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Migliorare la Customer Experience? Attraverso un progetto di Digital Transformation con Axioma

Sul fronte dell’integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese, l’Italia si posiziona al 23º posto tra gli Stati membri dell’UE, ben al di sotto della media UE. [Rapporto DESI UE, 2019]

Questa posizione in classifica sulla propensione delle aziende italiane verso il digitale non suscita grandi soddisfazioni.

Nonostante ciò, le potenzialità delle nostre imprese sono alte soprattutto per quanto riguarda i servizi Cloud e E-Commerce, che favoriscono l’avvio di progetti di digitalizzazione.

Siamo di fronte all’utilizzo quasi esclusivo del digitale, che ha rivoluzionato i meccanismi di domanda e offerta. Basta pensare a quando abbiamo intenzione di acquistare un prodotto o un servizio: ci bastano pochi clic per cercare informazioni e concludere l’acquisto. Anche quando si tratta di acquisti più complessi ed economicamente rilevanti, come per esempio le vacanze, ci affidiamo a sistemi di prenotazione online.

L’83% dei viaggiatori italiani si informa in rete prima di acquistare e l’86% conclude online almeno un acquisto (alloggio, trasporto, attività o servizio esperienziale). [Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo, Politecnico di Milano, 2019]

Come fanno le imprese tradizionali a stare al passo?

La relazione umana rimane un elemento fondamentale, ma per arricchire l’esperienza del cliente. Il processo va ripensato in ottica online. Adottare strumenti digitali significa offrire prodotti e servizi sempre più personalizzati, presidiare i canali dove si trova il cliente, ma anche rendere più veloci ed efficienti i processi interni e raggiungere risultati di business migliori.

Vediamo insieme, attraverso l’esperienza di un nostro cliente, cosa significa intraprendere un progetto di Digital Transformation per digitalizzare l’esperienza d’acquisto dei clienti e migliorare le operazioni di back office.

La delicata fase di ricerca e prenotazione

Chi viaggia per lavoro o divertimento desidera servizi di trasporto di alta qualità, affidabili e ben integrati ad altri servizi.

First Travel Italy è un’azienda italiana specializzata nel settore del trasporto persone con conducente nei viaggi “leasure”, “business” e nell’organizzazione di eventi, con presenza internazionale e servizi all’avanguardia.

Fornisce assistenza e servizi top-level per i suoi clienti, tipo di servizio che richiede un’attenzione e un’efficienza all’altezza delle aspettative.

Le aspettative dei clienti sono sempre più elevate e riuscire a rispettarle con sistemi informatici datati, telefonate e scambi di email diventa difficile, ma soprattutto limita la crescita aziendale.

Sono ancora tante le imprese dove gli addetti al back office ricorrono a lunghe telefonate o appuntamenti in filiale con i clienti per creare e prenotare un pacchetto viaggio. Inoltre, per farlo, devono passare da un’applicazione all’altra perché le informazioni risiedono in sistemi diversi e non integrati.

Pensate in occasione di grandi eventi o festività, dove le richieste aumentano a dismisura e la combinazione di servizi diventa molto più complessa. Quanto deve aspettare il cliente prima di finalizzare la prenotazione? Perché sprecare tutto questo tempo quando utilizzando il loro PC o smartphone avrebbe potuto fare la stessa cosa in pochi minuti?

Tempi lunghi e scarsa efficienza. Questi due elementi caratterizzano le imprese che ancora non hanno intrapreso un percorso di Digital Transformation e portano i clienti a rivolgersi a strutture che mettono a disposizione sistemi di prenotazione via web, più veloci e performanti.

I vantaggi della digitalizzazione

First Travel dopo un’attenta analisi delle problematiche e definizione delle esigenze ha individuato Axioma come partner ideale per intraprendere un progetto di Digital Transformation.

Un progetto di digitalizzazione prevede l’adozione di nuove tecnologie e di nuove modalità di interazione con i clienti, con il coinvolgimento di persone, processi e modelli di business che vengono ridisegnati in ottica innovativa e digitale.

Quali sono i vantaggi ottenuti da First Travel?

  • Miglioramento della Customer Experience grazie all’introduzione di un sistema di self-booking che permette ai clienti di organizzare e prenotare i servizi disponibili in maniera intuitiva e funzionale.
  • Processi più efficienti e riduzione dei tempi e costi di gestione. L’utilizzo di software più flessibili e integrati consente agli operatori lo svolgimento delle attività quotidiane senza difficoltà ed errori.
  • Ottimizzazione della fase di prenotazione e riduzione dei tempi di erogazione di servizi più mirati e personalizzati.

Digitalizzare i processi aziendali non è un percorso sempre facile. È necessario prevedere un impegno costante e collaborativo per la riorganizzazione dei processi operativi interni e la scelta di un fornitore in grado di fornire non solo la tecnologia, ma soprattutto il supporto e la consulenza specifica necessaria è fondamentale.

La crescita aziendale e l’aumento della competitività sul mercato sono determinate dall’avvio di progetti di Digital Transformation che rendono le imprese più innovative e in grado di offrire servizi sempre più personalizzati.

Vuoi digitalizzare la tua impresa?

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Storie dai nostri clienti: gestionale e self-booking via web per First Travel

First Travel ha scelto Axioma per la digitalizzazione dei suoi servizi allo scopo di migliorare la customer experience.

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Sicurezza e continuità con il Cloud Amazon AWS

Torniamo a parlare della tecnologia che ha riscosso più successo negli ultimi anni: il Public Cloud.

L’Assintel Report ha evidenziato che il Public Cloud risulta essere l’area tecnologica dove le imprese concentreranno la maggior parte degli investimenti ICT per il prossimo anno (oltre il 40% sul totale aziende) soprattutto nella sua declinazione SaaS.

Scegliere questa tecnologia significa avere una marcia in più in termini di flessibilità e velocità nello sviluppo di progetti di trasformazione digitale.

Ma le aziende non sono solo alla ricerca di maggior agilità e velocità dei sistemi, vogliono anche maggior sicurezza.

Alla ricerca di più sicurezza

È inevitabile che l’introduzione di nuove tecnologie e dispositivi interconnessi tra loro ci espone ad un rischio maggiore. Se da un lato, infatti, ci saranno strumenti avanzati che ci permetteranno di gestire ed effettuare operazioni sempre più complesse in maniera semplice ed efficiente, dall’altro l’esposizione al Cyber Crime sarà sempre più elevata.

Nel biennio 2017-2018 il numero di attacchi gravi è cresciuto del +37,7% rispetto al biennio 2015-2016 che aveva registrato un aumento del solo +3,8%. [Rapporto Clusit, 2019]

Gli attacchi informatici aumentano e il ruolo della sicurezza non può essere tralasciato o dato per scontato.

L’espansione del Cloud, fino a qualche anno fa, era frenata proprio dal timore in merito alla sicurezza. Molte realtà aziendali pensavano che se i dati erano in rete e gestiti da fornitori esterni fossero più facilmente accessibili e violabili. Oggi, questo concetto si sta invertendo.

Molte aziende hanno compreso che spostare i sistemi informativi sul Cloud può aumentare la sicurezza dell’infrastruttura, e non solo!

Cosa garantisce il Cloud Amazon AWS

Quali sono le problematiche più comuni in ambito IT che devono affrontare le aziende?

I cosiddetti downtime di servizio, il rischio di data breach e la limitata scalabilità di un’infrastruttura IT datata e obsoleta.

Noi di Axioma abbiamo accompagnato molti clienti nel loro percorso verso l’innovazione e ogni giorno ci confrontiamo con i dubbi, gli ostacoli e le esigenze di molte aziende. Ecco perché in questo articolo ci concentreremo su come è possibile risolvere queste criticità, che possono causare perdita di profitti, ma anche danni sulla propria reputazione con i clienti.

Se avete letto questo articolo, saprete già cos’è Amazon AWS. E se vi diciamo che affidarsi al Cloud Amazon AWS significa anche non avere più preoccupazioni in merito al rischio di perdite dei dati, interruzioni di servizio e spese eccessive in aggiornamenti e manutenzioni?

In che modo? Garantendo:

  • MAGGIOR SICUREZZA: tutti i dati aziendali vengono memorizzati in server all’avanguardia sparsi geograficamente per il mondo e gestiti e controllati da personale qualificato il cui compito è esclusivamente pensare alla loro protezione e sicurezza. Qual è il vantaggio di non avere tutti i dati in un unico server fisico? Che sarà molto difficile, se non impossibile, che tutti i server che ospitano i dati vengano violati e/o attaccati contemporaneamente. Inoltre, AWS supporta 90 standard di sicurezza e certificati di conformità e tutti i servizi AWS che archiviano i dati dei clienti offrono la possibilità di crittografare tali dati, in maniera scalabile ed efficiente.
  • CONTINUITÀ: pensate alla vostra giornata lavorativa, potete fare a meno anche un solo giorno del corretto funzionamento del pc e dei software aziendali? Immagino di no. Le cause di queste interruzioni posso essere dovute a disastri naturali, guasti meccanici o errori umani. Pensiamo ad un semplice calo di tensione elettrica, la tua infrastruttura fisica ne risentirebbe e per quanto tempo resterà inutilizzabile? AWS, oltre a fornire servizi di Disaster Recovery che consentono un recupero rapido dell’infrastruttura e dei dati IT a causa di interruzioni, garantisce continuità di utilizzo e un elevato grado di ridondanza.
  • FLESSIBILITÀ: nel contesto attuale si fa fatica ad essere competitivi, la tecnologia si evolve troppo velocemente. Attivare e sviluppare nuovi progetti innovativi in breve tempo e con condizioni economicamente vantaggiose è molto complicato, a maggior ragione per quelle imprese che utilizzano un’infrastruttura IT datata, obsoleta e poco flessibile. Amazon AWS ti permette di attivare nuovi progetti IT in pochi giorni pagando solo le tecnologie che usi. Pensavi di aver bisogno di una gamma di funzioni e servizi più ampia? Nessun problema, con il Cloud Amazon AWS, le modifiche alle configurazioni dei sistemi possono essere eseguite in pochi giorni!

Insomma, il Cloud Amazon AWS ha tutte le caratteristiche necessarie per diventare il partner tecnologico ideale per garantirti innovazione, affidabilità e sicurezza.

Ti piacerebbe adottare soluzioni software in Cloud all’altezza dei cambiamenti richiesti dalla Digital Transformation?

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L’evoluzione digitale in Italia: quali sfide ci aspettano?

Come promesso, riprendiamo l’articolo di settimana scorsa per completare l’approfondimento in merito all’evoluzione digitale in Italia.

Abbiamo avuto la conferma che il mercato ICT continua a essere in forte crescita e, differenze geografiche e settoriali a parte, il Cloud, declinato in tutte le sue forme, domina la classifica delle tecnologie su cui sono stati fatti più investimenti.

Ora, invece, vediamo insieme quali saranno gli approcci, le priorità e le sfide delle aziende italiane nel corso del prossimo anno per affrontare l’evoluzione digitale in atto.

Priorità di business e IT

Oggi tutti parlano di customer experience e di quanto sia importante mettere il cliente al centro.

Sviluppare una strategia orientata al cliente offrendo loro servizi e prodotti sempre più personalizzati e di valore è l’obiettivo principale delle aziende.

Lo conferma anche il risultato della ricerca IDC condotta per l’Assintel Report 2020.

Per il 2020, le aziende italiane saranno focalizzate in misura prioritaria sul miglioramento della soddisfazione e della fidelizzazione dei clienti (oltre il 50%) e sulla riduzione dei costi aziendali (oltre il 30%). Seguono la necessità di entrare in nuovi segmenti di mercato e di sviluppare nuovi prodotti e servizi, per rimanere competitivi in un mercato in continua evoluzione.

Quando si parla di tecnologie e innovazione, però, il vero protagonista è il reparto IT. Se spostiamo l’attenzione verso le priorità prettamente tecnologiche emerge che, a parte la riduzione e il controllo dei costi comune a tutti, le necessità sono diversificate in base alla dimensione aziendale.

I costi possono influire negativamente sull’avvio di investimenti in tecnologie e formazione ed è per questo motivo che la riduzione e il controllo dei costi è l’unica priorità che prescinde dalla classe dimensionale delle imprese.

Per le grandi imprese la priorità sarà quella di migliorare la qualità e i tempi di erogazione dei servizi IT e di potenziare la sicurezza dei sistemi e delle infrastrutture. Infatti, per questa tipologia di azeinde che hanno già effettuato progetti di trasformazione digitale, diventa fondamentale concentrarsi sulla garanzia e la protezione dei sistemi.

Per le medie, piccole e micro imprese, invece, le priorità maggiori sono l’ottimizzazione dei processi IT e l’innovazione del core business.

Date queste tendenze, cosa possiamo ipotizzare?

Sicuramente le imprese stanno accelerando la digitalizzazione e innovazione dei processi e questo sarà un trend che caratterizzerà anche gli anni a venire. A partire dall’azienda più piccola – ma non per questo meno incentivata – fino ad arrivare all’azienda di più grandi dimensioni, l’obiettivo è quello di focalizzarsi su nuovi livelli di innovazione, per non perdere competitività.

Ma quali sono le motivazioni che spingono maggiormente le aziende a digitalizzarsi? Rispondiamo attraverso questo grafico.

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Fonte: Survey IDC per Assintel Report 2020

Le imprese determinate a intraprendere un progetto di digitalizzazione stanno puntando sulla possibilità di ridisegnare il modello di business, quindi di cogliere i vantaggi del digitale per sfruttarli nella pianificazione e definizione di nuovi prodotti, servizi e processi e permettere loro di evolvere insieme al mercato.

Seguono la valorizzazione e monetizzazione dei dati, per poter analizzare e utilizzare i canali digitali in modo coerente, integrato ed efficiente, e gli ambiti relativi alla gestione delle risorse umane, all’introduzione di forme di automazione e all’impiego dei canali digitali in maniera integrata.

Gli ostacoli da superare

In uno scenario come questo, contraddistinto da un cambiamento continuo, non mancano nuove sfide e ostacoli da superare.

Prima di andarli ad analizzare, un segnale importante che ci preme evidenziare è che la maggior parte delle imprese non considera la sicurezza IT un passaggio fondamentale nel proprio percorso di innovazione.

Soltanto il 36% delle imprese spende regolarmente per la sicurezza nell’ambito nel budget generale IT, meno del 10% considera la sicurezza IT un investimento strategico a cui riservare risorse dedicate nel 2020, mentre ben il 44% delle imprese spende in modo del tutto saltuario e contingente, con un’allocazione di risorse che molto spesso e annegata in progetti e investimenti più generali.

Si tratta di dati preoccupanti, perché il ruolo della sicurezza nel budget IT sembra non essere preso in considerazione quanto dovrebbe. Eppure ogni giorno siamo alle prese con nuovi attacchi informatici, sempre più mirati e gravi quindi perché non investire in misure di sicurezza più efficaci?

Quali sono le mancanze da colmare? E dove concentrare i propri sforzi?

Rimanendo all’interno dell’ambito sicurezza IT, la problematica principale è la carenza di risorse finanziarie per gli investimenti, che risulta essere una condizione che riguarda il 31% delle imprese italiane. Tra le sfide più rilevanti con sfaccettature diverse a seconda della dimensione d’azienda – ma questo ormai è un fattore che caratterizza qualsiasi trend – troviamo:

  • la complessità di una gestione continuativa 24×7 della sicurezza
  • la carenza di competenze/risorse umane per una gestione del rischio efficace
  • la definizione di una policy di sicurezza efficace accompagnata dalla crescente complessità delle normative

Cosa ci aspetta nel 2020

Una cosa è certa, esiste un quadro generale molto eterogeneo in merito ai livelli di implementazione delle strategie di digitalizzazione che varia in base alla dimensione aziendale e in base al settore di appartenenza.

Questo gap così elevato deriva in particolar modo da tre mancanze, su cui le imprese dovranno concentrare i loro sforzi:

  1. la mancanza di una strategia unica e condivisa derivante a sua volta dall’assenza di una cultura aziendale propensa al cambiamento e all’innovazione
  2. la carenza di risorse economiche
  3. la mancanza di competenze adeguate, che rallenta o ancora peggio, impedisce la piena realizzazione di progetti innovativi

Purtroppo, la tecnologia continua a essere considerata un costo e questo porta le aziende a intraprendere progetti di trasformazione digitale con risorse e budget molto limitati o addirittura a non poterli intraprendere affatto.

Alla luce di queste considerazioni, se con il Piano Impresa 4.0 lato investimenti e incentivi economici si sta cercando di fare qualcosa, dal punto di vista della formazione è necessario sviluppare nuove competenze e nuovi modelli organizzativi, perché se da un lato la tecnologia ha il potenziale di trasformare il business delle aziende, dall’altro lato i cambiamenti oggi sono troppo rapidi, rendendo le competenze dei professionisti di settore obsolete in poco tempo.

L’analisi del mercato ICT fornisce sicuramente dei dati interessanti, e noi, approfondendo queste tematiche ci auguriamo di avervi fornito qualche spunto di riflessione in più su come far fronte ad un contesto sempre più evoluto.

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Assintel Report 2020: lo scenario ICT in Italia

A ottobre, come ogni anno, si è tenuta la presentazione dell’Assintel Report 2020. La fotografia annuale sul mercato dell’ICT che fornisce una panoramica sugli investimenti e sugli effetti della tecnologia tra le imprese italiane.

Sono già diversi anni che i dati evidenziano un interesse maggiore verso lo sviluppo di competenze legate all’innovazione tecnologica e all’adozione di nuove tecnologie quali i Big Data, l’Internet of Things, l’A.I. e il Cloud, ma le imprese che effettivamente hanno intrapreso un progetto di Digital Transformation sono ancora troppo poche.

Tuttavia in Italia sembra esserci in atto un cambio di rotta. Perché?

Ci si è resi conto che l’innovazione tecnologica non è più necessaria solo per competere, ma addirittura per sopravvivere.

Per questo motivo l’adozione di nuove tecnologie non può essere prerogativa delle aziende di grandi dimensioni, più propense all’innovazione e al cambiamento già da qualche anno, ma deve coinvolgere anche le aziende di piccole e medie dimensioni.

Sviluppare una strategia indirizzata all’innovazione non è semplice, a maggior ragione per quelle imprese con un’impostazione ancora tradizionale, che stanno affrontando una serie di sfide organizzative, economiche e culturali e che quindi faticano a trarne dei vantaggi concreti.

Approfondiremo gli ostacoli, le sfide e le priorità del 2020 nel prossimo articolo, perché prima è opportuno capire qual è il trend di spesa ICT in Italia.

 

Qualche numero sul mercato ICT in Italia

Nonostante un rallentamento del PIL, il mercato dell’Information Technology italiano è in crescita rispetto all’anno scorso (+2,3%) registrando una spesa che supera i 31 miliardi di €.

Entrando più nel dettaglio e analizzando le due componenti principali, IT e Telecomunicazioni, il trend è caratterizzato da dinamiche differenti: mentre il comparto IT registra una spesa complessiva superiore ai 24,2 miliardi di € e una crescita del 3,8%, la spesa delle aziende per i Servizi di Telecomunicazioni si assesta sui 6,9 miliardi di €, registrando una diminuzione del 2,7% rispetto al 2018.

Fino a qui, niente che ribalti la situazione registratasi durante gli anni scorsi dove il comparto delle Telecomunicazioni faticava a raggiungere risultati soddisfacenti.

Ciò che cattura maggiormente l’attenzione e gli investimenti da parte delle aziende è il mercato delle tecnologie della Terza Piattaforma (Cloud Computing, Big Data e Analytics) e degli Acceleratori di Innovazione (IoT, A.I., Blockchain, Realtà virtuale e aumentata, Robotica,…) dove in termini di volume e crescita trionfa il mercato dei servizi di Public Cloud (ne abbiamo parlato qualche settimana fa proprio qui) con una crescita del 26,1% rispetto al 2018 e livelli di spesa che nel 2020 supereranno i 2,5 miliardi di €.

Grafico Public Cloud 2018-2020

Fonte: Elaborazioni IDC per Assintel Report 2020

Il Public Cloud è una tecnologia flessibile ed economica e non sorprende che sia lo strumento prediletto per iniziare un processo di trasformazione digitale.

Finora, in linea generale la spesa ICT cresce, ma se entriamo nel dettaglio ci accorgiamo che la situazione è un po’ disomogenea.

Il 25% delle Medie Imprese e il 23% delle Grandi Imprese intendono incrementare la spesa nel corso dei prossimi 12 mesi, in alcuni casi anche al di sopra del 20% (circa il 2%). A comprimere la spesa per il 2020 sono soprattutto le Micro e le Piccole Imprese, rispettivamente il 10 e il 7%.

Come dicevamo prima, la distribuzione della spesa ICT mostra una forte concentrazione nelle aziende di grandi dimensioni (48% del valore totale del mercato) e il settore merceologico che contribuisce maggiormente alla spesa è quello manifatturiero (23% del valore totale del mercato) seguito da quello finanziario (21%). Inoltre, rispetto all’area geografica, troviamo ai primi posti il Nord e Centro Italia (Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna insieme nel 2020 genereranno il 64% della spesa nazionale).

Ciò che evidenziano questi dati è un’Italia divisa in due. Inoltre viene da chiedersi, quanto avrà influito il Piano Impresa 4.0?

Gli investimenti hanno avuto sicuramente un ruolo centrale nello sviluppo di progetti innovativi e nell’introduzione di macchine intelligenti e software evoluti, ma non dimentichiamo ciò di cui abbiamo parlato in un articolo di un paio di mesi fa: la Nuova Legge di Bilancio ha apportato delle modifiche al Piano Impresa 4.0 rendendo gli investimenti più accessibili alle piccole e medio imprese.

Si spera, quindi, che questo divario così evidente possa – in parte – essere sanato da questa nuova opportunità.

Ovviamente è presto per dirlo, i risultati non sono ancora visibili, ma avranno sicuramente un impatto sulla distribuzione della spesa ICT per classe di impresa dei prossimi anni.

Per confermare questa ipotesi, però, non ci resta che aspettare l’Assintel Report del prossimo anno.

Priorità e sfide per il 2020

L’Assintel Report 2020 non si limita a esaminare i livelli di spesa del mercato ICT, ma individua anche quali saranno le esigenze, le priorità e gli ostacoli che le imprese dovranno affrontare il prossimo anno per ottenere la piena realizzazione della trasformazione digitale.

Siamo entrati nella seconda fase della Digital Transformation, e se prima l’elemento su cui puntare era l’introduzione di nuove tecnologie, oggi è indispensabile focalizzarsi sulle competenze necessarie per abilitarle e sul ruolo della sicurezza IT, spesso sottovalutato.

Ma non vogliamo svelarvi altro, perché di queste tematiche ne parleremo nel prossimo articolo!

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I vantaggi di una gestione documentale in Cloud

L’entrata in vigore della fatturazione elettronica ha contribuito ad incentivare la digitalizzazione dei processi, ma soprattutto dei documenti.

Se pensiamo alla nostra attività lavorativa di almeno 10-15 anni fa, ci si immagina una scrivania con pile di fogli di carta, appunti, penne, post-it,…mentre ora è tutto diverso. Basta un PC o dispositivo mobile per avere accesso a qualsiasi documento e poterlo consultare, modificare e condividere attraverso pochi clic.

Stampare, firmare, fotocopiare, archiviare in raccoglitori ingombranti porta via tempo, ma soprattutto ha un ingente costo.

C’è ancora chi non riesce ad affidare totalmente al digitale i documenti con cui lavora, ma fortunatamente l’introduzione della fatturazione elettronica ha avuto un forte impatto sulla diffusione del processo di dematerializzazione del documento e, a partire dall’ambito amministrativo, a poco a poco i benefici di questa modalità di fruizione e archiviazione dei documenti si sta estendendo anche agli altri dipartimenti aziendali.

Lavorare con documenti in formato elettronico permette di snellire i processi e di renderli più efficienti, ma questo non deve farci pensare che basta produrre un documento in formato digitale e il gioco è fatto. È necessario dotarsi di strumenti adeguati e un sistema di gestione documentale è uno di questi, ancora meglio un sistema di gestione documentale in Cloud che gode di maggiori benefici.

Le problematiche del trattamento manuale dei documenti

La normativa sulla fatturazione elettronica è stata un obbligo quindi molte aziende non hanno fatto altro che adeguarsi.

In queste aziende, a parte all’interno dell’ufficio amministrazione che è stato “costretto” a gestire l’invio, la ricezione e l’archivio delle fatture in formato elettronico, i problemi legati all’utilizzo della carta sono pressoché rimasti.

Proviamo ad elencarne alcuni, attraverso qualche esempio:

  • NUMEROSE STAMPE: il venditore ha preparato un’offerta che prima di essere inviata al cliente, deve essere approvata dal reparto tecnico e anche dalla direzione. Ecco originata una serie di stampe e fotocopie che poi probabilmente si riveleranno inutili perché quell’offerta andrà versionata o persa. E per la nuova approvazione cosa fare? Andrà stampata un’altra volta e così via. Stampe di più versioni creano confusione, in più, l’ufficio acquisti non sarà contento di dover ordinare toner su toner e carta su carta.
  • PERDITE DI TEMPO: se si vuole ricontrollare un ordine, un documento di trasporto o un documento tecnico, dove cercarlo? Ma soprattutto con che criterio? Se è stato archiviato sul PC di un collega bisognerà aspettare che rientri in ufficio oppure sperare che l’abbia stampato e lasciato sulla scrivania, ma ci sono altri fogli e una confusione tale che è meglio lasciar perdere e aspettare…
  • SCARSA SICUREZZA E PRIVACY DEI DATI: tutti i documenti con i quali lavoriamo ogni giorno contengono informazioni su clienti, fornitori,..e stamparli significa renderli disponibili a chiunque e mettere a rischio la loro protezione, oppure ancora peggio, rischiare di perderli.

Anche nella tua azienda hai queste difficoltà? Sai che possono essere risolte con un sistema di gestione documentale in Cloud?

Molto spesso si associa il significato di questa applicazione alla mera archiviazione e ricerca dei documenti in formato elettronico, ma un sistema documentale in realtà è molto di più. Vediamo insieme perché.

Un software di gestione documentale in Cloud

Che un software di gestione documentale possa ridurre l’utilizzo della carta e quindi anche i costi ormai è chiaro.

Per raggiungere l’obiettivo di digitalizzazione dei processi e renderli più veloci ed efficienti, poter visualizzare e archiviare i documenti in formato elettronico aiuta, ma non basta.

Axioma offre un sistema di gestione documentale in Cloud in grado di archiviare, classificare e abilitare workflow approvativi in maniera elettronica così da rendere i flussi operativi più veloci e sicuri.

Disporre di  un archivio elettronico dei documenti via web, organizzato secondo una classificazione specifica di attributi, condivisi da tutta l’azienda, permette di trovare subito ciò di cui si ha bisogno attraverso ricerche di parole chiave trasversali, indipendentemente dalla cartella in cui si è archiviato il documento. Non si tratta del solito file system, ma di un sistema documentale avanzato basato su un vero database relazionale. Qui i documenti risiedono in archivi catalogati, ma sono anche raggruppati in relazione al termine di ricerca utilizzato (data, autore, fornitore, codice cliente, tipo documento, …).

E il workflow approvativo? A cosa serve?

Avere un processo di approvazione automatico significa che se, ad esempio, la direzione deve approvare un’offerta commerciale non sarà più necessario stampare fogli, raccogliere firme, o inviare email, ma basterà salvare un documento con una tipologia soggetta ad approvazione ed il sistema invierà automaticamente una notifica alla persona interessata che dovrà solo effettuare un clic per autorizzare o rifiutare.

È possibile configurare più livelli di autorizzazione, in base all’organizzazione di ufficio acquisti e dei diversi buyer aziendali, e, una volta ottenuti tutti, la procedura in essere si sblocca in automatico (pensate all’autorizzazione al pagamento delle fatture fornitori a seguito della ricezione della merce). Un bel risparmio di tempo!

Non dimentichiamoci però che la digitalizzazione dei processi si realizza solo se il sistema di gestione documentale è integrato agli altri software in uso in azienda.

In questo caso, infatti, i documenti che provengono dal gestionale vengono archiviati automaticamente e se al responsabile acquisti serve visualizzare una fattura fornitori, per autorizzare il pagamento, potrà farlo in autonomia e tranquillamente dalla propria postazione.

Condivisione, condivisione, condivisione. E la sicurezza? Ogni utente viene configurato secondo un profilo aziendale che gli concede permessi di visualizzazione, modifica, eliminazione dei documenti, autorizzazioni, …

La sicurezza è garantita anche dal Cloud. Perché? La risposta potete trovarla sul nostro ultimo articolo.

Ormai dotarsi di un sistema documentale in Cloud è diventato indispensabile, non solo per la fatturazione elettronica, ma anche per sviluppare un processo di trasformazione digitale in grado di migliorare tutti i processi e coinvolgere tutta l’azienda.

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Ottobre è Cyber Security Month 2019

Ottobre è il mese dedicato alla campagna European Cyber Security Month 2019.

L’Unione Europea, nello specifico l’ENISA ovvero l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione, ha lanciato questa campagna per promuovere la conoscenza delle minacce informatiche, le metodologie per contrastarle e fornire informazioni in merito alla sicurezza e ai rischi che si corrono in caso di attacco informatico.

In che modo? Attraverso una serie di eventi e attività volti alla divulgazione delle pratiche da seguire per navigare in sicurezza utilizzando tecnologie sempre connesse e quindi potenzialmente sempre a rischio (per conoscere gli eventi in programma clicca qui).

In Italia, l’European Cyber Security Month, è in gestione da CLUSIT – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica insieme a Università e Centri di Ricerca.

L’obiettivo di tali incontri è duplice: aumentare la consapevolezza dei rischi che si corrono e diffondere modelli di comportamento utili a garantire più sicurezza.

Sia a casa che al lavoro ogni giorno siamo alle prese con email spam, pagine web a rischio, furti di informazioni personali,… perché ci troviamo molto spesso a sottovalutare la messa in sicurezza dei nostri dati personali (o le informazioni aziendali) con la possibilità che vengano utilizzati per scopi poco etici.

Per capire l’entità del fenomeno, riteniamo sia utile fornire una panoramica sul trend attuale: da una parte troviamo hacker sempre più aggressivi e competenti, dei veri professionisti del crimine informatico, e dall’altra parte tecnologie sempre più evolute nel tentativo di innalzare le difese.

Il trend attuale

Che il 2018 sia stato un anno nero per la Cyber Security ne siamo consapevoli. Aspettiamo di sapere cosa emergerà dal prossimo rapporto dell’Associazione italiana per la sicurezza informatica (Clusit) su com’è andata nel corso del 2019.

Se pensiamo alla nostra quotidianità, in realtà, potremmo già fare qualche supposizione. Quante email spam ci arrivano ogni giorno nella posta in arrivo? Quanti pop-up si aprono ogni volta che visitiamo siti web e informazioni online?

L’email è il canale di comunicazione più utilizzato dalle aziende italiane e di conseguenza rappresenta il primo canale di diffusione di malware, phishing e attacchi informatici in generale. [Rapporto Clusit, 2018].

Inoltre, sempre secondo il Rapporto Clusit, nel 2018 è stato registrato un aumento degli attacchi gravi con finalità di Cybercrime (+43,8%) e di quelli riferibili ad attività di Cyber Espionage (+57,4%).

Il bersaglio principale rimangono i dati, sia aziendali, che personali con tecniche di attacco più elaborate, studiate nei minimi dettagli e di conseguenza più gravi rispetto agli anni passati.

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Clusit – Rapporto 2019 sulla sicurezza ICT in Italia

La tecnica più utilizzata rimane l’impiego di malware (38%) seguita da attacchi eseguiti con tecniche sconosciute (26%).

Ciò che ci succede tutti i giorni, confermato anche da questi dati, ha aumentato parecchio la preoccupazione e le aziende stanno facendo una corsa contro il tempo per mettere in atto dei provvedimenti a tutela dei propri sistemi informatici.

Come prevenire gli attacchi informatici?

Prima di tutto è necessario partire dalle persone e dai loro comportamenti.

Sembrerà banale, ma anche utilizzare la stessa password per più applicazioni può risultare fatale. Oppure non porre troppa attenzione all’indirizzo email del mittente che potrebbe essere falso.

Per verificare il mittente ed essere sicuri della provenienza dell’email, basta un semplice gesto: spostare il cursore sul nome del mittente vi permetterà di visualizzarne l’indirizzo email completo.

Ecco un esempio:

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Un’adeguata formazione del personale è imprescindibile, ancora prima dell’adozione di tecnologie avanzate per la messa in sicurezza della propria struttura IT. Così facendo i dipendenti dell’azienda saranno in grado di riconoscere le minacce ed evitarle.

Inoltre, la quantità di informazioni raccolte e possedute dalle aziende è aumentata in maniera esponenziale e il fenomeno dell’interconnessione le ha rese più vulnerabili.

Investire sull’aggiornamento, la formazione dei dipendenti e sull’utilizzo di infrastrutture cyber resilienti o rischiare di perdere tutto?

Oggi sottovalutare i rischi derivanti da attacchi informatici è un azzardo che le aziende non possono più permettersi di correre e avere un’infrastruttura adeguata, con sistemi evoluti di protezione dei dati è fondamentale.

Ma chi si occupa della gestione e protezione dei dati, della manutenzione dell’infrastruttura, della valutazione dei rischi,…?

Sono attività complesse, che richiedono un team competente ed esperto oltre che un investimento economico non indifferente.

Vorresti avere la certezza di utilizzare un’infrastruttura affidabile e sicura ma non sai come fare? Perché non affidarsi ad un fornitore esterno?

Axioma, grazie alle collaborazione con clienti e partner, offre servizi sistemistici in outsourcing, sistemi di backup e disaster recovery dei dati e servizi di consulenza, valutazione e analisi dei rischi attraverso personale esperto e preparato sulla conoscenza di queste problematiche.

 

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Amazon AWS: quali sono i vantaggi?

L’utilizzo del Cloud da parte delle aziende aumenta costantemente e come abbiamo approfondito in un articolo di qualche mese fa sta avendo un ruolo sempre più importante nello sviluppo di strategie IT volte alla Digital Transformation.

I vantaggi di questa tecnologia ormai li conosciamo tutti: scalabilità, flessibilità, riduzione dei costi di gestione dell’infrastruttura,… senza rinunciare alla sicurezza.

Oggi il cloud pubblico suscita molto interesse da parte dei professionisti di settore perché non si limita a soddisfare queste esigenze, ma ha anche la caratteristica del pay per use che lo rende economicamente vantaggioso a seconda della tipologia di fruizione dei servizi.

Ma in un mercato dove tutti offrono la miglior tecnologia, a chi rivolgersi? Perché è importante affidarsi a partner certificati?

Noi di Axioma, che offriamo soluzioni software in cloud da molti anni, non potevamo certo rinunciare all’esperienza e all’affidabilità di un brand riconosciuto e certificato come Amazon AWS per offrire una modalità di adozione dei nostri prodotti all’altezza dei cambiamenti richiesti dalla Digital Transformation.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche di questa tecnologia e perché abbiamo colto questa opportunità.

Cos’è Amazon AWS?

AWS, acronimo di Amazon Web Services, è la piattaforma di cloud pubblico che offre Amazon con una serie di servizi legati al mondo dell’elaborazione, storage, database, reti, analisi, machine learning e intelligenza artificiale, sicurezza e sviluppo presente a livello globale.

AWS vanta milioni di clienti attivi in tutto il mondo di qualsiasi settore e dimensione, dalle start-up alle multinazionali e organizzazioni del settore pubblico. Inoltre, la rete di partner AWS include migliaia di system integrator di sistemi specializzati e affidabili.

Milioni di clienti, sparsi per il mondo e con esigenze diverse. Sarà davvero così efficiente?

La risposta ve la diamo con questo grafico.

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Nel mercato dell’infrastruttura Cloud, AWS ha battuto Microsoft e Google guadagnandosi il primo posto e generando un ricavo annuo di circa 18 miliardi di dollari.

Si può dire che AWS è leader nel cloud e le previsioni per il 2020 non sono da meno. Buttarsi in questo segmento per Amazon ha significato una fonte di guadagno sia in termini di brand, sia in termini economici, infatti, “AWS rappresenta per Amazon il 58% dei guadagni totali, rendendola la sua più grande fonte di incassi” [Amazon Web Services Research, 2018].

Se la scelta del cloud provider deve orientarsi su brand accreditati, con un portfolio clienti molto ampio e investimenti constanti su nuovi servizi e funzionalità, ecco la risposta alla domanda sul perché abbiamo scelto di affidarci ad un partner come Amazon AWS.

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio e andiamo a vedere quali sono i vantaggi di questa modalità di fruizione e di questa piattaforma.

Quali sono i vantaggi di Amazon AWS?

Innanzitutto partiamo dai vantaggi che derivano dall’adozione di servizi IT erogati da un Cloud Pubblico e che abbiamo già citato in un articolo precedente.

Ne riprendiamo alcuni:

  • gestione della complessità dell’architettura IT e dei fattori di rischio che ne derivano delegata interamente al fornitore
  • scalabilità nell’infrastruttura e nelle risorse
  • disponibilità e rapidità delle risorse digitali

Questo per il cliente si traduce in riduzione dei costi e nessun incarico in merito alla gestione dell’infrastruttura e dell’hardware.

A questi possiamo aggiungere i vantaggi di affidarsi ad un partner certificato come Amazon AWS:

  • alta gamma di servizi e funzionalità complete per l’infrastruttura e supporto per lo sviluppo di progetti innovativi su architetture moderne e performanti.
  • presenza geografica globale e diversificata, per rendere disponibili servizi e soluzioni applicative in contesti geografici distribuiti, aumentandone tolleranza ai guasti e scalabilità rispetto alle infrastrutture con data center tradizionali. Ciononostante, per gli amanti della Patria, l’anno prossimo AWS aprirà una region italiana.
  • presenza di AWS Marketplace, una sorta di catalogo digitale dove è possibile cercare, testare, acquistare e distribuire in AWS soluzioni software e tutta una serie di servizi legati allo storage, business intelligence, networking,…Questa piattaforma è un incentivo per tutte quelle imprese che intendono avviare progetti digitali e possono farlo in maniera autonoma, con risorse immediatamente disponibili e dove i costi sono determinati dall’uso effettivo, in totale trasparenza.
  • maggior protezione e sicurezza dei dati. AWS supporta elevati standard di sicurezza e certificati di conformità e tutti i servizi di data storage offrono la possibilità di crittografare tali dati.

Insomma, Amazon AWS è un partner tecnologico con risorse finanziarie tali da garantire innovazione continua, esperienza, affidabilità e sicurezza.

Tutti i fattori che inizialmente potevano essere visti come ostacoli (soprattutto legati alla sicurezza), ora che le imprese stanno utilizzando e toccando con mano i vantaggi di una tecnologia di questo tipo, si sono trasformati in grandi opportunità di innovazione.

Tutto ciò, unito all’esperienza del nostro team dedicato al Cloud, consente ai clienti un risparmio ed un utilizzo delle applicazioni è in grado di offrire soluzioni software in cloud utilizzando un’infrastruttura all’avanguardia e gestita la personale qualificato ed esperto.

 

 

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Impresa 4.0 verso più stabilità e green economy

Torniamo a parlare di Industria 4.0.

In vista della nuova Legge di Bilancio il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha presentato le linee guida che il Ministero intenderà seguire per rivedere gli strumenti e gli incentivi a supporto della trasformazione digitale delle imprese.

In realtà non è passato molto tempo da quando il Piano Impresa 4.0 aveva subito delle modifiche volte ad agevolare le PMI e gli investimenti in formazione e competenze 4.0 e che abbiamo approfondito in un articolo precedente.

Come ogni cambiamento i dubbi sono molti, ecco perché in questo articolo abbiamo analizzato una serie di domande per capire meglio quale sia il futuro del Piano Impresa 4.0, quali misure verranno mantenute e quali riviste e i vantaggi di questo nuovo e ulteriore provvedimento a sostegno della crescita economica.

Quali sono le proposte per la nuova legge di bilancio?

Come afferma il nuovo ministro verranno confermati tutti gli strumenti e incentivi che hanno favorito la crescita delle imprese, rendendoli validi per un periodo minimo di tre anni (2020-2022).

Data l’instabilità degli ultimi anni, come può un imprenditore ad ogni nuova legge di bilancio avere la sicurezza di riuscire ad ottenere le agevolazioni promesse dal precedente? Sicuramente questo elemento potrà fornire una certezza in più a chi farà investimenti e renderà più semplice e accessibile la strada verso l’innovazione.

Un’altra novità sarà quella di favorire nuove misure in ottica di green economy ed orientarsi sempre più verso una sostenibilità ambientale con l’obiettivo di potenziare quei segmenti industriali legati alla manifattura e all’agroalimentare, molto diffusi nel nostro Paese.

E le agevolazioni del vecchio Piano Impresa 4.0?

Ad ogni modo, non si tratterà di uno sconvolgimento totale, infatti saranno confermati iperammortamento, bonus formazione 4.0 e credito d’imposta per ricerca e sviluppo.

Saranno necessarie delle misure per rifinanziare la Nuova Sabatini, volta ad agevolare beni strumentali e la digitalizzazione delle imprese che, in base all’ultimo report ministeriale, sta esaurendo le risorse disponibili per il 2019.

Al 31 agosto scorso, le imprese hanno prenotato circa l’86% delle disponibilità previste per il 2019. Il finanziamento totale supera i 17 miliardi.

Ad oggi, infatti, rimane il 14% delle risorse previste, ma nonostante l’incertezza su quanto verrà stanziato per i prossimi anni, questo incremento di richieste di finanziamento conferma la volontà da parte delle piccole e medie imprese di dotarsi di attrezzature e tecnologie avanzate per innovarsi.

Quali benefici ci saranno rispetto alla precedente manovra?

Una novità che emerge tra le proposte inserite nella Nuova Legge di Bilancio è quella legata alla sostenibilità ambientale. All’interno delle misure esistenti, l’intenzione è quella di sviluppare degli investimenti per la sostenibilità e l’economia circolare, considerandoli come un’occasione per innovare le filiere.

Le misure saranno coniugate “in una logica di maggiore sostegno alle piccole imprese attraverso l’introduzione di alcune premialità legate all’innovazione nelle filiere o nei grandi progetti, così da arrivare a tutto il tessuto produttivo, anche a quello maggiormente periferico e non solo geograficamente” come afferma Stefano Patuanelli.

In pratica verranno applicate aliquote maggiorate per gli investimenti che avranno un impatto positivo anche sulla sostenibilità ambientale. Benefici per l’ambiente, ma anche per le imprese che avranno la possibilità di investire in tecnologie ecosostenibili.

Inoltre, questo progetto includerà anche tutte quelle imprese legate al settore agroalimentare, di cui l’Italia ne è fortemente caratterizzata e che invece erano rimaste un po’ escluse dai precedenti investimenti.

Cosa si prevede per il futuro del Piano Impresa 4.0?

Ad oggi, le premesse sono buone.

Anche se un po’ a rilento le imprese stanno avviando progetti 4.0 e i dati dell’ultimo report ministeriale sugli investimenti effettuati grazie alla Nuova Sabatini ne sono una dimostrazione.

In base ai dati di agosto, l’investimento medio è di 222mila 600 e cresce con le dimensioni dell’impresa: supera i 390mila per le medie imprese, è sotto i 200mila per le aziende di piccole dimensioni.

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Report Ministeriale Nuova Sabatini – Agosto 2019

Continuando in questa direzione, ma con qualche accorgimento per rendere questa manovra sempre più efficace, si può dire che il futuro dell’Industria 4.0 fa ben sperare.

Con queste nuove proposte, il Piano Impresa 4.0 contribuirà a coinvolgere maggiormente le piccole e medio imprese, di settori industriali differenti e a sostenerle verso la green economy.

 

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Email marketing B2B: domande e risposte

Da quando si sono affermati i social, le piattaforme digitali e le applicazioni di messaggistica, si potrebbe pensare che l’email sia diventato uno strumento obsoleto e non più così efficace come qualche anno fa.

In realtà ancora oggi l’email marketing raggiunge ottimi risultati e continua ad essere un canale molto efficace per raggiungere potenziali clienti e instaurare una relazione continuativa con gli attuali.

Abbiamo già approfondito questa tematica in un articolo precedente, dove ci siamo concentrati su quanto sia importante utilizzare strumenti adeguati che permettano di raggiungere il target con messaggi personalizzati e in grado di coinvolgere il destinatario.

In questo articolo abbiamo deciso di metterci dalla parte delle imprese e, attraverso una ricerca di GetResponse in collaborazione con Ascend2, approfondire quali sono gli obiettivi e le sfide per sviluppare una strategia di email marketing efficace.

Vediamo insieme quali domande sono state poste e quali sono le opinioni e le tendenze dei marketers B2B:

1. Quali sono gli obiettivi di una strategia di email marketing?

 

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Gli obiettivi principali in una strategia di email marketing sono aumentare il coinvolgimento (25%) e aumentare la generazione dei lead (20%). Oggi sappiamo bene che per raggiungere questi obiettivi è necessario inviare comunicazioni accattivanti, con contenuti di valore, per distinguersi dal mercato e destare un interesse concreto.

Per farlo è fondamentale conoscere e profilare il nostro target per individuare le sue esigenze e riuscire ad offrirgli ciò di cui ha bisogno in quel momento.

L’email marketing permette di far acquisire all’azienda informazioni di valore, ad esempio quali prodotti o servizi sono stati apprezzati maggiormente, o quali contenuti hanno funzionato meglio. Utilizzando queste informazioni infatti è possibile migliorare le strategie future e programmare azioni sempre più personalizzate e dirette al target che ci interessa.

 

2. Quali sono le sfide per ottenere una strategia di email marketing di successo?

Questa domanda ci fa capire che raggiungere gli obiettivi del precedente paragrafo non è semplice come sembra.

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Se aumentare il coinvolgimento è l’obiettivo principale, dall’altra parte risulta essere anche la criticità maggiore.

La capacità di catturare l’attenzione e l’interesse dei destinatari è strettamente legata alla quantità, ma soprattutto alla qualità delle informazioni a nostra disposizione. Ancora prima di pensare ai contenuti, bisogna assicurarsi di avere un database profilato, aggiornato e pulito. La comunicazione “sparata nel mucchio” ormai non produce nessun ritorno, se non quello di essere percepiti come spam.

Se la comunicazione arriva alla persona giusta, si avranno sicuramente più probabilità di destare il suo interesse e di conseguenza aumentare la generazione dei lead e delle conversioni.

Migliorare la qualità del database, tenerlo aggiornato e pulito però, sono attività che impiegano molto tempo e dopo l’invio di una campagna è importante analizzarne i risultati per andare ad aggiornare contatti non più esistenti, registrati male, … Queste operazioni, ritenute a basso valore aggiunto, in realtà sono fondamentali, altrimenti le nostre comunicazioni non raggiungeranno i contatti giusti e saranno inutili.

Da questa ricerca emerge anche che per quelle imprese che hanno sviluppato strategie di email marketing, purtroppo, solo il 18% degli intervistati si è ritenuto molto soddisfatto dei risultati, mentre il restante è consapevole di dover effettuare dei miglioramenti.

3. Qual è la tipologia di comunicazione più efficace?

 

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A conferma di quanto detto finora, dal grafico emerge che i messaggi personalizzati sono quelli più efficaci (23%).

Raggiungono ottimi risultati anche l’invio di contenuti e offerte per fidelizzare e “coltivare” una relazione con i clienti e i potenziali tali (15%) e l’invio delle classiche newsletter (13%).

Recuperare informazioni sui dati anagrafici, sulle attività pregresse o sulle comunicazioni che il destinatario ha già ricevuto può aiutarci a personalizzare in maniera sempre più precisa i prossimi invii. Ma una volta raccolte queste informazioni, come sfruttarle nel modo giusto?

Un software CRM con funzionalità di email marketing integrate può essere di grande aiuto. L’invio viene effettuato ad un target molto dettagliato, dove oltre alle informazioni di base (dati anagrafici e geografici) si possono segmentare i contatti anche sulla base di informazioni sul settore di appartenenza, attività o appuntamenti commerciali avvenuti in passato.

Utilizzare liste ben profilate e aggiornate è il primo passo per ottenere risultati in termini di conversioni e lead generation. Ma non solo: sono utili anche per intraprendere attività di up selling e cross selling sul parco clienti.

Tuttavia, se effettuata manualmente o con applicazioni non integrate, quanto tempo si impiega nel creare liste di contatti qualificati, impostare l’invio e monitorarne i risultati?

Troppo. Con uno strumento di email marketing integrato ad un CRM, in grado di gestire anagrafiche, profilazioni e campagne, queste attività vengono automatizzate e velocizzate.

Ma il gran vantaggio è quello di visualizzare nella stessa lista ciò che è avvenuto prima e dopo l’invio dell’email.

4. Il budget dedicato all’email marketing sta aumentando?

 

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Il 63% degli intervistati sta aumentando moderatamente il budget (in termini economici, di tempo e risorse) dedicato allo sviluppo di strategie di email marketing.

Questa percentuale così alta dimostra la volontà da parte delle imprese di investire in strumenti dedicati per eliminare attività time consuming e che non garantiscono informazioni coerenti e corrette. In un articolo precedente abbiamo approfondito le motivazioni delle imprese che ancora non utilizzano un software CRM, ma fortunatamente quest’ultime rimangono una minoranza che evidentemente non ha ancora compreso i benefici di uno strumento di questo tipo.

Il vantaggio di utilizzare un software di email marketing integrato al CRM non è solo quello di disporre di informazioni corrette e aggiornate. L’area vendite può sviluppare nuove opportunità commerciali direttamente dagli esiti della campagna, seguendo un workflow ben preciso e condiviso con tutti i colleghi, e la direzione può monitorare l’andamento delle attività di marketing & sales in pochi passaggi, utilizzando un solo strumento.

E cosa succede a tutte queste attività? Vengono collegate in automatico all’anagrafica del cliente o prospect, in modo tale che chiunque e in qualsiasi momento, consultandola, sappia in quale attività è stato coinvolto.

Inoltre con un software CRM è possibile registrare e gestire in automatico i consensi privacy, senza doversi preoccupare di rimuovere manualmente dagli invii i contatti che non hanno fornito l’autorizzazione e rischiare di non essere conformi alla normativa.

In conclusione, cosa emerge da questi dati?

Che le imprese che lavorano in ambito B2B credono ancora molto nelle capacità dell’email marketing, che se sviluppato secondo una strategia ben precisa e con il supporto tecnologico adeguato può aiutare ad aumentare le vendite e raggiungere gli obiettivi di business.

Vuoi dare una marcia in più alle tue attività di email marketing?