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L’evoluzione digitale in Italia: quali sfide ci aspettano?

Come promesso, riprendiamo l’articolo di settimana scorsa per completare l’approfondimento in merito all’evoluzione digitale in Italia.

Abbiamo avuto la conferma che il mercato ICT continua a essere in forte crescita e, differenze geografiche e settoriali a parte, il Cloud, declinato in tutte le sue forme, domina la classifica delle tecnologie su cui sono stati fatti più investimenti.

Ora, invece, vediamo insieme quali saranno gli approcci, le priorità e le sfide delle aziende italiane nel corso del prossimo anno per affrontare l’evoluzione digitale in atto.

Priorità di business e IT

Oggi tutti parlano di customer experience e di quanto sia importante mettere il cliente al centro.

Sviluppare una strategia orientata al cliente offrendo loro servizi e prodotti sempre più personalizzati e di valore è l’obiettivo principale delle aziende.

Lo conferma anche il risultato della ricerca IDC condotta per l’Assintel Report 2020.

Per il 2020, le aziende italiane saranno focalizzate in misura prioritaria sul miglioramento della soddisfazione e della fidelizzazione dei clienti (oltre il 50%) e sulla riduzione dei costi aziendali (oltre il 30%). Seguono la necessità di entrare in nuovi segmenti di mercato e di sviluppare nuovi prodotti e servizi, per rimanere competitivi in un mercato in continua evoluzione.

Quando si parla di tecnologie e innovazione, però, il vero protagonista è il reparto IT. Se spostiamo l’attenzione verso le priorità prettamente tecnologiche emerge che, a parte la riduzione e il controllo dei costi comune a tutti, le necessità sono diversificate in base alla dimensione aziendale.

I costi possono influire negativamente sull’avvio di investimenti in tecnologie e formazione ed è per questo motivo che la riduzione e il controllo dei costi è l’unica priorità che prescinde dalla classe dimensionale delle imprese.

Per le grandi imprese la priorità sarà quella di migliorare la qualità e i tempi di erogazione dei servizi IT e di potenziare la sicurezza dei sistemi e delle infrastrutture. Infatti, per questa tipologia di azeinde che hanno già effettuato progetti di trasformazione digitale, diventa fondamentale concentrarsi sulla garanzia e la protezione dei sistemi.

Per le medie, piccole e micro imprese, invece, le priorità maggiori sono l’ottimizzazione dei processi IT e l’innovazione del core business.

Date queste tendenze, cosa possiamo ipotizzare?

Sicuramente le imprese stanno accelerando la digitalizzazione e innovazione dei processi e questo sarà un trend che caratterizzerà anche gli anni a venire. A partire dall’azienda più piccola – ma non per questo meno incentivata – fino ad arrivare all’azienda di più grandi dimensioni, l’obiettivo è quello di focalizzarsi su nuovi livelli di innovazione, per non perdere competitività.

Ma quali sono le motivazioni che spingono maggiormente le aziende a digitalizzarsi? Rispondiamo attraverso questo grafico.

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Fonte: Survey IDC per Assintel Report 2020

Le imprese determinate a intraprendere un progetto di digitalizzazione stanno puntando sulla possibilità di ridisegnare il modello di business, quindi di cogliere i vantaggi del digitale per sfruttarli nella pianificazione e definizione di nuovi prodotti, servizi e processi e permettere loro di evolvere insieme al mercato.

Seguono la valorizzazione e monetizzazione dei dati, per poter analizzare e utilizzare i canali digitali in modo coerente, integrato ed efficiente, e gli ambiti relativi alla gestione delle risorse umane, all’introduzione di forme di automazione e all’impiego dei canali digitali in maniera integrata.

Gli ostacoli da superare

In uno scenario come questo, contraddistinto da un cambiamento continuo, non mancano nuove sfide e ostacoli da superare.

Prima di andarli ad analizzare, un segnale importante che ci preme evidenziare è che la maggior parte delle imprese non considera la sicurezza IT un passaggio fondamentale nel proprio percorso di innovazione.

Soltanto il 36% delle imprese spende regolarmente per la sicurezza nell’ambito nel budget generale IT, meno del 10% considera la sicurezza IT un investimento strategico a cui riservare risorse dedicate nel 2020, mentre ben il 44% delle imprese spende in modo del tutto saltuario e contingente, con un’allocazione di risorse che molto spesso e annegata in progetti e investimenti più generali.

Si tratta di dati preoccupanti, perché il ruolo della sicurezza nel budget IT sembra non essere preso in considerazione quanto dovrebbe. Eppure ogni giorno siamo alle prese con nuovi attacchi informatici, sempre più mirati e gravi quindi perché non investire in misure di sicurezza più efficaci?

Quali sono le mancanze da colmare? E dove concentrare i propri sforzi?

Rimanendo all’interno dell’ambito sicurezza IT, la problematica principale è la carenza di risorse finanziarie per gli investimenti, che risulta essere una condizione che riguarda il 31% delle imprese italiane. Tra le sfide più rilevanti con sfaccettature diverse a seconda della dimensione d’azienda – ma questo ormai è un fattore che caratterizza qualsiasi trend – troviamo:

  • la complessità di una gestione continuativa 24×7 della sicurezza
  • la carenza di competenze/risorse umane per una gestione del rischio efficace
  • la definizione di una policy di sicurezza efficace accompagnata dalla crescente complessità delle normative

Cosa ci aspetta nel 2020

Una cosa è certa, esiste un quadro generale molto eterogeneo in merito ai livelli di implementazione delle strategie di digitalizzazione che varia in base alla dimensione aziendale e in base al settore di appartenenza.

Questo gap così elevato deriva in particolar modo da tre mancanze, su cui le imprese dovranno concentrare i loro sforzi:

  1. la mancanza di una strategia unica e condivisa derivante a sua volta dall’assenza di una cultura aziendale propensa al cambiamento e all’innovazione
  2. la carenza di risorse economiche
  3. la mancanza di competenze adeguate, che rallenta o ancora peggio, impedisce la piena realizzazione di progetti innovativi

Purtroppo, la tecnologia continua a essere considerata un costo e questo porta le aziende a intraprendere progetti di trasformazione digitale con risorse e budget molto limitati o addirittura a non poterli intraprendere affatto.

Alla luce di queste considerazioni, se con il Piano Impresa 4.0 lato investimenti e incentivi economici si sta cercando di fare qualcosa, dal punto di vista della formazione è necessario sviluppare nuove competenze e nuovi modelli organizzativi, perché se da un lato la tecnologia ha il potenziale di trasformare il business delle aziende, dall’altro lato i cambiamenti oggi sono troppo rapidi, rendendo le competenze dei professionisti di settore obsolete in poco tempo.

L’analisi del mercato ICT fornisce sicuramente dei dati interessanti, e noi, approfondendo queste tematiche ci auguriamo di avervi fornito qualche spunto di riflessione in più su come far fronte ad un contesto sempre più evoluto.

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