Da Impresa 4.0 a Transizione 4.0: innovazione e sostenibilità

Transizione 4.0: ecco la nuova politica industriale per il rilancio economico del Paese.

In effetti, non è passato molto da quando Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico, a fine anno aveva presentato le linee guida per la rivisitazione degli strumenti e degli incentivi a supporto della trasformazione digitale delle imprese per il 2020.

L’emergenza sanitaria da Covid-19, però, ha cambiato le carte in tavola ed è stato necessario un rafforzamento.

Quali sono gli obiettivi? Maggior attenzione all’innovazione, agli investimenti green e per le attività di design e ideazione estetica per valorizzare il Made in Italy.

E non solo: i dati del precedente Piano hanno evidenziato che erano ancora poche le imprese che entravano nel mondo dell’innovazione 4.0 e che intendevano avvalersi delle agevolazioni per la digitalizzazione. Quindi, con l’attuale decreto, vi è l’ambizione di raggiungere una più ampia platea di aziende, mobilitando 7 miliardi di euro.

Ma entriamo più nel dettaglio, analizzando le novità e il futuro del cosiddetto “Industria 4.0”, poi diventato “Impresa 4.0” e ora Transizione 4.0.

Piano Transizione 4.0: le azioni principali

Partiamo con il dire che lo strumento per stimolare gli investimenti non sarà più il superammortamento e/o l’iperammortamento, ma il credito d’imposta.

Si mira, quindi, ad aumentare di oltre il 40% la platea delle aziende che possono accedere alla misura, resa disponibile nella forma di crediti di imposta con differenti aliquote, e non incentivi come il precedente Piano Industria 4.0.

Nello specifico le azioni previste dalla Legge di Bilancio 2020 per il Piano Transizione 4.0 sono:

  • Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: volto a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.
  • Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design: per stimolare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica e favorire i processi di transizione digitale e nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale.
  • Credito d’imposta formazione 4.0: per stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

Inoltre, il decreto, oltre a consentire alle imprese di condurre gli investimenti in corso e di programmare quelli successivi con maggiori certezze sul piano operativo e interpretativo, definisce le modalità attuative del nuovo credito d’imposta che viene esteso a tutte le spese sostenute nel periodo successivo al 31 dicembre 2019.

Gli obiettivi del Piano Transizione 4.0

Come ogni decreto che si rispetti sono stati individuati degli obiettivi, che in questo caso, vanno sempre più verso l’innovazione digitale 4.0 e la transizione ecologica e sostenibile. Quest’ultima infatti, risulterà essere un elemento rilevante per la maggiorazione dell’aliquota del credito di imposta.

Cosa significa?

In pratica verranno applicate aliquote maggiorate per gli investimenti che avranno un impatto positivo anche sulla sostenibilità ambientale. Benefici per l’ambiente, ma anche per le imprese che avranno la possibilità di investire in tecnologie ecosostenibili.

Tuttavia, non ci si può limitare solamente a stanziare risorse. La crescita tecnologica è un processo che va supportato anche con il sostegno in termini di formazione e informazione.

Per questo motivo il decreto prevede incentivi e obiettivi anche sotto questo fronte, di modo da potenziare la connessione tra il mondo produttivo e quello della ricerca.

In questa immagine vengono elencati gli obiettivi del Piano Transizione 4.0:

obettivi piano transizione 4.0

Obiettivi Piano Transizione 4.0 – Fonte: https://www.mise.gov.it/index.php/it/transizione40

Qualche numero

Ora entriamo più nel dettaglio con qualche numero sugli incentivi fiscali previsti.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:

  • 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Per investimenti in altri beni strumentali materiali è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:

  •  6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico:

  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 12% delle spese agevolabili nel limite massimo di 3 milioni di euro.

Attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati:

  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro
  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro in caso di attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.

Attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri individuati con successivo decreto ministeriale:

  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Credito d’imposta formazione 4.0

Il credito d’imposta in percentuale delle spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione ammissibili, limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione. In particolare, è riconosciuto in misura del:

  • 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di €. 300.000 per le piccole imprese
  • 40% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di €. 250.000 per le medie imprese
  •  30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di €. 250.000 le grandi imprese.

 

Quindi, ci saranno novità sia per quanto riguarda le aliquote (che sono quasi raddoppiate) sia per quanto riguarda i settori coinvolti, tipici del segmento manifatturiero, molto diffuso nel nostro Paese.

Con queste nuove proposte le condizioni sono favorevoli e si spera che siano di incoraggiamento per tutte quelle aziende che finora erano rimaste un po’ escluse.

I vantaggi di queste novità

Queste novità portano con sé una serie di benefici che possiamo sintetizzare con un estratto della lettera a “Il Sole 24 Ore” del Ministro Patuanelli:

“Anzitutto, abbiamo dato alle misure una maggiore stabilità programmando la revisione in ottica pluriennale, così da garantire alle imprese un respiro di medio lungo periodo. Poi siamo passati agli strumenti di accesso, individuando il credito d’imposta come principale canale.

Inoltre, il ricorso al credito d’imposta compensabile in 5 anni comporta una riduzione del tempo di rientro dell’incentivo (soprattutto per i beni materiali, se si considera un periodo medio di ammortamento di 8 anni) e un’anticipazione del momento di fruizione già da gennaio dell’anno successivo. Mentre oggi bisogna aspettare la dichiarazione fiscale dell’anno seguente a quello dell’investimento: un recupero di tempo pari a circa 7 mesi. “

Noi di Axioma offriamo consulenza e software per progetti di integrazione, supporto e formazione in ambito di Industria 4.0 e sappiamo bene che scegliere di innovare processi e sistemi comporta sempre costi e impegni elevati.

Pertanto, per le imprese diventa cruciale poter contare sul sostegno pubblico per affrontare tali investimenti. Senza dubbio, questi elementi forniranno più certezze e garanzie a chi farà investimenti e renderà più semplice e accessibile la strada verso la ripartenza e l’innovazione.

 

digital transformation nel marketing

Digital Transformation: il marketing

.Trasformazione digitale. È evidente che il suo impatto su ogni aspetto del nostro mondo sia sempre più ampio e stia pian piano conquistando terreno in ogni campo della vita umana. Ma in questo blog noi ci occupiamo di processi aziendali e per questo motivo analizzeremo nel dettaglio ogni aspetto del flusso commerciale di un’azienda B2B, cercando di capire come la Digital Transformation stia trasformando anche quest’area. Partiremo quindi dalla Digital Transformation nel marketing B2B.

Siamo abituati a pensare a come l’e-commerce e l’esperienza on line siano ormai fortemente consolidati nei business B2C: il consumatore finale si sta spostando sempre più spesso dal negozio fisico a quello on line, sia attraverso l’e-commerce del produttore stesso, sia attraverso rivenditori come Amazon o simili. Ma nel B2B si può parlare della stessa cosa? È più difficile immaginarlo, poiché i prodotti e i servizi che vengono venduti sono spesso più complessi e costosi. Eppure la Digital Transformation è una realtà anche qui.

Secondo HBR (2017), negli Stati Uniti, nel 75% dei casi, il processo di acquisto nel B2B inizia con una ricerca online da parte dell’acquirente, il quale raggiunge il 57% del processo decisionale prima ancora di aver incontrato un venditore. Il trend interessa non più solamente i contesti B2C, ma in modo crescente anche quelli B2B.
SDA Bocconi

Ma come è possibile?

La risposta è semplice. La Digital Transformation non è solo l’e-commerce, ma una trasformazione più ampia e globale di tutti processi, non solo quello di vendita. Prima di arrivare al momento in cui avviene l’acquisto vero e proprio, e anche dopo che questo è avvenuto, si passa attraverso una più o meno lunga gestione della relazione che proprio in questi ultimi anni si sta spostando sempre di più sul piano digitale.

Non perché non esista più l’interazione faccia a faccia, che rimane assolutamente necessaria, ma perché si avvale di tutta una serie di strumenti informatici e tecnologici che la rendono più agevole e “smart”. Cos’è dopotutto la Digital Transformation?

Digital Transformation nel supporto alla vendita

La Digital Transformation è l’applicazione della tecnologia digitale a un determinato aspetto che si prende in considerazione. Proviamo quindi a guardare più da vicino la vendita e in particolare la gestione della relazione con tutti i contatti e i clienti.

Una ricerca costante di efficienza e profitto da parte del management delle imprese porta inevitabilmente a cercare nuovi modi per differenziarsi dalla concorrenza. Gli obiettivi da raggiungere diventano quindi quelli di aumentare l’efficacia di ogni singola relazione con un contatto ma allo stesso tempo di ridurre i costi lungo l’intero flusso commerciale.

Gli strumenti digitali disponibili oggi giorno vanno proprio in questa direzione, consentendo di rendere più efficiente ed efficace tutto il processo.

Eppure, anche se i software dedicati a questo scopo potrebbero rendere immediatamente digitale tutto il flusso, il cambiamento risulterebbe troppo traumatico e causerebbe probabilmente più danni che vantaggi. È più che mai opportuno quindi l’utilizzo del termine “transformation”, che esprime bene il concetto di un cambiamento graduale. Una trasformazione appunto, non una rivoluzione.

Esempi concreti: come avviene la Digital Transformation nel marketing

Ma passiamo a qualche esempio concreto. Se analizziamo il processo di vendita, dobbiamo partire dalla gestione della relazione col cliente fin dal primo contatto. Di solito è compito del marketing, ma non è detto. C’è la parte creativa, che prevede come confezionare il messaggio e in che modo veicolarlo. Ma poi una cospicua parte del lavoro è rappresentata dalla cura del database, segmentazione e soprattutto analisi dei risultati. Appare subito evidente come la Digital Transformation possa venire in aiuto in quest’ultima fase dell’attività, attraverso software che consentono di archiviare con precisione, ricchezza di informazioni, ma soprattutto flessibilità tutti i contatti del database di un’azienda.

Ogni azienda infatti ha bisogno di avere determinate informazioni rispetto ai suoi clienti, e di utilizzarle per eseguire filtri su tutto il database. La portata innovativa di un software in questo campo sta proprio nella capacità di velocizzare ma soprattutto aumentare le azioni possibili sul database, favorendo quindi la creatività del marketing che può a questo punto concentrarsi maggiormente sui messaggi.

L’efficacia del messaggio va anche misurata. Ogni invio di mass-mail, ma in generale ogni campagna, deve essere analizzata a posteriori rispetto ai suoi risultati. Ancora una volta è la Digital Transformation che interviene a supportare anche questa fase. Un buon software consente infatti di effettuare tutte le analisi possibili, evidenziando chi ha letto le mail, chi ha cliccato e dove. Fornisce quindi tutte le informazioni affinché siano poi le persone a prendere le decisioni migliori sui progetti futuri: rimane infatti un compito esclusivamente umano, ma grazie alla Digital Transformation si può basare su dati certi.

Dal grande al piccolo

Abbiamo visto cosa succede in caso di grandi numeri e di come la Digital Transformation sia motore di maggiore efficienza. Ma spesso il marketing è un lavoro di fino che richiede attenzioni particolari per i singoli contatti e per questo i marketer hanno la necessità di annotare informazioni e attività svolte anche per i singoli contatti. Se però lo fanno su post-it attaccati alla scrivania, sui pc personali o nella loro testa, a perderci è tutta l’azienda. Le informazioni infatti acquistano valore se vengono condivise e per questo motivo è necessario uno spazio accessibile a tutti e allo stesso tempo protetto.

Un altro compito per la Digital Transformation insomma, che ha prodotto software in grado di raccogliere anche le informazioni e le note più discorsive, quelle appunto che si segnavano sui post-it, e le ha normalizzate e inserite in un sistema raggiungibile da tutti gli interessati.

Se quindi per un solo cliente o un solo contatto è necessaria un’attenzione particolare. O se una telefonata è stata particolarmente interessante dal punto di vista commerciale. Esiste un posto digitale dove queste note possono essere inserite e condivise, in modo da diventare a pieno titolo patrimonio aziendale.

Evoluzione, non rivoluzione

Per un’azienda che fosse ancora molto lontana da un concetto di digitale, già questo tipo di cambiamento risulterebbe un enorme passo in avanti. Ma non si può certo chiedere di portare questo tipo di trasformazione a tutti i livelli in un colpo solo, poiché, come abbiamo detto all’inizio, il risultato sarebbe traumatico.

Eppure ci sono software “monolitici”, che richiedono un’adozione in blocco e che quindi rischiano di causare una rivoluzione in azienda, con morti e feriti annessi. Ma se il desiderio è di andare in questa direzione, massimizzando i vantaggi e scongiurando il pericolo di traumi, è necessario pensare a un concetto di evoluzione.

Questo implica gradualità e di conseguenza può essere realizzato solo attraverso un software modulare, che permetta cioè di essere adottato parzialmente, concentrandosi su un’area per volta.

La nostra proposta per la Digital Transformation nel marketing

Axioma CRM è un software diviso in moduli (marketing, vendite, post-vendita, progetti) che possono essere adottati tutti insieme ma anche singolarmente, consentendo così di raggiungere gli obiettivi prefissati in sicurezza e serenità.