter?
Sicuramente il bisogno di essere aggiornati (35%) e per ricordarsi eventi e appuntamenti (20,4%). Seguono poi l’interesse verso un particolare tema ed il passaparola (18,4%)

Cosa apprezzano gli italiani in una newsletter?
Come primo elemento troviamo la chiarezza e la semplicità dei contenuti (47%), la bassa frequenza (32,5%) e la rilevanza dei messaggi, che devono quindi essere coerenti con i loro interessi (31%).
Tirando le somme, per distinguersi dalla moltitudine di informazioni senza rischiare di andare perso, un messaggio pubblicitario deve raggiungere il proprio destinatario, dare informazioni rilevanti rispetto alle sue aspettative e incuriosirlo.

Come sviluppare un e-mail marketing di successo

La sfida per gli uffici marketing è quindi quella di catturare l’attenzione del proprio target tenendo presente le statistiche che vi abbiamo riportato.
Con strumenti di marketing automation, come Axioma Cloud CRM,  potrete velocizzare le attività di segmentazione del vostro database, di invio delle e-mail e di analisi delle risposte (tassi di ricezione/apertura/conversione) a costi molto bassi.
Avete mai calcolato quanto tempo si spende nella creazione di liste profilate con contatti qualificati, nell’invio delle e-mail, nel cercare un modo per aggiornare le liste dopo l’invio (alcuni indirizzi non sono più validi, altri scritti male, …) e tracciare la risposta dei destinatari?
Registrando dati anagrafici, geografici, commerciali, interessi e comportamenti, sarete in grado di estrarre in pochi click il target ideale a cui inviare la vostra newsletter, personalizzandola con i cosiddetti marcatori (altri li chiamano tag o etichette), ovvero quelle stringhe del tipo #nome# che permettono di inserire il nome del destinatario in ciascuna e-mail inviata. La costruzione delle liste ben profilate è il primo passo per un’email marketing di successo.

L’invio avverrà in maniera massiva e raggiungerà tutti i contatti da voi definiti. Una volta concluso, si otterranno in maniera automatica le relative statistiche: chi ha ricevuto l’e-mail? chi l’ha letta? qualcuno ha cliccato?

Il vantaggio poi di utilizzare uno strumento di questo tipo all’interno di un sistema CRM è quello di poter gestire archivi anagrafici centralizzati, sempre aggiornati e condivisi con gli altri uffici, potendo visualizzare nella stessa schermata anche le attività, gli appuntamenti, le e-mail scambiate, le opportunità, le offerte e i documenti: tutto quello che riguarda un lead in una sola scheda!

Il CRM è sicuramente un buon alleato per l’e-mail marketing, ma non dimenticate che il vostro intervento è sempre fondamentale, ad esempio nella creatività e nell’appeal del messaggio.

Alcuni suggerimenti prima di lasciarvi al vostro lavoro: oggetti originali, ma non troppo astratti, e-mail corte e pertinenti, conclusioni che invitano alla call to action o a cancellare la propria iscrizione in maniera facile e leggera.

b2b_software_abbigliamento

Accelera il processo di vendita con un B2B software per l’abbigliamento

Secondo i dati raccolti dalla Camera nazionale della moda italiana (CNMI) gli ultimi due anni sono stati positivi, con un aumento di fatturato iniziato nel 2016: in quell’anno i ricavi complessivi della moda (tessile, pelletterie, abbigliamento e calzature) sono stati di 63 miliardi di euro; se si considerano anche i settori collegati, come la gioielleria, la bigiotteria, la cosmesi e gli occhiali, si arriva a 84 miliardi di euro.

“Non c’è un altro settore dell’economia italiana che possa vantare crescite simili – afferma Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda – l’Italia resta il primo Paese in Europa per valore lordo della produzione di moda, con il 41% del totale”. Tra i fattori che concorrono a determinare il successo del settore anche a livello internazionale, vi è sicuramente lo sviluppo del know how aziendale e di una collaborazione sinergica ed efficiente tra le diverse fasi della filiera, fino all’integrazione con il retail; senza tralasciare l’organizzazione di tantissimi eventi promozionali che rendono la moda italiana famosa in tutto il mondo.

Semplifica la raccolta ordini B2B durante gli eventi di moda

Un evento, in atto proprio in questi giorni, che contribuisce a promuovere lo sviluppo della moda italiana è la settimana della moda. Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno per gli addetti del settore ed è un’occasione che, oltre a promuovere la moda italiana, permette ai grandi artisti di presentare le creazioni per la stagione successiva, in maniera tale da consentire ai negozi di rifornirsi in tempo. Si tratta di un evento fondamentale per le grandi aziende del fashion che si trovano a dover scegliere quali capi acquistare per le prossime collezioni, in questo caso, autunno/inverno.

Questo evento, che si tiene due volte all’anno, genera grande scompiglio tra le aziende di moda che si ritrovano a dover prendere decisioni in modo frenetico. Le collezioni vengono presentate con largo anticipo per dare tempo ai responsabili degli show room e alle grandi catene di scegliere cosa comprare e alle aziende di produrre i capi in base alle richieste, ma le tempistiche sono sempre ristrette ed è fondamentale rispettare i tempi.

Il processo di raccolta degli ordini rappresenta quindi uno dei momenti cruciali per l’azienda di moda. Gli agenti, nel corso delle campagne di vendita, devono correre da un cliente all’altro, raccogliendo ordini della campagna in corso, spesso inserendoli manualmente su un foglio Excel correndo il rischio di fare errori e quindi di allungare ulteriormente le tempistiche. Un B2B software per il settore dell’abbigliamento, che l’agente può consultare tramite tablet e portare sempre con sé, si rivela uno strumento efficace per migliorare il processo di vendita. Il personale addetto alle vendite può così prendere ordini, visualizzare le disponibilità della merce e le date di consegna, tutto in tempo reale attraverso un unico strumento.

Inoltre, quant’è difficile ricordare tutte le informazioni relative a tutti i propri clienti? Dati anagrafici, documenti emessi, ordini in essere, sconti da applicare, … con uno strumento di raccolta ordini fruibile via web, l’agente non dovrà più preoccuparsi di portare con sé documenti cartacei e di fare confusione tra un cliente e un altro perché un B2B software gli permette di consultare tutte queste informazioni in loco, senza dover riportare e ricordare tutti i dati al suo ritorno in azienda.

I vantaggi dell’utilizzo di un B2B software per il settore dell’abbigliamento

I vantaggi che derivano dall’utilizzo di uno strumento di raccolta ordini B2B si possono quindi  riassumere in:

  • risparmio di tempo e risorse per gli agenti che smetteranno di inserire dati a mano, ma potranno gestire in automatico gli ordini
  • riduzione drastica degli errori grazie alla visibilità in tempo reale della disponibilità di magazzino e di procedure guidate
  • informazioni corrette ed aggiornate di tutti i clienti

Per supportare la forza vendita e facilitare le aziende di moda in questa fase, noi di Axioma offriamo un B2B software per l’abbigliamento, la soluzione business-to-business studiata su misura per le esigenze degli agenti e dei canali di vendita. Un prodotto ad hoc che consente di raccogliere gli ordini via web da diversi canali in modo semplice e veloce, riducendo la possibilità di errori, ordinando solo gli articoli realmente disponibili e sollevando l’azienda produttrice dall’onere di gestire direttamente il riassortimento dei canali. Questa soluzione permette infatti di gestire non solo gli ordini di impianto – inseriti dagli agenti presso la sede del cliente o nello showroom – ma anche quelli di riassortimento, e può essere utilizzata sia dalla forza vendita dell’azienda, che dai canali di vendita suoi clienti finali.

Nello specifico la raccolta ordini di Axioma consente ai negozi stessi, attraverso la gestione di permessi e la profilazione degli utenti, di inserire in autonomia i propri ordini di riassortimento. Uno dei vantaggi fondamentali della soluzione è rappresentato dalla possibilità, ottenuta grazie all’integrazione con il sistema gestionale in uso, di avere una visione in tempo reale degli articoli a magazzino, ordinando così solo i capi che sono realmente disponibili.
Inoltre la fruibilità via web, rende il modulo di raccolta ordini accessibile da qualsiasi device (sia fisso che mobile) che disponga di una connessione internet, senza la necessità di installare alcun software aggiuntivo.
Grazie alla raccolta ordini via web di Axioma, le aziende di moda possono allo stesso tempo migliorare la gestione degli ordini nei confronti dei canali distributivi, fornire alla forza vendita uno strumento veloce, semplice ed efficace e tagliare i costi di gestione.

CRM e GDPR

CRM e GDPR: l’aiuto che (forse) hai già

25 maggio 2018. Il giorno del giudizio. Almeno per i poveri marketer, che fra DPO, CRM e GDPR dovranno affrontare interruzioni di ogni tipo di attività promozionale, multe stratosferiche che faranno fallire intere aziende, prigione per i titolari … E che dire di chi invece si occupa di infrastruttura IT? Che non solo deve affrontare criminali informatici sempre più furbi, ma anche un Garante della Privacy ancora più agguerrito nella tutela dei dati e nelle norme che regolano le azioni da intraprendere in caso di data breach.

Questo è quello che ci si aspetta dall’entrata in vigore della GDPR, la nuova normativa europea che a quanto pare renderà la vita difficile a tutti quelli che hanno a che fare col trattamento e la raccolta dati, cioè in pratica chiunque faccia un qualche tipo di attività di marketing. Come se fino ad ora fosse stata facile, direte voi.

Ma siamo sicuri che la situazione sia davvero così tragica?

La risposta breve è: no, affatto, almeno per i marketer. La risposta lunga è: dipende da come avete fatto marketing fino ad ora. Ma cerchiamo di capire meglio la situazione.

La gestione dei consensi: sei in grado di farla con il tuo CRM? Con il nostro puoi! Compila il modulo e avrai una demo gratuita del nostro CRM modellata sulle tue esigenze.

GDPR: una sicurezza in più per tutti

Quando entrerà in vigore la GDPR (General Data Protection Regulation), una normativa europea che il 25 maggio 2018 diventerà effettiva, sarà obbligatorio per tutte le aziende essersi adeguate ed essere in grado quindi di proteggere i dati raccolti. Perché in fondo lo scopo della GDPR è proprio questo, cioè tutelare e proteggere i dati delle persone fisiche. E come darle torto? Dopotutto anche se per lavoro, in quanto operatori di marketing, ci troviamo da un lato della barricata, per la maggior parte del tempo siamo anche noi i destinatari delle attività promozionali di qualcun altro. Quindi a maggior ragione possiamo capire bene entrambi i punti di vista.

Ci è infatti molto chiaro quanto i dati ormai siano un vero e proprio preziosissimo patrimonio, che ci viene affidato e che va protetto da chi ne farebbe un uso scorretto per non dire criminale. Ed è anche giusto informare e garantire trasparenza a chi ci consegna il suo contatto attraverso una richiesta chiara del suo consenso.

Il trattamento dei dati in sé era già disciplinato dalla precedente legge in vigore, cioè il famoso D.Lgs. 196/2003, quindi se già seguivi quelle direttive, hai già fatto una buona parte del lavoro! In Italia infatti le regole sono sempre state piuttosto ferree, mentre in altri posti d’Europa molto meno. Per questo moivo la GDPR ha anche fra i suoi scopi quelli di equilibrare la situazione ed evitare concorrenze sleali.

Protezione e consenso: cosa può fare il CRM?

Senza entrare nello specifico di quali sono le azioni correttive da attuare per essere in regola, vogliamo trattare un argomento di cui siamo esperti, e cioè la correlazione che c’è tra il CRM e la GDPR.

Partiamo dalla protezione. Questa deve essere attuata a livello di infrastruttura IT, e a questo proposito rimandiamo a un altro articolo, in cui analizziamo nello specifico le misure che possono essere adottate per rendere sicuri i tuoi dati.

La protezione passa però anche dal controllo dell’accesso ai dati raccolti, che deve essere regolato e verificato. Perciò sistemi come il CRM, ma anche come l’ERP, per essere conformi alla GDPR devono prevedere un sistema di accessi profilato. Questo significa quindi che ogni utente entrando con la sua password deve poter essere riconosciuto nel suo ruolo e nei suoi permessi. In questo modo gli verrà consentito di visualizzare certi dati piuttosto che altri o effettuare certe azioni di modifica, ad esempio. Tutte queste cose vanno definite a livello aziendale insieme al DPO (Data Protection Officer) in un documento chiamato Privacy Impact Assessment.

La gestione del consenso con il CRM

L’altro argomento che lega CRM e GDPR che vogliamo approfondire è la gestione del consenso. Noi non vogliamo indagare su cosa bisogna chiedere e in che modalità, ma faremo chiarezza su cosa il CRM consente di fare – o non fare – con quei contatti che hanno dato – oppure no – un certo tipo di consenso al trattamento dei loro dati.

Il tipo di consenso richiesto infatti può variare molto dal tipo di business di ogni azienda e dal tipo di attività di marketing svolte. Inoltre le modalità in cui il consenso viene richiesto possono essere varie. Quello che è importante però è che una volta ottenuti, bisogna essere certi di sapere proteggere i dati e di saperli trattare a seconda del consenso ricevuto.

Ma allora cosa può fare per noi il CRM? Cosa ci possiamo aspettare dal principale strumento per la gestione delle relazioni di un’azienda? Quello grazie al quale si rendono possibili tutte le azioni del marketing contemporaneo? Insomma tutte quelle attività che si rivolgono a un pubblico mirato con messaggi confezionati su misura?

Queste infatti sono possibili solo se il CRM permette di “segmentare” il target, cioè creare gruppi di destinatari suddivisi a seconda di caratteristiche comuni scelte in base alle proprie esigenze.

La segmentazione con la GDPR sarà possibile solo in seguito a un esplicito consenso dato dal contatto in merito all’analisi dei gusti, delle preferenze e delle abitudini.

La segmentazione con un CRM avanzato

Un CRM avanzato fa sì che all’interno della scheda anagrafica del contatto sia esplicitato il fatto che questo abbia dato o meno i consensi e quando l’ha fatto. Se il CRM è strutturato bene, queste non saranno semplicemente informazioni archiviate, ma permetteranno o non permetteranno certe azioni necessariamente collegate ai consensi definiti.

Facciamo un esempio molto semplice: qualcuno chiede di essere disiscritto dalla newsletter. Questo campo compilato nella sua scheda anagrafica farà sì che in automatico non venga “pescato” tra i possibili destinatari della prossima comunicazione.

Non solo messaggi che non disturbano, ma messaggi interessanti per chi li riceve! Riesci a farlo con il tuo CRM? Compila il modulo per scoprire gratuitamente come puoi riuscirci con Axioma Cloud CRM.

Il tuo CRM a che punto è?

Insomma, un CRM che è già in grado di fare queste cose, è già conforme alla famigerata GDPR e ti farà quindi risparmiare parecchio tempo e mal di testa nella gestione dei consensi.

Axioma Cloud CRM, e tutti gli altri software di Axioma, possiedono già tutte queste caratteristiche. Se invece sai che il tuo non risponde a queste esigenze o vuoi semplicemente valutare uno strumento innovativo e che sia un reale supporto a marketing, vendite, gestione progetti e post-vendita, allora dà un’occhiata ad Axioma Cloud CRM.

Chi è pronto alla Digital Transformation – con il Cloud – alzi la mano

Il 2018 è appena iniziato e come di consueto fioccano articoli che tirano le somme del 2017.
Dati e statistiche sul mercato, sui consumatori, sui prodotti e sui prossimi trend, nella speranza di intraprendere la strada giusta per un business vincente. Quest’anno si è parlato soprattutto – e se ne parlerà sempre di più – di realtà aumentata, intelligenza artificiale, Industria 4.0 e … di Cloud Computing! Ebbene sì, ancora il Cloud!

La nuvola è la protagonista della scena ormai da anni, ma non è ancora arrivata a una piena maturità. Se ne sente parlare di continuo e questo tanto parlare ha portato ad avere preconcetti che non consentono di valutarla con un approccio veramente oggettivo e strategico.

In Italia il Cloud continua a crescere, nello specifico ha registrato un incremento del 24% rispetto all’anno scorso. (Fonte: Osservatorio Cloud&Ict as a Service della School of Management del Politecnico di Milano) Si tratta di un mercato di ampia portata, se si pensa al fatto che comprende ed è correlato a diversi aspetti e soluzioni che toccano più settori. Iniziamo con l’identificare e spiegare tre macro aree del Cloud: IaaS, PaaS, SaaS.

Di cosa si tratta? Per chi non fosse ancora pratico di questi acronimi:

  1. Cloud Iaas (Infrastructure as a Service): viene fornita un’infrastruttura IT in Cloud per poter erogare in autonomia i propri servizi e le proprie applicazioni, senza la preoccupazione della gestione e della manutenzione della parte hardware. Il cliente può usufruire di un servizio scalabile e affidabile senza dover occuparsi di tutte le dinamiche di gestione perché se ne occupa direttamente il vendor
  2. Cloud PaaS (Platform as a Service): si intende un’offerta in cui viene garantita al cliente una piattaforma che supporta lo sviluppo di applicazioni in Cloud. Anche in questo caso l’azienda cliente non si deve preoccupare di dover gestire o controllare l’infrastruttura a livello di rete, server, sistemi operativi e storage, ma ha il pieno controllo sulle applicazioni e sulle relative impostazioni di configurazione
  3. Cloud SaaS (Software as a Service): il fornitore mette a disposizione i propri software in remoto, facendo sì che il cliente non debba installarli o scaricarli, ma vi accede tramite connessione Internet. I vantaggi di questa soluzione sono l’accessibilità al software senza investimenti importanti in infrastruttura IT ed la scalabilità del software che permette così di ampliare o ridurre la portata applicativa (in termini di numero di licenze, nuove funzioni, nuovi moduli, aggiornamenti, …)

La crescita del Cloud

Secondo una ricerca Sirmi, nel 2017 la componente SaaS è stata quella maggioritaria e ha registrato una crescita del 25,3% rispetto al 2016. In questo caso parliamo di adozione di servizi di office automation e posta elettronica, arrivati a penetrare un’azienda su due nelle grandi organizzazioni, così come di servizi a supporto della gestione delle risorse umane, e-learning, gestione documentale e firma elettronica. Un elemento di novità è la diffusione di servizi SaaS di Internet of Things (15%) e di intelligenza artificiale (10%) che, pur aprendosi ora al mercato, suscitano un interesse al di sopra della media.
Ma è la componente Iaas quella che ha rappresentato il più alto valore di mercato, circa 1 miliardo di euro.
La componente PaaS ha invece registrato la crescita più alta rispetto all’anno precedente con un +42,1%. Tra quelli più diffusi vi sono i database, i data service e i servizi a supporto dello sviluppo mobile e web.

Chi ha speso di più?

Spesa Cloud 2017 per la Digital Transformation

Le agevolazioni del piano Industria 4.0 hanno accelerato in modo particolare la richiesta di infrastruttura e software in cloud da parte del settore manifatturiero. A seguire, Telecomunicazioni/Media che ha registrato una crescita importante nell’offerta dei servizi digitali. Segue il settore Utility/Oil gas che presenta diversi e numerosi progetti strategici di Cloud Transformation, mentre la Pubblica Amministrazione attende direttive e condizioni del nuovo piano trentennale, che spinge in maniera decisa verso la razionalizzazione delle infrastrutture e i servizi in Cloud.

Le preoccupazioni più comuni

Nonostante questa crescita, per ora solo il 31% delle PMI italiane si avvale del Cloud. Perché? Quali sono i principali motivi?

  1. Sicurezza e privacy: una volta migrati dati e applicativi sul Cloud, l’azienda ha la sensazione di perderne il controllo e quindi di mettere a rischio la sicurezza degli stessi, sia in termini di perdita che di violazione
  2. Integrazione con i sistemi informativi interni dove l’analisi per capire come integrare soluzioni installate in ambienti diversi e con tecnologie diverse è abbastanza complessa
  3. Connettività limitata: il digital divide è ancora presente nel nostro Paese. La fibra ottica è presente in pochissime realtà e altre non sono neanche raggiunte da una connessione che permetta un’agevole gestione delle operazioni online.
  4. Compliance: le policy aziendali rispetto al trattamento dei dati e alle procedure è chiaramente da rispettare anche nel Cloud.

In realtà si tratta di preoccupazioni che, oggi, si fondano su problematiche risolvibili.

Per esempio: dire che i dati sono facilmente manipolabili e violabili è drastico e molte volte non vero, perché questi vengono memorizzati in server virtuali e controllati da personale e sistemi di data protection il cui unico compito è pensare, appunto, alla sicurezza. Ovviamente la validità di tale affermazione è anche, e soprattutto, legata alla scelta del fornitore più adatto, che può trasformare il rischio da minimo a nullo.

C’è da dire che comunque il Cloud, nonostante le preoccupazioni generali, si sta affermando sempre di più grazie alla caratteristica di abilitare diverse tecnologie e soprattutto la Digital Disruption.

 

Cloud, Digital Transformation e le sfide del 2018

Riprendendo la ricerca Sirmi, si evince che tra il 2013 e il 2017 il Cloud in Italia è cresciuto e si è trasformato da alternativa parziale ai sistemi IT interni a efficace opportunità per realizzare davvero la Digital Transformation.

E per attuare una reale Digital Transformation nelle aziende italiane è indispensabile una vision aziendale a tutto tondo e una forte leadership che impatterà non solo sull’IT, ma anche sull’intera organizzazione.

Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, afferma: “per il Cloud si profila una nuova sfida: essere la piattaforma abilitante per la Digital Transformation. Oggi il mercato è dinamico e ricco di opportunità e di sfide sia per i player dell’offerta, che vivono un contesto competitivo globale, che per le aziende utenti che cercano nel digitale la possibilità di innovare prodotti e servizi.
Il Cloud è un ecosistema ricco di servizi che possono essere interconnessi in infiniti modi per la creazione di valore: ripensare il modello di fruizione delle tecnologie non è più solo una scelta legata alla convenienza economica, ma diventa un fattore critico per la competitività stessa.”

Sembrerebbe quindi che il Cloud sia il grande abilitatore per la vera innovazione tecnologica e il conseguente salto competitivo.

 

E voi? Siete pronti alla sfida?

CRM marketing

CRM – MARKETING AUTOMATION: binomio strategico

Nell’ambito dell’automazione della forza vendita, il CRM si dimostra essere la pietra angolare dell’evoluzione del marketing. Il CRM da solo consente infatti un’ottimizzazione di tutti i processi aziendali. Manca però di una marcia senza l’integrazione della marketing automation, che permetterebbe invece un ulteriore miglioramento di tutti quegli aspetti che incidono positivamente anche sulla chiusura di trattative commerciali.

CRM – Customer Relationship Management

Per CRM si intendono tutti i processi di gestione del rapporto con i clienti. Grazie a tale soluzione è possibile infatti memorizzare e archiviare facilmente tutte le informazioni inerenti a contatti, clienti, aziende, lead, interessi, opportunità di vendita etc. In questo modo è possibile organizzare al meglio le informazioni di contatto e gestire in modo efficiente tutte le interazioni e relazioni commerciali.

Un vantaggio ulteriore sta anche nel fatto che, archiviando tutti  i dati nel CRM, questi stessi diventano accessibili da tutti e da un solo punto di accesso. Lo scopo principale quindi dell’adozione di una soluzione di CRM è migliorare e semplificare le relazioni commerciali attraverso la centralizzazione delle informazioni, la loro organizzazione e la loro condivisione.

MA – Marketing Automation

La marketing automation è un’attività sempre più diffusa e praticata dalle aziende che desiderano mantenere attivi i propri lead, creando coinvolgimento con lo scopo di convertirli in clienti effettivi. Nel dettaglio permette di automatizzare tutti i processi di marketing come la segmentazione dei clienti, l’integrazione del customer data e la gestione delle campagne. Grazie ai processi e tecnologie sviluppate ad hoc, i sistemi di marketing automation permettono di generare comunicazioni personalizzate e campagne mirate e valutare poi con attenzione la propensione e l’interesse dei clienti e potenziali con cui l’azienda è entrata in contatto.

Integrazione CRM – Marketing Automation

L’uno presuppone l’altro, o almeno dovrebbe, e nelle strategie aziendali diventa essenziale la loro integrazione. Infatti utilizzare una soluzione di customer relationship management senza una piattaforma di marketing automation e viceversa significa meno efficienza, e molto più spreco di risorse.

La marketing automation permette di automatizzare alcune attività di marketing ripetitive, per esempio seguire le tracce di chi naviga nel sito web, registrando le pagine visitate e il tempo di sosta, generare e-mail personalizzate, gestire le campagne di lead nurturing etc.

Le attività che una soluzione di automazione marketing permette di fare sono davvero diverse. Hanno però un reale scopo e utilità solo se integrate a un sistema di CRM, che permette appunto di registrare tutte le informazioni utili a creare una profilazione dei contatti accessibile a chiunque sia necessaria. CRM e marketing automation dovrebbero lavorare simultaneamente, soprattutto in tutte quelle aziende dove la forza vendita svolge un ruolo fondamentale.

“Sembra davvero ironia il fatto che per diventare più personali, i marketers debbano utilizzare l’automazione” Lori Widzo, analista di Forrester Research.

Principali vantaggi

  1. MAGGIORE COLLABORAZIONE FRA REPARTO MARKETING E VENDITA: questo permette soprattutto di risparmiare tempo. Infatti, una problematica comune sta nel fatto che molti marketers assegnano tutti i lead direttamente alle vendite senza filtrare quelli realmente intenzionati all’acquisto. Ma una piattaforma di MA, integrata al CRM, può fare in modo che i lead vengano consegnati al team di vendita solamente dopo un’attenta selezione
  2. ACCELERAZIONE DEL PROCESSO DI VENDITA: CRM – marketing automation integrati permettono di spostare le opportunità più velocemente nella pipeline. Ad esempio, l’unione di MA e CRM permette di dare informazioni al potenziale cliente al momento esatto per mantenere alto e crescente il livello di interesse che potrebbe portare a una reale e concreta opportunità di vendita
  3. MAGGIORE E IMMEDIATA VISIBILITÀ: grazie a una maggiore visibilità è possibile capire le cause eventuali delle mancate conversioni e dove intervenire e agire con campagne mirate. Una visione approfondita permette di capire dove migliorare e dove continuare a puntare
  4. MIGLIOR CUSTOMER SERVICE: grazie al fatto che si possono archiviare e memorizzare tutte le informazioni e attività svolte dai clienti o con i clienti, si può avere un profilo e una storia più dettagliata del cliente. In questo modo è possibile seguirlo e soddisfare le sue esigenze al meglio, dunque incrementare le vendite
  5. MAGGIORE TEMPO DA DEDICARE AL LEAD NURTURING: secondo un’indagine di Forrester Research, “le aziende che eccellono nel lead nurturing generano il 50% in più di vendita a costi inferiori del 33% per lead.” Il lead nurturing rende il funnel delle vendite più fluido grazie alle costanti relazioni commerciali e comunicazioni con i prospect, per continuare quindi a creare valore aggiunto anche solamente tramite la brand awareness. Inoltre, secondo una ricerca statistica il lead nurturing accresce la produttività delle vendite del 14.5% e riduce le spese di marketing del 12.2%. (Fonte: Kapost)

Axioma Cloud CRM è un esempio di integrazione fra CRM e marketing automation. Grazie per esempio ad anagrafiche altamente profilate secondo le esigenze e necessità di business, permette di inviare campagne di mass-mail marketing a target specifici. Consente poi di tracciare i comportamenti dei destinatari: vedere chi ha ricevuto la comunicazione, quanti hanno cliccato e dove, per poi pianificare e monitorare le attività di post-invio, come recall, appuntamenti etc.

Nel caso in cui si crei un’opportunità, il reparto marketing e quello commerciale possono gestire simultaneamente, con trasparenza, l’avanzamento della relazioni. In questo modo si ha un notevole risparmio di tempo, evitando di inserire dati e di condividere ogni volta le informazioni con gli altri reparti.

Vuoi saperne di più? Dai uno sguardo ad Axioma Cloud CRM, la soluzione di CRM e MA.

 

CRM e venditori: miti da sfatare

CRM e venditori: miti da sfatare

In Axioma ci occupiamo quotidianamente di come far “digerire” i nuovi software alle persone che in azienda hanno sempre lavorato con Excel o fogli di carta. Cambiare modo di lavorare non è semplice, lo sappiamo, e non lo è per diversi motivi: primo tra tutti l’età. Non siamo tutti nativi digitali – anzi la maggior parte di noi non lo è – e si fa fatica a star dietro all’evoluzione tecnologica e quindi a imparare in tempi record l’utilizzo di nuovi strumenti di lavoro; ma non è semplice anche perché l’abitudine e il “ho sempre fatto così” sono i peggiori nemici dell’innovazione e dei rinnovamenti organizzativi in tutte le aziende.

In questo contesto la figura dell’imprenditore o del leader dipartimentale fanno la differenza. Grazie al loro impegno e al loro carisma possono essere imposti e possono essere accettati modelli organizzativi più virtuosi e, di conseguenza, determinati tool per migliorare l’efficienza e la produttività aziendale.

L’adozione di nuovi software implica un cambiamento di mentalità e soprattutto un investimento iniziale di ogni dipendente nell’apprendere le nuove funzioni, applicare il nuovo flusso di lavoro e soprattutto apprezzarne l’utilità. Dopo il periodo di avvio, vi assicuriamo che l’impegno è tutto in discesa.

Nonostante queste premesse, ci sembrano particolarmente esagerati gli articoli che ultimamente stiamo leggendo nei blog di settore e su LinkedIn: “I venditori non amano il CRM”, “Come far digerire il CRM ai venditori”, …

Infatti sono i dati a dimostrare quanto il CRM sia importante per il rafforzamento dell’area Vendite: come si evince da questo grafico tratto da una recente ricerca, per il 69% degli intervistati il CRM è lo strumento più utilizzato per incrementare l’efficacia del team commerciale.

Già questo dato è significativo e dimostra come più della metà dei venditori italiani utilizza il CRM considerandolo lo strumento più efficace per la loro attività.

Proponendo da diversi anni sul mercato Axioma Cloud CRM, software di gestione prospect e clienti dedicato soprattutto al reparto Sales, ci sentiamo di sfatare qualche mito e lo faremo attraverso le risposte che i nostri commerciali hanno fornito sul tema.

Età

Partiamo dall’ostacolo evidenziato nel primo paragrafo dell’articolo: l’età. “Sono un venditore d’altri tempi, non so usare queste nuove tecnologie”. Con un po’ di arroganza ci permettiamo di dire che è così un po’ per tutto. Non eravamo abituati neanche allo smartphone, ma abbiamo iniziato a usarlo perché davvero è uno strumento nato per semplificarci la vita. Si dovrebbe applicare la stessa logica al CRM.

Crediamo tuttavia che il coinvolgimento dei venditori nella definizione dei requisiti del vostro futuro CRM e una buona formazione siano alla base del successo dell’adozione del nuovo strumento, e questo vale anche per le nuove reclute.

Proseguiamo con gli ostacoli.

Tempo di inserimento dati e attività

“Il più delle volte la motivazione principale che frena i venditori dall’usare il CRM è che viene percepito come una perdita di tempo”. Troverebbero dispendiosa l’attività di inserimento dati, registrazione attività e compilazione dei campi delle opportunità da loro generate. Vero, ci vuole del tempo per inserire delle informazioni corrette. Ma se il 69% dei venditori riconosce che il CRM aumenta le opportunità commerciali, allora sa che questo è il rovescio della medaglia: nessuna trattativa può essere vincente se le informazioni non sono disponibili nel momento del bisogno, non sono aggiornate e soprattutto non sono complete. Sarà capitato anche voi di richiamare un cliente per chiedere aggiornamenti in merito a una comunicazione inviata o a un’attività da pianificare e sentirvi dire “sì, ho già parlato con il suo collega”.

Se quel collega avesse speso due minuti per inserire l’attività, ci saremmo risparmiati una telefonata, del tempo e soprattutto la figuraccia con il cliente. I nostri venditori sono ben disposti a “perdere del tempo” se anche gli altri colleghi inseriscono le attività e c’è quindi un guadagno in termini di informazioni sul cliente.

Controllo

Altro elemento che porterebbe i venditori a non accettare ben volentieri l’introduzione di un CRM sarebbe il troppo controllo. In questo caso dipende molto dal Direttore vendite o dal Direttore generale, ma a meno che non siano una sorta di Grande Fratello onnipresente, ci viene da chiederci: in quale azienda nel 2017 non è presente un controllo delle attività da parte della direzione? Report, dashboard e avanzamento delle trattative sono all’ordine del giorno per i venditori. Diremo una cosa ovvia, ma se non si vende, l’azienda chiude e quindi ci sembra un po’ paradossale che il venditore si senta controllato solo perché c’è un CRM per registrare la propria attività. Se il CRM non ci fosse, si dovrebbe comunque preparare un consuntivo via e-mail, un report in Excel, …

Condivisione delle informazioni

Altro elemento, che potrebbe essere legato al precedente, è la condivisione delle informazioni sui propri clienti con gli altri venditori. In alcune realtà aziendali c’è forte competizione tra gli agenti e questo può portare a non voler rendere disponibili ai colleghi dati e documenti sul proprio portafoglio clienti. In parole povere, la paura è che alcuni clienti vengano intercettati e acquisiti dagli altri venditori che in questo tipo di aziende sono sia colleghi che potenziali competitor.

Premesso che in questi casi conta molto la suddivisione delle aree o l’assegnazione del parco clienti in generale, consigliamo di adottare soluzioni CRM in grado di agire sui profili degli utenti in termini di permessi e funzioni: un buon CRM deve permettere di far vedere e di far compiere determinate azioni solo ad alcuni utenti rispetto ad altri e viceversa così da far gestire le anagrafiche clienti solo al venditore a cui sono assegnate e non a tutti gli altri colleghi.

Ridimensionati questi presunti ostacoli all’introduzione di un CRM in azienda, vogliamo segnalare alcune caratteristiche che secondo i nostri commerciali non dovrebbero mai mancare in questo software per renderlo più utile e amato:

  1. fruibile in tutte le funzioni Sales sui dispositivi mobile
  2. integrato ai programmi di operatività quotidiana (Word, Excel, …)
  3. veloce

E voi venditori? Cosa ne pensate? Qualche ostacolo da aggiungere o mito da sfatare?

 

Ravasi ha scelto la soluzione Axioma di Sales Force Automation

L’azienda Ravasi è specializzata nella progettazione, realizzazione e vendita di cassette e casellari postali condominiali da esterno e interno. Fornire soluzioni personalizzate e di alta qualità sono i punti di forza dell’attività di Ravasi, che ha scelto la soluzione di Sales Force Automation di Axioma per gestire in modo omogeneo l’intero processo di progettazione e vendita.

L’esigenza di Ravasi di adottare uno strumento integrato come Axioma Cloud CRM nasce dalla complessità della rete di vendita e dalla vasta gamma di prodotti che rendevano complicata la gestione di tutte le informazioni. In questo modo la forza vendita può disporre di informazioni sempre aggiornate di clienti, fornitori, offerte e ordini e gestire tutte le attività correlate in pochi passaggi.

“Grazie alle soluzioni integrate di Axioma siamo riusciti a rendere tutto il processo omogeneo, velocizzando ogni fase e rendendo quindi il cliente più soddisfatto. Inoltre la creazione automatica del disegno con vista frontale e laterale, che prima era ottenuta con programmi esterni non integrati, ci ha consentito di ridurre in modo drastico tempi di lavorazione dell’offerta ed errori di trascrizione” spiega Matteo Ravasi, responsabile dei sistemi informativi aziendali.

Ravasi, nostro cliente da ormai più di tre anni, con Axioma Cloud CRM gestisce in modo automatizzato il processo di vendita, dalle relazioni con i clienti e definizione del preventivo di vendita grazie all’integrazione con Axioma Cloud CPQ che gli permette di configurare un’offerta corretta in pochi minuti, fino alla registrazione dell’ordine nel gestionale.

Per approfondire, leggi la case history!

 

La soluzione di Axioma per la Sales Force Automation 

La soluzione di Sales Force Automation di Axioma è utilizzabile via web e consente di supportare il processo di vendita, dalla gestione del contatto fino all’emissione dell’offerta e dell’analisi dei dati. È integrabile con i sistemi aziendali già presenti in azienda e disponibile anche in cloud.