Banche: la corsa alla riorganizzazione

Dall’esperienza e dall’attività quotidiana di Axioma, se dovessi indicare un settore di mercato più indietro rispetto ad altri in ambito ICT, indicherei sicuramente quello bancario.

I tempi cambiano, i clienti anche, ma questo settore a meno di imposizioni legislative, è rimasto ingessato per molto tempo.

Ed è per questo che oggi è quello che si ritrova in piena corsa riorganizzativa.

Anche qui Banca d’Italia ha giocato un ruolo abbastanza decisivo, ma c’è da evidenziare come gli istituti bancari stessi si siano resi conto che un cambiamento sia inevitabile.

Il cliente è sempre più esigente, richiede prodotti e servizi personalizzati, oltre a volerli acquistare – o almeno conoscerli – attraverso altri canali rispetto a quello del classico sportello.

Per fare un esempio, i Millennials, già proprietari del 10% delle aziende in Italia, sono consumatori che non amano legarsi a una sola banca, non vedono differenze tra un istituto e un altro se non nell’accesso alle informazioni e ai servizi che propone, sono caratterizzati da un’incredibile familiarità con le tecnologie digitali e pertanto non sono facilmente influenzabili in quanto effettuano acquisti, confrontano prezzi e offerte in ogni momento, da qualsiasi luogo e su qualunque argomento.

Per quanto riguarda la concorrenza, la situazione non migliora: i competitor sono sempre più spietati e non ci si confronta più solo con altre banche, ma anche con attori non bancari: è il caso di Amazon e Google che giornalmente gestiscono volumi crescenti di transazioni finanziarie all’interno delle loro piattaforme.

Secondo quanto riporta il sito web Re/code, oltre 2.500 istituti di credito negli Stati Uniti supportano già il sistema di pagamento ApplePay. E stando alle stime di Goldman Sachs, i nuovi player tecnologici nel settore prestiti, investimenti e pagamenti online potrebbero erodere i ricavi delle banche per 4,7 trilioni di dollari.

Bastano questi pochi dati per capire che le banche devono reagire ai cambiamenti del mercato, pena il loro fallimento.

Ettore Pastore di AT Kearney ipotizza tre strade parallele di intervento:

  • lavorare con una logica di partnership non solo tra gruppi bancari, ma anche con la concorrenza
  • perfezionare le strategie di attrazione dei clienti perché saranno sempre più agganciabili grazie alle tecnologie
  • semplificare le regole esistenti

Per quanto riguarda il secondo punto, più vicino alla nostra area di competenza, abbiamo più volte ribadito come siano già in atto processi di digitalizzazione delle attività di back e front office, di dematerializzazione dei documenti e di sviluppo di nuovi canali di interazione con il cliente.

Ciononostante non si è ancora raggiunto un livello innovativo sufficentemente alto da poter confermare una vera e propria rivoluzione digitale, se non per i grandi gruppi bancari.

Consideriamo anche il fatto che la riorganizzazione nel nostro Paese è di portata più estesa, per cui la tecnologia diventa un di cui da sviluppare in una seconda fase: si pensi ad esempio al credito cooperativo con oltre 300 banche che tra fusioni e incorporazioni sta cercando di ristrutturare sedi, filiali e persone.

Axioma opera nel settore da circa 30 anni e conoscendone bene le dinamiche collabora con i propri clienti affinché riescano a vincere le sfide che il mercato impone. Questa attività si concretizza nella realizzazione di strumenti software e servizi tecnologici all’avanguardia e accessibili sia dalle piccole che dalle grandi realtà bancarie. Il fattore scalabilità diventa importante per tutto ciò di cui abbiamo scritto prima, permettendo alle banche di innovarsi e adeguarsi ai tempi con gradualità e avendo quindi il tempo di comprendere il cambiamento in atto e abituarsi alle nuove dinamiche.

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