Giuseppe Conte decreto

Decreto Rilancio: ecco le principali misure per le imprese

La Fase 2 è arrivata e sono stati stanziati nuovi fondi per sostenere le imprese nella loro ripresa. Oltre ad affrontare le evidenti difficoltà dovute all’arresto dell’economia, c’è anche la difficoltà di garantire il distanziamento e le misure di protezione per i lavoratori, sia per la loro sicurezza, sia per evitare di tornare a nuovi picchi di contagio che richiederebbero ulteriori misure di lockdown.

Il decreto mira ad aumentare le risorse stanziate nel precedente provvedimento e a risolvere quei problemi nell’erogazione dei fondi che si sono riscontrati fino a qui.
Per prima cosa si parla di uno stanziamento di aiuti a fondo perduto alle imprese, di entità proporzionale ai danni subiti e alla dimensione dell’impresa stessa.

aiuti a fondo perduto

Da Il post

Anche le imprese più grandi riceveranno un sostegno alla ricapitalizzazione in termini di vere e proprie iniezioni di capitale.

ricapitalizzazione grandi imprese

Da Il Post

Dal punto di vista fiscale inoltre sono stati presi provvedimenti che serviranno a rimandare alcune scadenze e dare un po’ di respiro sia ai singoli, sia alle imprese.

fisco-rilancio

Da PMI.it

Non mancano inoltre le misure a supporto dell’innovazione tecnologica, più che mai necessarie in momento in cui la tecnologia ha reso possibile la continuazione della vita lavorativa di tante persone.

fondo innovazione tecnologica

Da Innovation Post

Continuano i sostegni e le tutele ai lavoratori dipendenti, con misure specifiche sulla cassa integrazione, cercando di sbloccarne il pagamento, e sul divieto di licenziamento, che rimane in vigore per altri tre mesi.

fondo cassa integrazione

Da Il Post

La chiusura della scuola è uno dei tasti dolenti nella gestione di questa emergenza, poiché molti genitori si trovano nella difficile situazione di non sapere come gestire i figli con il rientro al lavoro. Il decreto ha previsto a questo scopo ulteriori misure, sia con l’estensione del congedo parentale, sia con un’ulteriore erogazione del bonus baby sitter.

Da PMI.it

bonus baby sitter

Da Innovation Post

Lo Smart Working continua a essere incentivato, proprio perché, come dicevamo all’inizio, consente di continuare la propria attività produttiva senza rischiare di far aumentare di nuovo i contagi.

Secondo Innovation Post, “chi ha almeno un figlio minore di 14 anni avrà diritto a svolgere la prestazione di lavoro in smart working anche in assenza degli accordi individuali fino alla cessazione dello stato di emergenza, a condizione che entrambi i genitori lavorino e che nel nucleo familiare non vi sia “un genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa”. Il lavoro agile dovrà essere “compatibile con le caratteristiche della prestazione”. Per i datori di lavoro del settore privato è previsto l’obbligo di comunicare al Ministero del Lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità smart working.”

Axioma è stata in prima linea nell’attuazione dello Smart Working totale per i suoi dipendenti ed è disponibile a dare consulenza a chi lo voglia implementare in sicurezza nella sua azienda.

In alcuni settori però le imprese che invece non hanno la possibilità di consentire ai propri lavoratori di lavorare da casa, si prospettano nuovi costi per la sanificazione degli ambienti. Per fortuna però è previsto un bonus anche per questo aspetto.

Da Il Sole 24Ore: “La procedura implica nuovi costi da mettere a budget, per cui il Governo ha previsto un bonus fiscale – un credito d’imposta incrementato al 60% dal Dl Rilancio-, ma le imprese possono anche affidare la sanificazione a personale interno e i titolari di attività possono eseguirla in prima persona. Perché, di fatto, non esiste una certificazione “univoca” della validità del trattamento. L’unica indicazione, contenuta già nella circolare del ministero della Salute 5443 del 22 febbraio 2020, è quella dei prodotti da usare: varechina allo 0,1% o etanolo al 70 per cento.”

Infine, oltre agli sconti fiscali precedentemente citati, c’è anche un provvedimento dedicato al rilancio del turismo, con un fondo dedicato specificatamente alle famiglie in difficoltà che desiderano comunque andare in vacanza quest’estate.

Da PMI.it: “voucher da 150 a 500 euro in base all’ISEE e alla composizione del nucleo famigliare, in parte utilizzabili come sconto per alberghi e strutture ricettive in parte come credito d’imposta.”

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