La nuova Legge di Bilancio 2019 ci porta a fare delle riconsiderazioni su il nuovo Piano Impresa 4.0 che subisce delle modifiche, questa volta pensate per agevolare le PMI che erano rimaste escluse dall’opportunità di incentivi su nuove tecnologie e digitalizzazione.

Vediamo insieme quali sono le novità e perché conviene non lasciarsi scappare questa (forse ultima) opportunità. Se state pensando di rendere la vostra Fabbrica 4.0, meglio non esitare perché pare che le agevolazioni previste dal Piano Industria 4.0 proseguiranno fino alla fine del 2019, ma ad oggi non sono previste proroghe.

Possiamo leggere sul web diversi articoli che parlano del ridimensionamento degli incentivi per l’acquisto di nuovi macchinari e software, ma non è tutto: il Piano Industria 4.0 ha subito delle modifiche nella legge Finanziaria, che toccano diverse tematiche, prima di tutte la formazione.

Entriamo un po’ più nel dettaglio e facciamo il punto della situazione per capire quali sono gli argomenti coinvolti e i vantaggi di questo nuovo provvedimento.

Cosa cambia

Mentre il superammortamento non esisterà più (almeno in parte, poi vedremo perché) l’iper ammortamento viene rivisto con l’introduzione di nuove aliquote con l’intenzione di stimolare le piccole e medio imprese ad investire nelle tecnologie 4.0.

Vantaggi

I nuovi scaglioni di aliquote sono predisposti in modo tale che all’aumentare dell’entità dell’investimento, l’agevolazione si riduce. Quindi per gli investimenti meno onerosi, l’aliquota sarà maggiore e più vantaggiosa per le piccole/medio imprese che otterranno un aumento del risparmio a livello fiscale.

Ovvero, come recita testualmente la Legge 145 del 2018, all’articolo 1 “La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica nella misura del 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; nella misura del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e nella misura del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro. La maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro”.

Il superammortamento, ovvero quello che riguarda i beni immateriali (software, piattaforme, applicazioni,…) sarà riconosciuto solo alle imprese che investono anche in macchinari. Questo per ribadire il concetto di interconnessione, che come abbiamo già trattato in un precedente articolo, è un requisito che sta alla base del processo di digital trasformation e della creazione di una Smart Factory.

Bonus Formazione 4.0

Cosa cambia

È stato reintrodotto il credito di imposta per la formazione (inizialmente non previsto nella manovra) con i seguenti scaglioni percentuali a seconda della grandezza dell’impresa: 50% delle spese di formazione fino ad un massimo di 300 mila Euro per le piccole imprese, 40% delle spese di formazione fino ad un massimo di 300 mila Euro per le medie imprese, 30% delle spese di formazione fino ad un massimo di 200 mila Euro per le grandi imprese.

Vantaggi

Nelle piccole imprese italiane vi è una forte mancanza di personale che possa dedicarsi interamente a progetti di innovazione e che abbia le competenze per farlo. La copertura di gran parte delle spese dovrebbe incentivare a investire nella formazione dei dipendenti in materie aventi a oggetto le tecnologie abilitanti, caratteristica necessaria all’avviamento di un processo di trasformazione tecnologica e digitale.

Voucher per Innovation Manager

Cosa cambia

Strettamente collegato al concetto del credito di imposta per la formazione, è stato introdotto per favorire l’assunzione di esperti nell’innovazione e nel digitale. Prevede un contributo del 50% con massimale di 40mila € per le piccole imprese o del 30% con massimale di 25mila € per le medie imprese.

Vantaggi

Questo voucher potrà essere utilizzato per usufruire di consulenze specifiche per la messa in atto di processi di trasformazione tecnologica e digitale e su progetti di ammodernamento degli asset gestionali e organizzativi dell’impresa. Il supporto di queste consulenze sarà fondamentale per quelle piccole realtà dove la scarsa conoscenza e formazione non hanno permesso l’avvio di progetti innovativi.

Credito d’imposta per per ricerca & sviluppo

Cosa cambia

Il credito di imposta per R&S viene dimezzato dal 50% al 25%, fino ad un importo massimo annuale di 2.500.000 euro per ogni impresa. Con una precisazione: 25% del valore per gli investimenti esterni, mentre per i costi del personale interno dipendente impegnato in attività di R&S in ottica 4.0 l’aliquota rimane al 50%.

Vantaggi

L’intento è sicuramente quello di incentivare i contratti stabili, piuttosto che le collaborazioni esterne e saltuarie. Sono agevolabili tutte le spese relative a progetti di ricerca, costi per l’impegno di personale altamente qualificato e tecnico, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio e contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative. Inoltre, tali spese sono cumulabili con Superammortamento e Iperammortamento, Nuova Sabatini e gli altri incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative.

Nuova Sabatini

Cosa cambia

Per la Misura sui Beni Strumentali nata con l’intento di sostenere le imprese che richiedono finanziamenti per investimenti in nuovi beni strumentali (macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica, tecnologie digitali,…) non ci sono modifiche sostanziali nei contributi messi a disposizione.

Il provvedimento è stato prorogato al 31 dicembre 2019 e rifinanziato per 48.000.000 di euro per l’anno prossimo, a seguire 96.000.000 di euro per ogni anno dal 2020 al 2023 e poi altri 48.000.000 per il 2024.

Vantaggi

La Nuova Sabatini permette di ottenere finanziamenti agevolati da parte delle banche convenzionate e contributi da parte del MISE per coprire gli interessi da pagare sul finanziamento.

C’è però un novità in ottica 4.0. Il contributo del Ministero si è alzato al 30% (l’anno scorso era il 20%) ed è destinato a imprese di micro, piccola e media dimensione e facilitare la loro ascesa e competitività nel mercato italiano attraverso l’acquisto di “macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti”.

Perdite Startup

Cosa cambia

Già contenuta nel comma 76 della manovra 2017, prevede che le startup possano cedere le perdite a una società che abbia una partecipazione pari almeno al 20% e sia quotata in un mercato regolamentato.

Vantaggi

Se si tratta delle perdite relative ai primi tre esercizi, vanno cedute entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi e la società ha un vantaggio fiscale perché “le perdite diminuiscono in base al reddito complessivo del periodo d’imposta e, per la differenza nei successivi, che rappresenta il “prezzo” della cessione, da pagare alla startup cedente.

Equity crowdfunding

Cosa cambia

Viene estesa a tutte le PMI (finora escluse) la possibilità di raccogliere capitali di rischio sul web.

Vantaggi

In questo modo anche le piccole imprese che non possono intraprendere investimenti troppo onerosi, avendo accesso a queste piattaforme, acquisiscono maggior visibilità e più possibilità di crescita.

Investimenti startup innovative

Cosa cambia

Per gli investitori in startup innovative vengono innalzate le aliquote delle detrazioni e delle deduzioni che passano da 30% al 40% per chi investe nel capitale sociale di una start up innovativa e dal 30% al 50% nel caso in cui soggetti IRES procedano all’acquisizione dell’intero capitale sociale (purché sia mantenuto per almeno tre anni).

Vantaggi

Crescono quindi i vantaggi per gli investitori, che avranno diritto ad agevolazioni e sgravi fiscali. Potrà servire anche da trampolino di lancio per il settore dell’innovazione e delle startup, che negli ultimi anni ha subito un lieve rallentamento.

Creazione di competence center

Cosa cambia

I competence center erano una priorità del primo Piano Industria 4.0. Di anno in anno però, tra novità a livello burocratico e l’introduzione di un bando (inizialmente non previsto), hanno subito forti rallentamenti. Con la Legge di Bilancio 2019 sono aumentati i finanziamenti, anche se non raggiungono ancora le cifre di cui si era inizialmente parlato (100 milioni).

“Ai 30 milioni di finanziamenti inseriti in Legge di Stabilità 2017 (comma 115), 20 milioni per il 2017 (che a questo punto verranno spesi nel 2018) e 10 milioni per il 2018, con il bando se ne sono aggiunti altri 10, e successivamente lo stanziamento è stato portato a quota 73 milioni nel maggio di quest’anno da un decreto del Governo.”

Nonostante ciò, siamo giunti alla definizione della graduatoria con i finanziamenti attribuiti ai progetti e alla presentazione del primo competence center per l’Industria 4.0 della Lombardia: Made. Attribuito al Politecnico di Milano con 39 aziende e le università di Bergamo, Brescia e Pavia, aprirà nel campus Bovisa a settembre 2019.

Vantaggi

L’obiettivo di orientare le imprese e formare imprenditori 4.0 su temi di innovazione e ricerca si sta facendo strada, con un forte coinvolgimento di università, imprese e centri di competenza europei. Verranno lanciate una serie di iniziative rivolte a persone e imprese per approfondire e studiare temi di robotica, big data, cyber security, smart manufacturing e molto altro…di cui si sente tanto parlare, ma che non sono riuscite ancora a prendere piede in moltissime realtà aziendali, soprattutto nelle più piccole.

Anche se è ancora troppo presto per fare previsioni sulla riuscita o meno, ci auguriamo che questo nuovo Piano Impresa 4.0 contribuirà realmente a creare nuove competenze digitali e nuovi posti di lavoro, coinvolgendo maggiormente le piccole imprese che finora non sono riuscite a registrare un’ascesa alla pari delle imprese di medie e grandi dimensioni.

Noi di Axioma abbiamo guidato i nostri clienti verso l’avvio di una Fabbrica 4.0 attraverso l’analisi e la riorganizzazione dei flussi informativi e produttivi e offrendo soluzioni di smart manufacturing per migliorare la produttività e ridurre i costi.