software compliant banche

Banche straniere con filiali in Italia: anche voi avete bisogno di software compliant localizzati

Con l’articolo di oggi vorrei fare qualche riflessione su una frase che ultimamente ho sentito spesso da aziende straniere, banche comprese, che hanno branch in Italia: “La casa madre ci fornisce tutti i software di cui abbiamo bisogno”.

Bene. Ma per le procedure normative? Per quelle fiscali? Faccio un esempio banale: il calcolo degli ammortamenti fiscali. Faccio questo esempio perché Axioma stessa si è trovata, qualche anno fa, nel bel mezzo di un’analisi sul calcolo dei cespiti di quasi tutti i Paesi europei. L’obiettivo, per una banca cliente, era quello di realizzare una procedura standard per ogni filiale con sede all’estero per poi raccordarla alla contabilità generale della casa madre tedesca. Come ben sapete le normative sono molte diverse da Stato a Stato. C’è di buono, per Axioma, che quella italiana è la più complessa e quindi bene o male vi sono rientrate tutte le casistiche e siamo potuti così partire dal nostro modulo gestionale dei cespiti per definire le specifiche di realizzazione per gli altri Paesi.

Questo è stato possibile per un’azienda italiana che sviluppa applicazioni gestionali da più di 30 anni. Ma se la software house è straniera e non ha personale in Italia che localizza le procedure, come si fa a realizzare o ad aggiornare in tempi brevi software compliant e quindi adeguati alle normative italiane? Soprattutto in un contesto, come quello bancario, dove gli istituti di vigilanza stanno diventando sempre più attenti ed esigenti.

Di come scegliere un software per il settore bancario ne abbiamo già discusso ampiamente in questo articolo e non voglio tediarvi ulteriormente, ma è importante sottolineare come la scelta di un fornitore esperto delle normative che regolano il settore e che offre soluzioni localizzate e rispondenti ai requisiti stabiliti dalla Banca d’Italia e dagli altri enti regolatori sia di fondamentale importanza, prima di tutto, per essere compliant e, poi, per ridurre i tempi per la ricerca delle normative da seguire e i costi di eventuali personalizzazioni per gli adeguamenti (quelli fiscali dovrebbero oltretutto essere gratuiti e quindi compresi nel canone di manutenzione!).

Nel concreto, di quali procedure stiamo parlando?

L’abbiamo già citata prima, quella della gestione dei cespiti. Potrebbe essere svolta tramite un banale file Excel, da ricongiungere comunque alla contabilità, tenendo presenti i vincoli e le regole per il censimento dei beni, per il calcolo degli ammortamenti, per la movimentazione civilistica e fiscale. Regole che, chiaramente, possono cambiare con il tempo. Regole che potremmo scrivere una volta sola in un codice software anziché ricordarcele a memoria con il rischio di errori anche di inserimento dati. Quindi, forse, è meglio adottare un software compliant e integrato che ci consentirebbe inoltre di evitare di inserire manualmente i dati in contabilità.

Un’altra procedura coinvolta è quella contabile dove – tra Certificazione Unica, Spesometro, Superammortamento, Fatturazione alla PA, e, correlata ai documenti fiscali, Conservazione sostitutiva – negli ultimi anni le cose sono cambiate alla velocità della luce!

Ultimo esempio di procedura soggetta a normative, è la Gestione dei reclami. In questo caso Banca d’Italia, ABI, Consob, … “invitano” le Banche ad un’organizzazione più rigida e puntuale della ricezione e risoluzione delle richieste e controversie con la clientela fornendo delle indicazioni ben precise su come registrare i reclami, sull’obbligatorietà di pubblicare report annuali e di inviare ai vari organismi report cadenzati.

 

Inutile dirvi che Axioma dispone di software compliant alle normative italiane.

 

 

 

 

 

 

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