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Fatturazione elettronica: un primo bilancio

Sono già passati tre mesi dall’entrata in vigore della fatturazione elettronica.

Se fino a 6 mesi fa eravamo bombardati da comunicazioni su “cosa cambierà con la fatturazione elettronica?” ..”hai già adottato il software giusto?”…oggi, questi messaggi sono stati superati da un solo grande interrogativo: come sta andando?

Questo obbligo ha coinvolto circa il 56% delle Partite Iva (esclusi medici, farmacisti, società sportive dilettantistiche e regime dei minimi), per un totale di 2,8 milioni di imprese e le stime per il 2019 parlano di 3 miliardi di fatture elettroniche che saranno scambiate nel corso di tutto l’anno [Osservatorio Fatturazione elettronica & e-commerce B2B, Politecnico di Milano].

Pur non trattandosi di una novità assoluta, visto che è già attiva per la Pubblica Amministrazione dal 2015, questo nuovo adempimento ha generato una serie di difficoltà e criticità. D’altronde, essendo estesa a chiunque emetta un documento fattura, quanti di noi si aspettavano che a partire dal 1° Gennaio 2019 non ci sarebbero stati problemi? Probabilmente nessuno.

Abbiamo analizzato una serie di dati per darvi un primo bilancio su come stanno reagendo le imprese e sulle problematiche riscontrate in questo primo “banco di prova”, confrontandoci anche con il lavoro che i nostro consulenti svolgono ogni giorno per accompagnare i nostri clienti in questo percorso di innovazione.

I primi dati

Da un Comunicato Stampa del 19 febbraio dell’Agenzia delle Entrate risulta che:

  • al 31 gennaio il numero di fatture transitate nel il Sistema di Interscambio erano circa 100 milioni, da parte di un milione e mezzo di operatori;
  • al 18 febbraio, il numero di fatture transitate nel Sistema di Interscambio si attesta a 228 milioni di file inviati da parte di oltre 2,3 milioni di operatori

Grafico SDI

Nel solo mese di febbraio, quindi, il numero di e-fatture inviate è più che raddoppiato. Dati alla mano, possiamo dire che la fattura elettronica conferma un trend in crescita dimostrando che le aziende, con i dovuti tempi, si stanno adattando e stanno acquisendo maggior consapevolezza nell’utilizzo di nuovi strumenti e procedure.

In testa alle regioni con il maggior numero di fatture trasmesse troviamo la Lombardia, con oltre 80 milioni di invii, seguita dal Lazio con circa 51 milioni e l’Emilia Romagna con 13 milioni.

Uno dei settori più attivi è stato quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio o riparazione di autoveicoli e motocicli che ha registrato, sempre al 18 febbraio, 55.750.194 invii. Anche il settore manifatturiero ha registrato un elevato numero di trasmissioni raggiungendo i 20 milioni di fatture.

Un fattore che ha influito su questi valori così elevati in questo breve periodo, è il fatto che fino al 18 febbraio era possibile inviare allo SdI le fatture emesse nel mese di gennaio senza rischiare sanzioni. Questo sicuramente ha incentivato le imprese ad affrontare la chiusura del primo mese con meno timori e preoccupazioni. Ad ogni modo, la sensazione è che a pochi mesi dal suo debutto, la fatturazione elettronica stia procedendo bene, senza troppe difficoltà.

In realtà, quanti di noi durante questi primi mesi ha dovuto rispondere a domande come “per quale motivo la fattura è stata scartata..?”..”cosa significa questa notifica?..” Gli intoppi e i disagi a causa di errori, disservizi e difficoltà di invio rilevati dalle imprese sono stati tantissimi.

Quali sono stati gli errori più comuni?

Sempre al 18 febbraio, il 4,43% degli invii non è andato a buon fine. Una percentuale incoraggiante, se confrontata con quella relativa all’introduzione della fatturazione elettronica verso la PA, dove il tasso di errore aveva toccato anche il 30%.

Errori di compilazione, soprattutto in merito all’indicazione del numero di Partita Iva o del codice destinatario, fatture duplicate, o ancora invio della fattura in un formato diverso dall’XML e due o più fatture con indicato lo stesso nome. Sono proprio questi errori che, anche se sembrano banali, generano caos e confusione: cosa devo fare per correggere questi errori? Che tipologia di controllo viene effettuato? Nonostante la fattura sia stata inserita in maniera corretta, non è stata consegnata, come posso controllare l’avvenuta consegna?

Un cosa è certa: in questi primi mesi, il tempo impiegato per cercare di far funzionare questo nuovo sistema è andato oltre le aspettative.

Complici nel rendere ancora più critico questo passaggio, i problemi tecnici del Sistema di Interscambio. Partite Iva digitate erroneamente (per es. con 13 cifre, piuttosto che 11), indicazione del Codice Paese ISO diverso da quello italiano, fatture inviate correttamente allo SdI ma non visibili nella sezione “fatture e corrispettivi”,…e tanti altri errori che non sono stati riconosciuti come tali dallo SdI che avrebbe dovuto bloccarne l’invio o quantomeno notificare un’anomalia.

Senza dimenticare che indipendentemente dal canale scelto per l’invio e la ricezione delle fatture, intermediario certificato o PEC ci sono stati sovraccarichi che hanno causato rallentamenti e interruzioni dei sistemi.

Sviluppare nuove competenze

Quindi, nonostante i numeri dimostrino un trend positivo, le procedure sia a livello burocratico, sia a livello tecnico sono ancora da perfezionare. Invece che snellire e velocizzare il processo, al momento lo stanno rendendo complicato e oneroso, soprattutto in termini di tempo. Quanti di voi per paura di sbagliare o di effettuare la procedura in maniera sbagliata, hanno consultato FAQ e comunicati, passato ore al telefono con il proprio fornitore o cercato online indicazioni sulle procedure?

Aggiornarsi, sviluppare nuove competenze e far fronte a nuove problematiche sono passaggi indispensabili e ci vorrà del tempo prima che queste attività vengano considerate un investimento per raggiungere l’obiettivo di digitalizzare il processo e renderlo davvero più veloce e automatizzato, piuttosto che “una perdita di tempo”.

Utilizzare una soluzione software in grado di automatizzare tutto il ciclo, con la possibilità di recuperare documenti e dati da un archivio digitalizzato, rende il processo automatizzato e anche molto più sicuro. Una tematica che abbiamo già trattato in un articolo precedente, e che sicuramente rimane attuale per garantire uniformità e sicurezza nelle attività quotidiane degli uffici amministrativi, a beneficio anche dell’intera organizzazione aziendale.

 

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