cpq software

Non utilizzi ancora un CPQ software?

Che i comportamenti d’acquisto abbiano modificato i processi di vendita B2B ormai non è più un segreto. Di conseguenza, gli sforzi di trasformazione digitale si sono spostati oltre gli strumenti tradizionali di CRM e Sales Force Automation. Le aziende ora devono investire in soluzioni per la configurazione, il prezzo e l’offerta. Un CPQ software allinea le caratteristiche del prodotto alle esigenze specifiche del cliente ed è sicuramente una soluzione su cui investire per migliorare l’esperienza di acquisto.

Un CPQ software per differenziarsi dalla concorrenza

Secondo le stime di Gartner, il mercato della tecnologia Configure Price and Quote nel 2015 era a quota 570 milioni di $. Oggi, la crescita è continua e si sta concentrando nelle soluzioni CPQ basate sul cloud che hanno visto una crescita del 46% anno su anno. In generale comunque la ragione del successo del CPQ software è che è una soluzione che rende più facile ed efficiente il lavoro della rete vendita. Inoltre queste soluzioni tendono ad avere tassi di adozione più elevati grazie alla facile integrazione con i sistemi di gestione delle relazioni con i clienti (CRM).

Il CPQ software quindi contribuisce a far sì che l’area vendite lavori di più in meno tempo: per essere competitivi sul mercato, bisogna differenziarsi dalla concorrenza e se la mia rete commerciale è in grado di inviare in pochi minuti un preventivo corretto per un prodotto complesso è sicuramente un elemento di valore aggiunto alla mia attività.

Inoltre i responsabili dei rapporti B2B delle aziende clienti utilizzano dispositivi mobili in tutte le fasi del ciclo di acquisto e si aspettano lo stesso dalle aziende con cui intrattengono rapporti commerciali. Quindi l’utilizzo di un CPQ software in grado di funzionare anche da tablet contribuisce a rendere l’esperienza d’acquisto più attraente rispetto a quella dei concorrenti.

Semplificare è la parola d’ordine

La semplificazione dei processi, spesso complicati, è il desiderio di qualsiasi azienda, soprattutto quando si parla di rete vendita. Per questo scopo, l’adozione di un software che renda automatico il flusso commerciale si presenta come la scelta migliore, a patto che si organizzino anche le risorse e i processi. Quando si pensa di fornire ai propri commerciali un software che cambia le loro attività quotidiane, bisogna anche prevedere che ci saranno delle perplessità da parte loro: sarà affidabile? Ma soprattutto, sarà intuitivo e facile da utilizzare?

Nessuno vorrebbe uno strumento complicato e articolato da usare con un’esperienza d’uso confusa e indecifrabile. Un’esperienza di questo tipo, anzi, allontana gli utenti dall’utilizzo del software e quindi dal processo organizzativo aziendale che si è definito, che diventa così incontrollabile perché non più tracciato. Un CPQ software consente di effettuare una configurazione guidata, in base a regole di vendita e produttive definite dall’azienda, senza il pericolo di commettere errori. Questo permette anche ai venditori alle prime armi di effettuare preventivi corretti, riducendo di gran lunga il rischio di configurare un prodotto in modo errato. Inoltre, rende molto più semplice la procedura di apprendimento.

E il cliente? Cosa ne pensa?

Se per i venditori, un CPQ software facilita e velocizza il lavoro, il cliente non avrà la possibilità di valutarne le funzionalità, ma sicuramente ne apprezzerà i risultati. Valutare insieme al venditore quale prodotto si avvicina di più a quello desiderato, effettuando simulazioni di configurazione in modo semplice e veloce rende l’attività di contrattazione meno impegnativa. Inoltre la procedura guidata di un CPQ software riduce gli errori e le difficoltà del procedimento di preventivazione. In questo modo il venditore potrà focalizzarsi sul rapporto diretto con il cliente, aumentandone la fidelizzazione e riducendone i tempi di risposta. L’esperienza di acquisto, oggi, è tutto.

Per riassumere, due motivi per scegliere un CPQ software: aiutare il tuo cliente a trovare ciò di cui ha bisogno e supportare la tua forza vendita.

Noi di Axioma abbiamo pensato di offrire una soluzione di CPQ software utilizzabile via web e disponibile anche in cloud.

Codici tributo acconti virus

Codici tributo acconti: virus di nuovo all’attacco!

Con il “Codici tributo acconti virus” i criminali informatici si stanno facendo sempre più furbi e sofisticati. Questa volta infatti hanno scelto come oggetto per le loro e-mail parole familiari a chi lavora in un ufficio amministrativo. Anzi, addiruttura parole quasi confortanti, visto che appartengono a un linguaggio ufficiale, burocratico, utilizzate normalmente da qualcuno da cui non ci aspetteremmo mai un’azione criminale.

Virus TaxOlolo: 88 aziende colpite in Italia

Deve essere questo che ha fatto abbassare la guardia di chi ha cliccato su quella e-mail nelle 88 aziende italiane che si sono ritrovate infettate da TaxOlolo, evoluzione del virus GootKit, che come sempre più spesso capita, arriva dalla Russia. Ancora non si sa quali siano le reali intenzioni di chi ha messo in piedi questo attacco, ma di sicuro non c’è da aspettarsi niente di buono, visto che il file scaricato si installa da solo e si mette in attesa di misteriosi comandi dall’esterno, al di fuori del nostro controllo.

Colpisce comunque la precisione dell’attacco: l’oggetto “Codici tributo acconti” o anche nella versione “F24 Acconti-Codice Tributo 4034” è evidentemente confezionato da chi conosce bene non solo la lingua italiana, ma anche un certo tipo di reigstro utilizzato proprio nelle aziende. Ma fortunatamente il livello di sofisticazione non è ancora così elevato: gli indirizzi e-mail da cui è stato inviato l’attacco appartengono infatti a contesti che con quelli ufficiali o governativi, da cui ci si aspetta che arrivino comunicazioni del genere, non c’entrano nulla. Un esempio? info@amber-kate.com e info@fallriverproductions.com.

Ma quindi come è possibile che 88 persone in altrettante aziende italiane ci siano cascate? Non bisogna essere troppo severi nel giudicare. Può succedere a tutti un attimo di distrazione o la frenesia del lavoro quotidiano o perché no? Un attimo di panico causato dall’arrivo di una cartella esattoriale! Di sicuro ciò su cui puntano questi criminali sono i grandi numeri. Più e-mail mandano, più la probabilità di far cascare qualche ingenuo si alza e anche stavolta più di 80 tentativi sono andati nel segno.

Attacchi informatici: basta stare attenti?

Ma quindi basta prestare attenzione per difendersi da un attacco informatico? Fino ad ora forse sì, forse sarebbe bastata un pochino di malizia in più. Ma chi confeziona questi attacchi sta raffinando sempre di più le sue tecniche e quindi questo ci fa pensare che purtroppo presto le e-mail pericolose non saranno più così facili da individuare. E in ogni caso, i fatti lo dimostrano, qualcuno disattento c’è sempre e può involontariamente creare dei grossi danni all’azienda in cui lavora. Il blocco dei dati e dei sistemi, se non addirittura il furto dei dati stessi, significa perdite di denaro importanti e difficilmente recuperabili.

Fortunatamente però, se da un lato i criminali si fanno sempre più furbi, dall’altro anche i sistemi per proteggersi sono sempre più validi e sofisticati. La dimostrazione sta nel fatto che le 88 aziende infettate non hanno subito nessun tipo di danno proprio grazie a un meccanismo di difesa che si è attivato al momento dell’attacco. Si tratta di aziende quindi che hanno investito sulla loro protezione con soluzioni apposite costantemente aggiornate sui nuovi pericoli della rete.

La protezione passa quindi da un’analisi del rischio, dalla correlazione delle minacce con i processi di business gestiti tramite la tecnologia informatica, dalla definizione e applicazione delle contromisure e infine da una verifica periodica sull’efficienza della protezione. Solo in questo modo si può efficacemente proteggersi dagli attacchi sempre più pericolosi e frequenti che arrivano dalla criminalità informatica.

La scelta del fornitore è fondamentale, ovviamente, e Axioma può darti una mano in questo. Visita www.infrastrutturait.com o l’altro nostro articolo sull’argomento.

Chi è pronto alla Digital Transformation – con il Cloud – alzi la mano

Il 2018 è appena iniziato e come di consueto fioccano articoli che tirano le somme del 2017.
Dati e statistiche sul mercato, sui consumatori, sui prodotti e sui prossimi trend, nella speranza di intraprendere la strada giusta per un business vincente. Quest’anno si è parlato soprattutto – e se ne parlerà sempre di più – di realtà aumentata, intelligenza artificiale, Industria 4.0 e … di Cloud Computing! Ebbene sì, ancora il Cloud!

La nuvola è la protagonista della scena ormai da anni, ma non è ancora arrivata a una piena maturità. Se ne sente parlare di continuo e questo tanto parlare ha portato ad avere preconcetti che non consentono di valutarla con un approccio veramente oggettivo e strategico.

In Italia il Cloud continua a crescere, nello specifico ha registrato un incremento del 24% rispetto all’anno scorso. (Fonte: Osservatorio Cloud&Ict as a Service della School of Management del Politecnico di Milano) Si tratta di un mercato di ampia portata, se si pensa al fatto che comprende ed è correlato a diversi aspetti e soluzioni che toccano più settori. Iniziamo con l’identificare e spiegare tre macro aree del Cloud: IaaS, PaaS, SaaS.

Di cosa si tratta? Per chi non fosse ancora pratico di questi acronimi:

  1. Cloud Iaas (Infrastructure as a Service): viene fornita un’infrastruttura IT in Cloud per poter erogare in autonomia i propri servizi e le proprie applicazioni, senza la preoccupazione della gestione e della manutenzione della parte hardware. Il cliente può usufruire di un servizio scalabile e affidabile senza dover occuparsi di tutte le dinamiche di gestione perché se ne occupa direttamente il vendor
  2. Cloud PaaS (Platform as a Service): si intende un’offerta in cui viene garantita al cliente una piattaforma che supporta lo sviluppo di applicazioni in Cloud. Anche in questo caso l’azienda cliente non si deve preoccupare di dover gestire o controllare l’infrastruttura a livello di rete, server, sistemi operativi e storage, ma ha il pieno controllo sulle applicazioni e sulle relative impostazioni di configurazione
  3. Cloud SaaS (Software as a Service): il fornitore mette a disposizione i propri software in remoto, facendo sì che il cliente non debba installarli o scaricarli, ma vi accede tramite connessione Internet. I vantaggi di questa soluzione sono l’accessibilità al software senza investimenti importanti in infrastruttura IT ed la scalabilità del software che permette così di ampliare o ridurre la portata applicativa (in termini di numero di licenze, nuove funzioni, nuovi moduli, aggiornamenti, …)

La crescita del Cloud

Secondo una ricerca Sirmi, nel 2017 la componente SaaS è stata quella maggioritaria e ha registrato una crescita del 25,3% rispetto al 2016. In questo caso parliamo di adozione di servizi di office automation e posta elettronica, arrivati a penetrare un’azienda su due nelle grandi organizzazioni, così come di servizi a supporto della gestione delle risorse umane, e-learning, gestione documentale e firma elettronica. Un elemento di novità è la diffusione di servizi SaaS di Internet of Things (15%) e di intelligenza artificiale (10%) che, pur aprendosi ora al mercato, suscitano un interesse al di sopra della media.
Ma è la componente Iaas quella che ha rappresentato il più alto valore di mercato, circa 1 miliardo di euro.
La componente PaaS ha invece registrato la crescita più alta rispetto all’anno precedente con un +42,1%. Tra quelli più diffusi vi sono i database, i data service e i servizi a supporto dello sviluppo mobile e web.

Chi ha speso di più?

Spesa Cloud 2017 per la Digital Transformation

Le agevolazioni del piano Industria 4.0 hanno accelerato in modo particolare la richiesta di infrastruttura e software in cloud da parte del settore manifatturiero. A seguire, Telecomunicazioni/Media che ha registrato una crescita importante nell’offerta dei servizi digitali. Segue il settore Utility/Oil gas che presenta diversi e numerosi progetti strategici di Cloud Transformation, mentre la Pubblica Amministrazione attende direttive e condizioni del nuovo piano trentennale, che spinge in maniera decisa verso la razionalizzazione delle infrastrutture e i servizi in Cloud.

Le preoccupazioni più comuni

Nonostante questa crescita, per ora solo il 31% delle PMI italiane si avvale del Cloud. Perché? Quali sono i principali motivi?

  1. Sicurezza e privacy: una volta migrati dati e applicativi sul Cloud, l’azienda ha la sensazione di perderne il controllo e quindi di mettere a rischio la sicurezza degli stessi, sia in termini di perdita che di violazione
  2. Integrazione con i sistemi informativi interni dove l’analisi per capire come integrare soluzioni installate in ambienti diversi e con tecnologie diverse è abbastanza complessa
  3. Connettività limitata: il digital divide è ancora presente nel nostro Paese. La fibra ottica è presente in pochissime realtà e altre non sono neanche raggiunte da una connessione che permetta un’agevole gestione delle operazioni online.
  4. Compliance: le policy aziendali rispetto al trattamento dei dati e alle procedure è chiaramente da rispettare anche nel Cloud.

In realtà si tratta di preoccupazioni che, oggi, si fondano su problematiche risolvibili.

Per esempio: dire che i dati sono facilmente manipolabili e violabili è drastico e molte volte non vero, perché questi vengono memorizzati in server virtuali e controllati da personale e sistemi di data protection il cui unico compito è pensare, appunto, alla sicurezza. Ovviamente la validità di tale affermazione è anche, e soprattutto, legata alla scelta del fornitore più adatto, che può trasformare il rischio da minimo a nullo.

C’è da dire che comunque il Cloud, nonostante le preoccupazioni generali, si sta affermando sempre di più grazie alla caratteristica di abilitare diverse tecnologie e soprattutto la Digital Disruption.

 

Cloud, Digital Transformation e le sfide del 2018

Riprendendo la ricerca Sirmi, si evince che tra il 2013 e il 2017 il Cloud in Italia è cresciuto e si è trasformato da alternativa parziale ai sistemi IT interni a efficace opportunità per realizzare davvero la Digital Transformation.

E per attuare una reale Digital Transformation nelle aziende italiane è indispensabile una vision aziendale a tutto tondo e una forte leadership che impatterà non solo sull’IT, ma anche sull’intera organizzazione.

Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, afferma: “per il Cloud si profila una nuova sfida: essere la piattaforma abilitante per la Digital Transformation. Oggi il mercato è dinamico e ricco di opportunità e di sfide sia per i player dell’offerta, che vivono un contesto competitivo globale, che per le aziende utenti che cercano nel digitale la possibilità di innovare prodotti e servizi.
Il Cloud è un ecosistema ricco di servizi che possono essere interconnessi in infiniti modi per la creazione di valore: ripensare il modello di fruizione delle tecnologie non è più solo una scelta legata alla convenienza economica, ma diventa un fattore critico per la competitività stessa.”

Sembrerebbe quindi che il Cloud sia il grande abilitatore per la vera innovazione tecnologica e il conseguente salto competitivo.

 

E voi? Siete pronti alla sfida?

CRM marketing

CRM – MARKETING AUTOMATION: binomio strategico

Nell’ambito dell’automazione della forza vendita, il CRM si dimostra essere la pietra angolare dell’evoluzione del marketing. Il CRM da solo consente infatti un’ottimizzazione di tutti i processi aziendali. Manca però di una marcia senza l’integrazione della marketing automation, che permetterebbe invece un ulteriore miglioramento di tutti quegli aspetti che incidono positivamente anche sulla chiusura di trattative commerciali.

CRM – Customer Relationship Management

Per CRM si intendono tutti i processi di gestione del rapporto con i clienti. Grazie a tale soluzione è possibile infatti memorizzare e archiviare facilmente tutte le informazioni inerenti a contatti, clienti, aziende, lead, interessi, opportunità di vendita etc. In questo modo è possibile organizzare al meglio le informazioni di contatto e gestire in modo efficiente tutte le interazioni e relazioni commerciali.

Un vantaggio ulteriore sta anche nel fatto che, archiviando tutti  i dati nel CRM, questi stessi diventano accessibili da tutti e da un solo punto di accesso. Lo scopo principale quindi dell’adozione di una soluzione di CRM è migliorare e semplificare le relazioni commerciali attraverso la centralizzazione delle informazioni, la loro organizzazione e la loro condivisione.

MA – Marketing Automation

La marketing automation è un’attività sempre più diffusa e praticata dalle aziende che desiderano mantenere attivi i propri lead, creando coinvolgimento con lo scopo di convertirli in clienti effettivi. Nel dettaglio permette di automatizzare tutti i processi di marketing come la segmentazione dei clienti, l’integrazione del customer data e la gestione delle campagne. Grazie ai processi e tecnologie sviluppate ad hoc, i sistemi di marketing automation permettono di generare comunicazioni personalizzate e campagne mirate e valutare poi con attenzione la propensione e l’interesse dei clienti e potenziali con cui l’azienda è entrata in contatto.

Integrazione CRM – Marketing Automation

L’uno presuppone l’altro, o almeno dovrebbe, e nelle strategie aziendali diventa essenziale la loro integrazione. Infatti utilizzare una soluzione di customer relationship management senza una piattaforma di marketing automation e viceversa significa meno efficienza, e molto più spreco di risorse.

La marketing automation permette di automatizzare alcune attività di marketing ripetitive, per esempio seguire le tracce di chi naviga nel sito web, registrando le pagine visitate e il tempo di sosta, generare e-mail personalizzate, gestire le campagne di lead nurturing etc.

Le attività che una soluzione di automazione marketing permette di fare sono davvero diverse. Hanno però un reale scopo e utilità solo se integrate a un sistema di CRM, che permette appunto di registrare tutte le informazioni utili a creare una profilazione dei contatti accessibile a chiunque sia necessaria. CRM e marketing automation dovrebbero lavorare simultaneamente, soprattutto in tutte quelle aziende dove la forza vendita svolge un ruolo fondamentale.

“Sembra davvero ironia il fatto che per diventare più personali, i marketers debbano utilizzare l’automazione” Lori Widzo, analista di Forrester Research.

Principali vantaggi

  1. MAGGIORE COLLABORAZIONE FRA REPARTO MARKETING E VENDITA: questo permette soprattutto di risparmiare tempo. Infatti, una problematica comune sta nel fatto che molti marketers assegnano tutti i lead direttamente alle vendite senza filtrare quelli realmente intenzionati all’acquisto. Ma una piattaforma di MA, integrata al CRM, può fare in modo che i lead vengano consegnati al team di vendita solamente dopo un’attenta selezione
  2. ACCELERAZIONE DEL PROCESSO DI VENDITA: CRM – marketing automation integrati permettono di spostare le opportunità più velocemente nella pipeline. Ad esempio, l’unione di MA e CRM permette di dare informazioni al potenziale cliente al momento esatto per mantenere alto e crescente il livello di interesse che potrebbe portare a una reale e concreta opportunità di vendita
  3. MAGGIORE E IMMEDIATA VISIBILITÀ: grazie a una maggiore visibilità è possibile capire le cause eventuali delle mancate conversioni e dove intervenire e agire con campagne mirate. Una visione approfondita permette di capire dove migliorare e dove continuare a puntare
  4. MIGLIOR CUSTOMER SERVICE: grazie al fatto che si possono archiviare e memorizzare tutte le informazioni e attività svolte dai clienti o con i clienti, si può avere un profilo e una storia più dettagliata del cliente. In questo modo è possibile seguirlo e soddisfare le sue esigenze al meglio, dunque incrementare le vendite
  5. MAGGIORE TEMPO DA DEDICARE AL LEAD NURTURING: secondo un’indagine di Forrester Research, “le aziende che eccellono nel lead nurturing generano il 50% in più di vendita a costi inferiori del 33% per lead.” Il lead nurturing rende il funnel delle vendite più fluido grazie alle costanti relazioni commerciali e comunicazioni con i prospect, per continuare quindi a creare valore aggiunto anche solamente tramite la brand awareness. Inoltre, secondo una ricerca statistica il lead nurturing accresce la produttività delle vendite del 14.5% e riduce le spese di marketing del 12.2%. (Fonte: Kapost)

Axioma Cloud CRM è un esempio di integrazione fra CRM e marketing automation. Grazie per esempio ad anagrafiche altamente profilate secondo le esigenze e necessità di business, permette di inviare campagne di mass-mail marketing a target specifici. Consente poi di tracciare i comportamenti dei destinatari: vedere chi ha ricevuto la comunicazione, quanti hanno cliccato e dove, per poi pianificare e monitorare le attività di post-invio, come recall, appuntamenti etc.

Nel caso in cui si crei un’opportunità, il reparto marketing e quello commerciale possono gestire simultaneamente, con trasparenza, l’avanzamento della relazioni. In questo modo si ha un notevole risparmio di tempo, evitando di inserire dati e di condividere ogni volta le informazioni con gli altri reparti.

Vuoi saperne di più? Dai uno sguardo ad Axioma Cloud CRM, la soluzione di CRM e MA.

 

First Travel Italy sceglie Axioma

First Travel e Axioma: insieme per il travel industry

L’offerta Axioma per il settore Turismo rappresenta da più di trent’anni una certezza per il mercato, poiché copre le esigenze di agenzie di viaggi e tour operator in modo completo e integrato. La sua costante spinta innovativa ha fatto sì che sia stata scelta da First Travel Italy, azienda specializzata nella Logistica del Trasporto Persone con Conducente nei viaggi “leasure”, “business” e nell’organizzazione di eventi, con presenza internazionale e servizi all’ avanguardia.

La soluzione di Axioma scelta da First Travel Italy è una piattaforma di self-booking e di gestione delle prenotazioni che migliorerà l’efficienza delle operazioni e consentirà una completa integrazione dei servizi con il back-office del cliente.

Questa soluzione completa la già ampia offerta di Axioma dedicata al settore turismo.

Per saperne di più su questa soluzione e la scelta di First Travel Italy, ecco il caso completo.

Business Intelligence fashion

Il ruolo della Business Intelligence fashion

La raccolta dei dati e delle informazioni aziendali è diventata un’attività fondamentale in tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni del proprio business. Nel settore fashion, un’attività di Business Intelligence diventa ancora più importante proprio per le peculiarità del settore. In ogni caso comunque, questo processo però risulta essere molto complicato, soprattutto quando si tratta di dare un senso a tutte le informazioni raccolte.

Una soluzione di Business Intelligence consente di prendere decisioni di business migliori e il suo utilizzo da parte delle aziende è in costante aumento poiché assicura una serie di benefici a lungo termine. Inoltre consente di catturare informazioni in tempo reale attraverso una serie di canali per poter rispondere alle esigenze mutevoli dei clienti.

Business Intelligence: guardiamo i dati

Un’indagine condotta da Forbes Insights e Qlik rivela però che la maggior parte dei professionisti intervistati ritiene che per quanto la BI stia apportando importanti benefici al business, in realtà non viene sfruttata al massimo delle sue potenzialità: solo il 48% degli intervistati infatti ritiene di aver ottenuto tutti i benefici derivanti dall’utilizzo di strumenti di Business Intelligence. Una possibile soluzione, secondo quanto emerge dal sondaggio, è quella di migliorare la governance per garantire risultati coerenti, affidabili e ottimizzati, ma questo prevede l’utilizzo di una soluzione BI che abbia formule e definizioni standardizzate e report di analisi di facile consultazione.

“La governance richiede davvero un buon equilibrio, in grado di assicurare continuità e flessibilità allo stesso tempo” ha dichiarato Mike Saliter, VP di Global Industry Solutions di Qlik. “Non esiste una formula perfetta, ma trovare il giusto livello di amministrazione all’interno della cultura aziendale è una componente fondamentale per sfruttare al meglio le potenzialità della Business Intelligence”.

Business Intelligence fashion: quali sono le peculiarità

Un settore in particolare, quello del fashion, si trova a dover gestire una mole consistente di informazioni e dati relativi all’andamento delle attività svolte e molto spesso risulta difficile organizzarli e centralizzarli per orientare le decisioni aziendali. I dati delle diverse aree aziendali di un’azienda di moda infatti, sono in continuo aggiornamento e sono legati alla velocità delle variazioni di collezioni, cataloghi e stagionalità. Inoltre il mercato dell’e-commerce è in forte crescita e questo comporta una maggior competitività tra i retailers.

Come è possibile prendere decisioni adeguate in un contesto simile?

Adottando uno strumento di analisi dei dati!

Con uno strumento di Business Intelligence fashion è possibile raccogliere dati aziendali, aggregarli, renderli omogenei e coerenti e trasformarli in analisi sotto forma di report, grafici e cruscotti. I risultati saranno ancora più efficienti se questo strumento è progettato proprio per analizzare dati e informazioni relativi ad aziende di abbigliamento, calzature e accessori moda. Una Business Intelligence per il fashion infatti risolve il problema maggiore, e cioè la selezione dei dati: le operazioni che richiedono più tempo e maggior attenzione sono appunto l’identificazione dei dati da utilizzare, la loro pulizia e uniformazione dovendo distinguere i dati più utili da quelli troppo di dettaglio, generando inesattezze e frammentazione delle analisi.

La grande competitività del mercato della moda mette i dirigenti davanti ad una grande sfida: compiere quotidianamente una serie di scelte e decisioni strategiche che devono essere prese in maniera tempestiva ed efficiente. Adottando una soluzione di Business Intelligence fashion queste operazioni saranno molto più semplici e veloci. L’utilizzo di cruscotti e indicatori di performance attraverso grafici e diagrammi permette di avere un’immagine istantanea di ogni tipo di attività in pochi secondi.

La Business Intelligence fashion di Axioma

La soluzione di Business Intelligence per la moda di Axioma è uno strumento in grado di ricavare informazioni e conoscenze essenziali per il processo decisionale, per il controllo dell’impresa e per identificare azioni correttive e strategiche. I dati vengono rappresentati sotto forma di grafici e cruscotti per avere una visione immediata e complessiva dell’andamento aziendale e interrogano tutte le aree aziendali relative all’ufficio stile, marketing e merchandising; pricing e vendite (sell in, sell out, sell through e traffic counter); planning e allocation e magazzino. Una soluzione di Business Intelligence completa pensata per avere tutto sotto controllo.

SCM - Supply Chain Management

Produrre in tempi brevi con la SCM – Supply Chain Management

Il fattore che caratterizza la quarta rivoluzione industriale è fondamentalmente l’IoT, Internet of things, applicato ai processi di produzione. I macchinari industriali dotati di questo tipo di tecnologia sono in grado di svolgere diverse attività, come tenere traccia del numero dei cicli svolti, del ritmo di produzione e delle giacenze disponibili a magazzino. Per esempio, ora è possibile programmare le diverse macchine in modo che venga segnalato in tempo reale un eventuale guasto oppure un intervento di manutenzione straordinario e ordinario. Ma l’aspetto più importante di Industry 4.0 consiste nell’integrazione di informazioni provenienti da diversi macchinari su un’unica piattaforma dove reperire facilmente i dati in qualsiasi momento, dati fondamentali per comprendere, per esempio, l’andamento del processo produttivo.

SCM Supply Chain Management: come interviene nella quarta rivoluzione industriale?

La quarta rivoluzione industriale sta portando importanti progressi nel modo di produrre e di lavorare in generale. La tecnologia permette di rendere efficiente qualsiasi attività, riducendo le tempistiche e di conseguenza i costi. Il cambiamento più importante apportato dalle nuove tecnologie riguarda il processo di produzione, cuore pulsante di un’azienda manifatturiera.

Produrre in tempi brevi determina un vantaggio competitivo non indifferente per le industrie, perciò la Supply Chain risulta essere forse l’elemento più rilevante su cui puntare per rendere più smart l’intera organizzazione aziendale. Con un sistema di Supply Chain 4.0 si riduce drasticamente il margine di errore. Inoltre grazie all’interconnessione e l’integrazione di tutti i componenti della catena di produzione è possibile coinvolgere il cliente nel processo produttivo così da renderlo partecipe delle dinamiche di realizzazione del prodotto.

Supply Chain Finance: cosa c’entra con la SCM?

Inoltre, in riferimento alla catena di produzione si sente parlare spesso di Supply Chain Finance. Che cosa si intende? In seguito alla crisi economica e alla necessità di rinnovare per stare al passo con la quarta rivoluzione industriale, gli istituti finanziari mettono a disposizione servizi e incentivi per finanziare e supportare nell’adozione di un sistema di Supply Chain 4.0. In sostanza, la Supply Chain Finance rende l’accesso al credito più agevole così da aiutare anche le imprese più piccole a investire e impiegare soluzioni innovative per continuare a produrre in ottica 4.0.

Secondo uno studio dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, “la Supply Chain Finance porterebbe a una serie di benefici non indifferenti. Oltre a ridurre il rischio di errore e a migliorare le attività interne di un’azienda, ha benefici finanziari – economici perché permette di avere meno costi e sconti di acquisto per beni e servizi. Tutto ciò fa in modo che si crei lo sviluppo di nuove opportunità di business.”

Lo scenario che ne risulta è positivo e speranzoso per il sistema di produzione. C’è inoltre da ricordare che la legge di bilancio 2017 ha previsto dei bonus di iper e super ammortamento per favorire lo sviluppo di Industria 4.0 che saranno usufruibili fino al 31 luglio 2018. A far parte delle soluzioni incentivate dal Piano Nazionale Industria 4.0 è la stessa SCM Supply Chain Management di Axioma.

Axioma, software house italiana, in collaborazione con sedApta, partner con oltre 25 anni di esperienza nell’ambito produzione, propone soluzioni pensate per soddisfare le esigenze di ogni cliente. L’offerta di Axioma e sedApta è composta da moduli pensati per pianificare inventario, domanda, offerta e produzione in modo flessibile e interconnesso, per il monitoraggio delle macchine e degli impianti, per la schedulazione di ogni processo sulla base della disponibilità delle risorse e per migliorare tutti i processi aziendali attraverso funzioni specifiche.

La Supply Chain 4.0 può dare una spinta considerevole a tutta l’area produzione ed, economicamente parlando, all’azienda stessa. Grazie poi agli incentivi previsti dal Piano Calenda 4.0 e dallo stesso Supply Chain Finance non si può non cogliere al volo questa opportunità.