Case History Montanari

Montanari Giulio & C. migliora le prestazioni di vendita con Axioma

L’azienda Montanari Giulio & C. è leader a livello mondiale nella produzione di macchine di trazione e componenti per ascensori. Attualmente occupa oltre 180 persone su una superficie di 40.000 mq, con un fatturato annuo che raggiunge i 50 milioni di €.

Il continuo investimento in prodotti di alta qualità e nell’ottimizzazione delle tecnologie ha portato Montanari Giulio & C. ad essere un’azienda in cui il servizio e l’affidabilità vengono riconosciuti ed apprezzati in oltre 80 paesi. Data la crescente evoluzione, per mantenere i propri standard di qualità l’azienda ha deciso di investire in progetti per il miglioramento del processo di vendita e del reparto produttivo, aree strettamente collegate.

Area Vendite

Nel processo di vendita di Montanari Giulio & C. la rapidità di risposta è essenziale per poter aumentare le performance di vendita. L’attesa di una conferma da parte dell’area produzione, la consultazione manuale di listini e cataloghi e la presenza di informazioni scollegate e incomplete sono tutti fattori che portano a rallentamenti a catena, partendo dall’area vendite fino ad arrivare alla produzione.

In quest’ottica nasce l’esigenza di uniformare il processo di configurazione di un’offerta commerciale, IN modo che anche chi non possiede competenze tecniche sia in grado di formulare un’offerta corretta, che rispetti quindi le regole di producibilità aziendale. Senza dimenticare che si tratta di prodotti che necessitano di certificazioni tecnico-normative,ad ogni offerta va allegata la relativa documentazione. Il CPQ di Axioma ha permesso a Montanari Giulio & C. di velocizzare la generazione di preventivi e offerte, senza errori grazie alla valorizzazione guidata e automatica delle componenti, e di gestire in modo avanzato anche la produzione grazie all’integrazione con il gestionale che raccoglie gli ordini del CPQ e li invia alla produzione.

Area produzione

Per l’area produttiva, l’arrivo di un documento tecnico corretto è fondamentale per non rallentare tutta la catena di fornitura. Adottare lo strumento di raccolta dati di Axioma, perfettamente integrato con il gestionale e con il CPQ, ha permesso all’area produzione di Montanari Giulio & C. di monitorare in tempo reale i tempi e le quantità prodotte, in modo da agire tempestivamente qualora si verifichi un’anomalia. Conoscendo la propria situazione produttiva, l’azienda ha ridotto il lead-time di produzione e migliorato il processo di consegna ottenendo benefici in termini di tempi e costi.

Montanari Giulio & C. ha scelto le soluzioni di Axioma per garantire un flusso di informazioni sempre aggiornato e corretto e aumentare la soddisfazione dei clienti.

Per conoscere i dettagli, leggi qui la case history.

Open source come application framework

Open Source come Application Framework

L’Open Source non è più una soluzione di nicchia utilizzata soltanto da un gruppo ristretto di aziende. Al contrario, i dati confermano la sempre più crescente popolarità del modello open. Ma in quali aree viene impiegata maggiormente una piattaforma open source?

Secondo il report di Nextvalue le aree software, ad “alto potenziale”, su cui i manager aziendali stanno concentrando le intenzioni e le priorità di investimento sono legate al “middleware web e application server”. Nel riquadro “diffusione” troviamo invece le soluzioni che hanno già una maturità tale per cui sono già largamente impiegate anche a livello enterprise; stiamo parlando nello specifico di sistemi di content management, portali e mashup services.

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Ciò che però è rilevante è la voce “Application framework” per il fatto che “si candida a passare nei quadranti di alto potenziale o diffusione”. Si tratta dunque di una “zona calda”, dove si stanno concentrando curiosità e un livello di intenzione di investimento alto. Vediamo di cosa si tratta!

Application Framework: l’ “impalcatura” per sviluppare applicazioni

Framework significa letteralmente impalcatura/intelaiatura e sta a indicare una “piattaforma che funge da strato intermedio tra un sistema operativo e il software che lo utilizza.” In sostanza si tratta di un insieme di moduli/librerie che forniscono servizi, componenti di codice etc, utili al programmatore per poter sviluppare un’applicazione web o enterprise. Un framework di sviluppo web permette in breve lo sviluppo di altre applicazioni. I suoi componenti sono infatti creati per essere utilizzati e condivisi da altre applicazioni per svolgere azioni che lo sviluppatore non dovrà così preoccuparsi di implementare partendo da zero.

Stiamo parlando quindi di piattaforme open source che danno la possibilità, a partire dal codice sorgente, di sviluppare o implementare un progetto tramite componenti/funzioni già esistenti che fornisce lo stesso vendor o che la stessa community implementa, svolgendo così una funzione di tester e co-sviluppatore.

Sviluppare applicazione web o enterprise tramite una piattaforma open source è dunque la prossima, se non l’attuale, intenzione di investimento nel futuro prossimo. Il perché sta in motivi come riduzione dei costi, tempi ma anche più sicurezza, grazie a mille occhi di sviluppatori esperti che possono intervenire e correggere errori di scrittura in qualsiasi momento. Inoltre, il modello open source consente di innovare e personalizzare molto rapidamente, caratteristica peculiare delle piattaforme open sviluppate in linguaggio Java.

Perché scegliere una piattaforma Java?

Java è uno dei linguaggi di programmazione più utilizzati non solo da programmatori ma dalle stesse aziende, infatti “circa il 26% delle organizzazioni con team di sviluppo Open Source ha piani di adottare una piattaforma in Java open source.” I motivi?

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Quale miglior spiegazione di un esempio pratico?  Axioma Cloud CRM, il software di Customer Relationship Management che Axioma ha sviluppato usando il framework Holon Platform, ha le tipiche caratteristiche di usabilità e intuitività dei prodotti software di consumo più avanzati.

La soluzione è dotata di un client di posta elettronica, un calendario, un modulo di gestione contatti, strumenti di marketing e vendita, moduli per la gestione delle relazioni, della pianificazione e reporting delle attività e di un mdulo per la gestione delle segnalazioni clienti (ticketing). Tutti i moduli sono integrati tra di loro con la gestione dei documenti.

Le caratteristiche delle piattaforma Java utilizzata stanno nell‘alto livello di scalabilità, affidabilità e nell’opportunità di una gestione trasparente e semplice dei dati provenienti da diversi fonti. Inoltre, tutte le funzionalità dell’applicazione, dal backend all’interfaccia utente, possono essere sviluppate rapidamente e consentono inoltre di applicare un alto livello di personalizzazione.

Le soluzioni che Axioma ha sviluppato con l’ausilio di una piattaforma Java open source sono diverse; dai uno sguardo per saperne di più!

 

 

 

 

 

 

 

GDPR cosa fare

Il 25 maggio si avvicina: GDPR cosa fare

Tic toc, il tempo per adempiere agli obblighi del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali sta scadendo. Per sintetizzare il tema, in questo articolo risponderemo in maniera molto semplice a questa domanda, una tra le più ricercate su Google negli ultimi giorni: GDPR cosa fare?

Il 25 maggio entrerà in vigore il General Data Protection Regulation, dopo aver lasciato due anni di tempo alle aziende per adeguarsi a quanto definito in materia di protezione dei dati.

Le norme si applicheranno a tutte le aziende europee, anche a quelle con sede extra UE che offrono prodotti e/o servizi al mercato europeo. Questo vale sia per le aziende private che per quelle pubbliche.

Finanza, HR, Marketing, Vendite, Legal, IT, … quando si parla di trattamento dei dati personali sono coinvolte molte figure aziendali: c’è chi si occupa del trattamento dei dati dei dipendenti, dei candidati, dei clienti, chi li utilizza per veicolare messaggi promozionali, chi ne fa profilazione, … Quando si deve pensare a cosa fare per il GDPR è fondamentale coinvolgere tutti gli attori aziendali che impattano sui dati e sul loro trattamento.

Le strade da percorrere sono due: quella di impronta legale e quella tecnica.

GDPR: stai già proteggendo i tuoi dati? Axioma può aiutarti. Scrivici senza impegno.

GDPR cosa fare: la via legale e quella tecnica

Bene, il 25 maggio dovremo essere conformi al nuovo regolamento. Cosa significa in estrema sintesi?

  1. analizzare quali dati, come vengono raccolti e gestiti nella propria azienda
  2. nominare un DPO-Data Protection Officer che ha il compito di supervisionare i processi, garantire la conformità alla normativa e prevenire i rischi (l’obbligo è previsto solo per Enti pubblici, aziende private dove le “core activities” del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento “consista in trattamenti richiedenti il monitoraggio sistematico su larga scala” o ″riguardano il trattamento, su larga scala, di informazioni sensibili o di dati relativi a condanne penali e a reati”.)
  3. effettuare una valutazione d’impatto sui processi a rischio di violazione della privacy dei dati del soggetto interessato e definire una politica di prevenzione per limitare i rischi
  4. in caso di data breach, notificare al Garante della Privacy entro 72 ore la violazione subita

Ecco che arriviamo al punto concreto: GDPR cosa fare?

La prima strada, ovvero l’orientamento legale, è quella che si pone l’obiettivo di un adeguamento più formale che sostanziale della normativa. Le aziende che prediligono questa strada impegnate nello studio delle informative, dei consensi, delle policy dei dipendenti e dei collaboratori che accedono ai dati aziendali, nella creazione e gestione del registro dei trattamenti, nella nomina del DPO e nella nomina del DPO che supervisionerà i lavori.

La via tecnica, invece, una volta analizzate le procedure interne e valutati i rischi, adotta misure di prevenzione e di attuazione della normativa tramite tecnologie software sofisticate. Con il termine sofisticate non vogliamo intendere costose, ma l’utilità e l’efficacia di questi strumenti che vanno a intervenire su situazioni complesse e delicate. Stiamo parlando cioè del concetto di “privacy by design” ovvero la considerazione della privacy durante la definizione di un processo aziendale con le relative applicazioni informatiche di supporto.

Noi crediamo che quest’ultimo approccio sia quello che più risponde agli obiettivi del GDPR perché è a partire da una riorganizzazione aziendale, anche in termini di sistemi informativi, che si ottiene una vera gestione protetta e organizzata dei dati.

Gestione dei consensi: Axioma Cloud CRM è conforme alla nuova normativa GDPR. Compila il modulo per avere la tua demo gratuita modellata sulle tue esigenze.

GDPR cosa fare: la conformità attraverso soluzioni software e tecnologie

Di cosa avete bisogno? Di software per la gestione dei dati dove l’accesso sia profilato e ben tracciato e di tecnologie che consentano di prevenire i rischi o che, in caso di data breach, riescano a recuperare i dati violati.

In caso di guasto o di attacco informatico ai tuoi sistemi sei in grado di rispondere a queste domande:

“In quanto tempo siamo in grado di ripristinare dati e soluzioni applicative ? 1 ora, 1 giorno, 1 settimana?”
“A quale momento temporale risalgono i dati recuperati dall’ultima operazione di salvataggio ? 1 ora, 1 giorno, 1 settimana?”

I tempi di ripristino e lo stato di aggiornamento dei dati ripristinati è un tema che coinvolge in modo importante tanto la conformità al GDPR quanto la continuità dei processi di business gestiti con le vostre soluzioni applicative.

Per raggiungere il pieno livello di conformità al GDPR ed evitare le pesanti sanzioni previste, per evitare interruzioni prolungate nei processi di business o per non perdere quantità significative di dati, Axioma sviluppa i propri software secondo il concetto di privacy by design visto prima, dove i dati vengono raccolti, ad esempio nel CRM, tracciando la provenienza del dato, il suo trattamento e i consensi che il soggetto ha espresso al trattamento. Cosa molto importante, ogni accesso al software è possibile solo tramite un sistema di credenziali che previene da accessi non desiderati o non controllati.

Inoltre, attraverso un team di esperti in sistemi di protezione delle reti, siamo in grado di fornire la consulenza necessaria per migliorare le politiche di sicurezza attualmente in vigore presso la vostra organizzazione, attraverso ad esempio sistemi di backup e disaster recovery.

CPQ B2B

CPQ B2B: migliora le relazioni business-to-business

Quando si pensa al configuratore, si pensa all’utilizzo di questo strumento per la configurazione guidata delle caratteristiche del prodotto che si è deciso di acquistare, effettuata sul sito web o su un portale e-Commerce, quindi rivolto al consumatore finale. Un esempio presente in tutti i siti web delle case automobilistiche è la sezione dedicata alla configurazione del modello, dell’allestimento e degli optional dell’auto. In pochi minuti il cliente è in grado di creare la propria auto scegliendo tra le variabili possibili e di visualizzare subito i prezzi parziali e totali di listino.

Questo strumento in realtà non si limita a fornire un preventivatore a chi dovrà acquistare il prodotto, ma crea un vantaggio competitivo sotto diversi aspetti anche in ottica B2B. Agenti interni ed esterni, rivenditori e partner possono, attraverso un efficiente configuratore – in questo caso un CPQ B2B -, velocizzare l’emissione dei preventivi, evitando di memorizzare o consultare con frequenza i listini e di chiedere al reparto tecnico e produttivo la realizzabilità o meno del prodotto.

L’utilizzo di questo strumento sta già aumentando nelle relazioni B2B, dove emergono esigenze più complesse e si sente il bisogno di emettere preventivi veloci e senza errori. Gartner prevede che entro il 2018, il 20% delle aziende estenderà la propria suite commerciale con soluzioni di gestione delle relazioni B2B.

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CPQ B2B: una marcia in più alla forza vendita

Secondo una ricerca di Aberdeen Group relativa all’anno 2017, l’utilizzo di un CPQ B2B è in grado di aumentare i margini di profitto del +57% (6,4% rispetto al 4,1%) rispetto a chi non lo utilizza.

Un CPQ B2B permette infatti alla rete di vendita di elaborare le configurazioni e le offerte senza commettere errori, anche per le richieste più complesse. Grazie alla generazione automatica dei prezzi, alla gestione delle scontistiche e alla possibilità di effettuare simulazioni, il venditore può concentrarsi maggiormente sul cliente e sulla creazione della relazione anziché spendere la maggior parte del suo tempo a confezionare l’offerta. Un sistema di CPQ B2B riduce notevolmente il tempo impiegato nel reperire informazioni, compilare moduli, offerte e contratti e rende tutto il processo di vendita più efficiente.

E non finisce qui: il configuratore esegue la raccolta ordini interfacciandosi con il gestionale presente in azienda.

L’utilizzo di un configuratore assicura una riduzione dei tempi del ciclo di vendita e i venditori saranno quindi in grado di rispondere rapidamente, in modo efficace ed efficiente alle richieste dei clienti, aumentandone la fidelizzazione.

Coinvolgimento totale

Un CPQ B2B deve essere a disposizione di tutti gli attori coinvolti, non solo del proprio team di vendita interno.

Offrire uno strumento di configurazione guidata attraverso ai rivenditori e installatori permette di aumentare le vendite e facilitare la raccolta di ordini e preventivi che arrivano da fonti diverse. Così facendo i rivenditori possono configurare autonomamente il prodotto,

I clienti B2B di oggi si attendono una esperienza di acquisto uguale, se non superiore, a quella dei clienti B2C. Questo significa poter configurare e acquistare il prodotto realizzabile e con corretto valore. Inoltre, non dimentichiamoci che gli attori responsabili delle relazioni business-to-business sono spesso fuori ufficio e avere uno strumento fruibile da dispositivi mobili è un valore aggiunto che rende le loro attività quotidiane più efficienti e veloci. Il CPQ B2B di Axioma è il configuratore d’offerta e di prodotto via web, integrabile con CRM, sistema documentale ed ERP in grado di emettere preventivi e offerte configurati sulla base delle esigenze specifiche del cliente, senza commettere errori e perdite di tempo.

 

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Supply Chain 4.0: quali soluzioni impiegare?

Ieri si è tenuto l’evento organizzato da Logistica Efficiente “Metodi e sistemi evoluti per ottimizzare la Supply Chain” a cui abbiamo partecipato attivamente anche noi di Axioma. Insieme ad altre aziende, abbiamo discusso di Supply Chain nell’era 4.0 e delle rispettive criticità e le soluzioni per gestirle e rendere l’area produttiva efficiente, a passo con la crescente customizzazione e rapidità del mercato.

A introdurre l’evento è stato Diego Giometti, Senior Partner Consultant – SIMCO, che ha aperto la mattinata con una survey di Aberdeen, sottolineando alcuni dati interessanti rispetto alla gestione “end to end” della supply chain. Uno degli argomenti trattati dal report riguarda le sfide che le aziende stanno affrontando oggi:

  • costi crescenti della supply chain (51%)
  • aumento della volatilità della domanda (51%)
  • clienti più esigenti quindi richieste sempre più diversificate e ad hoc (48%)

Come rispondere a tali complessità? Aberdeen ha chiesto anche questo ai top manager, i quali hanno risposto così:

  • ottimizzazione degli stock
  • segmentazione del forecast
  • visione olistica della supply chain
  • pianificazione ottimizzata delle attività

Questi sono alcuni degli obiettivi prefissati che stanno però trovando difficoltà a essere soddisfatti per diversi motivi, tra cui per esempio la mancata formazione delle risorse che spesso hanno una resistenza mentale all’innovazione tale per cui non si riesce a viaggiare alla stessa velocità del cambiamento in atto. Questo è uno forse degli impedimenti maggiori alla digital transformation, su cui l’Italia in particolar modo dovrebbe lavorare. Ma oltre a questo ostacolo, c’è il problema delle soluzioni software impiegate che, in molti casi, al posto di facilitare l’operatività aziendale, la rallentano. Ieri si è cercato dunque di rispondere proprio a questa necessità: rendere efficiente il processo produttivo.

Vediamo quali sono le aree e le soluzioni toccate:

SUPPLIER COLLABORATION: la gestione dei fornitori ha un ruolo strategico nell’ottimizzazione della supply chain. Gartner definisce questo elemento come un “processo che permette alle organizzazioni di controllare i costi, guidare l’eccellenza dei servizi e mitigare i rischi per ottenere un maggiore valore“. Riuscire però nella gestione efficiente di questo key element non è facile se non si ha dalla propria parte una soluzione software intuitiva ma soprattutto immediata. Per far funzionare questo processo della catena produttiva è necessario uno strumento integrato ma anche user-friendly che sia in grado di cambiare e comunicare le variazioni in tempo zero e riportarle ai fornitori attraverso una soluzione di immediata consultazione e usabilità.

SCHEDULING: lo schedulatore è uno strumento altrettanto essenziale, per il fatto che va a risolvere molte criticità fonte di rallentamenti e inefficienze quali scarsa reattività a fronte di eventi perturbativi, complessità delle attività di organizzazione, sincronizzazione del lavoro, di calcolo e di modello. Si crea così un sistema di “fabbrica intelligente”, come l’ha definita uno dei relatori.

DEMAND PLANNING: tale sistema permette l’analisi e la previsione della domanda. Si tratta di uno strumento utile a stimare valori attesi per il futuro attraverso l’analisi di una grande quantità di dati che provengono da diverse fonti dell’azienda, sia interne che esterne. I risultati che si riescono a ottenere sono diversi: miglioramento del livello di servizio rispetto alla domanda reale, ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse produttive-logistiche, riduzione delle scorte da mancate vendite e dei costi di approvvigionamento.

L’evento si è concluso con l’intervento “Dal make to stock al configurer to order: la supply chain nell’Industria 4.0” di Axioma che, assieme al partner sedApta, ha introdotto l’importanza di una suite di SCM integrata, di cui fa parte anche il nostro strumento di CPQ, configure-price-quote. Durante l’evento si è parlato di sfide da superare, una delle quali è la crescente e sempre più articolata complessità dei prodotti. Ecco che uno strumento di CPQ permette proprio di soddisfare questa esigenza al meglio perché si adatta a tutte le aziende di produzione che realizzano prodotti configurati e personalizzati, sulla base di specifiche dettate dal cliente.

Questi sono i temi principali toccati all’evento di ieri e tutti affrontati con la logica e l’obiettivo di ottimizzare la supply chain, cuore pulsante del settore industriale, per fare in modo di correre alla stessa velocità della trasformazione digitale e della quarta rivoluzione industriale. La vostra azienda ha le soluzioni software adatte per ottimizzare la Supply Chain?

 

 

 

 

 

 

 

 

come migliorare l'efficienza aziendale

5 punti su come migliorare l’efficienza aziendale

A noi piace partire dai dati. Anche in questo caso infatti siamo partiti dall’Assintel Report 2018 e abbiamo analizzato quali sono le priorità di business delle aziende italiane nel 2018 per capire dove concentrare i nostri sforzi in quanto azienda informatica al servizio delle imprese italiane.

Priorità business 2018 - Assintel

Da questi dati risulta che la prima sfida che le aziende sentono di dover affrontare è quella della fidelizzazione del cliente. Questo dato dimostra che molte imprese sono uscite dalla crisi e quindi ora si possono concentrare su attività volte alla crescita dell’azienda e non solo alla sua sopravvivenza. Di fidelizzazione del cliente e Customer Satisfaction però abbiamo già parlato nel nostro articolo sul Customer Service, quindi ora ci possiamo dedicare al secondo e terzo posto della classifica, cioè la Riduzione dei costi aziendali e l’Incremento delle produttività del lavoro dei dipendenti.

Entrambe queste tematiche afferiscono direttamente alla sfera dell’efficienza, meta agognata nel pieno della crisi, ma evidentemente ancora attuale per chi ancora non si sente al sicuro.

Come migliorare l’efficienza aziendale quindi?

La aree di intervento possono essere tante e varie, ma noi ci occupiamo di software, quindi abbiamo fatto ciò che ci viene meglio e abbiamo cercato di capire quali sono le possibilità dal punto di vista applicativo. Abbiamo perciò messo insieme alcuni obiettivi parziali che concorrono poi al raggiungimento del goal finale: l’efficienza aziendale.

1 Utilizzare software semplici, ovvero non complicarsi inutilmente la vita

Partiamo dal punto all’apparenza più banale: per lavorare di più e in meno tempo dobbiamo avvalerci strumenti facili da usare. Sembra la più ovvia delle conclusioni, eppure quante volte sentiamo che l’informatica e in generale la tecnologia ci sono nemiche invece di sostenerci? Soprattutto quando si tratta di lavoro e business e quindi gli strumenti intervengono in processi complessi che devono essere compiuti sotto la pressione di tempo e obiettivi, si compie l’errore di scegliere soluzioni informatiche senza tenere conto della loro complessità d’uso. Eppure un software è solo un mezzo per raggiungere un obiettivo e come tale il suo scopo principale non deve essere solo quello di ottenere il risultato, ma anche di farlo nel minore tempo possibile e col minimo sforzo. Vien da sé che un software complicato, poco intuitivo, con la capacità di innervosire chi lo utilizza, manca almeno uno dei suoi obiettivi. Con una soluzione user-friendly invece gli effetti sono immediati: maggiore produttività, minor tempo, minori costi.

2 Mettere a disposizione tutte le informazioni

Se vogliamo migliorare l’efficienza dell’azienda, e quindi aumentare la produttività a fronte di una riduzione dei tempi e dei costi, dobbiamo mettere le persone nelle condizioni di avere sempre disponibili tutte le informazioni di cui ha bisogno. Lasciare che lo scambio di conoscenza avvenga solo attraverso le interazioni personali all’interno dell’azienda è troppo rischioso, se non ottimistico. Pensiamo a un commerciale, ad esempio. Se deve andare in visita da un cliente, è bene che sappia qual è la storia della relazione con lui: banalmente i prodotti che ha già, le offerte che gli sono state già sottoposte, il materiale marketing inviato. Prima di poter recuperare tutte queste informazioni semplicemente chiedendole ai colleghi coinvolti, potrebbe passare troppo tempo, e potrebbe non venire a sapere tutto ciò che gli serve. Spostiamoci dall’area commerciale e facciamo un altro esempio: personale tecnico che deve occuparsi di una richiesta post-vendita di un cliente. Anche in questo caso è importante sapere se aveva inoltrato altre richieste in precedenza, quali sono i prodotti acquistati, se esistono casi simili già risolti in precedenza, …. tutti elementi che potrebbero essere facilmente centralizzati e resi disponibili da un solo software applicativo e quindi raggiungibili in pochi clic.

3 Rendere accessibili tutte le funzioni facilmente

Per portare a compimento una determinata attività, ognuno di noi deve utilizzare diverse applicazioni aziendali. Entrare e uscire da queste, avviare nuovi programmi, utilizzare strumenti diversi sono tra le maggiori perdite di tempo per chi sta cercando di compiere un lavoro, lo sappiamo bene tutti. Una figura manageriale che deve ad esempio controllare le performance commerciali di una certa area e poi confrontarle con gli sforzi marketing, dovrebbe entrare e uscire da diverse applicazioni. Come può intervenire una soluzione informatica in questo caso? Raggruppando tutte le funzioni che servono nella stessa applicazione.

3-bis Mettere a disposizione informazioni e funzioni, sempre e ovunque

Questa è una postilla ai due punti precedenti, poiché tratta ancora della disponibilità di informazioni e funzioni, ma aggiunge due variabili: il tempo e lo spazio. Senza addentrarci in tematiche di telelavoro, possiamo però sostenere con sicurezza che l’efficienza aziendale passa inevitabilmente anche dalla possibilità di poter lavorare in qualsiasi posto e momento grazie a una connessione via internet. Chiamate e e-mail da smartphone e tablet hanno fatto la differenza per i lavoratori, ma perché limitarsi a questo? Perché non consentire un pieno utilizzo di un’applicazione software anche fuori dall’ufficio? Chi potrebbe beneficiarne è subito chiaro: dipendenti in trasferta con davanti lunghe ore di viaggio, o personale con la necessità di fornire immediatamente a un cliente il suo preventivo. E queste sono solo alcune delle occasioni in cui può succedere che la disponibilità via web e mobile di un’applicazione possa aumentare l’efficienza di un’azienda.

4 Monitorare e analizzare

Non basta agire e mettere le persone in grado di dare il meglio sul lavoro. Arriva un momento in cui è necessario trarre conclusioni per prendere le decisioni migliori sul futuro. Misurare lo sforzo che è costato il raggiungimento di un determinato obiettivo aziendale è fondamentale in un’ottica di attenzione ai costi. E questo genere di analisi va compiuto non solo alla conclusione di un processo, che sia commerciale o produttivo, ma anche durante il processo stesso per effettuare eventuali azioni correttive. Software applicativi in grado di fornire avanzate funzionalità di analisi sono quindi da preferire, proprio per i vantaggi che portano.

5 Integrare, integrare, integrare

Per ultimo, ma non per importanza, il punto senza il quale la maggior parte dei passi precedenti sarebbero irrealizzabili: utilizzare soluzioni integrate. Innanzi tutto spieghiamo cosa significa: utilizzare applicazioni che “si parlano” tra loro, che attingano cioè una dai dati dell’altra. Questo nella pratica si traduce per prima cosa in dati coerenti, autentico miraggio per tante aziende ancora oggi. Eppure non sarebbe più facile la vita di tutti se il gestionale, il CRM e le soluzioni di gestione della produzione utilizzassero tutti gli stessi codici cliente o codici prodotto? Non sarebbe più breve analizzare ogni mese le performance commerciali se i dati che risultano alla direzione vendite fossero gli stessi che si trovano nell’ERP? Siete d’accordo anche voi che il personale in trasferta potrebbe lavorare meglio, in modo più efficiente, se si basasse su dati affidabili e coerenti in tutti i sistemi, e non validi solo nell’applicazione a cui riesce ad accedere? L’integrazione tra i sistemi renderebbe possibile tutto questo.

Questi sono i punti su cui secondo noi è importante riflettere se ci si sta chiedendo come migliorare l’efficienza aziendale, e anche le caratteristiche sui cui vale la pena investire quando si valuta l’adozione di un software per la propria azienda, che si tratti di gestionale, CRM, CPQ (nel caso di prodotti configurabili) o SCM.

Axioma ha tenuto ben presente queste caratteristiche quando ha sviluppato le sue soluzioni, e i suoi clienti hanno ottenuto gli obiettivi di efficienza che cercavano. E nella tua azienda avete tenuto in considerazione gli stessi punti?

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Come aumentare le vendite con una soluzione di CRM

Il primo obiettivo di qualsiasi azienda è quello di aumentare le vendite. Come raggiungerlo in modo rapido ed efficiente?

Gestire il ciclo di vendita in modo funzionale richiede un impiego significativo di risorse e attività costanti, attività che riguardano sia il reparto marketing che commerciale, con lo scopo di creare nuovi lead da trasformare in reali opportunità e, ovviamente, in clienti. Per gestire in modo efficiente la forza vendita serve dunque uno strumento intuitivo e integrato in grado di far comunicare i due reparti aziendali.

Stiamo parlando del CRM, il software di Customer Relationship Managament che permette di svolgere in modo automatizzato diverse attività, ottenendo numerosi vantaggi. Quali?

Nelle giornate di lunedì 9 e martedì 10 aprile terremo tre webinar gratuiti per spiegare le diverse funzionalità e vantaggi di Axioma Cloud CRM, il software di Axioma per la gestione dei clienti:

L’e-mail marketing è lo strumento di comunicazione che permette di arrivare in modo diretto verso l’obiettivo di conversione, è il mezzo migliore per coltivare le relazioni con i potenziali e propri clienti. L’importanza dell’e-mail marketing risiede soprattutto nella sua misurabilità. Attraverso infatti uno strumento di CRM è possibile venire a conoscenza del tasso di apertura delle tue comunicazioni e sapere quanti click ha ricevuto un link all’interno del corpo testo. In questo webinar gratuito Axioma presenta le best practice e le soluzioni informatiche a supporto dell’e-mail marketing

La gestione dei clienti e in generale tutto il processo di vendita necessitano di soluzioni software informatiche che siano in grado di cambiare il modo di approcciarsi al cliente. Il compito di una soluzione informatica deve essere infatti quello di garantire una relazione sempre più personalizzata per risultare sempre più incisivi nel rapporto con il cliente. Allo stesso tempo deve però tagliare i costi e i tempi legati alla gestione vera e propria della relazione. L’intento del webseminar sarà quello di capire quali sono i passi da seguire per supportare e monitorare il processo di vendita dall’inizio alla fine, dalla generazione dell’opportunità commerciale, fino alla configurazione dell’offerta

L’importanza del Customer Service è sottovalutata da molti, quando invece rappresenta una fase molto delicata e importante per la fidelizzazione del cliente. Ricerche svolte da Bitmat e Report Global CX lo confermano: l’89% dei clienti concorda per esempio che un buon servizio clienti li porta ad avere una considerazione positiva del brand. Invece il 42% dei clienti abbandona il fornitore per un post-vendita non adeguato. La gestione del post-vendita e del customer service sono attività che meritano attenzione e investimenti in qualità. In questo webseminar verrà dunque presentata la funzionalità di monitoraggio ed erogazione dei servizi post-vendita, dalla raccolta del ticket fino all’erogazione e all’analisi delle performance.

Mancano pochi giorni ai seminari online, se non vi siete iscritti siete ancora in tempo! Vi aspettiamo online!

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Affidarsi a una piattaforma open source: opportunità senza rischi

Dopo anni in cui l’Open Source ha trovato grosse difficoltà a diffondersi, in parte per scetticismo, in parte per la scarsa struttura dell’offerta stessa, ora possiamo dire che questo modello ha finalmente raggiunto una maturità tale per cui sta cominciando a essere impiegato dalle aziende sempre più frequentemente, con risultati soddisfacenti.

A confermarlo il report pubblicato da NextValue sull’offerta Open Source in Italia secondo cui, almeno per quanto riguarda l’Italia, “ben il 73% delle aziende del panel utilizza software Open Source, mentre l’85% è familiare con soluzioni Open Source e conosce altre aziende che le hanno adottate. Le soluzioni di Open Source sono sempre più utilizzate per guidare il processo di innovazione delle core operations e la loro adozione in processi mission-critical è ormai prevalente.”

open source report

Una parte dei business manager rimane però ancora restia: i motivi? Secondo il recente studio, “spesso le aziende italiane faticano a trovare personale preparato per la gestione di progetti Open Source, si pensi per esempio a programmatori Java esperti. Questa tendenza si accompagna spesso con il fraintendimento che le soluzioni Open Source siano non assistite, cioè erogate senza nessun servizio di consulenza, formazione, assistenza e supporto.”

Ma è davvero fondata questa affermazione?

Piattaforma open source significa più esperti, meno errori

L’Open Source è nato con l’idea di sviluppare un software aperto grazie alla collaborazione di diversi esperti IT per modificare e progettare una soluzione avanzata e all’avanguardia partendo solamente dalle fondamenta, cioè dal codice sorgente.

“Give enough eyeballs, all the bugs are shallow” Eric S. Raymond

La frase qui sopra, appartenente a uno dei più influenti informatici statunitensi, racchiude il senso del modello open e della community che sta alla base.  “Dato un numero sufficiente di occhi, tutti i bug vengono a galla” significa che per ogni piattaforma esiste una comunità di volontari esperti IT che contribuisce allo sviluppo di progetti e soluzioni a partire dal codice sorgente. Questo significa appunto che gli errori di scrittura sono molto più facilmente individuabili e quindi velocemente risolvibili.

Secondo i sostenitori dell’Open Source Software, un elemento che gioca a favore della qualità del software aperto consiste proprio nelle forti motivazioni di sviluppatori e utilizzatori, che scelgono liberamente di partecipare alla correzione di errori.

Open Source Community sta per qualità e innovazione

Un sinonimo di software open è software libero, concetto che forse ne chiarisce maggiormente l’essenza. Tale modello nasce per essere fruito apertamente. La community stessa nasce come atto spontaneo, senza nessun tipo di vincolo, per la condivisione della conoscenza ed esperienza di ogni sviluppatore. Rientra quindi tra le probabilità che un programmatore possa sospendere in qualsiasi momento il progetto che stava seguendo per contribuire a svilupparne altri.

Quando si parla di titubanza nei confronti del mondo open si fa riferimento più che altro all’affidabilità della stessa community. Quello che si pensa comunemente è che per lo stesso concetto secondo il quale la community open source nasce per essere collaborativa e aperta, nel senso che chiunque – con le competenze adeguate – può partecipare e intervenire, chiunque possa anche decidere di dedicarsi ad altro o interrompere all’improvviso. A questo punto si pensa a un arresto totale del progetto, con conseguente perdita di tempo e denaro. Di questo, nello specifico, si lamentano le aziende che decidono di affidarsi al modello open per portare a termine un progetto, un’applicazione etc.

“Il panel interrogato sembra dirci “più servizi”, una richiesta che i provider in quest’area dovrebbero senz’altro tenere in considerazione, sia nella definizione del loro portafoglio Open Source, sia nella pianificazione ed esecuzione della loro strategia di go-to-market. Non a caso, non solo i principali provider di tecnologie Open Source, come RedHat, hanno un modello di business centrato su servizi di formazione e supporto, ma anche molti dei principali System Integrator internazionali hanno esteso le loro competenze e il loro portafoglio servizi al nuovo paradigma, realizzando in molti casi specifiche practice per aiutare i loro clienti a operare con un’architettura open.”

Supporto: è questo quello che chiedono le aziende che si approcciano all’open source e i provider più importanti stanno già andando in questa direzione. Nel caso specifico di RedHat, leader indiscusso a livello mondiale nella fornitura di soluzioni open source per l’IT di livello enterprise, il vero punto di forza sta appunto nella collaborazione attiva con le imprese che non hanno risorse IT sufficienti per sviluppare un progetto open. Vengono dunque proposti pacchetti studiati ad hoc, dalla formazione alla certificazione, volti proprio a supportare a 360 gradi le figure aziendali che richiedono assistenza.

In questo modo si ha la sicurezza di portare a termine il proprio progetto, senza l’obbligo di vincoli. È il caso anche di Axioma che, oltre a lavorare con prodotti open source, garantisce diversi tipi di supporto per accompagnare al meglio nel mondo open le imprese:

  • Formativo: per approfondire e acquisire nuove competenze tecniche con l’obiettivo di ridurre la curva di apprendimento e iniziare a lavorare subito su piattaforme open source
  • Tecnico: per essere guidati nello sviluppo e gestione delle soluzioni open
  • Consultivo: per analizzare e affrontare assieme al provider le sfide e le possibile soluzioni open da adottare per affrontarle

Collaborazione fra community e provider? Un valore aggiunto

Il segreto sta quindi nella collaborazione, non solo fra esperti sviluppatori, ma anche fra azienda e community, un rapporto che può migliorare ancora di più il livello di qualità del software finale. La presenza infatti dell’azienda fornitrice è un valore aggiunto, perché significa anche contribuire alla crescita, alla maturità e al successo del modello open. Ma soprattutto significa maggiore affidabilità dei prodotti, dunque minori preoccupazioni, più certezze e rassicurazioni per i clienti.